(LV, 1980, N.27):
Per gentile concessione del rev. Giovanni Ponso, ho potuto consultare i vecchi registri parrocchiali e, con essi, esaudire il nostro desiderio e incontrare, così, i cognomi delle famiglie fenestrellesi che si sono poi ripetuti fra battesimi, sepolture, matrimoni e testimonianze dal '600 fino ai nostri giorni.
Prendiamo le mosse dal Registro N.1 e dal primo foglio apprendiamo che il curato del tempo è Simone Borel, originario di La Salle, il quale avverte subito che vi sono segnati solo i Cattolici, compresi quelli che hanno riabbracciato la Religione cattolica dopo di averla abbandonata per seguire il Valdesismo o il Calvinismo.
Testualmente: «Registro des Baptêmes et des Enterrements des catholiques qui ont esté fait a Fenestrelles par moy Simon Borel depuis que le Roy m'a establi icy depuis que les habitants de ce lieu sont convertis et ont embrassé la Religion cath. apost. rom. et surtout ann. 1685 1686 1687 1688 ».
Veramente il Reg. N.1 prende il via il 1° agosto 1682 col nome di François Eusèbe Champ, nato appunto quel giorno, da François e Anne Revior; padrino è Bérard Bërard figlio di Noël mercante di La Salle; madrina è Anne Bertrand figlia di Claude Bertrand «capitaine et chattelain du Val Cluson».
Il piccolo François Eusèbe, vissuto solo 23 giorni, è anche il solo sepolto cattolico dell'anno: il suo corpo viene interrato nella Cappella di S.Eusebio alla presenza di Jeans Agnes canonico del Priorato di Mentoulles e di Jean Faure curato di Villaretto.
Anche l'anno seguente è sbrigativo: nessuna nascita e una sola sepoltura registrata, quella di Janet Blanc, avvenuta il 2 maggio nel cimitero cattolico alla presenza di Padre Monnier, missionario della Compagnia di Gesù, e di «messire» Jean Agnes.
L'anno 1684 registra anch'esso una sola nascita, quella di Marie Durand (5 maggio) figlia di Anthoyne e di Caterina Berton di Sauze di Cesana; padrino è Jean Salle mercante di La Salle; madrina è ancora Anne Bertrand la figlia del Castellano.
Da queste prime indagini (1682-1684) rileviamo già notizie interessanti:
a) la Valle è retta in Castellania e il Castellano è Claude Bertrand;
b) la popolazione è fortemente protestante;
c) vi sono, senza dubbio, due cimiteri: uno per i Cattolici e uno per i Protestanti;
d) vi è una Cappella alle dipendenze del Priorato di Mentoulles;
e) i primi cognomi rivelati sono: Champ, Revior, Blanc (indigeni) e Bérard, Durand, Berton, Salle, Bertrand (forestieri).
Negli anni seguenti dal 1685 al 1689, si nota un improvviso e sensibile aumento delle nascite e non è azzardato riconoscere nel fenomeno i modesti ma faticati risultati della Missione dei Gesuiti istituita dal Re nel 1659 per riportare la popolazione al Cattolicesimo.
Il quadro demografico di Fenestrelle non è completo, per la mancanza dei dati relativi alle famiglie non cattoliche (valdesi e calvinisti), ma già si rivelano agli interessi dei fenestrellesi, in aggiunta ai già affiorati Champ, Blanc e Revior, i pilastri famigliari che resisteranno per secoli: Borel, Jordan, Malaret, Compte, Bonnet, Juvenal, Burlot, Chapelle, Challier, Martin, Bourcet, Guyot, La cour, Fillol, Guigas, Clement, Champarin, Priviral, Girard, Guillelmon, Pinatel, Orcellet, Sarret.
Un pizzico di onomastica: i cognomi Revior, Compte, Burlot, La cour, Fillol, Priviral, diventeranno poi Raviol, Conte, Bourlot, Lacourt, Filliol, Preveral. E nel Registro N, 3 troveremo Didier, Hogan, Rajaud, Guersin, Bunin, modificati in Deidier, Augan, Rageaud, Garcin, Bonnin.
