[ missing ]    Vivem la montanha

invia mail   print document in pdf format

Vivem un novel país

Al di là dello Stretto.
La comunità tunisina di Robilante

Al delai de l'Estrech.
La comunitat tunisina de Robilant

di Maurizio Dematteis

Al di là dello Stretto. La comunità tunisina di Robilante
italiano Il Comune di Robilante sorge a 686 metri sul livello del mare, lungo la statale numero 20 del Colle di Tenda. Ha 2.249 abitanti distribuiti su una superficie di 24,92 chilometri quadrati e prende il nome dal "rivo bullante", o rio gorgogliante, di nome torrente Cialancie, che lo attraversa prima di confluire nel Vermenagna. Il villaggio fu a lungo legato all'abate di San Dalmazzo che l'aveva ricevuto in feudo dal marchese di Saluzzo. In seguito passò a far parte del distretto di Cuneo e divenne dei Savoia nel 1364. Infeudato da Amedeo VII ai marchesi di Ceva (1373), verrà riconquistato da Amedeo VIII nel 1425, e riunito al mandamento di Cuneo. Nel 1619 il paese fu concesso in feudo ai Nicolis, signori di Varallo, con il titolo di conti di Robilante.
Notevoli i beni artistici e architettonici del piccolo comune, come la facciata della Parrocchiale di San Donato (XVIII secolo), o l'affresco quattrocentesco raffigurante una madonna con bambino nell'adiacente via Eminia. Inoltre la settecentesca ex Chiesa di Santa Croce, sconsacrata negli anni Sessanta, attualmente adibita a salone della Pro Loco, e le numerose cappelle campestri. Alcuni itinerari di grande interesse risalgono il vallone di Cialancie, inerpicandosi sino alle bianche chiesette, testimonianza della devozione popolare; altri conducono alla conca del Malandrè, dove è possibile vedere le vecchie baite con i caratteristici tetti in paglia.
Per quanto riguarda le attività economiche, accanto a quelle tradizionali, allevamento del bestiame e silvicoltura, si sviluppano moderne attività industriali (cave di silice e impianti cementieri), oltre allo storico Istituto climatico, struttura ospedaliera privata con un numero considerevole di persone impiegate al suo interno. E se le attività industriali attirano nel comune ormai da oltre 15 anni personale straniero, proveniente soprattutto dal Marocco, proprio la struttura ospedaliera, bisognosa di personale infermieristico, ha richiamato una numerosa comunità tunisina, che vede oggi risiedere a Robilante oltre una quarantina di persone.
Visto dall'esterno...
«Il fenomeno dell'immigrazione qui da noi risale a 15 o 20 anni fa - spiega Daniela De Filippi, assistente sociale del Servizio socio assistenziale della Comunità Montana Val Gesso, Vermenagna e Pesio nel suo ufficio di Robilante -. E sono stati i capo famiglia marocchini ad arrivare per primi. Attratti dalle opportunità lavorative della Buzzi- Uncem cementi e di altre cave della zona. Poi man mano, negli anni, ci sono stati i ricongiungimenti familiari». Oggi tuttavia il fenomeno migratorio in Val Vermenagna si è affievolito, perché le opportunità lavorative, come accade nel resto d'Italia, sono diminuite. « Secondo i dati da noi raccolti al 31 dicembre del 2008 - continua l'assistente sociale - gli immigrati presenti nel territorio della comunità montana sono 816, di cui 162 a Robilante. Tra questi ben 38 tunisini, suddivisi in 16 famiglie. Si tratta una delle comunità tunisine più grosse del Piemonte. Secondo Daniela De Filippi la comunità tunisina è nata e cresciuta a causa della ricerca di infermieri professionali da parte dell'Istituto climatico, la struttura ospedaliera presente nel piccolo comune. «Si tratta di una clinica privata convenzionata - spiega - per la riabilitazione di persone con problemi polmonari. E' una realtà grossa che crea un indotto lavorativo. E molti infermieri impiegati al suo interno sono arrivati dalla Tunisia per passaparola».
