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Vivem un novel país

La comunità Rom in Italia

LA COMUNITAT ROM EN ITÀLIA

di Maurizio Dematteis

La comunità Rom in Italia
italiano I Rom partirono dall'oriente dopo aver lasciato l'India, loro terra d'origine, intorno al XI secolo per cause ancora sconosciute, spostandosi verso i paesi occidentali. Le prime popolazioni Rom arrivarono in Europa occidentale intorno al XIV secolo, mentre la prima testimonianza in Italia risale all'inizio del 1400.
Non vi sono stime attendibili sul numero dei Rom attualmente in Italia, ma secondo un calcolo effettuato sui dati in possesso alle autorità governative italiane, si attesterebbero intorno ai 130.000. Secondo le organizzazioni non-governative il numero dei Rom cittadini italiani oscilla tra 60.000 e 90.000, mentre quello dei nati all'estero (o nati in Italia da genitori immigrati) tra i 45.000 ed i 70.000. Per un totale che oscilla tra i 105 e i 160 mila.
I Rom che non hanno cittadinanza italiana provengono principalmente dall'Est europeo e particolarmente dall'ex-Jugoslavia. Alcuni di questi ultimi sono "clandestini", e quelli che hanno cercato di regolarizzare la propria permanenza hanno spesso un permesso di permanenza temporanea, per periodi diversi, ma sempre brevi. La stragrande maggioranza dei permessi di soggiorno concessi ai Rom è valida per un periodo da uno e sei mesi.
La maggior parte dei Rom vivono in uno stato di segregazione voluta rispetto alla società italiana, e come denunciano alcune associazioni impegnate nel riconoscimento dei diritti delle popolazioni Rom, "agli inizi del terzo millennio l'Italia è l'unico Paese d'Europa che vanti una rete, pubblicamente organizzata, e sostenuta, di ghetti per impedire ai Rom la piena partecipazione, od anche solo il contatto o l'integrazione, con la vita sociale italiana. Nel linguaggio usuale in Italia, questi Rom vivono in 'campi' (od in ghetti) autorizzati" (Rapporto dell'ERRC - European Roma Rights Center, 03/11/2000).

Florin Tanase: musicista
Florin Tanase, in arte Stufulica, è un Rom originario della Romania, nella regione della Moldavia, arrivato in Italia sette anni fa. «Sono par tito da un piccolo paese vicino a Bacau per raggiungere mia moglie, venuta in Italia per lavoro da qualche mese. Appena arrivato ho cominciato a suonare per strada. Era il 2002, sono arrivato a Torino e ho cominciato a suonare in via Roma e a Porta Palazzo».
Stufulica infatti è un musicista, non ha mai fatto altro nella vita. Lo era già suo nonno, e poi suo padre. Una tradizione di famiglia che Florin Tanasa, uomo di mezza età sposato con quattro figli, continua ad onorare tutti i giorni. «Facevo già il musicista in Romania - continua Stufulica - avevo un gruppo con cui suonavo alle feste o ai matrimoni. Ma non era un gruppo stabile come lo intendete voi qui in Italia, cambiava i suoi membri a seconda di chi era disponibile in occasione del concerto. Ci si trovava e via, si partiva a suonare». In Italia invece l'inizio è stato difficile: i concerti in strada, la polizia che spesso lo mandava via e i pochi soldi racimolati a fine giornata. Anche se, sottolinea Stufulica: «Erano comunque sufficienti per "farmi la giornata"».
Dopo qualche mese di questa vita la svolta: «Stavo suonando per strada quando un ragazzo si è fermato a guardarmi - ricorda il musicista -. E' rimasto fino alla fine del brano e poi ha cominciato a farmi una serie di domande. Oggi con questo ragazzo, di nome Marco Grezzo, e con la nostra collega Manuela Almonte abbiamo creato un gruppo che si chiama Bruskoi. Con un calendario di date ricco, tra feste, appuntamenti e matrimoni in giro per l'Italia».
