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Valli occitane e risorgimento

Giovanni Giolitti della Valle Maira

Giovanni Giolitti della Valle Maira

Giovanni Giolitti de la Val Maira

a cura di Maurizio Dematteis / testimone Professor Aldo Mola (Ia parte)


italiano"Pei posti di lusso sono dovute le normali soprattasse". Così è scritto in rosso sulla tessera da deputato di Giovanni Giolitti, conservata presso il ricco archivio dell'omonimo Centro europeo per lo studio dello stato, a Dronero. Quasi a ricordare che un tempo, i padri fondatori del nostro Stato Italiano, avevano talmente a cuore la "cosa pubblica" da cercare di allontanare qualsiasi "conflitto di interesse". Altro che auto blu o voli di stato!!!
Ma Giovanni Giolitti, si dirà, appartiene a un'altra epoca. Un'epoca ormai lontana in cui si dedicava allo stato lo faceva anima e corpo, dalla formazione alla pensione. Un periodo in cui la classe dirigente e quella imprenditoriale erano ben distinte. E, a volte, in aperto conflitto. Sempre in nome del "bene pubblico" gli uni, e del "profitto" gli altri.
Giolitti, in effetti, nacque ormai due secoli fa, nel 1842. La sua famiglia, originaria di Lausetto in Valle Maira, vide il padre medico impegnato per lungo tempo a San Damiano Macra.
Cominciò il suo percorso formativo in scuole di provincia, per poi proseguire a Torino. Dove forse, anche a causa dei pregiudizi nei confronti delle scuole di montagna, i suoi insegnanti decisero di fargli ripetere un anno. In tutta risposta Giolitti, qualche anno dopo, si laureò in giurisprudenza a soli 19 anni, confermando la sua propensione allo studio e riabilitando i vecchi insegnati elementari, dai quali aveva sicuramente appreso delle buone basi.
Dopo una rapida carriera tra Ministero di grazia e giustizia, Ministero delle Finanze, e poi come funzionario alla Corte dei conti e al Consiglio di Stato, nel 1882 Giolitti viene eletto deputato nel seggio elettorale di Dronero. E' l'inizio di una lunga carriera politica, che vide la formazione di ben cinque governi e il salvataggio dallo scandalo della Banca Romana, probabilmente architettato da chi lo voleva estromettere dal governo, dal momento che si era inimicato i grandi industriali e proprietari terrieri per il suo rifiuto di reprimere con la forza le proteste di piazza.
Nel 1920, per fare un esempio, durante l'esperienza dell'occupazione della fabbrica di Mirafiori, a Torino, da parte delle Guardie rosse, l'avvocato Agnelli chiese insistentemente a Giolitti, che presiedeva il suo quinto governo, di intervenire per reprimere lo sciopero. Giolitti rispose che, se l'avvocato voleva, poteva far disporre i granatieri d'istanza alla Mandria di Venaria per far bombardare Mirafiori. Giovanni Agnelli capì la provocazione e rispose di non volere arrivare a tanto. Lo sciopero continuò.
Giolitti, nel corso della sua attività politica, si battè strenuamente contro l'ingresso in guerra dell'Italia, e cercò, questa volta senza riuscirci, di arginare l'ascesa del Fascismo. Durante la cosiddetta "Marcia su Roma", Giolitti risiedeva nella sua casa di Cavour in attesa che il Re gli desse l'incarico di formare l'ennesimo governo. Veniva informato di quanto succedeva a Roma dal telegrafo istallato presso l'albergo della Posta. Ma la notte le comunicazioni cessavano, e il telegrafista se ne andava a dormire. Durante le concitate fasi della Marcia su Roma quindi, tra il 27 e il 31 ottobre 1922, lo statista non venne informato di ciò che stava accadendo nelle "calde" notti romane. E l'istituzione della dittatura di Mussolini la apprese ormai a cose fatte.