A creare difettose scritture di cognomi, contribuiscono lo stato generale di analfabetismo della popolazione e la scarsa cultura, spesso unita all'incolpevole negligenza, di qualche scrivano (i Curati, di solito, appongono solamente la firma agli atti). Un esempio: mentre lo scrivano impertèrrito... scrive Burlot e Beliar, i denuncianti titolari dei cognomi firmano esattamente Bourlot e Belleard. Per la verità, le firme sono rare, molto più frequenti i segni di croce apposti «pour ne pas savoir».
Citiamo anche altri cognomi venuti in luce e svaniti perché appartenenti a famiglie estinte o in transito o trasferitesi altrove: Saignet, Mayet, Vinçon, Jayme, Bergoin, Davin.
L'elencazione dei nomi è, per noi, molto importante, ma un po' arida; maggior interesse destano gli avvenimenti.
Con l'anno 1690 comincia un periodo nuovo per Fenestrelle e Valle.
Già nel 1685 Luigi XIV, in seguito al rifiorire della R.P.R. (Réligion Prétendue Reformée) e alle conseguenti proteste della Chiesa Cattolica, aveva revocato l'Editto di Nantes col quale aveva fatto notevoli concessioni ai Protestanti per l'esercizio del culto. Ma ora, alla revoca, segue una vera guerra a questi e ai Valdesi, per condurre la quale viene inviato in Piemonte il famoso generale Catinat che si accampa a Fenestrelle. Scoppiata poi, quasi contemporaneamente, la guerra contro l'Austria e la Spagna per il possesso della Lombardia, del Monferrato e di Saluzzo, Fenestrelle diventa «piazza militare» per la guarnigione che si stabilisce sul posto e per il transito, la sosta e il riordinamento dell'Armata francese diretta in Italia.
L'afflusso dei militari è imponente, ma determina anche un forte aumento della popolazione civile in quanto, al seguito dei militari, vi è una caterva di personaggi che devono provvedere alle loro necessità: vivandieri, macellai, fornai, sarti, lavandai, calzolai, domestici, trasportatori, mercanti di ogni genere.
Inoltre, in conseguenza delle guerre, molti feriti raccolti nella pianura (1690 battaglia della Staffarda, poi La Marsaglia), vengono dirottati sull'Ospedale di Fenestrelle fatto allestire dal Re nel 1688.
Le ripercussioni le troviamo subito tramandate dal Registro N.1 della Parrocchia che segnala una brusca impennata della mortalità: 40 sepolture nel 1690 e 47 l'anno successivo, contro le normali 10-12. Cifre enormi, ma che abbiamo potuto spiegarci. Alla mortalità nella popolazione civile, a prescindere dagli effetti della dura legge di selezione naturale sempre forte in montagna, hanno contribuito la già citata venuta dei forestieri e una epidemia infantile: nel 1690, su 21 morti vi sono ben 12 che non hanno superato i 6 anni, e nel 1691 ve ne sono 15 su 31.
Per la parte militare, i feriti o ammalati deceduti all'Ospedale di Fenestrelle sono 35 nel giro di un anno o poco più. Il primo di essi è il soldato Chomerge (12 marzo 1690) non altrimenti qualificato, «d'environ» 21 anni, appartenente alla Compagnia di Mr.Panderau del Regg.to Languedoc.
Con queste note chiudo con religiosità e commozione il Registro N.1.
Mancando nell'archivio il Registro N.2, non abbiamo notizie per i quattro anni dal l° settembre 1692 all'8 agosto 1696. Sfugge così alle nostre indagini un periodo di notevole importanza agli effetti demografici, influenzato dai lavori per la costruzione del Forte Moutin (1693) che fanno affluire a Fenestrelle altra gente proveniente da ogni parte della Francia (in particolare dal Brianzonese e dal Queyras). Vi sono anche trasferiti, naturalmente in catene, e chiusi nel forte, ...dei forzati d'Oltralpi!

