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Nòvas n.258 Genoier 2026

Nòvas n.258 Genoier 2026

“Se non hai niente da dire… taci”: Kristian Braz rincorre la sua lingua madre per tutta la sua vita.

“Se as pas ren da dir… ista quiet”: Kristian Braz rencor sa lenga maire per tota la vita.

di Andrea Fantino

“Se non hai niente da dire… taci”: Kristian Braz rincorre la sua lingua madre per tutta la sua vita.
italiano

Il Premio speciale 2025 è un’anima poliedrica, un autore e un attivista che ha lavorato per la lingua bretone con l’immagine e con la parola 

Non mi sorprende che Kristian Braz abbia tradotto Jack London in bretone. Io me lo vedrei bene ne “Il richiamo della foresta”, o in “Zanna Bianca”. Sarà la camicia a quadri e i pantaloncini con cui si presenta davanti alla camera, o sarà forse la stazza e lo sguardo chiaro e deciso che ha quando parla e ti ascolta, ma io non fatico a immaginarlo nel bel mezzo di foreste innevate, mentre trascina dei tronchi abbattuti e respira a pieni polmoni un’aria di libertà, un senso di indipendenza.

Se lo immagino come un personaggio al centro di un romanzo di avventura, forse è perché racconta che ha vissuto e viaggiato tra Francia, Germania, Irlanda, Scozia, Grecia. O forse perché dice di aver tradotto e amato “Sulla strada” di Jack Kerouac. Ma se l’immaginario corre verso la letteratura anglosassone e in particolare verso la letteratura statunitense, non c’è dubbio che Kristian Braz sia bretone fino al midollo. Essere bretoni significa anche parlare bretone, e qui il Premio speciale del Premio Ostana 2025 svela una fragilità che forse è alla base della sua forza: il dolore di vedere la propria madre non parlare la sua lingua madre. È il sindaco di Ostana, Giacomo Lombardo, a evidenziare questo dolore, questa “sofferenza nuova” (nuova perché mai compiutamente espressa durante le giornate del Premio). Lo fa durante la celebrazione, è domenica pomeriggio e Braz sta al fianco di Bernez Rouz, il suo tutor. Poco dopo si alzerà in piedi e raggiungerà i musicisti del Collettivo Premio Ostana, e insieme a loro intonerà un canto bretone. Dice che ha dovuto “rincorrere” la sua lingua madre per tutta la vita. I suoi genitori, preda della vergogna indotta dal centralismo francese, gli hanno sempre parlato in francese e lui si è ritrovato ad addolorarsi, come detto, per una madre che ha smesso di parlare la sua lingua madre. Ad un certo punto però si è impegnato così tanto che si è riappropriato della sua lingua e ora la parla in modo fluente, in modo così fluente che può anche usarla per cantare. I corsi per l’apprendimento della lingua si sono affiancati a tante iniziative e attività a cui Braz ha dato vita per dare vita alla sua lingua. Ha creato un’associazione per realizzare cortometraggi in bretone, “Sell’ta” e ha realizzato decine e decine di documentari volti a testimoniare le storie di vita dei parlanti bretoni. Abbiamo in comune questo, Kristian e io: l’uso del documentario per valorizzare e promuovere una lingua. Di particolare interesse è “An Digemer – Basques et Bretones”, realizzato nel 1992, un lavoro che restituisce dignità e diritti ad un insieme di attivisti bretoni arrestati per aver accolto e ospitato dei militanti baschi. Attraversa il suo territorio con una visione tutt’altro che “localista”, Kristian Braz. Lo dimostra anche con la sua scrittura. Dopo aver esordito con racconti per bambini in lingua bretone, si concentra sulle cosiddette “short stories” (racconti brevi), vince concorsi e si dedica alla traduzione. Quando durante l’intervista Teresa Geninatti Chiolero gli chiede che cosa pensa della traduzione, la sua reazione è tanto spontanea quanto accurata: “La traduzione è una cosa straordinaria. Cosa sarebbero Dante, Cervantes o Shakespeare senza la traduzione? Senza la traduzione, le persone restano imprigionate, ripiegate su sé stesse. Con la traduzione si va molto più lontano, si allarga l’orizzonte”. La scrittura non è un passatempo, per lui. “Seguo la regola di Wittgenstein, il filosofo "Se non hai niente da dire... taci"… quindi scrivo solo quando ho qualcosa da dire”. E se c’è qualcosa da dire, va detto in bretone: “Scrivere in bretone è un bisogno per me [...] sono incapace a scrivere narrativa in francese o in inglese. In bretone le parole hanno più forza”. Stringe i pugni mentre lo dice, convinto. Kristian crede che l’arte debba essere al centro del pensiero politico e sociale delle lingue minoritarie. Chi intende lavorare con le lingue madri che non vogliono morire deve essere capace di toccare qualcuno, in fondo, nelle emozioni. Anche quando quelle emozioni non sono facili, aggiungo io. Una lingua deve confrontarsi con la tavolozza dei colori ed essere in grado di realizzare qualsiasi affresco possibile. Non è scontato. Ma se al fianco si hanno autori e attivisti geniali e poliedrici come Kristian Braz... tutto diventa più facile. Anche apprendere la propria lingua madre, quando la madre non la parla più.