E' successo che Marco e Manuela, amanti della cultura e musica balcanica, hanno deciso di dare vita insieme a Stufulica ad un progetto multiculturale che, partendo dalla loro esperienza musicale maturata nelle feste occitane delle Valli Alpine, entrasse in contatto con il patrimonio suonato nei battesimi e nei matrimoni zingari della Moldova romena. Risultato? I Bruskoi Triu, autori di una nuova musica folk molto apprezzata, realizzata da Manuela con fisarmonica e voce, Marco con violino e voce e Stufulica con chitarra, sax e voce. E che per le grandi occasioni si trasforma in Bruskoi Prala, band di sei elementi che vede l'apporto di Stefano Protto al contrabbasso e di Zita Kovacs e Benki Iambor alla danza, che presentano due tradizioni di ballo: quella zingara e ungherese.
«Sono cinque anni che suono con i Bruskoi - continua Stufulica - e sono più tranquillo. Vengono a prendermi in auto sotto casa e faccio le mie serate. Riesco a vivere del mio lavoro e metto anche qualcosa in banca per sicurezza. Vivo a Cuneo, nel centro storico, in un alloggio in affitto, e qualche volta suono ancora per strada per integrare lo stipendio di mia moglie. Ho portato i miei figli in Italia, tre maschi e una femmina: la figlia ha 28 anni, è la maggiore, ed è spostata a Torino con un grande musicista, un clarinettista; un figlio studia al Conservatorio di Cuneo, uno è meccanico d'auto e il terzo è ancora piccolino e vive in casa con noi».
I Bruskoi hanno un buon calendario, che da primavera all'autunno impegnano i loro membri. Durante l'inverno meno, e Stufulica riprende a suonare per le strade di Cuneo: «In città ormai mi conoscono tutti - spiega -. E' come se fossi residente da 30 anni: tutti quelli che passano mi salutano, e io parlo con tutti. A volte mi dicono: "hai visto in tv cosa ha fatto quel rumeno?". Io gli rispondo: "carissimo, io sono tranquillo, mi conoscete da tanti anni e non ho mai fatto male a nessuno. Io sono musicista. Suono per strada e se vuoi mi dai qualche soldo, se non vuoi no».
Florin Tanasa e la sua famiglia si sono integrati bene in Italia, tanto che oggi, alla domanda: "Tornereste in Romania", Stufulica risposte senza esitare: « Giuro che non torneremo mai più. Per me e la mia famiglia la Romania non va. Non perché ci siano problemi per i Rom, quelli c'erano tanti anni fa. Ricordo i racconti di mio padre sulle discriminazioni subite. Oggi il problema sono i soldi. Oggi in Romania, con questa democrazia, molte realtà hanno dovuto chiudere. E i padroni dei ristoranti ti chiamano a giornata, e poi magari se non gli vai a genio ti mandano via. Non c'è più quella sicurezza di uno stato che ti dava uno stipendio. Per molti anni in Romania si è stati bene, ma adesso no. Quando c'era il comunismo per noi si stava sicuramente meglio, si riusciva a lavorare e c'erano tutti i servizi. Prima che cadesse il regime se non avevi la casa te lo dava il comune, se non avevi lavoro te lo trovavano. Ora nulla. Ora ci sono solo più cinesi e turchi che lavorano per stipendi da fame. I rumeni sono andati via tutti, in Francia, Spagna e Italia». Stufulica in Romania ha ancora la casa di famiglia: «Ora è chiusa e rimane lì - spiega -. Non mi interessa. I miei familiari sono tutti morti, non ho più parenti. Solo un fratello anziano e una sorella all'estero. Ci sono stato l'ultima volta quattro anni fa, e sono andato a trovare i morti al cimitero. Ma ora basta, i soldi del viaggio mi servono qui, per mangiare. Non posso permettermi di andare in Romania con moglie e figli. Non ho la macchina e mi costa almeno 2000 euro».
Entrato come clandestino nel nostro paese, Stufulica oggi è cittadino Ue, con tutti i diritti che ne conseguono. E ammonisce: «In Italia facciamo bene a fare queste leggi restrittive per gli immigrati. Cosa hai fatto tu al tuo paese? Magari hai ammazzato. E cosa fai qui? Non hai casa, non hai lavoro? Allora via, tornatene a casa tua».
occitan Lhi Rom parteron da l'orient après aver quitat l'Índia, lor tèrra d'origina, d'entorn al sècle XI per de causas encara desconoissuas, se meirant vèrs lhi país occidentals. Las premieras populacions Rom arriberon en Euròpa d'entorn al sècle XIV, mentre que la premiera testimoniança en Itàlia remonta al començament dal 1400.
