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Sampeyre - Sant Pèire

Da Rore di Sampeyre: Cecco e Anna

Da Rore de Sant Peire: Cecco e Anna

"Avem fach un sumi" inchiesta sul rinsediamento in montagna a cura di Maurizio Dematteis

Da Rore di Sampeyre: Cecco e Anna
italiano Frazione Rore di Sampeyre: frazione alpina situata sul versante orografico sinistro della val Varaita a 883 metri di altitudine, all'interno del Comune di Sampeyre. Il Comune, di lingua e cultura occitana, è costituito, oltre che da Rore, dalle frazioni di Becetto, Calchesio, Dragoniere, Gilba, Villar, Sant'Anna, Villaretto, Roera e molte altre. Raccordo tra la bassa e l'alta val Varaita, Sampeyre si sviluppa su un territorio montano che ha nel Monte Nebin (2.510 m) e nelle "Lobbie" del Viso (3.015 m) le due cime principali, rispettivamente sugli spartiacque con la Valle Maira e con la Valle Po. Il territorio di Sampeyre, abitato in origine dai Liguri Montani e dai Galli, subì nel tempo una serie di invasioni ad opera dei Goti nel 400, dei Franchi e dei Saraceni nel X secolo. La cacciata di questi ultimi viene ricordata nella tradizionale e suggestiva festa della Baìo che si celebra ogni 5 anni con più di 400 personaggi in costume adornati di preziosi e caratteristici nastri in seta. Il territorio divenne successivamente signoria dei Marchesi di Saluzzo e confinò, per lungo tempo, con il delfinato di Francia che aveva, nel comune di Casteldelfìno, il suo avamposto oltre lo spartiacque alpino. Nel 1548 fu sotto la dominazione francese e nel 1580 subì il saccheggio degli Ugonotti. Otto anni dopo Carlo Emanuele I° lo sottrasse alla Francia e lo incorporò nei possedimenti dei Savoia. La val Varaita è collegata fin dall'antichità all'Occitania d'oltralpe, zona del Queyras, attraverso il colle dell'Agnello, terzo valico stradale più alto delle Alpi, e storica via d'accesso per merci e persone.
La Repubblica di Rore
«La prima volta che ho visto Cecco, mio marito, eravamo a Melle - spiega Anna Fino -. Lui organizzava il Cinecircolo, una serie di proiezoni di film nei paesi della val Varaita. Era la fine degli anni '70 e vidi scendere da un furgone verde un vero e proprio selvatico: capelli e barba lunghi, pantaloni verdi a zampa d'elefante e cappello a fesa larga. Mi piacque subito».
Oggi Anna Fino e Francesco Dematteis per tutti Cecco, vivono a Rore di Sampeyre con quattro figli: il primogenito Miculà, i due gemelli Martin e Bernard e la piccola Margherita.
«Finito il servizio militare, nel 1975, ero iscritto alla Facoltà di Agraria a Torino - ricorda Cecco, originario del capoluogo piemontese -. Erano anni di grosso fermento. Quell'anno c'era stato il sorpasso del Pci sulla Dc, e ricordo ancora la festa per le strade della città. Ma nonostante il periodo interessante la città non mi convinceva, non ero convinto di voler studiare fino a 25 anni senza fare delle attività pratiche. E così nel 1976 ho lasciato Torino per venire a vivere a Rore».
Ben diversa la storia di Anna, nata a Brossasco, in bassa valle, da padre originario di Melle e madre "della bassa". «Dopo la quinta elementare sono andata a servizio nelle famiglie - racconta Anna -. Mio papà aveva rilevato il podere di famiglia dai fratelli e dovevamo pagarlo. Più tardi poi ho cominciato a fare la raccolta della frutta nel saluzzese». Un vero e proprio "caporalato nostrano", che vedeva alcune signore del paese organizzare squadre di giovani ragazze da affittare alle aziende bisognose di mano d'opera. «Quando mi son sposata nel 1980 - continua Anna -, per me è stata una liberazione: sono venuta a stare a Rore, non dovevo più lavorare sotto padrone e potevo amministrarmi il mio tempo. E ho potuto mettere su famiglia. Inoltre venire a stare qui, per me che venivo da una piccola razione di Brossasco, era come andare a stare in città: un negozio, un bar e un ristorante sempre aperti ad un passo da casa». Oggi Anna si divide tra la famiglia, la terra, la gestione di una foresteria. E la passione per i cavalli. «Il primo puledro l'ho portato dalla Francia attraverso il colle dell'Agnello nel 1976 - racconta Cecco -. E' stato il primo cavallo di razza Merens ad arrivare in Italia. Negli anni '90 ne avevamo già 15». Una passione condivisa quella dei cavalli, che a portato Anna e Cecco, insieme ad altri amatori della razza Merens, originaria dei Pirenei, a creare nel 1982 un'Associazione allevatori cavalli di Merens. «L'associazione è stata molto importante - ricorda Anna - per creare dei legami con persone di altri paesi lontani. Noi a Rore, grazie alla passione per i cavalli, abbiamo spesso visite di amici d'oltralpe. E ogni tanto riusciamo ad andare noi a trovarli». Un fattore importante quello di creare reti lunghe per chi vive in piccoli comuni montani. «Grazie a interessi come quello dei cavalli di Merens e altri quali la musica o la danza - dice Cecco - siamo sempre riusciti a non rimanere isolati. A non creare delle isole. Sia nei confronti della comunità locale che di altre comunità lontane». E infatti la stessa attività di Cecco, che si occupa di recupero e manutenzione edile, lo ha portato in 30 anni di lavoro a conoscere pressoché tutti gli abitanti della Valle. Oggi la Cooperativa Lo Viòl da lavoro a 15 persone, una delle più grosse realtà imprenditoriali della valle. «Il fatto di esserci sempre occupati di recupero e ristrutturazione - spiega Cecco -, dalle case ai pascoli, ha sicuramente aiutato la nostra integrazione nella comunità locale. Gli anziani del paese vedevano di buon occhio queste coppie di giovani che ripopolavano le case e i cortili e recuperavano quella terra che per secoli aveva dato di che sfamarsi alle loro famiglie». Una vera e propria anomalia in tutta la valle quella di Rore di Sampeyre, che nel giro di trent'anni a visto la popolazione passare da 20 a 150 abitanti, con una percentuale di popolazione giovane e giovanissima. Perché insieme alla famiglia di Anna e Cecco si è costituita una comunità di altre famiglie, locali o provenienti da fuori, che condividevano e condividono i principi di recupero delle tradizioni e sviluppo locale. «Il fatto di parlare occitano dal primo giorno in cui siamo arrivati - continua Anna - ha sicuramente aiutato la nostra integrazione».
Oggi quella di Rore è una comunità coesa, una realtà che ha saputo costruire delle opportunità di creare un futuro ai giovani del posto e ad alcune famiglie venute da fuori. «Trent'anni fa una scelta come la nostra poteva sembrare incredibile - conclude Cecco -. Oggi invece, anche grazie al miglioramento delle strade e all'uso dell'automobile, non è più così. Il problema dell'isolamento oggi si è spostato nei paesi dell'alta valle, dove i ragazzi che vogliono studiare devono andarsene dalle borgate che non vengono più servite da mezzi pubblici. E di questo problema non si occupa nessuno. Nemmeno la comunità montana, che negli anni ha avuto un'involuzione pericolosa: sono aumentati i soldi pubblici a disposizione ma non si vedono miglioramenti per quanto riguarda il problema dello spopolamento».