Kristian Braz ha realizzato diciamo “tecnicamente” i sottotitoli in francese ed è per questo che, in via del tutto eccezionale, ho deciso di condividere due video: uno con i sottotitoli in italiano, come sempre, e uno con i sottotitoli in francese. Spero che questa possa essere l’occasione giusta per raggiungere un pubblico francofono interessato al Premio Ostana e alla figura dello scrittore e attivista bretone.

Intervista a Kristian Braz, Premio Ostana 2025, lingua bretone, Francia (sottotitoli in italiano)

https://youtu.be/HMVlw-wV02E

Intervista a Kristian Braz, Premio Ostana 2025, lingua bretone, Francia (sottotitoli in francese)

https://youtu.be/yOYR5ZkzBIE

Kristian Braz riceve il Premio Ostana 2025, Premio speciale

https://youtu.be/U6Rok8VRJ58

occitan

Lo Prèmi especial 2025 es un’ànima polièdrica, un autor e un activista que ha travalhat per la lenga bretona abo l’image e abo la paraula 

M’estona ren que Kristian Braz aie traduch Jack London en breton. Me lo veiariu ben dins “Lo recham de la forèsta” o din “Dent blancha”. Sarè la chamisa a quadre e las bralhas cortas abo las qualas se presenta derant a la càmera, o sarè sa talha e son esgard char e dcís que a quora parla e t’escòuta, mas fatigo ren a imaginar-lo ental bèl metz forèstas ennevaas, mentre rabèla de bilhons abatuts e respira a plens polmons un’aire de libertat, un sens d’indipendença.

