Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n.112 Mai 2012

Kerttu Vuolab: Madrelingua come tradizione

Kerttu Vuolab -Una poeta sàmi que contia la sia terra

autore, poeta, traduttrice, illustratrice, paroliere

Kerttu Vuolab: Madrelingua come tradizione
italiano

2-3 giugno ad Ostana

Kerttu Vuolab è cresciuta nella Lapponia Finlandese, in Tenojokilaakso al fiume Teno. Situata nel comune più settentrionale dell'Unione europea, Utsjoki, è una delle località ospitanti la cultura sami. Vuolab è una scrittrice e professionista della lingua sami, che si è dedicata nel trasferire alle nuove generazioni la cultura, la lingua, e soprattutto la tradizione narrativa sami, che prima degli anni '70 rischiavano di spegnersi.

Ha scritto in tutto 6 libri di cui 4 sono anche illustrati da Vuolab: il primo, un libro per bambini Golbma skihpáračča, 1979, trae ispirazione dal ricordo della sorella morta. Nel 1990 viene pubblicato un altro libro per bambini Ánde ja Risten Jagi fárus, e nel 1994 esce un romanzo per un pubblico di giovani e giovani adulti Čeppári  čáráhus. Per questo romanzo, il cui titolo si riferisce al nomignolo utilizzato per denigrare Vuolab ai tempi della scuola per le sue tendenze perfezioniste, Vuolab ha ricevuto un riscontro particolarmente positivo. Non di meno per il fatto che tramite questo romanzo i giovani sami arricchiscono il loro vocabolario, grazie al linguaggio sofisticato che utilizza Vuolab. Nel 2005 esce Čomisteaddjit, un pezzo teatrale, mentre nel 2007 da una collaborazione con Manne Stenros nasce il libro The Sámi/Saamelaiset/Les Sames, che mette luce sulla tradizione narrativa e sulla mitologia sami. Quest'ultimo è disponibile in lingua finlandese, inglese e francese. Bárbmoáirras, pubblicato nel 2008, porta a Vuolab nel 2011 la candidatura per il Nordic Council Literature Prize. E' il più grande dei suoi libri, ed è stato tradotto nel 2011 in lingua svedese (Paradisets stjärna). 

Vuolab lavora anche come illustratrice, e come paroliere ha collaborato con la famosa musicista sami Mari Boine. Fra le sue traduzioni c'è Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry (Bás prinssaš, 1981).

Oltre alle sue ambizioni letterarie lavora da 40 anni come interprete simultanea di sami e finlandese, avendo in più lavorato in un giornale ed in una casa editrice, e come giornalista freelance in radio. Nelle università insegna la scrittura creativa, dando lezioni sulla tradizione narrativa sami. Riconosciuta anche come un'artista di grande impatto per la sua regione, durante gli anni 1994-1998 è stata onorata con lo status di "Artista ufficiale per la regione". Nella sua gioventù ha inoltre partecipato attivamente alla sfera politico-culturale.

Ad Ostana Kerttu Vuolab racconterà come lei è diventata una dedicata scrittrice in lingua sami, malgrado le evidenti sfide, soprattutto di natura economica. Il popolo sami e il numero di persone che parlano il sami è molto limitato - sono presenti solo in quattro paesi e presentano una varietà di lingue sami che si differenziano fra loro - e questo vuol dire che pubblicare dei libri in una delle lingue sami non è proficuo dal punto di vista economico.

 

Un cielo stellato

La madrelingua è come un cielo stellato che ognuno interpreta a modo suo. Più tempo uno passa ad osservare le stelle, più ne vede. Ma nessuno riuscirà mai a vederle tutte. Le stelle si spengono, mentre nascono delle nuove, e lo spettro è in continuo mutamento. Ed anche se aiutati dai telescopi, riusciremo a vedere solo una traccia di queste stelle. Lo stesso vale anche per le lingue: una persona può vantarsi di sapere una lingua ad ottimi livelli, ma nessuno potrà padroneggiare nemmeno una lingua alla perfezione. Rimane sempre qualcosa che non facciamo in tempo ad imparare. Inoltre le lingue si trasformano, si evolvono e si rinnovano continuamente. Come saranno le lingue del mondo fra cento anni? Questo non lo sappiamo perché non possiamo prevedere come esattamente si trasformeranno in un secolo.

 

Ogni lingua è una fonte senza fondo di nuove opportunità, e la materia prima di nuove idee e nuove realizzazioni. Quando una persona narra nella sua madrelingua, la legge o la scrive, contribuisce al trasmettere alle future generazioni questo patrimonio mentale dell'umanità. Le lingue del mondo per noi sono delle guide di sopravvivenza, che durante i millenni si sono arricchite delle esperienze delle generazioni precedenti.

