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Nòvas n.258 Genoier 2026

Nòvas n.258 Genoier 2026

Kurdistan. La difficile strada verso la pace in Turchia

Kurdistan. Lo difícil chamin vèrs la patz en Turquia

di Laura Schrader

Kurdistan. La difficile strada verso la pace in Turchia
italiano

Laura Schrader, giornalista e scrittrice, ha pubblicato libri e saggi di storia e geopolitica. È co-fondatrice dell’Istituto Internazionale di Cultura kurda di Roma e fa parte del comitato "Time has come - Freedom for Öcalan". È presidente onoraria di Udik-Unione Donne Italiane e Kurde.

Dopo mezzo secolo di stragi, violenze, umiliazioni, torture, terrore di stato nel 1976 un gruppo di giovani uomini e donne guidato da Öcalan fonda il Pkk, Partito del Lavoratori del Kurdistan che, essendo impraticabile la via politica per arginare il genocidio, il 15 agosto 1984 inizia la lotta armata di resistenza. Alla fine della I Guerra mondiale, con il trattato di Losanna del 1923 il Kurdistan si trova a essere una “colonia internazionale” (secondo l’espressione del grande politologo turco Ismail Besikci) nella terra in cui vive da millenni governato da principati nell’ambito degli imperi Ottomano e Persiano. Si tratta di un popolo diverso da arabi, turchi e persiani, e il genocidio fisico e culturale è portato avanti con ogni mezzo e con indescrivibili crudeltà. In Turchia fino al 1991 si negava l’esistenza dei kurdi, definiti turchi delle montagne. Bastava dire una parola o cantare una strofa in kurdo e anche un bambino poteva subire carcere e tortura. L’alienazione per i kurdi comincia dalla nascita, basti pensare che tra le due lingue c’è un abisso: la lingua kurda è come la nostra indoeuropea, il turco appartiene al gruppo uralo-altaico, parlato nelle steppe dell’Asia. 

Il Pkk – entità terroristica per Turchia e Stati Uniti e Nato e per parti della Ue - è un movimento di resistenza legittimo secondo il diritto internazionale, che combatte sul proprio territorio per il diritto di esistere di un popolo che la etnia dominante ha condannato a morte, e che a differenza della Turchia rispetta le regole internazionali in materia di conflitti armati. Il Pkk fin dal 1993 ha più volte indetto tregue unilaterali per favorire negoziati per la soluzione politica della questione kurda, speranze di pace e giustizia affossate dall’attuale presidente turco Erdogan nel 2015. Fin dalle sue origini il partito e il suo braccio armato, contavano su una forte presenza femminile. 

Dopo oltre 40 anni di un conflitto che negli anni Novanta ha toccato vertici di feroce intensità da parte del secondo esercito Nato sostenuto dagli Stati Uniti con la distruzione di migliaia di villaggi e con il “terrorismo di stato” degli squadroni della morte, il 12 maggio 2025 il Pkk ha pubblicato i risultati del suo XII° Congresso annunciando lo scioglimento e la continuazione della lotta per la democrazia in Kurdistan per mezzo di strumenti politici. Il Congresso ha così risposto all’appello “Per la pace e per una società democratica” del leader Abdullah Öcalan, reso pubblico il 27 febbraio con un video registrato nel corso di un incontro con tre parlamentari del partito filo kurdo Dem avvenuto nel carcere sull’isola di Imrali dove è detenuto in isolamento dal febbraio 1999 in violazione di tutte le norme giuridiche comprese quelle della stessa Turchia. L’appello era frutto di mesi di trattative. “Sì, è vero. I parlamentari di Mhp (Partito nazionalista turco, ex Lupi Grigi) un paio di giorni fa si sono avvicinati al nostro gruppo e ci hanno stretto la mano, non era mai accaduto prima, nella storia dell’Assemblea nazionale, e poco dopo il presidente Erdogan ha dichiarato di apprezzare questo gesto perché il Paese è stanco del conflitto, ha bisogno di normalità”. Così rispondeva a una mia domanda Newroz Uysal Aslan, parlamentare del partito Dem. 

Era il 12 ottobre 2024, il giorno prima alcuni media del Krg, il Governo regionale del Kurdistan in Irak, avevano parlato di cenni di distensione da parte del governo di Erdogan sulla questione kurda. Newroz Uysal Aslan (che è avvocata e ha fatto parte dello studio Asrin storico difensore di Abdullah Öcalan) era in Italia nel quadro della campagna internazionale “Libertà per Öcalan, una soluzione politica per la questione kurda” e nel dare conferma della quasi incredibile notizia aveva aggiunto: “Tuttavia ci sono anche segnali contrari: nelle città kurde numerosi esponenti del nostro partito sono stati posti in custodia cautelare.”