I tunisini, secondo il servizio sociale della comunità montana, sono ben visti, lavorano tutti e non hanno mai causato alcun problema di ordine pubblico: «Tuttavia in paese - continua l'assistente sociale - non è visibile nessun segno dell'esistenza delle comunità. Non esistono negozi ne luoghi di culto ne altro gestito da tunisini. Forse sono i ragazzini ad essersi integrati meglio: frequentano regolarmente l'oratorio e hanno a disposizione delle ore di mediazione scolastica gestite da noi». Per quanto riguarda gli adulti, la comunità montana ha organizzato un corso con sette donne tunisine, e quattro di loro sono riuscite ad ottenere l'attestato di conoscenza della lingua italiana, documento utile per trovare lavoro. «Sono proprio le donne ad avere maggiore difficoltà di integrazione - conclude Daniela De Filippi -. Vorrebbero un lavoro per contribuire all'economia domestica e per poter uscire di casa, ma non trovano molte persone a Robilante disposte a mettersi uno straniero in casa. E quasi sempre non hanno un'automobile per poter andare a lavorare più lontano».
Visto dall'interno...
«Sono arrivato in Italia, a Cuneo, dalla Tunisia nell'aprile del 2005 - spiega Hassine Walide, giovane tunisino di poco più di trent'anni - perché ho sposato una ragazza italiana, di Boves. Ora vivo a Robilante, dove ho conosciuto una famiglia del mio paese a cui sono molto affezionato». Hassine dopo tre anni di matrimonio si è separato. E pur rimanendo in ottimi rapporti con la ex moglie, ha deciso di lasciare Cuneo e prender la residenza a Robilante. Dove conosceva la famiglia Hichri, anche lei proveniente dalla Tunisia. 
«In Tunisia guidavo le macchine movimento terra - spiega Hassine Walid -, mentre qui lavoro in una fabbrica che produce vetri per le auto, la Saint gobain. Quando mi son lasciato con mia moglie ho conosciuto la famiglia Hichri di Robilante. Ho cominciato a venire a mangiare da loro, a volte a fermarmi a dormire. Poi mi sono deciso a trasferirmi, perché qui è più tranquillo di Cuneo, si sta meglio. E inoltre c'è una grossa comunità tunisina, che mi ha aiutato a trovare casa. Molti di loro sono infermieri, chiamati in Italia grazie ad un patto intergovernativo. A Cuneo ho dovuto dormire per due mesi in auto, perché era difficile trovare persone che affittassero a stranieri». Hassine Walide ricordando il periodo cuneese sorride all'amico Hamza, il primogenito della famiglia Hichri. Hamza è arrivato a Robilante dalla città tunisina di Nabel che aveva appena due anni, ed oggi sta per concludere il ciclo di studi. «Abbiamo i parenti in Tunisia - racconta il ragazzo - e andiamo a trovarli almeno una volta l'anno. A me piace tornare nel mio paese in vacanza, ma preferisco vivere qui, dove ho tutti i miei amici. A differenza di mio padre non vorrei ritornare a vivere a Nabel». Per Hassine Walide è diverso. Lui sogna di tornare al suo paese. Anche se: «devo prima trovare un lavoro sicuro - spiega -. Ma il problema è che in Tunisia si trovano solo lavori precari e mal pagati. E non riesci ad arrivare a fine mese. Sono convinto comunque che prima o poi riuscirò a tornare. Mi spiace lasciare l'Italia e ormai quando vado in Tunisia vedo le cose in maniera diversa: noto di più lo sporco, il disordine ecc, che prima non vedevo. Ma dopo pochi giorni mi riabituo e non ci bado più».
