Ÿ citti dla scola primaria at Frasinei i sòn.

Simone Craveri

Sara Marchiando

Massimo Richiardi

Matteo Tamagnini

Chiara Truffa

Classe II

Giovanni Marchiando

Davide Perono B.

Valentina Giacchetto Mena

Classe III

Fulvio Callà

Christian Cattarello

Alessia Craveri

Alberto Poletto M.

Irene Richiardi

Classe IV

Gianluca Bonatto M.

Andrea Brunasso C.

Valeria Cattarello

Classe V

Rossana Colonna

Cristina Coppo

Le maestre

GRAFIA

È Ò

Vocali aperte

É Ó

Vocali chiuse

Ë

Indistinta

Ö

Come nel francese “feu”

Ü

Come nel francese “due”

s-ce

Come in bes-ce

s-ci

Come in mas-ciá

Le verdure

Vardüre con foia e giëmba

Sòule rusè

Sòule giaune

Hai

Purët

Vardüre con foie e giëmba

Coste

Salata

Cöi

Bucon e rëis

Trifule rusè

Trifule Biuvè

Bucon e rëis

Rave

Caröte

Verdure an ti ort

Cuse

Cusaten

Fasöi cha rampian

Taccole

Virtuu d’erbe e vardüre

Na vota is fasivan:

la mnesta d’ariundele, ca l’ere n’amuliënt;

la mnesta at pugne, ca sarvive par depürar;

al rave a fatè e la cusi, par la scirop par la toss;

la mnesta at purët e ris, a l’ere ricostituent.

L’hai e l’erba bienci a serve par basir la presion dal sëng o par i verm

A iere avoi n’erba: l’aulayru, ca fasive mal al parsune e al bes-ce

Erbe arumatiche e medicinal

Menta piperita

Caramià

Ariundele

Ten salvei

Erbe arumatiche e medicinal

Gineiver

Têi

Viulette

Argiansana giauna

Piante an-ti ort

Is piantavan e sa smnavan al vardüre an-ti ort e al trifule e al cuse an-ti ciamp. Par trapiantar e smnar as bicavan l’almanac e al lünè.

Par esempi:

  • lünà veia – as piënte i fasoi, cuse, trifule, coi

  • lünà növa – as piënte la salata, spinas

Par eliminar le paraboie aiere di metud natüral:

  • l’aiva at pugne: as bütavan al pugne an t’l’aiva a moi, dopu sa sprusave sl’piënta, dopu anniva cuncima cun l’aglian. Susè a tinive dalogn i pioi.

  • La sner: annive duvrà cuntra al lümase e al farfale.

Gli ort e i ciamp as cuncimavan cun l’agliam dal noste bes-ce.

D’invern al trifule as bütavan an tla vota, al carote den an tal casiëtte cun téra o sabia, purët, soüle e fasoi.

Ricette con le verdure

Salata at cicoria

Ingredienti:

400 grammi di tarassaco

1 uovo sodo

2 cucchiai di olio d’oliva

1 cucchiaio di aceto bianco balsamico

Sale q.b.

Preparazione:

mondare il tarassaco, sgocciolarlo e riporlo in un’insalatiera. Unire l’uovo sodo tagliato a cubetti e condire.

Mnesta ‘d soule

Ingredienti:

500 grammi di cipolle

500 grammi di pane

1 cucchiaio di farina

2 litri di brodo

Burro e olio q.b.

Preparazione:

tagliate a fettine le cipolle e rosolatele a fuoco lento con olio e burro. Aggiungete un cucchiaio di farina bianca e poi lentamente il brodo. Cuocete il tutto per circa due ore e poi versate su due fette di pane fritte nel burro, opportunamente preparate dentro delle ciotole.

Mnesta ‘d coj

Ingredienti:

1 cavolo

Brodo

100 grammi di toma

1 fetta di lardo

10 fette di pane

Burro

Sale e pepe q.b.

