italianoL'intervista a Mauro Rabbia Analizzare la storia sociale, culturale ed economica della valle Gesso mettendosi nei panni dei suoi abitanti, dall'Unità d'Italia ad oggi, non è impresa facile. La prima cosa che salta agli occhi è che la Valle Gesso, dopo la cessione di Nizza e Savoia a Napoleone III voluta da Vittorio Emanuele II, e la nascita del Regno d'Italia del 1861, da cuore del territorio diventa periferia del Regno. Con tutto quello che ne consegue per i suoi abitanti. Il commercio di panno esistente dalla Valle Gesso verso il mercato della cittadina francese di Colmar, ad esempio, un tempo florido, pian piano andò in crisi. Esisteva dal '700, con lunghe file di muli che tutti gli anni in primavera passavano il crinale alpino. Ma con l'arrivo della frontiera prima e la confisca della lana da parte dei Savoia nella Prima Guerra mondiale finì per scomparire. Ed era un mercato che per dimensione delle merci trasportate faceva concorrenza a quello di Biella. Verso gli inizi del '900 poi si sviluppa l'alpinismo, con una serie di figure di guide alpine rimaste famose nel tempo. Erano contadini di montagna spinti dalla passione per l'alpinismo, pronti ad accompagnare i turisti che arrivavano dalla Francia, da Saint Martin Vesubie, denominata la "piccola Svizzera" di Nizza. Ma ancora una volta questa vocazione viene soffocata, a causa della militarizzazione attuata in valle dai Savoia dopo l'attentato mortale a Umberto I da parte dell'anarchico Gaetano Bresci del 1900. Da quel momento la valle si riempì di posti di blocco dei Carabinieri, e per gli alpinisti diventò sempre più difficile accedere alle montagne. Mentre una tradizione di alpinismo cresceva dalla parte francese. Con l'avvento del Fascismo poi il territorio fu definitivamente militarizzato. E la tradizione alpinistica della Valle Gesso, che aveva visto nascere almeno 20 guide famose in meno di 20 anni, come Andrea Ghigo detto Lu Lup, o Miraglio, venne meno. Ma per capire meglio il vissuto popolare dei valligiani nel corso dei 150 anni dell'Unità d'Italia si può ricorrere ad una serie di suggestioni. LA CACCIA Bastianun Testa Ghersa non si è mai messo l'anima in pace. Anche dopo l'arrivo dei Savoia, che hanno chiesto ed ottenuto il permesso dai comuni di Entracque e Valdieri di poter fare la riserva di caccia in valle Gesso, ha continuato a cacciare i camosci com'era sua abitudine fare. La riserva è stata fatta in Valle Gesso a causa dell'abbondanza della selvaggina, dettata dal fatto che erano luoghi di difficile accesso, dove i selvatici potevano proliferare senza rischiare di essere fatti fuori tutti. Ma la caccia, in Valle Gesso come ovunque, ha un valore profondo. Perché il cacciatore ha un legame col territorio che pochi altri riescono ad avere: lo conosce, lo vive, tiene pulito il terreno, tiene aperti i sentieri e così via. Improvvisamente, era il 1858, i Savoia si "prendono il territorio", e i locali non possono più andare a caccia. Qualcuno non l'ha digerita, e ha cominciato a fare il bracconiere. Capitava che la mattina i guardiani della Palazzina di caccia di Sant'Anna di Valdieri trovassero delle pelli di camoscio buttate all'interno della tenuta. Bastianun testa ghersa era uno di loro. Si narra montasse le suole col carrarmato al contrario sugli stivali per far credere che scendesse quando saliva. I guardia caccia non sapevano più cosa fare con lui. Lo hanno messo più volte in prigione, ma quando Bastianun usciva ricominciava a cacciare i camosci. Era più forte di lui. Un bel giorno il Re decide di deportarlo nelle americhe. Lo misero su una nave e Bastianun sbarcò negli Stati Uniti. Tempo di raccimolare i soldi del viaggio di ritorno e il testa ghersa era nuovamente a Sant'Anna. A cacciare i camosci di