occitan Rore, ruaa de Sant Peire, a l'adrech de la Val Varacha, a 883 mètres sus la mar. La Comuna, de lenga e cultura occitana, es formaa da difrentas ruaas: Rore, Becet, Chucheis, Dragonieras, Gilba, Lo Vilar, Sant'Ana, Lo Vilaret, La Roera e ben d'autras.
Butat al metz de la valada, Sant Peire es entornat a l'ubac dal Nebin (2510 m) que bòina embe la Val Maira, e a l'adrech da las Lòbias dal Vísol (3015) vèrs la Val Pò. Son territòri, já demora di ligurs e di gals, dins lo temp foguet invadut derant dai gòts, puei dai francs e dins lo X sècle dai Sarasins. La chaçaa d'aquesti darriers ven encara enavisaa tuchi lhi cinc ans dins la fèsta tradicionala de la Baïa, embe mai de 400 personatges en costum embardats embe de preciós e característics bindèls de sea. Dins l'atge mesan lo territòri passet dessot la senhoria di marqués de Saluces e, per longtemps, confinet embe lo Delfinat de França, ente la frontera passava just aval de Chastèldelfin. Ental 1548 foguet dessot la dominacion francesa e ental 1580 lhi auguet un sacatge da part di Ugonòts. Uech ans après Vittorio Emauele I lo gavet a la França, e lo territòri passet en man ai Savòia. Fins da l'antiquitat la Val Varacha es liaa a l'Occitània de l'autre cant per lo Còl de l'Anhèl, que cala en Cairàs, lo terç còl mai aut d'Euròpa que se pòl far en veitura e istòric passatge per lhi comèrcis e las personas.
La república de Rore
«Lo premier bòt qu'ai vist Cecco, mon òme, érem a Lo Mèl - explica Anna Fino -. Ele organizava lo Cinecircolo, de projeccions de films de la Val Varacha. Era la fins di ans 70 e ai vist calar da la forgoneta vèrda un ver e pròpri salvatge: lhi pèls e la barba lòngs, de braias vèrdas a chamba d'elefant e un larg chapèl. M'a súbit plasut».
Encuei Anna Fino e Francesco Dematteis, per tuchi Cecco, vivon a Rore embe lors quatres mainats: Miculà, lo premier, lhi dui bessons Martin e Bernard, e la pichòta Margarita.
«Quora ai finit lo soldat, ental 1975, ero escrich a la facultat d'Agrària de Turin - enavisa Cecco, originari de la vila -. Eron d'ans de gròs ferment. Aquel an lo PCI avia sobrat la DC, e m'enaviso encà la festa per las vias de Turin. Mas, malgrat lo periòde interessat, la vila m'agradava ren tant, ero ren segur de voler estudiar fins a 25 ans sensa far ren de pràtic. Com aquò ental 1976 ai quitat Turin e siu vengut a viure a Rore».
Ben diferenta l'estòria de Anna, naissua a Brossasc, en bassa valada, lo paire de Lo Mèl e la maire "de la bassa". «Après la quinta elementara siu anaa a far servici dins las familhas - còntia Anna -. Mon paire avia relevat lo poder de familha da si fraies e com aquò chalia lo pagar. Ai puei començat a cuélher frucha ailen da pè de Saluces». Un ver e pròpri "caporalat" di nòstri cants, ente qualquas fremas dal país organizavon d'esquadras de mendias da fitar a las aziendas qu'avion de manca de gent. «Quora me siu mariaa, ental 1980 - contínua Anna -, per mi es estaa una liberacion; siu vengua a istar a Rore, deviu pus trabalhar dessot un padron e poliu decidar de mon temp. E ai polgut decò me far una familha. E après venir a istar aicí, per mi que veniu da una pichòta ruaa de Brossasc, era coma èsser dins una vila: un negòci, un òste e un restaurant totjorns dubèrts just aquí a dui pas». Encuei Ana partatja son temp entre la familha, la tèrra, la gestion d'una foresteria e la passion per lhi cavals. «Lo premier polin l'ai menat ençai da la França ental 1976, en passant dal Còl de l'Anhèl - còntia Cecco -. Es estat lo premier caval de raça Merens a arribar en Itàlia. Enti ans '90 n'avíem já una quinzena». Una passion comuna aquela di cavals, qu'a menat Anna e Cecco, ensema a d'autres amators de la raça Merens, originària di Pireneus, a crear ental 1982 un'associacion d'enlevaires de cavals de Merens. «L'associacion es estaa ben importanta - ditz Anna - per crear de liams embe de monde d'autri país. Sovent en çò nòstre, gràcias a la passion per lhi cavals, arribon d'amís de l'autre cant; e de bòts que lhi a decò nosautri arribem a anar lhi trobar. Un fach important aquel de crear de liams luenhs per qui viu en montanha». «Gràcias a d'interès coma lhi cavals o d'autres coma la música o la dança - còntia Cecco - sem totjorn arribats a ren restar isolats, a ren crear d'islas, sia enti confront de nòstra comunitat que d'autras comunitats mai luenhas>. E decò lo trabalh de Cecco, titolar d'una impresa de contruccion que arranja dins lo vielh, l'a menat en 30 ans a conéisser esquasi tota la gent de la Valada. Encuei la Cooperativa "Lo Viòl " dona de trabalh a 15 personas, e es una de las impresas mai gròssas de la valada. «Lo fach de nos èsser totjorn ocupats de recúper e restructuracion - explica Cecco - da las maisons a las pasturas, a segurament ajuat nòstra integracion dedins la comunitat dal pòst. Lhi vielhs dal país veïon de bòn uelh aquestas coblas de joves que donavon mai vita ai país e repilhavon aquela tèrra que per de sècles avia donat da minjar a lor gent». Una vera e pròpria anomalia aquela de Rore, que dins trent'ans a vist sa popolacion passar da 20 a 150 personas, embe una bòna quantitat de joves e de mainaas. Perque ensema a la familha d'Anna e Cecco s'es formaa una comunitat d'autres familhas , que venion da la valada o da defòra, que avion e encara partatjon lhi principi de recúper de las tradicions e de desvolopament local. «Lo fach de parlar occitan fins dal premier jorn que sem arribats aicí - contínua Anna - a segurament ajuat nòstra integracion».
Encuei aquela de Rore es una comunitat unia, una realitat qu'a sabut crear las oportunitats per bastir un futur per lhi joves dal pòst e per de familhas venguas da fòra. «Fai trent'ans una chausia coma la nòstra polia semelhar incredibla - fenís Cecco -. Dal temp qu'encuei, decò gràcias al melhorament de las vias e a las veituras, es pus parelh. Lo problema de l'isolament encuei s'es meirat dins lhi país de l'auta valada, ente hi filhs que vòlon estudiar devon laissar lors ruaas, ente lhi a pus de servici públics. E d'aquò degun se ne'n ocupa. Nimanc la Comunitat de Montanha, que dins aquesti ans a pilhat un vir marrit: de sòuds públics lhi n'a de mai, mas se veon ren de melhoraments per çò que regarda lo problema dal despopulament».