Noce moscata

Parmigiano

Preparazione:

lessate il cavolo con una fetta di lardo, due cucchiai di olio e sale. Sistemate in una teglia le fette di pane abbrustolito. Mescolate i cubetti di toma, il parmigiano, il pepe, la noce moscata. Alternate nella teglia uno strato di pane, uno di cavolo e uno di formaggio e così di seguito. Bagnate il tutto con brodo e versate sopra un po’ di burro fuso. Ponete in forno fino a che la zuppa non si sarà asciugata, formando una crosta dorata.

I frutti

Frutta fresci

Meil

Brigne rusè

Brigne giaune

Frutta fresci

Brigne biuvè

Prus

Sirise

Garfion

Gariotte

Frutta che creise sota al piënte

Lughetta rusà e bianci

Bruson

Frutta che creise sota al piënte

Froi

Murre di bosu

Ampule

Frutta scì

Nus

Castegne

Nisole

Nespu

La frutta

Is cuivan meil et diverse qualità: i meil dla pitoca e i meil dla gerla, chi ian la virtuu ad far strignir.

Is cultivavan piante et prus e brigne (giaune, rusè e biuvè): is cuivan brigne salveie (brigne neire).

I meil e i prus is guarnavan tot l’invern an simà a la pai, den an stenia ben sucià, ventilà a la scur.

Aiere sirime rusè e neire e gariotte salveie o dumesce, chi is mingivan sia coite che crue.

Is cuive la frutta scì, nus, nisole, castagne e la frutta citta, bruson, ampule, murre di bosu.

Na vota aiere tanti bruson chi is druvavan anche per far al ven.

Al piante da frutta i seran davisen a mason ma anche pi pra. I padron i curavan al piante, Ia puavan, ia ansiavan, ia dunavan la ciusunà per pruteggie dal malarie, ia butavan l’agliam cume cuncim.

A Frasinei, na vota, a iere tante piante at castagni.

Ricette con i frutti

Nocino

Ingredienti:

20 noci verdi con il mallo

4 chiodi di garofano

1 stecca di cannella

La scorza di un limone

400 grammi di alcool etilico neutro a 95%

300 grammi di zucchero

Preparazione:

Tagliare i malli in quattro. Metterli in un vaso con le spezie e la scorza del limone e versarvi l’alcool. Chiudere ermeticamente e lasciare macerare per un mese, esponendo il più possibile al sole. Trascorso questo tempo, filtrare bene l’alcool. Scaldare lo zucchero in un pentolino e lasciar bollire per due minuti. Lasciare raffreddare e unire all’alcool. Chiudere in bottiglie ermetiche e lasciar riposare per almeno due mesi prima di consumare.

Nota:

si usano le noci raccolte in giugno, ancora verdi e tenere all’interno. Per tradizione vanno raccolte a San Giovanni, il 24 giugno

Dos ‘d castegne

Ingredienti:

6 uova

1 cucchiaio e mezzo di zucchero per ogni uovo

2 etti di burro

Sale

La buccia di mezzo limone

Una bustina e mezzo di lievito

Mezzo chilo di farina di castagne

Preparazione:

montare le uova con lo zucchero, aggiungendo un pizzico di sale. Incorporare la buccia di limone grattugiata, il burro sciolto e la farina setacciata. Eventualmente, se l’impasto risultasse non morbido, aggiungere del latte. Infine mescolare il lievito al composto. Sistemare l’impasto in una teglia imburrata e cuocere in forno, a temperatura moderata, per circa mezz’ora. Servire freddo.

Mnesta ‘d castagne e ris

Ingredienti:

2 etti circa di castagne

3 etti di riso

1 litro di latte

2 zollette di zucchero

Sale q.b.

Preparazione:

dopo aver lasciato per tutta la notte a bagno le castagne, fatele cuocere con il riso in circa due litri di acqua e un litro di latte. A cottura ultimata (circa tre quarti d’ora), aggiustate di sale e aggiungete due zollette di zucchero. Se risultasse troppo densa, allungatela con il latte.

Prus al ven

Ingredienti:

pere

zucchero

Preparazione:

disporre in una pentola le pere intere, con il picciolo rivolto verso l’alto e ben vicine l’una all’altra. Ricoprire di vino (o metà vino e metà acqua). Aggiungere un po’ di zucchero a piacere e far cuocere.