(LV, 1980, N.28):
Il 600 volge alla fine: la Francia è sempre in guerra su vari fronti d'Europa e, per sostenerla nella Valle del Po, fa affluire in Italia i suoi Reggimenti i quali, valicate le Alpi al Monginevro, sostano e si riorganizzano nella «piazza» di Fenestrelle avamposto del Delfinato.
Luigi XIV, in rapporti difficili ed ambigui con l'alleato Vittorio Amedeo il Duca di Savoia, il quale ambisce alla restituzione di Pinerolo, accelera prudentemente i lavori per la costruzione del Forte Moutin a sbarramento arretrato della Valle nel punto dov'essa è più stretta, cioè sulla morena cresciuta allo sbocco del rio Cristove nel torrente Chisone. Per questi lavori vengono assunti dei tecnici edili e del lavoratori che in gran numero giungono da ogni parte della Provenza e del Delfinato, e per la guarnigione del Forte si stabilisce la permanenza di 70 ufficiali e 400 soldati.
Il complesso «villaggio-forte» richiede una popolazione complementare di Autorità e di Uffici civili e militari che si sistema nelle case già esistenti e in altri edifici che vengono allestiti alla base del vecchio quartiere del «donjon», lungo la strada verso l'«hameu» di Champs, incorporando l'Ospedale e il Convento, e verso la piazza Cappuccina ingresso orientale del paese.
Si possono così alloggiare: il Governatore del Forte (Nobile De Barriere), l'impresario generale (Bailly), gl'ingegneri dei lavori (La Moinière, Bellavoine, De Bordes), il Consigliere Commissario di Guerra (Mr. Barnet), un Tesoriere del Re (Du Clos), e vari Commissari alle polveri, alla legna, ai foraggi e ai viveri (La Cuisse, De L'Alleé, Nanteuil, Mouthouard, Gignon, Blaise) nonché il boulanger Caille fornitore del pane alla mensa del Duca di La Feuillade Comandante d'Armata in Piemonte.
Tutti questi nomi vengono rilevati dal Reg.n.3 della Parrocchia nel quale i titolari vi appaiono come testimoni negli atti di nascita, morte o matrimonio.
Anche l'Ospedale è affollato e nel periodo 1696-1710 risultano presenti numerosi medici e chirurghi: oltre a Paul Bonnet medico del Regg.to Normandie di guarnigione, Anthoine Guiot medico di La Souchères, André Bourcet chirurgo di Usseaux, Jean Perron medico di La Ruà e Robert Chapelle chirurgo militare il quale, ferito durante l'assedio di Fenestrelle del 1708, vi morrà nei primi giorni dell' occupazione piemontese.
In campo religioso, il ritorno della popolazione al Cattolicesimo procede ora con ritmo accelerato tanto da prendere il sopravvento sulla Chiesa riformata in tutta la valle.
Il curato Michel Faure, data la pesante presenza di militari in guarnigione e in transito, viene assegnato al Forte coadiuvato da messire aumonier Egidin Brunel del Regg.to Damas, mentre al servizio religioso dell'Ospedale rigurgitante di malati e feriti provvedono Restituto Berton e Jean La Forêt. Come curato di Fenestrelle, al trasferito Michel Faure, succede Giuseppe Chareun; a Usseaux troviamo Jean Poncet e a Mentoulles Simon Roude vicario della Plebania di Oulx e Claude Garcin.
Da quanto abbiamo finora constatato, ci possiamo fare un'immagine sempre più precisa e interessante di Fenestrelle la quale, da modestissimo, povero e pressoché sconosciuto villaggio, va assumendo sempre più l'aspetto di una piccola città densa di gente e ribollente di attività militare, edilizia, burocratica e commerciale. La sua importanza verrà resa nota più tardi attraverso gli Atlanti che illustreranno la Storia di quei tempi (vedi: Ghislieri, Testo Atlante di Geografia e Storia Generale, Edit. Cattaneo, Bergamo, 1891).
Ai fini dell'indagine onomastica che è nel programma di questo studio, vengono alla luce, sempre per merito del Reg.n.3, nuovi casati fenestrellesi: Passet, Bouquet, Tomatis, Ollien, Dyo Roch, Deyrin, Pons, Raton, Calve, Bertin, Besson, Orcellet, Sarret ai quali si aggiungono quelli provenienti da altri villaggi della valle: Bermond, Talmon, Bonnin, Bert, Berger, Ronchail, Perrot, Breus, Laurent, Charrier.