frodo. LA GESTIONE DEL TERRITORIO Vittorio Emanuele II nel 1858 chiese ai comuni se poteva avere la riserva di caccia. Perché prima dell'Unità d'Italia i comuni erano le realtà con più potere: erano padroni di tutto il territorio, dai boschi, all'acqua ai pascoli. Poi pian piano hanno ceduto le proprietà allo Stato italiano e poi alle regioni. E oggi sono più padroni di poco. Ma nella seconda metà dell'800, quando i Savoia cominciarono ad interessarsi della valle Gesso per farne una riserva di caccia, era ancora tutto in mano ai comuni. Successe che per valorizzare la risorsa delle terme di Valdieri venne realizzata una società per la realizzazione di un grande albergo di lusso. Tra i soci dell'affare figurava anche Camillo Benso Conte di Cavour, che dovette scendere a compromessi col comune di Valdieri, detentore della proprietà delle acque. La prima pietra per la costruzione del grande albergo la posò proprio Vittorio Emanuele II, che vista la quantità di selvaggina, decise di chiedere ai comuni di Entracque e Valdieri di poter realizzare la riserva di caccia. I comuni accettano, ma, e quì arriva il bello, concedono la riserva alla persona del Re e non ai Savoia. Questo vuol dire che alla morte di Vittorio Emanuele II, al successore Umberto I il Comune di Valdieri rinnovò la concessione, mentre quello di Entracque no. E questo la dice lunga sul potere che avevano allora i comuni di montagna... La riserva di caccia dei Savoia si riduce della metà, con buona pace degli "investimenti" in mulattiere e quant'altro realizzati dalla buon anima di Vittorio Emanuele II. Immediatamente cominciarono le pressioni di nobili e notabili nei confronti del "comune ribelle" della Valle Gesso. Ma per ben sei anni Entracque resistette. Senza concedere i suoi territori alla famiglia reale. LE OPPORTUNITA' E L'ASSISTENZIALISMO La villeggiatura dei Savoia ha avuto pesanti ripercussioni sulle dinamiche interne della comunità della valle. Se da una parte ha contribuito a creare delle opportunità lavorative, creando ad esempio il benessere per le circa venti famiglie dei guardia caccia, dall'altra ho conosciuto personalmente almeno una decine di persone che se ne sono andate da Sant'Anna di Valdieri a causa della situazione assistenziale venutasi a creare in paese. Tra cui mio zio. Questo perché in una valle povera come è sempre stata la Val Gesso, storicamente più povera della Valle Maira o Stura, viene a fare la villeggiatura la famiglia più ricca d'Italia. E si trattava di una villeggiatura lunga, soprattutto a partire dai primi anni del '900, con l'avvento al trono di Vittorio Emanuele III e della regina Elena del Montenegro. La regina, che pativa parecchio la vita di corte, faceva una lunga villeggiatura a Sant'Anna di Valdieri, talvolta anche di due mesi. I Savoia arrivavano in valle con il loro treno reale, portandosi addirittura delle vacche dalla tenuta della Mandria. La regina amava aiutare le famiglie più povere, e i suoi servitori distribuivano la minestra agli abitanti di Sant'Anna nel corso dei mesi estivi. Ai bambini in età scolare venivano dati i vestiti "buoni", che al termine della scuola dovevano essere restituiti per passare agli alunni dell'anno seguente. Per gestire questi aiuti si crea una sorta di struttura organizzativa fatta di burocrati che dovevano scegliere a chi dare gli aiuti e a chi no. Cominciano i "ruffianamenti" e alcune famiglie tentano di apparire più povere di quello che sono. Viene meno la dignità di alcune delle persone abitanti in valle e si creano forti tensioni tra le famiglie che usufruiscono e quelle escluse dagli aiuti. La comunità si sfalda e alcuni residenti decidono di andarsene. MOLLIERES Tra il 1860 e il 1861 vi fu la trattativa tra i Savoia e la Francia per la