Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2013

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Nòvas n.128 Octobre 2013

Per un’antologia degli scritti occitani dell’Alta Valle Susa - Intervista a Renato Sibille

Per un’antologia de l’escich occitan de l’Auta Val Susa - entrevista a Renato Sibille

di Agnes Dijaux

Per un’antologia degli scritti occitani dell’Alta Valle Susa - Intervista a Renato Sibille
italiano

Per la Giornata delle Lingue Madri, lo scorso 5 ottobre a Oulx, in occasione della Fiera Franca, sono state presentate la pubblicazione degli Atti del "Convegno Lingue Madri e Sacre Rappresentazioni in Valle di Susa, Brianzonese e Maurienne" e l'Anteprima dell'Antologia degli scritti occitani dell'alta Valle di Susa. Ne parliamo con Renato Sibille che ha condotto l'incontro:

Sabato 5 ottobre, la sala consigliare di Oulx era gremita per la conferenza di presentazione della pubblicazione degli atti del Convegno dello scorso anno sulle Sacre Rappresentazioni e di quella dell'anteprima dell'Antologia degli scritti occitani altovalsusini. A cosa è dovuto secondo te questo interesse?

La scelta dell'amministrazione comunale di Oulx e della Provincia di Torino di ripetere l'esperienza dello scorso anno, visto il successo della Giornata delle Lingue Madri, con un incontro organizzato dagli addetti agli Sportelli delle lingue minoritarie, gestiti da Chambra d'Oc nell'ambito dei Progetti della legge 482/99, in occasione dei festeggiamenti per la Fiera Franca, è stata sicuramente un'idea vincente. L'accostare due tradizioni legate al territorio: la storica fiera che da sempre richiama ad Oulx persone da tutta la Valle e dal vicino Brianzonese e la lingua madre del territorio, trova il favore di studiosi, appassionati o semplici curiosi interessati alla cultura locale. L'interesse suscitato dal convegno franco-italiano dello scorso anno, sia per il tema sia per l'autorevolezza degli interventi, ha spinto molti a riascoltare qualcosa sul tema e a dimostrare apprezzamento per la traduzione dei testi in lingua francese a cura di Agnès Dijeaux che si occupa dello sportello per la lingua Francese. Altrettanto interesse è stato suscitato dall'anteprima dell'Antologia degli scritti occitani dell'alta Valle di Susa e dall'occasione di sentire, dalla viva voce degli autori, le parlate locali. La presenza di prolifiche scrittrici quali Clelia Baccon, Augusta Gleise e Giovanna Jayme e del poeta Riccardo Colturi ha reso sicuramente unico l'incontro, proprio per il piacere di ascoltare il suono delle loro parlate occitane.

Cos'è quest'anteprima e come nasce l'idea di fare un'antologia di scritti occitani altovalsusini?

L'idea di raccogliere un corpus significativo di testi nelle parlate occitane dell'alta Valle di Susa mi è stata proposta da Chambra d'Oc, nell'ambito del lavoro che svolgo all'interno del Progetto Lingue Madri per lo sportello di lingua occitana presso il Parco del Gran Bosco di Salbertrand. Chambra d'Oc nell'arco degli anni ha già raccolto molto materiale in lingua occitana, pubblicato nella sezione Tresor de Lenga sul sito internet www.chambradoc.it, ed ha pensato di arricchire la raccolta, in particolare dell'alta Valle di Susa e di farne una pubblicazione. La proposta ha incontrato il mio interesse, anche perché da molti anni mi occupo di lingua occitana e tradizioni locali sul territorio. L'Anteprima che abbiamo presentato non è che un'introduzione al lavoro che sto conducendo di raccolta e sistematizzazione dei testi occitani dell'alta Valle. Per ora è stato presentato il panorama storico suddiviso in periodi, quello d'oro degli albori del XIV-XV secolo di cui abbiamo rari ma importanti documenti negli archivi comunali e parrocchiali, di estremo interesse perché ci narrano un'epoca in cui la lingua occitana tipica della tradizione orale era anche scritta; quello del dominio della lingua francese di cui rileviamo solo qualche parola occitana nei testi in francese, non per altro il francese è anche lingua minoritaria storica legata all'Escarton d'Oulx; l'epoca dei poeti dell'Ottocento di cui ci sono pervenute le poesie chiomontine di Jean Bapsite Jayme e degli inizi del Novecento con i poeti ulciensi Augusto Allois e Ernesto Odiard Des Ambrois e, infine, l'epoca della rinascita degli ultimi cinquant'anni in cui molti hanno sentito l'esigenza di lasciare memorie, poesie, racconti nella loro lingua materna. A partire dagli scritti editi del clavierese Luigi Onorato Brun, di Angelo Masset di Rochemolles o di Genesio De la Coste del Cels di Exilles o da quelli inediti di Armando Cibonfa di San Colombano di Exilles, fino ad arrivare alle nuove generazioni di giovanissimi scrittori quali il chiomontino Alessandro Strano o la quattordicenne salbertrandese Valeria Longo. Adesso il lavoro più corposo consiste nella raccolta, selezione, trascrizione, traduzione e analisi di tutto il materiale reperibile.

