italiano

I meno giovani ricorderanno una barzelletta che circolava anni addietro. Mi permetto di ricordarla per far meglio capire quello che dirò dopo.

Alle porte dell’inferno, diciamo nel triage, si presenta uno spaurito dannato al quale il diavolo in servizio chiede se vuol accedere all’inferno italiano o a quello tedesco. Alle perplessità del dannato il diavolo spiega la differenza.

L’inferno tedesco è perfetto: a giorni alterni flagello di m.. o di olio bollente.

L’inferno italiano fornisce gli stessi servizi ma un giorno manca la m…. , un giorno manca l’olio e un giorno gli addetti sono assenti ingiustificati …..

Per il povero dannato la scelta fu automatica!

Questa storia è un esempio che ci aiuta a capire cosa sta succedendo in Italia nel momento del contrasto alla nuova ondata del covid. L’inefficienza della struttura pubblica (cui la timida organizzazione e volontà dei partiti al governo non riesce a porre rimedio, presa quotidianamente dalla morsa di un’opposizione in balia dei propri interessi elettorali più che da quelli generali del Paese e dalle corporazioni che difendono diritti, ma anche privilegi, dei loro rappresentati) ha prodotto una insufficiente risposta alla seconda ondata del covid.

Tutti i nodi vengono al pettine e il virus si è abbattuto su un corpo già malato (il paese Italia)che decenni di politica di basso livello hanno irrimediabilmente compromesso in quanto a qualità di funzionamento delle articolazioni pubbliche e di capacità di programmazione in generale. Non parliamo poi dei tagli alla sanità pubblica.

Un solo emblematico esempio. Se la situazione non fosse tragica ci sarebbe da ridere sulla nomina del Commissario alla Sanità della Regione Calabria. I serbatoi dai quali pescano i politici per nominare responsabili chiave sono la dimostrazione della malattia che pervade irrimediabilmente il Paese: inettitudine? clientela? complicità? scambio di favori?

Zuccatelli era (o è ancora) anche commissario dell’Azienda Ospedaliera di Catanzaro e del Policlinico Universitario Mater Domini (sempre di Catanzaro) con chi sa quali mirabili risultati (visto le condizioni della sanità in Calabria) e chissà se questi incarichi li svolgeva gratuitamente. Ma magari è un superuomo incompreso cui potrebbero anche essere affidati ulteriori incarichi. Tanto chi controlla in merito ai risultati?

Non se ne esce più! In questo paese, nel settore pubblico, nessuno risponde di quello che fa!

I ministri dovrebbero operare come tanti direttori di orchestra che fanno suonare in modo armonico i propri suonatori (ministero e ciò che ne deriva in cascata a livello pubblico) e coordinarsi con il superdirettore che ottiene da tutti la massima qualità dell’esecuzione in vista del mega concerto finale.

Alcuni ministri se la stanno faticosamente cavando pur con delle strutture pubbliche con i livelli professionali sopra descritti; ma naturalmente non possono fare miracoli. Tamponano, tamponano! Fanno piccoli interventi che non diano troppo fastidio a qualcuno. Funzionari top compresi.

A proposito di tamponi!

La prima fase dell’epidemia, passata l’emergenza mascherine sulla quale per pudore non voglio tornare, aveva palesato l’esigenza di fare una grande quantità di tamponi per isolare sul nascere i possibili focolai e mantenere preventivamente un costante controllo sanitario sui cittadini, definendo le priorità rispetto alle fasce di popolazione da tutelare. Considerando anche che un tampone negativo oggi non vale per tutta la vita e non impedisce un futuro contagio. Magari entro poche ore sia per casualità sia per trascuratezza del soggetto.

Il tessuto industriale italiano dalla prima fase ne era uscito abbastanza bene ed era importante tenere sotto controllo i possibili contagi all’interno di esso se si voleva che l’economia non andasse a rotoli. Parimenti importante era la scuola, anche se qui i contagi sono molto meno cruenti. E poi c’èra la popolazione anziana, ricoverata o no che fosse nelle case di riposo, considerando lo stato di salute di ognuno. Pare, per esempio, che i fumatori siano maggiormente esposti al virus.