Meil coit

Ingredienti:

mele

zucchero

Preparazione:

si mettano delle mele lavate, ma non sbucciate, in una teglia. Intagliarle leggermente o togliere il torsolo lasciandole intere. Cuocerle nel forno e, quando saranno quasi cotte, estrarle. Cospargerle di zucchero e rimetterle nel forno per farle caramellare.

Sambaion

Ingredienti:

4 tuorli d’uovo

4 cucchiai colmi di zucchero

8 mezzi gusci d’uovo di vino di mele

Preparazione:

sbattere in una casseruola (non di alluminio) con un cucchiaio di legno, i tuorli, lo zucchero, per una decina di minuti. Versare il vino di mele a mezzo guscio per volta, rimescolando sempre. Mettere questa casseruola in un’altra che contenga acqua fredda. Scaldare il tutto a fuoco moderato. Rimescolare finché l’acqua contenuta nella seconda casseruola darà il primo bollore; lo zabaione non dovrà assolutamente bollire e risulterà spesso e soffice.

Nota:

si consuma sia caldo che freddo

Ven et bruson

Procedimento:

i mirtilli mondati, vengono posti in un recipiente, “gavi” e schiacciati, spappolati con le mani. Si lasciano così diversi giorni fino alla bollitura, ossia la fermentazione alcolica. Quando la maggior parte dello zucchero nel mosto dei mirtilli è fermentato, poi si procede alla filtratura. Per questa operazione si utilizza un tessuto a trama larga di canapa, “na teili et rista”, detta “culoiri”. Il tutto viene posto nella “culoiri”, i cui lembi, una volta raccolti, si fanno attorcigliare strettamente., in modo da spremere al massimo il liquido, che viene raccolto e lasciato riposare per qualche giorno. Solo successivamente si procede all’imbottigliamento, per scongiurare lo scoppio delle bottiglie, provocato dalla forte fermentazione di questo “vino”.

Il vino di mirtillo veniva consumato nelle occasioni “speciali” o somministrato come medicamento per le sue proprietà astringenti e antisettiche intestinali.

I residui, “casent”, di questa lavorazione venivano usati nella produzione familiare/casalinga del sapone.

Oli et nus

Procedimento:

le noci, una volta essiccate, vengono rotte e se ne raccolgono i gherigli. I gherigli vengono mondati dalle parti legnose e, successivamente triturati; si mettono quindi in una pentola capace e si fanno scaldare al fuoco affinché emettano le sostanze oleose. Si procede alla filtratura utilizzando una tela di canapa detta “culoiri”, il trito di noci viene posto nella tela, i cui lembi, una volta raccolti, si stringono fortemente; il tutto viene pressato dentro il torchio: “a ven turchia”. L’olio che fuoriesce viene raccolto in damigiane o bottiglie e utilizzato poi soltanto a fini alimentari.

Il residuo di questa lavorazione, “casent”, si mangiava…un tempo i bambini ne erano ghiotti! Questo residuo veniva anche utilizzato nella lavorazione del sapone.

Ven et sirisi

Procedimento:

le ciliegie sono poste intere (con il nocciolo, “garù”), in un contenitore, “gavi”, e schiacciate con le mani. Si lasciano poi fermentare. Quando il composto “bolle”, si procede alla filtratura utilizzando la “culoiri”, se ne raccolgono i lembi e si attorcigliano strettamente, spremendo il liquido. Dopo un breve periodo di riposo, per evitare che il vino svapori, si passa all’imbottigliamento (più precoce rispetto a quello dei mirtilli).

I residui della lavorazione, “casent”, venivano utilizzati per la produzione del sapone.

Verdure e frutti selvatici che si raccoglievano

Frutta, fiur e erbe selvaie

Is cuivan:

el pugne a la prumà;

el meil, el prus, el murre, le ampule, el sirise e el nisole;

la cicoria a la prumà;

l’ariundele a la prumà o d’istà, per far dicot j’o iampac per far sciupar i ases.

J’erbe chi fan ben

Is fasivan i dicot cun el têi, la caramià, la meta e cun le viulette par far aiva e andar et corp.