In ultimo, entrano a far parte della popolazione stabile (e ne indichiamo la provenienza): da Embrun (Ollien, Bertalot, Hauvel, Garcin); da Abries (Peyras, Challiol, Vial); dal Queyras (Aime, Brunet, Toje); da Grenoble (Bompard, Villot, Voyron, Guigues); dalla Svizzera (Cot); da Angers (Richard); da Chambery (Chabert); da Tarantaise (Deidier); da Val Clarée (Nevache); da Gap (Colomb); da Cervières (Mathieu).
Con queste rivelazioni anagrafiche si amplia e si consolida sempre più il quadro della popolazione.
Non abbiamo dati precisi sul numero degli abitanti dell'epoca: da fonti più o meno attendibili possiamo però arguire che la popolazione civile del Comune (Fenestrelle, Champs, parte di Chambons e Quartieri della Montagna cioè Puy e Pequerel) sia salita dagli 850 presenti all' inizio del secolo ai 1.200 presenti alla fine. A queste cifre dobbiamo aggiungere la presenza permanente, dal 1690 in poi, di circa 500 militari di guarnigione o ricoverati all' Ospedale, e quella dei Reggimenti in sosta e transito.
E' difficile e azzardato dare delle cifre sia per la scarsità delle fonti e sia perché, per lo più, i censiti sono i capi famiglia e non gli individui singoli.
Comunque, in attesa di precisazioni sull'argomento, è interessante dare un'occhiata alla statistica che abbiamo compilato sulle rigorose basi del Reg n.3 della Parrocchia e che riportiamo nelle tabelle pubblicate in calce al presente articolo.
La nostra attenzione è subito attirata dal numero straordinario dei morti degli anni 1704 e 1706.
1704 - L'elevato numero dei militari deceduti è la conseguenza degli avvenimenti bellici che proseguono nella pianura: gran parte dei feriti e degli ammalati continua ad affluire all'Ospedale di Fenestrelle dove, nonostante l'opera di numerosi medici e chirurghi, si spegne.
Per darmi ragione, invece, dei 44 decessi fra la popolazione civile, ho riveduto pagina per pagina il Reg.N.3, senza scoprirne la cause. Anzi, ne ho ricavato un altro dato impressionante: dei 44 morti del 1704, ben 31 sono bambini che non hanno superato gli 8 anni di età. Forse possono soccorrermi le cronache pragelatesi del tempo che segnalano gli inverni dal 1704 al 1706 come particolarmente rigidi, per cui dovettero certamente risentirne in modo crudele vecchi, bambini e infermi. Ne soffrirono anche i militari i quali perdettero, in una sola settimana di febbraio, 5 granatieri del Reggimento De Brie «trouvés morts dans la neige allant de Fenestrelles au Laux sur le chemin de Briançon».
1706 - L'anno 1705 l'indice della mortalità ritorna normale, ma l'anno successivo, la sanguinosa battaglia di Torino riporta a 44 i militari deceduti all'Ospedale e la disastrosa valanga del Puy fa salire a 46 il numero dei decessi fra i civili.
Nella notte dal 3 al 4 gennaio, la immane valanga, precipatata dalle pendici del Pelvo sul villaggio di Puy-Saret, seppellisce 17 case con 24 abitanti. L'opera di soccorso dei soldati della guarnigione, saliti da Fenestrelle, «dura quattre ou cinq jours; finalment on trouva les maisons des quelles on ritira quinze personnes encore en vie et les autres neuf étouffées ainsi que les bestiaux».
Apprendiamo dai registri parrocchiali i nomi delle vittime: Jourdan Marie moglie di Raviol Barthelemi, Raviol Marie di Barthelemi (7 anni), Raviol Suzanne di Barthelemi (anni 8), Raviol Anne di Barthelemi (anni 2), Raviol Etienne del fu Claude (anni 15), Orcellet Jean, Champs Marie.