Lhi a pas d'estimas atendiblas sus lo numre di Rom actualament en Itàlia, mas second un càlcul efectuat sus lhi dats dal govèrn italian s'atestarion a l'entorn di 130.000. Second las organizacions non-governativas lo numre di Rom citadins italians balança entre lhi 60.000 e lhi 90.000, mentre aquel di naissuts a l'estrangier (o naissuts en Itàlia da genitors immigrats) entre lhi 45.000 e lhi 70.000 per un total que balança entre lhi 105 e lhi 160 mila.
Lhi Rom qu'an pas la citadinança italiana provenon principalament da l'est europèu e en particular da l'ex Jugoslàvia. D'uns d'aquesti darriers son de "clandestins" e aquilhi qu'an cerchat de regularizar lor permanença an sovent un permés de permanença temporànea per de periòdes diferents, mas totun sempre breùs. La granda majorança di permés de setjorn acordats ai Rom es vàlida per un periòde da un a sieis mes.
La major part di Rom vivon dedins un estat de segregacion volgua respèct a la societat italiana, e coma denóncion d'unas organizacions impenhaas dins lo reconoissiment di drechs de las popolacions Rom, "a l'alba dal terç millenari l'Itàlia es lo solet país d'Euròpa que vante una ret, organizaa publicament e sostengua, de jutarias per empachar ai Rom la plena partecipacion, o decò masque lo contacte o l'integracion, embe la societat italiana. Dins lo lengatge usual en Itàlia aquesti Rom vivon dins de "champs autorizats" (Rapòrt de l'ERRC - European Roma Rights Center, 03/11/2000).
 
Florin Tanase: musicaire
Florin Tanase, en art "Stufulica", es un Rom originari de la Romania, dins la region de la Moldàvia, arribat en Itàlia fai sèt ans. «Siu partit d'un pichòt vilatge da pè a Bacau per rejónher ma frema, vengua en Itàlia qualque mes derant per trabalh. A pena arribat ai començat a sonar per la via. Era lo 2002, siu arribat a Turin e ai començat a sonar en Via Roma e a Pòrta Palais».
Stufulica de fach es un musicaire, a pas jamai fach d'autre dins la vita. L'era já son petè e puei son paire. Una tradicion de familha que Florin, òme de metz atge mariat e embe quatre filhs, contínua a onorar tuchi lhi jorns. «Fasiu decò já lo musicista en Romania, aviu un grop e sonàvem a las fèstas e ai mariatges. Mas era pas un grop estable coma l'entendetz vosautri aicí en Itàlia, si membres chambiavon segond qui era disponible per aquela data. Én se trobava e via, se partia a sonar». Dal temp qu'en Itàlia al començament es estat de mal far: lhi concèrts per la via, la policia que sovent lo mandava via e lhi gaire sòuds racimolats a fin de jornada. Mesme se, remarca Stufulica: «A la fin tottun me bastavon per me far la jornada».
Après qualque mes d'aquela vita la virada: «Ero mentre que sonavo per la via quora a un moment un filh s'es fermat a me gachar  - soven lo musicaire - es restat fins a la fin dal tòc e puei a començat a me far una seria de demandas. Encuei  embe aquel filh, que se sòna Marco Ghezzo, e nòstra collèga Manuela Almonte avem fondat un grop que se sòna Bruskoi. Embe un calendier de datas ric entre fèstas, apontaments e mariatges en vir per l'Itàlia.
