Novanta (2006):

Nell'introduzione al libro, Erich Giordano preferisce definire questi etnotesti "conversazioni", piuttosto che interviste: "Per noi ciò che contava era svolgere una ricerca intima, penetrare il racconto di un vissuto quotidiano, cercando un dialogo con chi abita questa periferia"1.

La periferia è Sambuco, un comune di novanta abitanti situato in alta valle Stura.

I protagonisti di questi racconti di vita sono giovani ed anziani, gente che vive nel paese da molti anni e persone che si sono trasferite da poco.

Il passato e la vita di un tempo (introdotti dalla locuzione "En viage...") sono messi a confronto con il presente. C'è chi parla dell'emigrazione verso la Francia della prima metà del secolo scorso, come Renato Balbo ("Dran i era ren de sòou e lou mounde anàvoun far i pastre en Fransa") e Claudio Bruna ("Lou mounde s'en soun anà, que fazìan eisì, i era nhente de trabai, aloura anàvoun en Fransa"; c'è chi accenna allo spopolamento del paese ("Lou mounde es anà via per lou trabai") e chi spera che la gente ritorni. Adriano, Isabella e Laura Fossati parlano della loro attività di pastori, mentre la famiglia Tropini elogia il senso di libertà nel vivere in un paese come Sambuco ("A star en mountanha sicurament sìes pe tranquil, suértes, vìres, crìes, se te voùos virar a chàmbous en airi, te vìres a chàmbous en airi, aou Bourc poùos ren. Eisì suértes, se voùos te setar aquì se i escalin te sétes, se ìstes din en pais pe gros couma fas, poùos pa stravacharte couma voùos. Eisì sìes pe libre, sìes pe desgenà").

 

1Novanta, Editrice Liguria, Savona, 2006.