cessione dei territori di Nizza e Savoia e la costituzione del Regno d'Italia. I confini vengono stabiliti lungo la displuviale delle Alpi, salvo che per alcuni territori. Tra questi la piccola borgata di Mollieres, dove Vittorio Emanuele II era solito allestire un campo di caccia estivo nei pressi del Lago Negre. Per 17 anni questo territorio, a causa della fissazione del Re d'Italia, rimarra territorio del regno. Con buona pace di Napoleone III e di Cavour, già decisi alla cessione. La questione rischia addirittura di far saltare l'accordo generale. Vittorio Emanuele II fa costruire la mulattiera che sale alla borgata dal Comune di Valdieri. Mollieres rimane un porto franco, non soggetto a pagare le imposte all'Italia e libero di commerciare con la Francia. Ma oltre 100 abitanti della borgata scesero a Valdieri per "tirare il bussolotto" in occasione della Prima Guerra mondiale. E ancora oggi tra le case si trova la targa dei caduti nel '15-'18. Nel periodo fascista poi vi fu una fortissima propaganda italiana nei confronti degli abitanti. Dopo la Seconda Guerra mondiale anche Mollieres, come il Comune di Tenda e altri territori vennero ceduti alla Francia. E la piccola borgata torna ad essere annessa al suo comune francese d'origine, Valdeblore. OGGI Trent'anni fa, quando è stato costituito il Parco naturale dell'Argentera, poi ampliato e ridenominato Parco naturale delle Alpi Marittime nel 1995, a Sant'Anna di Valdieri vivevano 150 persone. Oggi siamo rimasti in 27. Sicuramente il Parco è una cosa positiva per i pochi residenti rimasti. E' l'unica realtà grossa esistente in valle. Ma in questi anni non è riuscito ad arginare il forte spopolamento, che per altro ha interessato tutte le valli alpine del cuneese. Pur avendo nelle sue finalità lo sviluppo economico, sociale e culturale del suo territorio. Si può dire che venendo a mancare i Savoia, con tutte le loro luci ed ombre, per la Valle Gesso è stata la fine. Di seguito proponiamo la seconda parte dell'audio di alcuni dei passaggi fondamentali dell' intervista.
| occitan
L'entrevista a Mauro Rabbia Analisar l'istòria sociala, culturala e econòmica de la Val Ges en se butant a la plaça di siei abitants da l'unitat d'Itàlia a encuei es pas un'empresa fàcil. La premiera causa que sauta ai uelhs es que la Val Ges, après la cession de Niça e Savòia a Napoleon III volgua da Vittorio Emanuele II e la naissença dal Renh d'Itàlia ental 1861, da còr dal territòri deven periferia dal renh. Embe tot aquò que ne conseguís per lhi siei abitants. Per exemple, lo comèrci de draps que da la Val Ges anava sus lo marchat de la pichòta vila francesa de Colmar, un temp flòrid, plan planet es anat en crisi. Existia despuei lo '700, embe de lònjas filas de muls que tuchi lhi ans de prima passavon lo crinal alpin. Mas embe l'arribada de la frontiera e de la confisca de la lana da part di savòia dins la premiera guèrra mondiala a finit per desparéisser. E era un marchat que per tant gròs da poler far concorrença an aquel de Biella. Vèrs lo començament dal '900 s'es puei desvolopat l'alpinisme, embe una seria de figuras de guidas alpinas restaas famosas dins lo temp. Eron de païsans de montanha possats da la passion per l'alpinisme, prompts a acompanhar lhi torista qu'arribavon da la França, da Saint Martin Vesubie, sonaa la "pichòta Soïssa" de Niça. Mas encara un bòt aquela vocacion ven sofocaa a causa de la militarizacion actuaa en valada dai Savòia après l'atemptat mortal a Umberto I da part de l'anàrquic Gaetano Bresci ental 1990. Da aquel moment la valada s'emplís de pòsts de blòc di carabiniers e per lhi alpinistas deven sempre mai difícil rejónher las montanhas. Dal temp que una tradicion d'alpinisme creis dal cant francés. Embe l'avent dal fascisme