Es capitat que Marco e Manuela, amants de la cultura e la música balcànica, an decidat de  donar vita ensem a Stufulica a un projèct multicultural qu'en partent da lor experiença musicala maüraa a las fèstas occitanas dins las Valadas intresse en contact embe lo patrimòni  musical de la Moldàvia romena. Lo resultat? Lhi Bruskoi Triu, autors d'una música folk novèla ben apreciaa embe Manuela Almonte a la fisa e vòutz, Marco Ghezzo al violon e Stufulica a la guitara acóstica, sax e vòutz. E que per las grandas ocasions se transforma en Bruskoi Prala,  formacion de sieis elements que ve l'apòrt de Stefano Protto al contrabas e de Zita Covacs e Benki Iambor a la dança que presenton doas tradicions de dança: aquela singra e ongueresa.
«Fai cinc ans que sòno embe lhi Bruskoi - contínua Stufulica - e siu mai tranquil. Venon me  pilhar en màquina sot maison e fau mas seradas. Arribo a viure de mon trabalh e buto decò qualquaren en banca per seguressa. Vivo a Coni, dins lo centre istòric, dins un apartament en afit e de bòts que lhi a sòno encà per la via per integrar l'estipendi de ma frema. Ai portats mi filhs en Itàlia, tres mascles e una fumèla: la filha a 28 ans, es la majora e es mariaa a Turin embe un grand musicaire, un clarinetista; un filh estudia al conservatòri de Coni, un es mecànic d'auto e lo tèrç es encara pichonet e viu a maison embe nosautri».
Lhi Bruskoi an un bòn calendier que da la prima a l'auton impenha pas mal lhi siei membres. D'uvèrn menc, com aquò Stufulica torna sonar per las vias de Coni: «»En vila desenant tuchi me conoisson - explica -. Es coma se foguesse resident despuei trent'ans: tuchi aquilhi que passon me saluton e mi parlo embe tuchi. De bòts me dison: "As-tu vist en tv çò qu'a fach aquel romen?". Mi lhi respondo: "Mon char, mi siu tranquil, me conoissetz da tanti ans e ai  pas jamai fach de mal a degun. Mi siu un musicaire, sòno per la via e se vòs me dones qualqua monea, se vòs pas no».
Florin Tanase e sa familha se son ben integrats en Itàlia, tan qu'enquei a la demanda: "Tornaríetz en Romania?" Stufulica respònd sensa esitar: "Juro que tornarei jamai pus. Per mi e ma familha la Romania vai pas. Es ren que lhi sien de problèmas per lhi Rom, d'aquilhi  n'avia fai tanti ans. Soveno lhi còntes de mon paire sus las discriminacions qu'an agut. Encuei lo problèma son lhi sòuds. Encuei en Romania, embe aquesta democracia, un baron de realitats an degut sarrar, lhi patrons di restaurants te sònon a jornaa e se puei lhi plases pas te mandon via. Lhi a pas pus la seguressa d'un estat que te donava un estipendi. Per ben d'ans en Romania én es estat ben, mas aüra pas. Quora lhi avia lo comunisme per nosautri era segurament mielh, én arribava a trabalhar e lhi servicis lhi eron tuichi. Derant que cheiesse lo regime s'avies pas la maison te la donava la comuna, s'avies pas de trabalh te lo trobavon. Aüra pus ren. Aüra lhi a masque pus lhi cinés e lhi turcs que trabalhon per de pagas da fam. Lhi romens son patits tuchi en França, Espanha e Itàlia». Stufulica en Romania a encara la maison de familha: «Aüra es barraa e demòra ailai - explica -. M'interessa pas. Mi parents son tuchi mòrts, ai pus de parents. Masque un fraire ancian e una sòrre a l'estrangier. Lhi siu estat lo darrier bòt fai quatre ans e siu anat trobar lhi mòrts al cementieri. Mas aüra basta, lhi sòuds dal viatge me sièrvon aicí, per minjar. Puei pas me perméter d'anar en Romania embe una frema e de filhs. Ai pas la màquina e aquò costa almenc 2000 euro».
Intrat dins nòstre país coma clandestin, encuei Stufulica es citadin europèu embe tuchi lhi drechs que ne'n venon. E admonís: «En Itàlia fasem ben a far aquestas leis restrictivas per lhi immigrats. Çò qu'as fach tu a ton país? Benlèu as maçat. E çò que fas aicí? As pas una maison, un trabalh? Alora via, torne-te ne' n dins cò tiu».