L'estate ha visto in Valle Po' numerose iniziative, che hanno destato interesse e partecipazione tra la gente. Una di quelle di maggior risalto è stata la mostra di foto d'epoca: « La Valle Po', ieri », organizzata dal Collettivo Valle Po', nei comuni di Paesana e Sanfront: circa cento fotografie accompagnate da didascalie che documentano la realtà della media e alta valle nel periodo dalla fine ottocento agli anni cinquanta. Infatti non si è andati solo alla ricerca delle vecchie foto, ma anche di quelle persone che potevano, con le loro testimonianze, illustrare la vita di allora. Le immagini sotto state ordinate secondo un ordine che prevedeva diversi argomenti, tra cui:

I paesaggi, che facevano risaltare i mutamenti ed i contrasti tra l'ambiente naturale di ieri e quello di oggi.

Altro argomento: la condizione della donna, documentata da parecchie testimonianze che sovente sono in occitano, come questa: «Na fiyo, canta i nas, dizen giò che l'e na leccia... L'ero pa gaire, l'ero giò scazi da butà d'en cantun, perché l'e na leccia... Canta i se mariavo, lur li dunaven sun coredo che i aviyo gagnà (i anavo a padron)... I ero pü schiavo e pii mal tratò e i ero pa libro, i ero sut l' cumand de l'om... ».

Il lavoro: altre fotografie e testimonianze commentano la dura realtà fatta di fatiche, povertà, emigrazione. « Aluro le risorse i eren rare. Tuciava che anensen vio, se no i pulien pa... L'om l'anavo an Fransa a siyà lu fen e d'istà i anaven a val siyà lu gran. D'invern istaven ent l'estabi e travaiaven a man e i ome piaven sa boito, vendien lano, braie, maie e viraven lu mund da 'na casina a l'auto e mënte i tsataven pel dla testo, la pel dla vurp (fazien li slié, i bast e i culane a i mule) ».

Per quanto riguarda il lavoro, la mostra presentava anche un grande numero di attrezzi usati un tempo nei diversi lavori artigianali, che rivelavano l'abilità dei nostri vecchi a prodursi il necessario in casa, dalla tela, ai mobili, agli attrezzi stessi. Interessante anche Ia testimonianza di Pasqualina Peiretti, la quale ha descritto molto bene tutto il ciclo della lavorazione della canapa (tsarbu).

Altri argomenti: le feste ed i riti, propri della nostra cultura sempre più soffocata ed oppressa. Le foto e i racconti sulla guerra denunciano i lutti e le distruzioni che hanno contribuito all'ulteriore impoverimento della popolazione.

La mostra aveva lo scopo di iniziare un dialogo sulla realtà di ieri e su quella di oggi.

Il fine è stato raggiunto: la mostra è diventata un luogo d'incontro, di commenti, di analisi, non solo di ricordi, ma anche di valutazione e di ricerca di nuove prospettive per il futuro e soprattutto un momento di identificazione e di riscoperta di una cultura da certi ritenuta ormai morta.

 

Alfredo Billia

Vanda Chiappero