A robilante, nonostante la comunità islamica sia numerosa, non esiste un centro di incontri ne un luogo di culto musulmano. I credenti magrebini sono costretti a recarsi a Cuneo, dove c'è una palestra adibita a moschea. «Ci vanno tutti i musulmani: marocchini, tunisini, ivoriani, anche italiani - dice Hassine Walide -, solitamente per il venerdì santo, una volta a settimana». E anche per trovare i prodotti magrebini, la comunità deve recarsi altrove: «Alcuni tunisini portano spezie e altri prodotti tipici quando vanno a trovare i parenti - continua il giovane - con il traghetto, da Genova. Ma se vogliamo comprare qualcosa di tipico nostro dobbiamo recarci a Cuneo, dove c'è un negozio specializzato. E se vogliamo trovare un po' più di offerta dobbiamo andare a Torino, oppure a Nizza, dove c'è addirittura una zona con un mercato tunisino». In realtà la signora Hichri, da cui si reca spesso a mangiare Hassine, ha ormai imparato a cucinare italiano, e a preparare persino la bagna cauda. «Poco alla volta ci impadroniamo della cultura locale - spiega il figlio Hamza -. Io ad esempio a scuola ho imparato a ballare curente e balet, e comincio a capire la parlata occitana».
In definitiva la comunità Tunisina, secondo le assistenti sociali della comunità montana, ha buone probabilità di realizzare un'eccellente integrazione. Anche se rimangono ancora alcuni problemi di carattere interculturali da risolvere, come la difficoltà di coniugare gli orari lavorativi con il periodo del Ramadan: «Sul lavoro non ho mai avuto grossi problemi - spiega Hassine Walide -, lavoro alla Saint Gobain da 4 anni e mi hanno sempre trattato benissimo. Solo nel periodo del Ramadan trovo un po' di difficoltà. Faccio i turni e a volte mi capita di dover lavorare al calare del sole. Mentre in Tunisia in quel periodo si lavora solo cinque ore al giorno. Quindi abbiamo chiesto al datore di lavoro di poter fare una pausa di mezzora all'imbrunire. E lui ce lo ha permesso».
BOX
La Tunisia
La Repubblica Tunisina è uno Stato del Nordafrica bagnato dal mar Mediterraneo e confinante con l'Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est, con una popolazione di oltre 9 milioni e 900 mila abitanti, distribuita su una superficie di 163.610 chilometri quadrati.
La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria, e la prima presenza umana è documentata nel paleolitico. I suoi primi abitanti stanziali furono tribù berbere sedentarie, che fra il XII e il XIV secolo si scontrarono ferocemente con gli arabi nomadi. Nel 814 avanti Cristo i fenici fondarono la città di Cartagine, che nel corso delle Guerre Puniche venne conquistata dai romani. A metà del VII secolo inizia la penetrazione degli arabi e della loro nuova religione, l'Islam, che termina nel 702 con il definitivo insediamento di questi ultimi e la conversione dei berberi. Nel XVI secolo si realizza gradualmente la conquista della regione da parte dei turchi Ottomani, e dal 1881 al 1956 la Tunisia è soggetta al protettorato francese, con buona pace dell'Italia che contava la colonia europea più numerosa nell'area. Nel 1942, durante la Seconda Guerra mondiale, la Tunisia viene occupata dai nazi-fascisti. Le truppe alleate italo-tedesche, impegnate a fronteggiare l'avanzata americana dal Marocco e britannica dall'Egitto, nel maggio 1943 si rendono artefici di un'epica ritirata iniziata ad El Alamein e conclusasi con la difesa di Capo Bon, dove sono costrette ad alzare bandiera bianca. Il 20 marzo 1956 la Tunisia viene dichiarata indipendente, e l'anno seguente diventa una repubblica.