Occorreva fare un piano adeguato di controlli con i tamponi; che non c’è stato. I medici di famiglia che sono in modo capillare presenti nella società, non sono stati adeguatamente coinvolti e i tamponi vengono concessi con parsimonia visto che non se ne ha una sufficiente disponibilità.

Dopo i duri provvedimenti dell’ultimo mese , alla fine l’epidemia verrà tenuta sotto controllo, ma non vinta fino a quando avremo grandi disponibilità di vaccino; ma le perdite sociali non saranno indifferenti. Diciamo che dovremo accontentarci di avere qualche migliaio di nuovi contagi al giorno (e morti conseguenti) fino all’arrivo del vaccino.

Non siamo riusciti ad avere sufficienti vaccini contro l’influenza solita che arriva ogni inizio inverno e non oso pensare a come sarà organizzata la gestione del vaccino anticovid, quando ci sarà!

Rabbrividisco al pensiero che dovrà essere tenuto a settanta gradi sotto zero. Fortunatamente alcuni nuovi vaccini pare non abbiano questa esigenza.

Nel caos di rapporti tra ministri e presidenti di regione si è visto il punto più basso della politica e si è ben capito come ogni istituzione possa diventare desiderio di soppressione se chi decide non è all’altezza di farla funzionare. In troppe regioni (di tutti i colori politici) abbiamo visto presidenti che navigavano a vista, incapaci di attorniarsi di tecnici di valore e competenza che li aiutassero a prendere le decisioni giuste. Il loro obiettivo principale di questi mesi è stato quello di mantenere visibilità e consenso in vista delle future elezioni. E poi non potevano mica licenziare gli amici che avevano assunto pur in assenza di adeguate competenze …..

E la “grande” politica italiana prosegue in importanti manovre. Non pensieri lunghi ma compromessi per tenere in piedi l’unico governo possibile. Ritorna l’eterno Silvio a salvare la barca e tutti si turano il naso. Occasionalmente e stranamente viene presentato dal PD ( relatrice Valeria Valente, approvato dalla commissione Affari Costituzionali e poi dall’aula del Senato. La Lega ha votato contro in commissione – anche se fonti parlamentari della maggioranza avevano fatto sapere che la proposta era “condivisa con l’opposizione” e nasceva “dallo stimolo dei ministri Gualtieri e Patuanelli” – mentre in aula si è astenuta sull’intero decreto. Matteo Salvini ha detto di non credere “all’inciucio .”) un emendamento che difende Mediaset dalla potenziale scalata ostile di Vivendi. E c’è chi osa dire che Mediaset è un asset strategico per l’Italia. Ecco quali sono oggi i nostri assets strategici!

Una volta erano la chimica, l’auto, la siderurgia, l’industria leggera ……

La storia è sempre quella e l’Italia sprofonda sempre di più. E all’orizzonte c’è sempre il mostruoso debito pubblico che continua ad aumentare e che qualcuno prima o poi dovrà pagare!

Ostana 25 novembre 2020

Ps. Anche i media stanno alimentando inutili polemiche, tanto per fare audience.

Sulla possibile apertura degli impianti sciistici ne stiamo sentendo di tutti i colori. Alcuni giornalisti (non tra i meno noti)sentenziano che se si apre, le baite saranno piene. Ma sanno cosa sono le baite?

Durante la pandemia agli isolati piccoli comuni montani sono state applicate le stesse regole delle città. Noi il distanziamento ce l’abbiamo già: a volte è di un km!

Il pericolo è di uccidere l’economia dello sci. Quel poco di economia rimasto in montagna!

Il sottoscritto ha quasi sempre evitato la discesa su pista, preferendo lo scialpinismo, ma non può dimenticare che questa materia dà pane a molte persone. Certo che non si devono lasciare aperte le discoteche che pur ci sono nelle grandi stazioni sciistiche ma un minimo di organizzazione può evitare una chiusura completa. I possibili assembramenti sono facilmente prevedibili e localizzabili e quindi si possono normare adeguatamente. Se nei trasporti urbani si tollera l’occupazione al 50% dei posti questo non può andar bene nelle cabinovie? Aperture al 50% salverebbero la situazione. Come probabilmente faranno altri stati alpini. Altrimenti occorrerà predisporre adeguati rimborsi.