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Eventi e novità

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“Barnabo delle montagne” di Dino Buzzati tradotto in occitano.

“Barnabo des mountanhes” de Bino Buzzati virat en occitan

di Ines Cavalcanti. Lettura in occitano a cura di Tiziana Gallian

italiano

Sabato 26 luglio a Borgata Chiesa nel comune di Bellino è stato pesentato il volume “Barnabo delle montagne” di Dino Buzzati nella traduzione in occitano di Giovanni Bernard (Janò di Vièlm).

Per l’occasione la tenso-struttura presente sulla piazza di Borgata Chiesa (proprio davanti alla casa di Janò) per i festeggiamenti patronali di San Giacomo, era colma di gente. Quasi tutti di Bellino venuti per rendere onore all'ultimo sforzo del compaesano Janò (mancato nel 2021) che ha trascorso tutta la sua vita per glorificare il suo paese. È proprio così. Già nel 1983 e 1989 vengono pubblicati da Valados Usitanos i due studi “Uomo e ambiente a Bellino”, nel 1996 Ousitanio Vivo pubblica “Lou Saber, dizionario enciclopedico dell'occitano di Bellino” la grande opera monumentale di Giovanni Bernard e nel 2000 il suo romanzo “Steve”. Janò di Vièlm meritava securamente un tale omaggio.

Janò non era riuscito a vedere realizzato completamente questo suo ultimo lavoro ma il figlio Gianni e l'Associazione Lou Saber si sono attivati per l'ultimo passaggio: la pubblicazione ad opera  di Fusta Editore. Alla presentazione era presente anche Marco Perale, Presidente dell’Associazione internazionale Dino Buzzati che ha parlato della vita e dell'opera di Dino Buzzati (1906-1972) scrittore e giornalista di grande valore ma anche pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta.

Gianni Bernard ha tracciato in modo toccante un'imagine del padre Janò e dell'amore che Janò ha sempre avuto per la sua lingua occitana, per la sua terra di Bellino, per la montagna e il territorio che conosceva bene anche se viveva a Moncalieri (periferia di Torino) e emigrato era stato per quasi tutta la vita essendo nato nel 1934 a Parigi figlio di bellinesi emigrati lassù. Certo non stupisce che si fosse appassionato alla storia di Barnabo che viveva sulle montagne del bellunese, tra montanari ci si capisce.

Ha coordinato la presentazione del libro la maestra bellinese Matilde Deferre  che ha conosciuto e molto apprezzato Janò di Vielm ed hanno portato il loro contributo alla piccola ma ricca tavola rotonda Dario Anghilante e Dino Matteodo entrambi della Valle Varaita e que rappresentano ormai, purtroppo, la parte più vecchia dei giovani occitanisti di quei tempi del risveglio (1970) per portare fuori dalla nebbia la cultura e la lingua occitana delle nostre valli alpine. Era quel tempo anche il momento in cui Janò di Vièlm (Giovanni Bernard) iniziava a testimoniare tutto il suo sapere.

occitan

Sande 26 de lulh en Ruaa La Gleisa a Blins es estaa presentaa la traduccion de “Barnabo delle montagne” de Dino Buzzati, virat en occitan da Giovanni Bernard (Janò di Vièlm) dins lhi ans 2002-2006.

Per l’ocasion lo tendon montat sus la plaça de Ruaa La Gleisa per la fèsta de San Jaco (pròpi deran la maison de Janò), èra borrat de gent. Esquasi tota gent de Blins vengua per onorar lo darrier esforç dal compaesan Janò (mancat ental 2021) que a passat tota sa vita a glorifiar son país. E bò! Es parelh. Ja ental 1983 e 1989 eron estats publicats da Valados Usitanos lhi dui volums “Uomo e ambiente a Bellino”, après , ental 1996 Ousitanio Vivo publicava “Lou Saber”, lo diccionari enciclopèdic de Blins, l’òbra monumentala de Giovanni Bernard e ental 2000 lo siu romanç “Steve”. Janò di Vièlm meritava segurament un tal omatge. 

Janò avia pas porgut veire la fins d’aquel siu darrier trabalh ma lo filh Gianni e l’Associacion Lou Saber se son activats per realizar lo darrier passatge: la publicacion facha da Fusta Editore. A la presentacion èra decò present Marco Perale, Presidente dell’Associazione internazionale Dino Buzzati que a fach una interessanta relacion sus la vita e l’òbra de Dino Buzzati (1906-1972) escriveire e jornalista de granda valor mas tanben pintre, dramaturg, libretista, scenograf, costumista e poeta.

Gianni Bernard a fach un tochant intervent sus la figura de son paire Janò e de l’amor que Janò avia  per sa lenga occitana, per sa tèrra de Blins, per sa montanha e per tot lo territòri que tant ben conoissia bèla se vivia da emigrat per trabalh a Moncalieri dapè de Turin, fin-finala avia ja tacàt sa vita da emigrat ental 1934, filh d’emigrats a París. Estonava pas que se foguesse apassionat a l’estòria de Barnabo que vivia sus las montanhas dal Belonés. Entre montanar en se capís. 

A coordinar la presentacion dal libre lhi a pensat la magistra Matilde Deferre sempre de Blins que ben a coneissut e apreciat Janò e an completat aquela pichòta ma richa taula arreonda Dario Anghilante e Dino Matteodo, tuchi dui de la Val Varacha e que, malurosament chal lo dir, son entre lhi mai vielhs di joves occitanistas d’aquel temp (1970) ent’avia prencipiat aquel sumi per portar fòra de la nebla la cultura e la lenga occitana di nòstras valadas. Era aquel tanben lo temp que Janò di Vièlm (Giovanni Bernard) començava a testimoniar tot son saber.