Oggi la Tunisia si trova ad affrontare ingenti problemi economici, con un alto tasso di disoccupazione (14,1%, stime 2007), e un'alta natalità (crescita annua dell'0,99%), che fa sì che la metà della popolazione abbia meno di 15 anni. Per questi motivi la Tunisia è uno dei paesi mediterranei considerati a "forte emigrazione", e proprio il nostro paese, l'Italia, da cui la separano solo 140 km, è la prima destinazione dei suoi migranti, spesso di passaggio verso paesi del nord Europa. In Italia i cittadini tunisini residenti con regolare permesso di soggiorno sono 93.601 (Istat 2007).
occitan La Comuna de Robilant se tròba a 686 mètres d'autessa, lòng l'estatala 20 dal Còl de Tenda. A 2.249 abitants distribuïts sus una susfàcia de 24,92 km2 e pren lo nom dal "rivo bullante", riu gorgolhant, o ben lo riu Chalancha, qu'atravèrsa lo país derant de confluïr dins lo torrent Vermenanha. Per longtemp lo vilatge foguet liat a l'abat de Sant Dalmàs, que l'avia recebut en fèude dal marqués de Saluces. Passet puei sot lo distrect de Coni e ental 1364 devenet di Savòia. Enfeudat ental 1373 da Amedèu VII ai marqués de Ceva, ental 1425 veneré reconquistat da Amedèu VIII e reünit al mandament de Coni. Ental 1619 foguet concedut en fèude ai Nicolis, senhors de Varal, embe lo títol de conts de Robilant.
Remarcables son lhi bens artístics e arquitectònics de la pichòta Comuna, coma la façada de la gleisa parroquiala de Sant Donat (dal sècle XVIII), l'afrèsc dal Quatre Cent rafigurant una madòna embe l'enfant, dins l'adiacenta via Erminia, l'ex gleisa de Santa Crotz, dal Sèt Cent, desconsacraa enti ans Sessanta, encuei adobraa coma salon de la Pro Loco, e las nombrosas chapèlas dins las campanhas a l'entorn. D'itineraris de grand interès remonton lo valon de Chalanchas e rejonhon de blanchas gleisetas, testimonianças de la devocion popolara; d'autres menon a la conca dal Malandré, d'ente se veon las ancianas granjas embe lors típics cubèrts de palha.
Regard a las activitats econòmicas, da cant an aquelas tradicionalas, l'enlevatge e la silvicultura, se desvolopon de modèrnas activitats industrialas (cavas de siliça e d'emplants cementífers), en mai de l'istòric Institut Climàtic, un'escructura ospitaliera privaa embe un fòrt numre de personas emplegaas. E se las activitats tradicionalas atiron despuei ben 15 ans d'estrangiers, sobretot dal Maròc, l'Institut, per manca de personal infermierístic, a menat una nombrosa comunitat tunisina, que a Robilant compta encuei mai d'una quarantena de personas.
Vist dal defòra
«Lo fenomèn de l'immigracion aicí es començat despuei 15 o 20 ans - explica Daniela De Filippi, assistenta sociala dal servici sòci-assistencial de la Comunitat Montana Val Ges, Vermenanha e Pes dins son ofici de Robilant -. E son estats lhi cap familha maroquins a arribar per premiers. Airats da las oportunitats de trabalh de la Buzzi-Uncem cementi e d'autras cavas de la zòna. Puei man a man, dins lhi ans, lhi a agut de rejoncions familiaras». Encuei totun lo fenomèn migratòri s'es afeblit, perque las oportunitats lavorativas, coma en tota Itàlia, son diminuïas. Second las donaas qu'avem reculhias, al 31 de desembre lhi immigrats presents dedins lo territòri de la Comunitat Montana son 816, di quals 162 a Robilant. D'aquilhi ben 38 son tunisin, repartits en 16 familhas, una de las comunitats tunisinas mai gròssa dal Piemont. Second Daniela De Filippi la comunitat tunisina es naissua e creissua a causa de la recèrcha d'imfermiers professional da part de l'Intitut Climàtic. «Es una clínica privaa convencionaa - explica - per la riabilitacion de personas embe de problemas polmonars. Es una realitat gròssa que dona de trabalh, e ben d'emplegats son arribats da la Tunisia per passaparaula».