 

Se oggi sembra che una lingua stia per morire, non deve ancora essere scritto nelle stelle. Nel 1975 in tutto il mondo non c'era neanche una persona di meno di sei anni che avesse parlato la sami di Inari come madrelingua. Invece oggi è da circa vent'anni che i bambini piccoli parlano questa lingua all'asilo e poi nella scuola elementare dove studiano la loro madrelingua, nella loro madrelingua. 

occitan 2-3 junh a Ostana

Kerttu Vuolab es creissua dins la Lapònia finlandesa, en Tenojokilaakso al flum Teno. Situaa dins la comuna mai setentrionala de l'Union Europea, Utsjoki es una des localitats qu'òspita la cultura sami. Vuolab es una escrivaira e professionista de la lega sami, que s'es dedicaa dins lo passar a las nòvas generacions la cultura, la lenga e sobretot la tradicion narrativa sami, que derant di ans '70 riscavon de s'avalir.

A escrich en tot 6 libres dont 4 son tanben illustrat da ilhe: lo premier, un libre per mainats, Golbma skihpáračča 1979), trai inspiracion dal recòrd de la sòrre mòrta. Ental 1990 ven publicat un autre libre per mainats, Ánde ja Risten Jagi fárus, e ental 1994 salh un romanç per un públic de joves e de joves adults, Čeppári čáráhus. Per aqueste romanç, dont lo títol se riferís al sobriquet adobrat per denigrar Vuolab ai temps de l'escòla per sas tendenças perfeccionisticas, l'autritz a recebut un'aculhença particularament positiva, almenc per lo fach que a travèrs aqueste romança lhi joves sami enrichisson lor vocabulari, gràcias al lengatge sofisticat emplegat da l'escivaira. Ental 2005 sortís Čomisteaddjit, una pèça teatrala, dal temp qu'ental 2007 da una collaboracion embe Manne Stenros nais lo libre The Sámi/Saamelaiset/Les Same,que fai lutz sus la tradicion narrativa e sus la mitologia sami. Aqueste darrier es disponible en lenga finlandesa, anglés e francés. Bárbmoáirras, publicat ental 2008, pòrta a Vuolab ental 2011 la candidatura per lo Nordic Council Literature Prize. Es lo pus gròs di siei libres e es estat revirat ental 2011 en lenga esvedesa (Paradisets stjärna). 

En mai que sas ambicions literàrias, trabalha despuei 40 ans coma interprèta simultànea de sami e finlandés, en avent trabalhat tanben dins un jornal e dins una maison editritz e coma jornalista freelance en radio. Dins las universitats ensenha l'escritura creativa, en donant de leiçons sus la tradicion narrativa sami. Reconoissua tanben coma artista de grand impact per sa region, dins lhi ans 1994-1998 es estaa onoraa embe lo status de "Artista oficiala per la region". Dins sa joventut de mai a participat activament a l'esfèra política-culturala.

A Ostana, Kerttu Vuolab contarè coma es devengua un'escrivaira consacraa a la lenga sami, malgrat las esfida evidentas, sobretot de natura econòmica. Lo pòple sami e lo numre de personas que parlon la lenga es ben pichonet -son presents ren qu'en quatre vilatge e presenton una varietat de lengas diferentas - e aquò vòl dir que publicar de libres dins una des lengas sami es pas avantatjós dal ponch de vista econòmic.

 

Nástealbmi (en lenga sàmi)

Eatnigiella lea dego nástealbmi, man mis juohkehaš oaidná láhkásis. Mađe guhkit geahčada násttiid, dađe eanet daid áicá. Goittotge visot almmi násttiid ii oktage olmmoš geargga oaidnit. Muhtin násttit jáddet, nuppit ihtet dađistaga ja oppa áigge nástealbmi rievdá. Min čalmmit, vaikko vel teleskohpat livčče veahkkeneavvun, oidnet nástealmmis dušše unna binna bánna oasáža ain háválassii. Nu lea giellage, vaikko man bures muhtin giela máhtášii, de olmmoš ii goassige olat dievalasččat hálddašit oppa ovttage giela. Olu lea maid ii geargga oahppat ja gielat vel oruskeahttá rivdet, čálget ja ođasmuvvet. Makkárat leat máilmmi gielat boahtteáigge, daddjot dal vaikko čuohte jagi geahčen? Dasa mii eat vuos máhte vástidit, go eat nagot oppa vihkutge, gosa guvlui gielat rivdet boahtti čuohtejagis.

 

Juohke giella lea botnihis vejolašvuođaid gáldu, ođđa jurdagiid ja hutkosiid ávnnas. Go olmmoš máinnasta ja girjjiid iežas eatnigielain lohká dahje čállá, de son áibmada iežas olmmošvuođa riggodagaid boahtteáigái. Máilmmi gielaid dievva leat olbmuid ceavzinrávvagat, mat leat čoggon ovddit sohkabuolvvaid eallinvásáhusain jahkeduháhiid áigge.

 

Jos aiddo dál orru ahte muhtin giella gal lea jámadeamen, de dilli ii suige ovtto leat nu, go dál de orru. Máilmmis 1975 ii lean šat oktage vuollai skuvlaahkásaš mánná, guhte livččii eatnigiellan hállan anárašgiela. Dán jagi 2012 rádjai leat mánáid dikšon jo nuppelotjagi mánáidgárddis anárašgillii giellabeasi bargovugiiguin ja skuvllas leat oahpahan mánáide anárašgiela eatnigiellan.

 


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