Nell'anteprima dici che la scrittura non basta, che ci vuole la parola, il suono, come si spiega allora la stampa di un'Antologia?

Nella nostra epoca la trasmissione della memoria non avviene più attraverso l'oralità, attraverso il racconto nella veglia invernale nelle stalle. Si è spezzata la trasmissione diretta e quindi bisogna attingere alla memoria scritta divenuta fondamentale per la documentazione e per la storicizzazione, ma perché la lingua sia viva occorre che sia verbo, che sia parlata, cantata, recitata, occorre che ritorni a farsi racconto e quindi occorrono dei parlanti, dei narratori che sappiano veicolare il suono e il suo portato in un momento di socialità, altrimenti la lingua non ha futuro.

Si ritornerà a parlare Occitano in alta Valle Susa?

L'occitano non è mai scomparso dalle strade e dalle case dell'alta Valle di Susa, sicuramente oggi è parlato meno di un tempo, sicuramente ci sono molti meno parlanti e la loro età media è piuttosto elevata e sicuramente la lingua occitana nella nostra Valle non ha saputo resistere ai colpi delle proibizioni di parlarla a scuola durante il fascismo e alla propaganda italianofona successiva e non ha trovato modo di adeguarsi ai bruschi cambiamenti del Dopoguerra: boom economico, emigrazione e abbandono dei centri minori, sviluppo del turismo, immigrazione e abbandono delle campagne, rimanendo legata al mondo contadino tradizionale scomparso negli anni Settanta. Ma la lingua occitana appartiene, con le sue peculiarità e varietà locali, alla nostra storia e alla nostra cultura. Oggi non è certo fondamentale parlare in lingua occitana, ma per comunicare con i nostri padri e le nostre madri, per capire la nostra identità e l'essenza profonda della terra che ci ha generati non possiamo che comunicare con i suoni di questa lingua e perché questa sia viva e non solo una raccolta di scritti bisogna che ci siano momenti in cui quegli scritti ritornino a diventare suono, anche con l'aiuto di quanto oggi la tecnologia può offrire: internet, audio, video, musica, teatro, ecc. Questo è il senso degli eventi che vengono proposti con il progetto Lingua Madre e che abbiamo tentato di fare con la presentazione del lavoro in atto.

occitan

Per la Giornada des Lengas Maires, lo 5 d'otobre passat a Ols, en ocasion de la Fiera Franca, son estaas presentaas las publicacions de lhi Acts dal “Congrès Lengas Maires e Sacras Representacions en Val Dueira, Briançonés e Maurienne” e l'avant-premiera de l'Antologia de lhi escrichs occitans de l'auta Val Dueira. Ne'n parlem embe Renato Sibille, qu'a menat lo rencòntre:

Sande 5 d'otobre, la sala consiliara d'Ols era borraa de gent per la conferença de presentacion de lhi acts dal congrès de l'an passat e de l'avant-darriera de l'Antologia de lhi escrichs occitans de l'auta Val Dueira. Coma la vai, second tu, que lhi a tot aqueste interès?

La chausia de l'administracion comunala de Ols e de la Província de Turin de tornar far l'experiença de l'an passat, vist lo succès de la Jornada des Lengas Maires, embe un encòntre organizat da lhi encharjats dal guichet sus las lengas minoritàrias, gestits da la Chambra d'òc dins lhi projècts de la lei 482/99, en ocasion di festejaments per la Fiera Franca, es estaa segurament un'idea vincenta. Arrambar doas tradicions liaas al territòri: l'istòrica fiera que despuei totjorn atira de gent de tota la valada e dal vesin briançonés e la lenga maire dal territòri, troba lo favor d'estudiós, d'apassionats o de simples curiós interessats a la cultura locala.

L'interès suscitat dal congrès franco-italian de l'an passat, sia per lo tèma que per l'autoritat de lhi intervents, a possat un pauc de monde a tornar escotar qualquaren sus lo tèma e d'apreciar l'a traduccion di tèxts en lenga francesa a cura de Agnès Dijeaux, que s'ocupa dal guichet per lo francés. Autant d'interès a sucscitat l'avant-premiera de l'Antologia de lhi escrichs occitans de l'auta Val Dueira e da l'ocasion d'auvir, da la viva vòutz de lhi autor, lhi parlars dal pòst. La presença d'escriveires prolífics coma Clelia Baccon, Augusta Gleise e Giovanna Jayme e dal poèta Riccardo Colturi a rendut segurament l'encòntre únic, pròpi per lo plaser d'escotar lor parladas occitanas.


