Il libro è suddiviso in tre sezioni, a ognuna delle quali corrispondono tre grafie differenti.

Nella prima sezione, denominata "escrichuro felibrihouno", Bodrero adotta la grafia mistraliana; nella seconda, denominata "escrichura trobadora", adotta la grafia classica elaborata da Louis Alibert; nella terza sezione, denominata "escrichura pedemontana", sono raccolte le poesie scritte in piemontese.

Le poesie in piemontese non sono state archiviate nel Corpus Testuale.

Sebbene Antonio Bodrero adotti le grafie mistraliana e trobadorica (quest'ultima anche detta classica o normalizzata), egli apporta delle modifiche per adattare i sistemi grafici al dialetto della valle Varaita; in altri casi commette degli errori in quanto la grafia classica fu ufficialmente adattata alle varianti dialettali cisalpine soltanto nel 2007 (1), quindi l'opera di Bodrero può essere considerata una sperimentazione molto audace, oltre che solitaria, se si pensa che Soulestrelh Òucitan fu pubblicato nel 1971. Altre incongruenze sono imputabili invece ad errori di battitura.

Riportiamo qui sotto le due grafie nel modo in cui sono state usate dall'autore.

 

GRAFIA MISTRALIANA (felibrihouno)

 

ou = u italiana (es.souléi)

u = u francese

é = e acuta (es.estéle)

è = e grave (es.luégn)

ch = c(i) italiana davanti ad a, o, ou, u e in posizione finale (es.chan)

c = c(h) italiana, davanti ad a, o, ou, u e in posizione finale

qu = c(h) italiana, davanti ad e, i (es.que = che)

j = g(i) italiana, davanti ad a, o, ou, u e in posizione finale (es.jouve), anche se a volte lo troviamo anche davanti alle vocali e, i (es.delejeritìv = digestivo)

g = g(i) italiana davanti ad e, i

g = g(h) italiana, davanti ad a, o, ou, u e in posizione finale (es.gabourno = capanna)

gu = g(h) italiana, davanti ad e, i, (es.fougués = fosse) ma anche gh (es.ghèro = guerra)

z = s dolce (es.luzèrne = lumi)

s = s aspra (es.stremà = nascosto)

ss (intervocalica) = s aspra (es.brassobouosq = edera)

ç = s aspra (es.senço)

h = indica la separazione di due vocali che non formano dittongo (es.vèhes)

 

GRAFIA NORMALIZZATA ( trobadora):

 

ò = o it. (es.òrt = orto)

o = u it. (amon = lassù)

u = u francese (es.muèr = muore)

a finale = nella variante dialettale della valle Varaita si legge o

tg = g(i) it. davanti ad e, i (es.atge = età)

lh (o hl probabilmente per errore di battitura) = gl (it. paglia) o i (es.parpalhon = farfalla; fihl = figlio)

ch = c(i) it. (es.liech = letto)

nh (o hn probabilmente per errore di battitura) o gn = gn it. (es.foganha = focolare; suehn = sogno; grìgnen = ridono)

qu = c(h) it. (es.quarqui = qualche)

tz = s sorda in fine di parola (es.ninatz = ninnate)

j = g(i) it. (es.jalhe = multicolori)

bl = bi it. (es.blanc = bianco)

cl = chi it. (es.clar = chiaro)

t finale = nella variante dialettale della valle Varaita non viene pronunciata (estremàt = nascosto)

ce, ci = se, si it. (es.ocel = uccello; revolucion= rivoluzione)

ç = s sorda (es.lança = lancia)

 

NOTE.

(1)La commissione che si occupò della normalizzazione era coordinata da Xavier Lamuela e composta da Giovanna Bianco, Franco Bronzat, Jean-Michel Effantin, Philippe Martel e Rossella Pellerino, con la collaborazione di Dario Anghilante. La nuova grafia, con le relative norme fonetiche e grammaticali, è stata applicata nel dizionario Doc, Aa.Vv., Dizionario Italiano-Occitano Occitano-Italiano, Cuneo, +Eventi, 2008.