Lhi Tunisins, second lo servici social de la Comunitat Montana, son ben vists, trabalhon tuchi e an pas jamai causat degun problema d'òrdre públic: « e totun en país - contínua la frema - lhi a pas degun senh de l'existença de la comunitat. Lhi a pas de negòcis ni de luecs de culte ni d'autre gestit da de tunisins. Benlèu son lhi filhets a s'èsser mielh integrats: frequenton regularament l'oratòri e an a disposicion d'oras de mediacion escolàstica gestias da nosautri». Regard a lhi adults, la Comunitat Montana a organizat un cors embe sèt fremas tunisinas, e quatre de lor an obtengut l'atestat de coneissença de la lenga italiana, pro útil per trobar de trabalh. «Son pròpi las fremas a aver de majoras dificultats d'integracion - conclui Daniela De Filippi -. Voleríen un trabalh per donar una man a la familha e per poler salhir de maison, mas tròbon pas ben de personas al país dispausaas a se butar un estrangier dins maison. E esquasi sempre an pas una veitura per poler anar a trabalhar mai luenh».
Vist dal dedins
«Siu arribat en Itàlia, a Coni, da la Tunisia ental 2005 - explica Hassine Walide, jove tunisin d'un pauc mai de trent'ans - perque ai mariat una filha italiana, de Bueves. Aüra vivo a Robilant, ente ai coneissut una familha de mon país a la quala siu ben afecionat». Après tres ans de mariatge Hassin s'es separat. E pur en mantenent de bòn rapòrts embe l'ex frema, a decidat de quitar Coni e de prene la residença a Robilant, ente coneissia la familha Hichri, ela decò provenienta da la Tunisia. «Ailen a mon país guidavo las màquinas de moviment de tèrra - explica Hassine -, dal temp qu'aicí trabalho dins una fàbrica que produch de vedres per las àutos, la Saint Gobain. Quora me siu laissat embe ma frema ai coneissut la familha Hichri, ai començat a venir minjar da lor, de bòt decò a durmir. Puei ai decidat de me meirar aicí, es pus tranquil que Coni, s'ista mielh. E en mai lhi a uina gròssa comunitat tunisina, que m'a ajuat a trobar maison. Ben de lor son infermiers, sonats en Itàlia gràcias a un pacte intergovernatiu. A Coni per esquasi dui mes ai degut durmir dins la veitura, perqué n'a pas gaire que vòlon fitar a lhi estrangiers». Hassine en sovenent lo periòde de Coni sorrís a l'amís Hamza, lo premier de la familha Hichri. Hamza es arribat a Robilant da la vila tunisina de Nabel qu'avia a pen, e enquei en a man de finir lhi estudis. «Ailen avem de parents - còntia lo filh - e almenc un bòt a l'an anem lhi trobar. Me plai tornar en vacança dins mon país, mas preferisso viure aicí, ente ai tuchi miei amís. A diferença de mon paire, voleriu pas tornar a viure a Nabel». Per Hassine es diferent. Ele sumia de tornar a son país: «mas derant me chal trobar un trabalh segur - explica -. Lo problema es qu'en Tunisia se tròbon masque de trabalhs precaris e mal pagats. E trebules a arribar a la fin dal mes. Mas siu convençut que derant o après arribarei a tornar. M'engrava laissar l'Itàlia e de bèl avant quora vau en Tunisia veo las causas en maniera diferenta: nòto de mai l'espòrc, lo desordre, que derant veïu pas. Mas après qualque jorn m'abituo mai e lhi fau pus cas». 