puei lo territòri ven definitivament militarizat e la tradicion alpinística de la valada, qu'avia vist náisser almenc 20 guidas famosas en menc de 20 ans, avalís. Mas per comprene mielh lo viscut popular de la gent de la valada dins lo cors di 150 ans de l'unitat d'Itàlia én pòl recórrer a una seria de suggestions. LA CHAÇA Bastianon Tèsta Guèrça s'era pas jamai butaa lo còr en patz. Bèla après l'arribada di Savòia, qu'an demandat e obtengut lo permés da las comunas d'Entraigas e Vaudier per poler far la resèrva de chaça en Val Ges, a continuat a chaçar lhi chamós com'era sa costuma de far. La resèrva es estaa facha en Val Ges per l'abondança de salvatgina, donaa dal fach qu'eron de luecs de mal arribar ente las bèstias polion proliferar sensa riscar d'èsser fachas fòra totas. Mas la chaça, en Val Ges coma de pertot, a una valor profonda. Perque lo chaçaor a un liam embe lo territòri que gaire d'autri arribon a aver: lo conois, lo viu, ten polit lo terren, dubèrts lhi viòls e viaparelh. A l'emprovís, era lo 1858, lhi Savòia se "prenon lo territòri" e la gent dal pòst pòl pas pus anar a chaça. Qualqu'un l'a pas digeria e a començat a far lo braconier. L'arribava que lo matin lhi gardians de la palacina de chaça de Sant'Ana de Vaudier trobesson de pèls de chamós campats endins la proprietat. Bastianon Tèsta Guèrça era un d'ilhs. La se còntia que montesse las sòlas embe lo car armat butat a l'envèrs sus las bòtas per far creire que montesse quora calava. Lhi gàrdia-chaça sabien pas pus çò que far embe el. L'an butat mai d'un bòt en preson, mas quora Bastianon sortia al tacava mai a chaçar lhi chamós. Era pus fòrt d'el. Un bèl jorn lo rei decida de lo deportar dins las amèricas. E parelh, charjat sus una nau, Bastianon es desbarcat enti Estats Units. Lo temp d'abaronar lhi sòuds dal viatge de retorn e lo Tèsta guèrça era já mai a Sant'Ana. A chaçar lhi chamós d'esfròs. LA GESTION DAL TERRITÒRI Vittorio Emanuele II ental 1858 demanda a las comunasse polia aver la resèrva de chaça. Perque derant de l'unitat d'Itàlia las comunas eron de realitats embe mai de poder: eron oatrons de tot lo territòri, dai bòscs a l'aiga a las pasturas. Puei pauc a pauc a cedut las proprietats a l'estat italian e puei a las regions. E encuei son pus padrons de gaire. Mas dins la seconda meitat dal '800, quora lhi Savòia an començat a guinchar la Val Ges per ne'n far una resèrva de chaça, era encara tot en man a las comunas. L'arriba que per valorizar la ressorsa de las tèrmas de Vaudier ven creaa una societat per la realizacion d'un grand auberge de luxe. Entre lhi sòcis de l'afar figurava decò Camillo Benso cont de Cavour que chal agut venir a pats embe la comuna de Vaudier qu'avia la propietat des aigas. La premiera peira per la construccion dal grand auberge la pausa pròpi Vittorio Emanuele II que vista la quantitat de salvatgina decida de demandar a las comunas d'Entraigas e vaudier de poler realizar la resèrva de chaça. La comunas accepton mas, e es aquí lo bèl, concedon la resèrva mas al rei, pas ai Savòia. Aquò vòl dir que quand pei lo rei es mòrt, al successor Umberto I la comuna de Vaudier a renovat la concesdsion, mentre qu'aquel d'Entraigas no. E aquò la ditz lònja sus lo poder qu'avion enlora las comunas de montanha... La resèrva de chaça di Savòia se redui de la meitat, embe bòna patz de lhi "investiments" en mulatieras e mai d'autre realizats da la bon'ànima de Vittorio Emanuele II. D'abòrd son començaas las pressions de nòbles e notables devèrs la "comuna rebèla" de la Val Ges. Mas per ben sieis ans Entraigas a resistut. Sensa concéder lhi siei territòris a la familha reiala. LAS OPORTUNITATS E L'ASSISTENCIALISME Las vacanças di Savòia a agut d'importantas rioercussions sus las dinàmicas intèrnas de