Dopo Il XII° Congresso Ankara aveva compiuto modestissimi passi parlamentari di distensione mentre il Pkk diventato “Gruppo per la pace e per una società democratica” con un evento di grande valore simbolico accolto con immensa commozione dal popolo kurdo l’11 luglio bruciava alcune armi a Sulaimanyia nella Regione autonoma kurda in Irak (KRG). Soltanto il 24 novembre avviene una svolta significativa: alcuni parlamentari dei partiti di governo, AKP e MHP e del partito filokurdo DEM visitano il leader Öcalan nel carcere di Imrali. Nulla trapela sui risultati dell’incontro; soltanto la parlamentare Gulistan Kilic Kogigit rivela che un tema–chiave è stato il futuro della Siria e la presenza nel nuovo esercito siriano di FDS, le Forze Democratiche Siriane a guida kurda che hanno sconfitto l’Isis. 

In Siria agli inizi della guerra civile la regione abitata in maggioranza dai kurdi – il Rojava – seguendo il pensiero di Öcalan si era data un’amministrazione autonoma democratica (AAD) e confederale fondata sulla valorizzazione della donna, il rispetto e la promozione di tutte le minoranze e l’ecologia, rimasta finora autonoma. L’AAD è difesa dalle Unità Jpg e Jpj, queste ultime di sole donne, famose per il loro ruolo nella guerra contro l’Isis. Dagli inizi di gennaio 2026 l’esercito dell’attuale presidente al Shaara (ovvero al Jolani, ex tagliagole dell’Isis su cui pendeva una taglia di un milione di dollari da Cia e Ue) attacca i quartieri kurdi di Aleppo, con vittime civili e distruzione di strutture vitali come gli ospedali. L’attacco, che si avvale di carri armati e droni, è compiuto dal sedicente esercito nazionale siriano, composto di fanatici religiosi provenienti da una trentina di paesi, armato e guidato dalla Turchia. In un anno di governo in Siria al Shaara ha massacrato le minoranze religiose alawite e druse. L’attacco ai kurdi di Aleppo è motivato dal fatto che essi sarebbero atei. In spregio agli accordi del 1 aprile 2025 tra al Shaara e il leder delle FSD Mazlum Abdi che prevedono l’integrazione delle FSD nell’esercito siriano come divisione a sé stante stanziata a difesa delle comunità di riferimento, il governo siriano, legittimato da Trump e Von der Lyen, ne vuole lo scioglimento e la distribuzione capillare degli effettivi. E chiede che venga eliminata l’unità femminile Jpj. Anche i civili del Rojava, in prima fila le donne, dalle casalinghe alle personalità politiche hanno preso un’arma e corrono ad Aleppo. Il processo per la pace in Turchia non può andare avanti se la Turchia opera per eliminare nel sangue la democrazia del Rojava in Siria. Öcalan, dall’isolamento di Imrali, pensa anche a questo. E come è tradizione della cultura kurda, ancora una volta le donne sono un fattore decisivo. 

occitan

Laura Schrader, jornalista e escriptritz, a publicat de libres e de satges d’estòria e geopolítica. Es cofondatritz de l’Istituto Internazionale di Cultura kurda de Roma e fai part dal comitat "Time has come - Freedom for Öcalan". Es presidenta onorària de Udik-Unione Donne Italiane e Kurde.

Après metz sècle de massacres, violenças, humiliacions e tortures, terror d’estat ental 1976 un grop d’òmes e fremas joves guidat da Öcalan fonda lo Pkk, Partit di Travalhaors dal Kurdistan que, en essent impracticable la via política per conténer lo genocidi, lo 15 d’avost dal 1984 encomença la lòta armaa de resistença. A la fin de la I Guèrra mondiala, abo lo tractat de Losana dal 1923 lo Kurdistan se tròba a èsser una “colònia internacionala” (second l’expression dal grand politòlog turc Ismail Besikci) dins la terra ente viu despuei de miliers d’ans governat da lhi principats dins lo quadre de lhi empèris Octoman e Persian. Se tracta d’un pòple diferent da lhi arabes, lhi turcs e lhi persians, e lo genocidi físic e cultural es portat anant abo tuchi lhi meians e abo de crueltats indescriviblas. En Turquia fins dal 1991 se negava l’existença di kurds, definits “turcs de las montanhas”. Bastava dir una paraula o chantar una chançon en kurd e mesme una mainaa polia subir la preison e la tortura. L’alienacion per lhi kurds comença da la naissença, baste pensar que entre las doas lengas lhi a un abís: la lenga kurda es coma la nostra indoeuropea, lo turc aparten al grop ural altaic, parlat  dins las estepas de l’Àsia.

Lo Pkk – entitat terrorística per la Turquia, lhi Estats Units, la Nato e de parts de l’Ue – es un moviment de resistença legítim second lo drech internacional, que combat sus son terriitòri per lo drech d’exíster d’un pòple que l’etnia dominanta a condanat a mòrt, e que a diferença de la Turquia respècta las règlas internacionalas en matèria de conflicts armats. Lo Pkk, fins dal 1993 a endich pus d’un bòt de trèvas unilateralas per favorir lhi negociats per la solucion política de la question kurda, esperanças de patz e de justícia afossaas ental 2015 da l’actual president turc Erdogan. Fins da sas oríginas lo partit e son braç armat comptaven sus una forta presença feminila.