Manca ll nome della nona vittima. Parlandone con l'assessore Giovanni Orcellet e con Iginio Bouquet, entrambi del quartiere Puy-Pequerel, ne ebbi una pronta risposta: «Non c'è dubbio, poiché la Parrocchia registrava solamente nascita, morte e matrimoni dei Cattolici, la nona vittima doveva essere di Religione Riformate e quindi registrata in altro modo».

(LV, 1980, N.30):
Nei primi anni del '700 continua il grande movimento dei militari in tutta la Valle.
Dopo la Battaglia di Torino, persa dall'Armata Francese, le operazioni della guerra si spostano su altri fronti italiani ed europei mentre la Valle del Chisone vede il transito affannoso di interminabili colonne di truppe in ritirata con carriaggi, artiglierie, cavalli, dirette oltr'Alpe e alle loro spalle l'estremo lembo orientale del Delfinato viene rafforzato per prevenire ulteriori avanzate delle Potenze Alleate e del Piemonte. I presidi della «piazza» di Fenestrelle e del forte Moutin sono rinnovati, l'Ospedale rigurgitante di feriti viene svuotato dei militari trasportabili per far posto ad ogni esigenza.
La popolazione risente fortemente della pesante situazione militare: quasi soffocata dalla presenza delle truppe, è soggetta a quotidiane prestazioni di corvées, forniture dì bestiame, legname, foraggi; ovunque c'è uno spiazzo e un ricovero, una massa di uomini, di cavalli e di materiali calpesta le coltivazioni ed ingombra locali e cortili; i lavori agricoli, impediti nei campi bassi, si riducono ai terreni più alti, scomodi e meno produttivi.
La situazione si aggrava ancora quando gli eserciti di Vittorio Amedeo e del cugino Principe Eugenio, dopo la infruttuosa campagna delle Alpi, rientrano in Val Susa e Val Chisone per impadronirsi dei Forti di Perosa, Exilles e Fenestrelle, il che avviene nel 1708. Negli ultimi giorni di agosto la guarnigione del forte Moutin é costretta alla resa ed il 1 di settembre il Duca di Savoia entra in Fenestrelle.
Prende subito importanti decisioni:
-non fidandosi molto dei nuovi sudditi, ordina la consegna immediata delle armi;
-nomina il Procuratore del Senato Sabaudo Jean Pittit, Castellano della Valle; Francesco Barthelemy Gasca ne è l'Intendente Giudice e il Marchese d'Andorno il Comandante Militare; Pierre Borel è il primo sindaco di Fenestrelle, Giuseppe Chareun continua ad esserne il parroco e Jean Chareun il maestro di scuola;
-nello stesso mese di settembre, convoca a Fenestrelle i parroci delle Valli ed espelle tutti i preti francesi;
-considerando che le Comunità di Usseaux e di Balboutet hanno sofferto più di tutte le altre durante la guerra, anche perché sedi del Quartier Generale, ordina il trasferimento di questo a Mentoulles e Chambons;
-favorisce la partenza di tutti i francesi rimasti nelle valli;
-ordina l'espulsione delle famiglie che «avevano mariti» militari in Francia. Quando questi profughi approderanno a Briançon, l'Intendente del Delfinato ordinerà l'espulsione nello stesso termine di tre giorni, delle famiglie della Savoia (ancora francese) di Nizza e di Barcellonette che avevano parenti al servizio del Duca.
Il periodo che va dal 1708 (conquista di Fenestrelle e di Exilles) al 1713 (pace di Utrecht), è tristissimo per le due valli la cui occupazione deve essere ancora completata. La situazione è fluida, i due eserciti nemici vanno e vengono, si evitano e si scontrano in una guerriglia che tiene nello scompiglio e nell'ansia i villaggi delle Alte Valli.
Ricordiamo, a questo punto, le scorreria del capitano Bourcet di Usseaux al servizio della Francia con la sua Compagnia reclutata in gran parte fra gli uomini della Valle, e le incursioni dei Valdesi che dalla Val Germanasca escono a razziare in val Troncea e in val Bousson.