Is fasivan i dicot cuiv la sment et gineiver e cun l’argiansana giauna.

Es fasive el cafè cun el gran, l’urz e la biava.

I giua

I minà giuvavan cun i “grata cul” di bosu, chi fasivan gratar;

i sbativan i ciuru ensimà ai patui e ensimà al peil di cagnel;

i ciuciavan l’amel d’la fiurinà e el fiur di trifoi; i subiavan cun al fiur dle primule.

Sunchi i carsivan i vei

Es carsive: “se a San Roc l’aris a l’ere già a masoc, at castegne i na fasivan a baloc”;

A San Giuavan is butavan el nus sot spirt per far el “licur et nus”.

A San Giuavan as butave na rama at nus cuia prima del sul (la maten bunurà) for da l’us o ensimà a la lobia perché a purtave bunor.

El piante citte at Frasinei

Rosa canina

Centocchi

Salcerella

Primule

El piante citte at Frasinei

Erba del cucco

Verbena

Pugne

Cicoria

El piante citte at Frasinei

La cua d’la volp

A l’è n’erba auta fina a un metter e vent. Ia al fiur pitost citte, biance o giaunêtte. I la truvan da part del vì, di’arian e en ti ciamp.

D st’erba is dovran el fiur: is fan scir pendue a mas, a l’aria e a l’umbra. Is na fan dicot per far aiva, per farmar la diareia e cuntra i reumatismi.

La salterella

A l’è n’erba chi dure sempa, auta fina a un metter e mes. I sui citti fiur i son ros scur e i fan na lungi spii. Is trove da visen ai’arian e ai goi d’aiva. Al reis, cuia, puluie e scie al sul, i fan strignir. I sui fiur, scia, is dovran per dicot, per far durmir, per far d’ampac, per far pasar la vioa ad gratar varir al taie, i siceron e di aute malarie dla pel.

La verbena

A l’è na pianta auta fina 60 centim. I sui citti fiur i son ed culur celest-lilla, rosa, o bianc.

I creisan an ti ciamp e en ti pra. I vei piemunteis i disivan che a bastave frusise la palma dla man drità cun sta erba sei per far ennamurar sicurament la prima persuna chi i tiasrì strignà la man.

I fiur e el foie scia i son prufuma, i tiran su, i fan digirir, i fan ben cuntra i reumatismi, i fan pasar la fevra e i dulur. El ven medica a serve per disinfetar la bucì e el col. I dicot et st’erba sei i son propi bon.

La saponaria

A l’è na pianta, auta fina un metter, i è velenusa.

La trove da part del vi e santer, visen al rusè, ai trò e goi.

Al rei d’istà pianta ian tanta “saponina”. Per stu mutif, i nosti vei i cuivan al reis da ôst a uttùbr; ia basiva scir, sbatue en tl’aiva, i fasivan scumà buna per lavar la roba ad lana e i patui pi fen.

Il melandro rosso

A l’è na pianta con fiur rosa ciargia chi dunan sal ros. I la ciaman ache “fiur del tron”, na vota, i minà i carsivan che se as cuive sta fiur, as musive far trunar e leivrar.

Il centocchi

A l’è na pianta cun citti fiur bianc, chi fiuriseian già a mars. La sue part, for tera, se fete scir, i fan far aiva e is fan dicot.

I dicot is dovrai per vasir le infiamasion dla pel.

I but giuavan, cuia in prumà, is dovrai per far la mnesta e la fritáa.

L’erba del cucco

Chinò ia ciaman “angelen”. I but is duvran, cru en tel salate o fet brumar an tl’aiva e cundii cume i’aspars, o pura is druvan en tla fritáa o tla mnesta.

A la le fiur bieanci veina at rosa. I mina is dimuran a fai sciupar sel man per susè i ciaman anche “sciupet”.