Era la fine dell'attività politica di Giovanni Giolitti. Nel 1926 rassegnò anche le dimissioni da Presidente della Provincia di Cuneo, rifiutandosi di prendere la tessera del Partito nazionale fascista. Morì due anni dopo, nel 1928, ormai isolato nella sua casa di Cavour.
occitan "Per lhi pòsts de lux son dovuas las normalas sobretaxas". Parelh es escrich en ros sus la tèssera da deputat de Giovanni Giolitti, gardaa dedins lo rich arquivi de l'omònim Centre europèu per l'estudi de l'Estat, a Draonier. Esquasi a rememoriar qu'un temp lhi paires fondators de nòstre estat italian avion talament a còr la "causa pública" da cerchar de defugir qual se sie "conflict d'interès". Autre que màquinas blòias e vòls d'estat!
Mas Giovanni Giolitti, se dirè, aparten a un'autra època. Un'època de bèl avant luenha ente qui se dedicava a l'estat lo fasia anma e còrp, da la formacion a la pension. Un temp ente la classa dirigenta e aquela imprenditoriala eron ben distintas. E, de bòts que lhi a, en ubèrt conflict. Sempre en nom dal "ben públic" lhi uns e dal "profit" lhi autri.
Giolitti, en efèct, es naissut fai de bèl avant dui sècles, ental 1842. Sa familha, originària de Lauset en val Maira, veiet lo paire metge impenhat per longtemp a Sant Damian. Comencet son percors formatiu dins d'escòlas de província e puei a Turin ente, benlèu decò a causa di pregudicis devèrs las escòlas de montanha, lhi siei ensenhants decideron de lhi far repéter un an. En tota respòsta Giolitti, qualque an après, se laureet en jurisprudença a ren que 19 ans, en confermant sa propension a l'estudi e en reabilitant lhi vielhs ensenhants elementars, dai quals avia segurament emprés de bònas basas.
Après una ràpida carriera entre Ministèri de Gràcia e Justícia, Ministèri de las Finanças e puei coma foncionari a la Cort di Conts e al Conselh d'Estat, ental 1882 Giovanni Giolitti ven elegit deputat dins lo sèti electoral de Draonier. Es lo començament d'una lònja carriera política qu'a vist la formacion de ben cinc govèrns e lo salvatatge da l'escandal de la Banca Romana, probablament congriat da qui lo volia deschaçar dal govèrn, dal moment que s'era enemicat lhi grands industrials e proprietaris terriers per son refús de reprímer embe la fòrça las protèstas de plaça.
Ental 1920, per far un exemple, durant l'experiença de l'ocupacion de la fàbrica de Mirafiori a Turin da part de las Guardie Rosse, l'avocat Agnelli demandet insistentement a Giolitti, que presidia son qüint govèrn, d'intervenir per reprímer la grèva. Giolitti respondet que, se l'avocat volia, polia far butar lo V regiment d'artilheria d'instança a Venaria Reale per far fuec sus Mirafiori. Giovanni Agnelli comprenet la provocacion e respondet de pas voler arribar a tant. La grèva continuet.
Giolitti, dins lo cors de son activitat política, se batet valentament còntra l'intrada en guèrra de l'Itàlia e cerchet, aqueste bòt sensa lhi arribar, de contenir l'ascension dal fascisme. Durant la "marcha sus Roma" Giolitti demorava dins sa maison de Cavour en atendent que lo Rei lhi donesse l'encharge de formar l'enen govèrn. Venia informat d'aquò que capitava a Roma dal telegraf installat a l'auberge de la Pòsta. Mas de nuech las comunicacions s'arrestavon e lo telegrafista se'n anava durmir. Pr'aquò, durant las fasas concitaas de la Marcha sus Roma entre lo 27 e lo 31 d'otobre 1922, l'estatista foguet pas informat d'aquò que se passava dins la "chaudas" nuechs romanas. E l'institucion de la dictatura de Mussolini l'aprenet de bèl avant a causas fachas.
Foguet la fin de son l'activitat política. Ental 1926 resinhet decò las dimissions da President de la Província de Coni, en se refusant de prene la tèssera dal Partit nacional Fascista. Muret dui ans après, ental 1928, isolat de bèl avant dins sa maison de Cavour.