A Robilant, malgrat que la comunitat tunisina sie nombrosa, lhi a pas un centre d'encòntres ni un luec per lo culte musulman. Lhi creients magrebins devon anar fins a Coni, ente lhi a una palestra butaa a mosquèa. «Lhi van tuchi lhi musulmans: maroquins, tunusins, ivorians, decò d'italians - ditz Hassine -per lo venres sant d'abituda, un bòt a la setmana». E decò per trobar de produchs magrebins la comunitat deu partir defòra: «Cèrti tunisins menon ençai d'espècias o d'autre minjar típic quora van a trobar lhi parents, embe lo traguet, da Gènova. Mas s'un vòl chatar qualquaren aicí chal anar a Coni, ente lhi a un comèrci especializat. E s'un vòl trobar un pauc mai d'ofèrta chal anar fins a Turin, o fins a mai a Niça, ente lhi fins una zòna embe un marchat tunisin». En realitat la senhora Hichri, ente sovent vai a minjar Hassine, a de bèl avant emparat a cusinear italian e a far fins la banha cauda. «Un pauc per bòt apropriem de la cultura locala - explica lo filh, Hamza -. Mi per exemple a lp'escòla ai emparat a balar corentas e balets, e començo a comprene la parlada occitana».
Finalament la comunitat tunisina, second las assistentas socialas de la Comunitat Montana, a de bònas probabilitats de s'integrar ben. Mesme se reston encara de problemas interculturals da resòlver, coma la dificultat de conjugar lhi oraris de trabalh embe lo periòde dal Ramadan: « al trabalh ai jamai aguts de gròs problemas - explica Hassine -, trabalho a la Saint Gobain despuei quatre ans e m'an sempre tractat ben. Masque quora lhi a lo Ramadan ai qualqua dificultat. Fau lhi turns e de bòts m'arriba de dever trabalhar al calar dal solelh. Dal temp qu'en Tunisia dins aquel periòde se trabalha masque cinc oras al jorn. Pr'aquò avem demandat al dator de trabalh de poler far una pausa de mes'ora e l'embrunir. E el a consentit».
BOX
La Tunisia
La República Tunisina es un Estat dal Nòrd Àfrica bnhat da la mar Mediterrànea e confinant a oest embe l'Algeria e a sud e est embe la Líbia. A una popolacion de mai de 9 milions d'abitants distribuïa sus una susfàcia de 163.610 km2.
La Tunisia e es estaa demorat fins da la Preistòria, e la premiera presença de l'òme es documentaa dins lo Paleolític. Las premieras comunitats estancialas fogueron las tribú berberas sedentàrias, qu'entre lo sècle XII e XIV av.c. s'escontreron ferocement embe lhi arabs nomades. Ental 814 av.c. lhi feniç fonderon la vila de Cartagèna, qu'ental cors des Guèrras Púnicas foguet conquistaa dai romans. A la meitat dal sècle VII ap.c comença la penetracion de lhi arabs e de lor novèla religion, l'Islam, que termina ental 702 embe lo definitiu insediament de lhi darriers e la conversion di berbers. Ental sècle XVI se realiza gradualment la conquista de la region da part di turc octomans e, dal 1881 al 1956 la Tunisia deven protectorat de la França, embe bòna patz de l'Itàlia que comptava la colònia europèa mai nombrosa dins l'airal. Ental 1942, durant la guèrra, lo país ven ocupat dai nazi-fascistas. Ental mai dal 1943 as tropas de l'ailança italo-tedesca, impenhaas a frontejar l'avançada americana dal Maròc e aquela britànica dal l'Egipte, son protagonistas d'una èpica retirada començaa a El Alamein e finia embe la defensa de Cap Bon, ente son contrechas a se rénder. Lo 20 de mars 1956 la Tunisia ven declaraa indipendenta e l'an d'après deven una República.
Encuei la Tunisia se tròba a afrontar de grèus problemas econòmics, embe un aut taxe de desocupacion (lo 14,1% second las estimas dal 2007) e un'auta natalitat, embe una creissua anuala dal 0,99%, que fai que la meitat de la popolacion es dessot lhi 15 ans. Pr'aquelas rasons la Tunisia fai part d'aquilhi país dal mediterrani considerats a "fòrta emigracion"; e pròpi dins nòstre país, luenh pas que 140 km es lo premier pòrt di siei migrants, sovent de passatge vèrs lo nòrd Euròpa. En Itàlia lhi ciutadins tunisins residents embe un regular permés de setjorn son 93.000 (Istat 2007).