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Performance artistica tratta in anteprima dallo spettacolo di lettura e musica in lingua occitana “Cuneo-Nizza”

Durante il suo viaggio da Napoli verso la Provenza, la regina Giovanna d’Angiò pensò bene di fermarsi qualche giorno presso il castello di Renostia, a Roccavione, su un'altura all'imbocco della val Vermenagna. Negli stessi giorni iniziarono a morire gli uomini, le bestie, di un morbo sconosciuto, indefinibile, contro il quale nessuna cura era efficace. Per i pochi scampati, la causa era lei… Una leggenda roccavionese racconta le origini della peste del 1348.

a cura di Daniele Dalmasso e Luca Pellegrino, artisti



Durante il suo viaggio da Napoli verso la Provenza, la regina Giovanna d’Angiò pensò bene di fermarsi qualche giorno presso il castello di Renostia, a Roccavione, su un'altura all'imbocco della val Vermenagna. Alla regina piaceva il sole, e lì splendeva dalla mattina alla sera meravigliosamente.

La gente era orgogliosa di ospitarla, tutti ne parlavano, ma negli stessi giorni iniziarono a morire gli uomini, le bestie, di un morbo sconosciuto, indefinibile, contro il quale nessuna cura era efficace. Per i pochi scampati, la causa era lei…

Una leggenda roccavionese racconta le origini della peste del 1348. L'Europa in quegli anni stava subendo una serie di carestie causate da un periodo di cambiamenti climatici. L'incremento demografico doveva fare i conti con campagne senza raccolti e nuove guerre in arrivo. Il degrado nelle città più popolate e la debolezza della popolazione crearono il presupposto per una catastrofe epocale. La peste arrivò dalla Mongolia e si affacciò sulle coste del Mediterraneo nel 1346, per raggiungere tutto il continente a bordo delle numerose navi mercantili. Fu tra le più distruttive della storia: in pochi mesi l'intera popolazione si ridusse di un terzo.

Daniele Dalmasso e Luca Pellegrino (in arte Lemon e Peluc) collaborano artisticamente da un ventennio. Condividono la passione per la cultura del loro territorio attraverso la musica, la lingua, le persone e le loro storie. Al “Premio Ostana 2020: scritture in lingua madre - edizione speciale online - 15 ore in diretta” presentano un’anteprima del loro ultimo spettacolo “Cuneo-Nizza”, un viaggio immaginario in treno, un “coast-to-coast” tra pianura e mare passando per le Alpi Marittime, un viaggio in tempi diversi ed universi paralleli, un “non ci resta che piangere” nostrano, fatto di fotogrammi di musica e parole impresse nel libro del tempo e dello spazio.

La linea ferroviaria “Cuneo-Nizza” negli ultimi anni è stata al centro di un acceso dibattito pubblico e politico, seguito alla proposta di un suo smantellamento. I due artisti con “La pestilenza 1348” realizzano un’operazione di memoria transfrontaliera, possibile grazie alla lingua occitana che unisce il Piemonte alla Provenza. La linea “Cuneo-Nizza” diventa così non solo “oggetto di contesa”, ma “oggetto condiviso”, nel nome di una relazione tra i due versanti delle Alpi che affonda le sue radici in un passato che vuole anche essere presente.

Secondo il filosofo Hegel “Tutto ciò che l'uomo ha imparato dalla storia, è che dalla storia l'uomo non ha imparato niente”. In questi tempi di Covid-19 ci auguriamo qualcosa di diverso. Così fanno anche Daniele Dalmasso e Luca Pellegrino in “La pestilença 1348”, quando sentono un megafono gracchiare:

Stazione di Roccavione, Stazione di Roccavione! A tutti i passeggeri a bordo: il treno non può proseguire causa pestilenza. Attenzione, ripetiamo: il treno non può proseguire causa pestilenza.


Link: https://www.premioostana.it/roccavione-peste1348/