la comunitat de la valada. Se d'un cant a contruibuït a crear d'oportunitats de trabalh, en creant per exemple lo benésser per las a pauc près vint familhas di gàrdia-chaça, da l'autre ai conoissut personalament almenc una desena de personas que se'n son anaas da Sant'Ana per la situacion assistenciala se vengua a crear en país. Un d'aquilhi es mon barba. Aquò perque dins una valada paura coma es sempre estaa la Val Ges, istoricament mai paura de la Val Maira o de l'Estura ven en vacança la familha mai richa d'Itàlia. E se tractava d'una vacança ben lònja, sustot a partir dai premiers ans dal '900, embe l'avent al tròn de Vittorio Emanuele III e de la reina Elena dal Montenègre, La reina, que patia ben la vita de cort, fasia un ben lònja vacança a Blangier, de bòt que la lhi a fins a dui mes. I Savòia arribavon en valada embe lor tren reial, se portant bèla de vachas da La Mandria. La reina amava ajuar las familhas pus pauras e lhi siei servitors d'istat semonion la menèstra a lhi abitants de Sant'Ana. Ai filhets en etat escolara venion donats de vestits "bòns" que al tèrme de l'escòla devion èsser restituïts per passar a lhi escoliers de l'an d'après. Per gestir aquilhi ajuts se crea una sòrta d'estructura organizativa facha de burocrates que devion chausir a qui donar lhi ajuts e a qui no. Començon lhi "rufianaments" e d'unas familhas tempton de paréisser mai pauras d'aquò que son. Ven menc la dignitat de qualqu'un e se creon de fòrtas tensions entre las familhas que benefícion e aquelas exclusas da lhi ajuts. La comunitat se desagrèga e qualqui residents decidon de se'n anar. MOLLIERES Entre lo 1860 e lo 1861 lhi a agut la tractativa entre lhi Savòia e la França per la cession di territòris de Niça e Savòia e la constitucion dal Renh d'Itàlia. Lhi confins venon establits lo lòng l'aigavèrsa des Alps, fòra en qualques pòst. Entre aquilhi la pichòta ruaa de Mollieres, ente Vittorio Emanuele II avia la costuma de montar un champ de chaça estiu da pè dal Lac Nègre. Per 17 ans aqueste territòri, a causa de la fixacion dal rei d'Itàlia, reseterè territòri dal renh. Embe bòna patz de Napoleon III e de cavour, já decís a la cession. La question risca fins a mai de far sautar l'acòrdi general. Vittorio Emanuele II fai construïr una mulatiera que monta a la ruaa da la comuna de Vaudier. Mollieres resta un pòrt franc, ren subjèct al pagament des impòstas a l'Itàlia e libre de comerciar embe la França. Mas passa 100 abitants de la ruaa calon a Vaudier per tirar la palha en ocasion de la premiera guèrra mondiala. E encara encuei al metz des maisons se tròba la placa di mòrts dal '15 - '18. Ental periòde fascista lhi a agut puei una fortíssima propaganda italiana devèrs lhi abitants. Après la seconda guèrra mondiala decò Mollieres, parelh coma la comuna de Tenda e d'autri territòris, venon ceduts a la França. E la pichòta ruaa torna a far part de sa comuna francesa d'origina, Valdeblore. ENCUEI Fai trent'ans, quora es estat constituït lo Parc Natural de l'Argentiera, puei ampliat e renominat Parc des Alps Maritimas ental 1995, a Sant'Ana de Vaudier vivion 150 personas. Encuei sem restats en 27. Segurament lo parc es una causa positiva per lhi gaire sesidents que son restat. Es la soleta realitat gròssa qu'existe en valada. Mas en aquesti ans es pas arribat a reténer lo fòrt despoplament, que d'autre cant a interessant totas las valadas alpinas dal cuneés, bèla en trabalhant per lo desvolopament econòmic, social e cultural de son territòri. La se pòl dir qu'en venent a mancar lhi Savòia, embe totas lors lutz e ombras, per la Val Ges es estaa la fin. De séguit prepausem la seconda part de l'audio de qualqui passatges fondamentals de l'entrevista
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