Sono interessanti le precise annotazioni dei Cronisti dell'epoca, relative alle continue spoliazioni cui le Comunità sono soggette a favore dell'uno o dell'altro dei belligeranti. Le hanno tramandate a noi Restituto Merlin parroco di Traverse, Giovanni Bonne parroco di Laval, Jean Passet dei Rivet, Vagnone ed altri.
Fra le molte segnalazioni, ne citiamo solo qualcuna.
«Nel mese di luglio 1708 i Valdesi scendono dal Col Mait in vai Dora e ne ripartono con un bottino di 50 bovini, 36 bestie da soma, 600 pecore, vasellame, calderoni, mobili, biancheria, abiti, formaggi, oggetti sacri... (20 pezzi di rame e 60 libbre di stagno asportati dalle case di Jean Manzon e M.Merlin» - « Dal 15 al 31 agosto, la Valle provvede 1.000 razioni di fieno per gli equipaggi dei generali, 800 razioni giornaliere per 4 squadroni di dragoni, 85 razioni giornaliere per ognuno dei 40 Battaglioni» - «Le requisizioni di foraggi continuano per tutto il 1710 tantoché, non essendovi più nutrimento per il bestiame, questo deve essere in gran parte venduto», - « ...si tagliano oltre 50.000 piante...».
Ed ancora:
«I1 25 giugno il capitano Bourcet ricompare nella Valle con una Compagnia di 100 uomini che saccheggiano diverse case e prelevano 11 persone a Sestriere e 7 al Chezal portandole poi a Briançon dove resteranno prigionere nel Castello fino al 12 luglio. Il 9 luglio calano su Chiomonte e la spogliano delle vacche e delle bestie da soma».
L'immagine di Fenestrelle e della Valle tutta, è dunque ben triste: le coltivazioni abbandonate, le stalle vuote, più nessuna scorta di fieno, paglia ed avena, di patate, segala, orzo, fagioli e lardo; le famiglie ridotte al freddo e alla miseria.
Finalmente con la pace di Utrecht, la normalità ritorna.
Il 13 agosto 1713 in Fenestrelle, «l'apré midi», davanti alla Chiesa parrocchiale e alla presenza del Castellano reale Pittit e del Marchese d'Andorno, i numerosi abitanti convenuti, assistiti dai loro Sindaci e dai Delegati dei Comuni della Valle, tenendo il Santo Vangelo tra le mani «e da ambedue ben toccato», giurano ad alta voce fedeltà al Duca di Savoia ed ai suoi Successori.
La vita ritorna: giorno per giorno la serenità rientra nelle case; con la tenacia caratteristica della nostra gente si riprendono in pieno i lavori dei campi; si ripopolano le stalle al cui tepore le famiglie ritrovano la gioia delle veglie invernali e la fiducia nell'avvenire.
Trascorso un altro decennio, l'inizio dei lavori per la costruzione del nuovo Forte San Carlo che impiegano le disponibili forze locali ed attirano una marea di lavoratori dalla Savoia e dal Piemonte, contribuirà validamente alla ripresa economica di Fenestrelle
Ed ecco che compaiono sulle pagine del Registro Parrocchiale i Mondon, Espagnol, Chiout, Jolì, Boiral Voyron, Frezet, Turin, Bouchard e Allois che vanno a completare gli elenchi già segnalati nelle precedenti puntate di questo studio.
Di altri cognomi si avrà notizia nei Registri successivi a quelli esaminati, ma noi, per non abusare dello spazio e della indulgente accoglienza dei lettori, ci siamo fermati al Registro N.3.
E chiudiamo, lieti di potervi dare quest'ultima immagine di Fenestrelle del primo'700: il più importante centro della Valle con una popolazione in forte aumento, dedita all'agricoltura ed all'allevamento del bestiame, agli scambi con le Fiere di Pinerolo, al piccolo ma redditizio commercio dei suoi numerosi negozi d'ogni genere ed al sorgente artigianato familiare: i mulini, i frantoi delle noci, i filarelli e la tessitura della lana, girano come nel passato o si apprestano a girare, segnando l'inizio di un nuovo periodo di fervore, di progresso e di benessere.