Il soffione

Ondeggia il soffione al canto del vento godendo del maggio le dolci armonie: il sole fanciullo che cresce e matura, il verde dei prati che volgon al taglio, l’assiduo ronzio dell’ape al lavoro, il giorno che offre il meglio al tramonto più tardo, più intenso, sanguigno e violento. Milonga il soffione al canto del vento e ad ogni acuto un piccolo seme, avvolto in gorgiere piumose, eleganti, si lascia rapire dal soffio capace di prenderlo in grembo e spanderlo al mondo.

Si spoglia il soffione al soffio di un bimbo e prima che il pappo ritorni alla terra è padre adottivo di tanti “vorrei che…”, ingenui folletti che danzano in tondo.

Si spoglia il politico al soffio del tempo e ondeggia virtuoso tra il fare e il non fare, spargendo quel seme che un giorno sarà gustosa insalata o infestante falsità.

Alberto Giovannini Luca

Piante cun an nom chi a smie a calu del bes-ce

Mordigallina

Latte di gallina

Let at Giarinà

Dente di cane

Dens at cagnel

Lingua di cane

Lenga at cagnel

Piguicola

Erba Lucciola

Coda di Volpe

Cua at Volp

Coda di topo

Cua at rat

Doppu dla cua ad volp, chi ia san dit prima, i pusan ver.

La cresta ad gal, cun fuir giaune, gaiula ad viola;

l’erba galetta, cun fiur giaune, bardula ad viola. I è buna da masciar al fen;

la mordigallina, cun fiur ros scur o celest-ciargia;

el let ad giarinà, cun fiur biance cume el let verdè den, ensimà fete a steila. A l’è n’erba chi i creise da partot anche ante chi to gnin;

al dens at cagnel, cun i fiur rosa e ros scur cun al foie giria alandrer;

la lenga at cagnel a l’è na fules cun foie at culur vert lumen;

la bucì at leon, cun el fiur rusè cun la bucì giuana ;

al dens at leon o cicoria a l’è n’erba chi fai ben perché i rinfresce, la reis is po mingir;

la cua cavalina i creise en tl’uman e a lè n’erba buna per varir dal maladie;

la cua ad rat, cun la spi at flur verde e viola;

l’ai salvei, cun fiur biance e foie baslunge;

l’erba viperina, cun fiur biuè scure;

i delfini dei campi, cun fiur rosa, celest, biò e bianc;

la pinguicola, cun fiur viola;

l’erba ciminina, cun fiur rosa, tanto citti da smir a le cimici;

l’erba lucciola, cun fiur biance e argent;

il fior di cuculo fiurise a avril, canchi el cucù a fai sentir al so cient. I sui fiur i son den bel colur rösa.

RICETTE CON LE ERBE

Frit gris

Ingredienti: un chilo di patate

Erbe raccolte nei prati (burlett, biautà, punta di cicoria)

Una noce di burro

Due cucchiai di panna

Sale quanto basta

Preparazione:

Tagliare a fette sottili le patate, intanto soffriggere la noce di burro con la panna. Tagliuzzare grossolanamente le erbe e mettere il tutto in padella. Far cuocere a fuoco lento (meglio sarebbe sulla stufa) per circa un’ora abbondante. Al termine, servire il fritto accompagnato da fette di polenta abbrustolite alla brace.

Mnesta at ariundele

Ingredienti:

patate

Piantine di malva

Riso

Latte

Preparazione:

Tagliare a piccoli pezzi le patate e la malva. Mettere a cuocere il tutto in una pentola d’acqua salata. Dopo mezz’ora aggiungere il riso e il latte a piacere. Lasciar cuocere ancora per venti minuti circa.

Nota: in alternativa alla malva si possono usare i porri o le ortiche.

Mnesta at fiur e erbe

Ingredienti:

15 piantine di margherite

15 piantine di viole

15 piantine di primule

20 foglie di fragoline

20 foglie di puntine di rovo

20 puntine di ortiche

5/6 piantine di tarassaco

1 mazzolino di prezzemolo

1 cipolla

3 patate

4 etti di riso

Sale quanto basta

Preparazione:

Lavare e mondare le erbe. Cuocere in acqua salata con il lardo, le patate e la cipolla per circa 25 minuti. Passarle al passa verdura. Aggiungere il riso e cuocere per altri 20/25 minuti.