Se lo imàgino coma un personatge al centre d’un romanç d’aventura, magara es perqué còntia que a viscut e viatjar entre la França, la Germània, l’Irlanda, l’Escòcia e la Grècia. O magara perqué ditz d’aver traduch e amat “Sus la via” de Jack Kerouac. Mas se l’imaginari cor vèrs la leteratura anglosàxona e en particolar vèrs la leteratra estatunitensa, lhi a pas de dúbit que Kristian Braz sie breton fins a la meula. Èsser bretons vòl dir decò parlar breton, e icí lo Prèmi especial dal Prèmi Ostana 2025 desvela una fragilitat que benlèu es la basa de sa fòrça: lo dolor de veire sa maire ren parlar sa lenga maire. Es lo Séndic d’Ostana, Giacomo Lombardo, a evidenciar aquel dolor, aquela “nòva soferença nòva (nòva perqué jamai exprimua plenament dins las jornadas dal Prèmi). Lo fai durant la celebracion, es diamenja après-metzjorn e Braz es da cant a Bernez Rouz, son tutor. Pauc après s’auçarè en pè e rejonharè lhi musicístas dal Collettivo Premio Ostana, e ensema a lor entonarè un chant breton. Ditz que a degut “rencórrer” sa lenga maire per tota la vita. Si genitors, predas de la vergonha e butaa dal centralisme francés, lhi an todia parlat en francés e nele s’es retrobat cruciat, coma dich, per una maire que a quitat de parlar sa lenga maire. Mas a una cèrta mira s’es empenhat parelh tant que s’es reapropriat de sa lenga e aüra parla en maniera fluenta, parelh fluenta que pòl decò adobrar-la per chantar. Lhi cors per l’aprendiment de la lenga se son arrambats a un baron d’iniciativas e activitats a las qualas Braz a donat vita per donar vita a sa lenga. A creat un’associacion per realizar de cortometratges en breton, “Sell’ta” e a realizat de desenas e desenas de documentaris per testimoniar las estòrias de vita di parlats berons avem en comun aquò, Kristian e mi: l’usatge dal domunantari per valorizar e promòure una lenga. De particolar interès es “An Digemer – Basques et Bretones”, realizat ental 1992, un traval que restituís de dignitat e de drechs a un ensema d’activistas d’activistas bretons arrestats per aver aculhit e ospitat de militants bascs. Atravèrsa son territòri abo una vision tot autre que que “localista”, Kristian Braz. Lo demostra decò abo son escrichura après aver exordit abo de còntes per mainaas en lenga bretona, se concentra sus las se disentas “short stories” (còntes brèus), ganha de concors, e se dédica a la traduccion. Quora durant l’entervista Teresa Geninatti Chiolero lhi chama çò que pensa de la traduccion, sa reaccion es tant espontànea coma precisas: “La traduccion es una causa extraordinària. Çò que sarion Dante, cervantes o Shakespeare sensa la traduccion? Sensa la traduccion, las personas rèston empreisonaas, replegaas sus lor. Abo la traduccion, se vai ben pus daluenh, s’eslarja l’orizont. L’escrichura es ren un passatem`p, per nele. “Seguo la règla de Wittgenstein, lo filòsof “Se as pas ren da dir… ista quiet”… donca escrivo masque quora ai quarquaren da dir”. E se lhi a quarquaren da dir, vai dich en breton: “Escriure en breton es un besonh per mi [...] siu ren bòn a escriure de narrativa en francés o en englés. En breton las paraulas an pus de fòrça. Sèrra lhi punhs mentre lo ditz, convint. Kristian cre que l’art deve èsser al centre dal pensier polític e social de las lengas minoritàrias. Qui entend travalhar abo las lengas maires que vòlon ren murir deu èsser bon a truchar quarqu’un, al fons, dins las emocions. Mesme quora aquelas emocions son ren fàcilas, jonto mi. Una lenga deu confrontar-se abo la paleta di colors e èsser capable de realizar qual se sie afresc possible. Es ren escomptat. Mas se da cant un a d’autors e d’activistas genials e polièdrics coma Kristian Braz… tot deven pus fàcil. Decò aprene sa lenga maire, quora la maire la parla pus.

Kristian Braz a realizat disem “tecnicament lhi sotítols en francés e es pr’aquò que, en via dal tot excepcionala, ai decidat de partatjar dui video: un abo lhi sotítols en italian coma sempre, e un abo lhi sotítols en francés. Espero que aquesta pòle èsser l’ocasion justa per rejónher un públic francòfon interessat al Prèmi Ostana e a la figura de l’escriveire e artista breton.

Entervista a Kristian Braz, Prèmi Ostana 2025, lenga bretona, França (sotítols en italian)

https://youtu.be/HMVlw-wV02E

Entervista a Kristian Braz, Prèmi Ostana 2025, lenga bretona, França (sotítols en francés)

https://youtu.be/yOYR5ZkzBIE

Kristian Braz receu lo Prèmi Ostana 2025, Prèmi especial

https://youtu.be/U6Rok8VRJ58


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