Après mai de quarant’ans d’un conflict que enti ans Novanta a truchat de soms de feròça intensitat da part dal second exèrcit Nato sostengut da lhi Estats Units abo la distruccion de miliers de vilatges e abo lo “terrorisme d’estat” de lhi esquadrons de la mòrt, lo 12 de mai dal 2025 lo Pkk a publiat lhi resultats dal XII° Congrès en anonciant la disgregacion e la continuacion de la batalha per la democràcia en Kurdistan abo de’enstruments polítics. Lo Congrès a respondut a l’apèl “Per la patz e per una societat democràtica” dal cap Abdullah Öcalan, rendut públic lo 27 de febrier abo un vídeo registrat durant un encontre abo tres parlamentars dal partit filo kurd Dem avengut dins la preison sus l’ísola d’Imrali, ente es detengut en isolament dal febrer dal 1999 en violacion de totas las nòrmas jurídicas compreses aquelas de la mesma Turquia. L’apèl era fruch de mes de tractativas. “Bò, es ver. Lhi parlamentars de l’Mhp (Partit nacionalista turc, ex Lops Gris) un parelh de jorns fa se so avesinats a nòstre grop e nos an estrech la man, era jamai capitat derant, dins l’estòria de l’Assemblea nacionala, e pauc après lo president Erdogan a declarat d’apreiar aquel gest perquè lo Paí es las dal conflicte, a da manca de normalitat”. Parelh respondia a una mia demanda Newroz Uysal Aslan, parlamentara dal partit Dem.

Era lo 12 d’otobre dal 2024, lo jorn derant quarqui media dal Krg, lo Govèrn regional dal Kurdistan en Iraq, avion parlat de senhals de distencion da part dal govèrn d’Erdogan sus la question kurda. Newroz Uysal Aslan (que es avocaa e a fach part de l’estudi Asrin, estòric defensor de Abdullah Öcalan), era en Itàlia ental quadre de la campanha internacionala “Libertat per Öcalan, una solucion política per la question kurda” e ental confermar la esquasi incredibla notícia avia jontat: “Totun lhi a decó de senhals contraris: dins las citats kurdas numerós exponents de nòstre partit son istats butats en detencion preventiva”.

Après lo XII° Congrès Ankara avia fach de modèsts pas parlamentars de distencion dal temp que lo Pkk, devengut “Grop per la patz e per una societat democràtica” abo un event de grand valor simbòlic aculhit abo immensa emocion dal pòple kurd, l’11 de lulh brusava d’armas a Sulaimanya dins la Region autònoma kurda en Iraq (KRG). Masque lo 24 de novembre aven un viraa significativa: una man de parlamentars di partits de govèrn AKP e MHP e dal partit filo kurd DEM vísiton lo cap Öcalan dins la preison d’Imrali. Pas ren filtra sus lhi resultats de l’encòntre; masque la parlamentara Gulistan Kilic Kogigit revèla que un tema clau es istat lo futur de la Síria e la presença de la nòva armada siriana dal FDS, las Fòrças Democràtias Sirianas a guida kurda que an batut l’Isis. 

En Síria al començament de la guerra civila la region abitaa en majorança da lhi kurds –lo Rojava –en seguent lo pensier de Öcalan s’era donaa un’administracion autònoma democràtica (AAD) e confederala fondaa sus la valorizacion de la frema, lo respèct e la promocion de totas las minoranças e l’ecologia, fins aüra restaa autònoma. L’AAD es defendua da las unitats Jpg e Jpj, aquestes darrieras masque de fremas, famoses per lor guerra contra l’Isis. Dal començament de genoier dal 2026 l’exèrcit de l’actual president al Shaara (o ben al Jolani, ex talhagolas de l’Isis sal qual pendia una talha d’un milions de dòlars da la Cia e l’Ue) ataca lhi quartiers kurds d’Alep, abo de víctimes civilas e la destruccion d’estructuras vitalas coma lhi espidals. L’atac, que se val de cars armats e de drònes, es complit da l’armada nacionala siriana, compausaada de fanàtics religiós provinents da una trentena de país, armat e guidat da la Turquia. Duns un an de govèrn en Síria al Shaara a massacrat las minoranças religioses alawitas e drusas. L’atac a lhi kurds d’Alep es motivat dal fach que sarion àteus. En mesprèsi a lhi acords dal 1 d’abril da 2025 entre al Shaara e lo cap de las FSD Mazlum Abdi que preveon l’integracion de las FSD dins l’armada siriana coma division a part butaa a defensa de las comunitats de referença, lo govèrn sirian, legitimat da Trump e Von der Lyen, vòl sa disgregacion e la distribucion capillara de si efectius. E chama que vene eliminaa l’unitat feminila Jpj. Decò lhi civils dal Rojava, en premiera fila las fremas, da las fremas de casa a las personalitats políticas, an pilhat un’arma e corron a Alep. Lo procès per la patz en Turquia pòl ren anar anant se la Turquia agís per eliminar ental sang la democracia dal Rojava en Síria. Öcalan, da l’isolament d’Imrali, pensa decó aquò. E coma es tradicion de la cultura kurda, encara un bòt las fremas son un factor decisiu. 


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