Çò qu'es aquesta avant-premiera e coma nais l'idea de far un'antologia d'escrichs occitans de l''auta Val Dueira?


L'idea de reculhir un corpus significatiu de tèxts des parladas occitanas de l'auta Val Dueira m'es estaa propausaa da la Chambra d'òc, dins lo quadre dal trabalh que fau dins lo Projèct Lengas Maires per lo guichet de lenga occitana al Parc dal Grand Bòsc de Salbertrand. La Chambra dedins lhi ais a já rechampat un baron de material en occitan, publicat dins la seccion Tresòr de Lenga sal site internet www.chambradoc.it, e a pensat d'enrichir lo recuelh, en particular de l'auta Val Dueira, e de ne'n far una publicacion. La propòsta m'a plasut, decò perqué fai ben d'ans que m'ocupo de lenga occitana e des tradicions dal pòst. L'avant-premiera qu'avem presentat es ren qu'una introduccion al trabalh que siu en tren de far de recuelh e sistematizaciondi tèxts occitans de l'auta valada. Per aúra es estat presentat lo panorama istòric dividut en periòdes: aquel d'òr de l'alba dal sècle XIV-XV dont avem de raires, mas importats, documents dins lhi archius comunals e parroquials, de fòrt interès perqué nos còntion un'època ente la lenga occitana típica de la tradicion orala era decò escricha; aquel dal domini de la lenga francesa, dont remarquem masque qualque mot occitan dins lhi tèxts francés (ren per autre lo francés es tanben lenga minoritària istòrica liaa a L'Escarton d'Ols); l'època di poètas dal Uech Cent, dont nos son pervenguas las poesias de Chaumont de Jan baptiste Jayme, e dal començament dal Nòu Cent embe lhi poètas d'Ols Augisto Allois e Ernesto Oliard Des Ambrois; enfin, l'època de la renaissença enti darrier cinquant'ans, ente ben de gent a sentut lo besonh de laissar de memòrias, de poesias, de còntes dins lor lengas mairala. A partir da lhi escrichs editats da Luigi Onorato Brun de Clavieres, d'Angelo Masset de Rochemolles o de Genesio de la Cost dal Cels, o d'aquilhi inédits de Armando Cibonfa de San Colomban d'Ensilha, fins a arribar a las nòvas generacions de joves escriveires coma Alessandro Strano de Chaumont o a la jove de quatorz'ans de Salbertrand Valeria Longo. Aüra lo trabalh mai corpós es de culhir, seleccionar, transciure, revirar e analisar tot lo material que lhi a.


Dins l'avant-premiera dises que l'escritura basta pas, que chal la paraula, lo sòn; perqué don estampar un'antologia?


Dins nòstra època la transmission de la memòria se passa pus a travèrs l'oralitat, a travèrs lo contiar dins las velhaa d'uvèrn dins lhi estables. S'es copaa la transmission dirècta e com aquò chal pilhar da la memòria escricha devengua fondamentala per la documentacion e l'istoricizacion, mas perqué la lenga sie viva chal que sie vèrb, que sie parlaa, chantaa, recitaa, chal que torne se far cònte e donc chal de parlants, de contaires que sàpien transméter lo sòn e çò que mena dins un moment de socialitat, se non la lenga a pas d'avenir.


Tornarèm parlar occitan e Val Dueira?


L'occitan es pas jamai despareissut da las vias e las maisons de l'auta valada, de segur encuei es parlat menc d'una vetz, de segur lhi a menc de monde que lo sa e son etat mèdia es putòst elevaa e decò segur que dins nòstra valada la lenga a pas sabut endurar las proïbicions de la parlar a l'escòla durant lo fascisme e la propaganda italiòfona d'après e a pas trobat una maniera de s'adaptar ai bruscs chambiaments d'après la guèrra: boom econòmic, emigracion e abandon di vilatges, desvolopament dal torisme, immigracion e abandon de las campanhas, en restant liaa al mond païsas tradicional despareissut enti ans '70. Mas la lenga occitana aparten, embe sas peculiaritats e varietats localas, a nòstra estòria e nòstra cultura. Encuei es pas de segur fondamental parlar de lenga occitana, mas per comunicar embe nòstri paire e nòstras maires, per comprene nòstra identitat e l'essença profonda de la tèrra que nos a generats polem pas que comunicar embe lhi sòns d'aquesta lenga, e perqué aquesta sie viva e ren masque un recuelh d'escrichs chal que lhi aie de moment ente aquesti escrich tornen venir sòn, mesme embe l'ajut de çò qu'encuei la tecnologia pòl ofrir: internet, audio, video, música, teatre etc.. Aqueste es lo sens de lhi eveniments que venon propausats embe lo projèct Lengas Maires e qu'avem tentat de far embe la presentacion dal trabalh en cors d'òbra.




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