Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

invia mail   print document in pdf format Rss channel

Nòvas n.112 Mai 2012

Sergio Salvi e le lingue tagliate.

Sergio Salvi e las lengas talhaas.

di Anita Canonica

Sergio Salvi e le lingue tagliate.
italiano
2-3 giugno ad Ostana per il "Premio Speciale", in suo onore lo spettacolo "12 canti per 12 lingue"
Nato nel 1932 a Firenze, dove vive, si è formato alla scuola delle piccole riviste di cultura (Quartiere, Protocolli, L'oggidì, Il bimestre). Dopo cinque libri di versi (ricordiamo Il vento di Firenze, Firenze 1960 e Le croci di Cartesio Milano 1966), un saggio di critica letteraria (Il metro di Luzi, Bologna 1965) e un romanzo (L'oro del Rodano, Rizzoli, 1972), ha abbandonato l'esercizio della letteratura. Sono stati comunque i suoi interessi letterari a portarlo, nel 1964, nella patria dei Trovatori: l'Occitania. Lì Salvi ha scoperto che la lingua d'oc non è morta nonostante il secolare divieto di usarla, e che il presunto Midi della Francia è in realtà una nazione, ancora culturalmente omogenea. Ha dunque studiato "sul campo" il problema di una "cultura" (in senso antropologico) oppressa. Dopo l'Occitania ha preso in esame, una per una, le altre culture emarginate dell'Europa occidentale e ne è nato un poderoso volume (Le Nazioni proibite, Vallecchi, 1973), che, per la sua forma paradossale, ha riscosso un certo successo ed ha provocato molto scalpore.
Sempre rivolto alle libertà di lingua Salvi si è poi concentrato sul caso Italia dove ha rilevato e denunciato un "genocidio bianco": un delitto sottile che si compie ai danni di due milioni e mezzo di cittadini alloglotti, in contrasto con la costituzione e la dichiarazione dei diritti dell'uomo. Il suo nuovo libro (Le lingue tagliate Rizzoli, 1975) racconta per la prima volta agli italiani, senza pregiudiziali italocentriche, le storie parallele delle minoranze linguistiche del loro paese. Documenta questo "rapporto", con rigore spietato, l'oppressione esercitata dall'attuale (siamo nel 1975) stato italiano nei confronti delle lingue e delle culture materne delle comunità minoritarie del paese: una oppressione che non mostra soluzione di continuità con quella esercitata per un ventennio dallo stato fascista e, prima ancora, da quello "liberale" e che coinvolge politici e storici, giuristi e glottologi, devoti ai vari regimi al punto di offrire una copertura "scientifica" agli operatori del genocidio.
Sergio Salvi denunciava ma indicava anche in maniera impeccabile la soluzione di questo problema. "La libertà linguistica può e dev'essere concessa a tutti i cittadini senza bisogno di ricorrere a provvedimenti speciali e senza alibi delle fughe in avanti. Basta infatti che lo stato applichi finalmente lo spirito e la lettera della sua costituzione antifascista e repubblicana".
Sicuramente anche grazie a Salvi, con la legge 15 dicembre 1999 n. 482 "Norme a tutela delle minoranze linguistiche storiche", lo Stato finalmente provvedeva a riconoscere ed a fornire una prima tutela alle minoranze linguistiche in Italia.
Ancora rivolto al problema della tutela linguistica usciva nel 1978 Patria e matria. Dalla Catalogna al Friuli, dal Paese Basco alla Sardegna: il principio di nazionalità nell'Europa occidentale contemporanea, (Vallecchi).
Sergio Salvi si è anche occupato del tema dell'Islam nell'Unione Sovietica nel saggio La mezzaluna con la stella rossa (1993) e della Toscana (Nascita della Toscana e L'identità toscana).
Ad Ostana Sergio Salvi riceverà il "Premio Speciale" nell'ambito del "Premio Ostana: scritture in lingue madri"e gli verrà dedicata una serata speciale il sabato 2 luglio con lo spettacolo "12 canti per 12 lingue". Dario Anghilante, Paola Bertello, Flavio Giacchero, Luca Pellegrino e Marzia Rey eseguiranno 12 canti nelle 12 lingue delle minoranze linguistiche in Italia.
occitan
Lo 2-3 de junh a Ostana per lo "Prèmi Especial", en siu onor l'espectacle "12 chants per 12 lengas"

Naissut ental 1932 a Firenze, ente viu, s'es format a l'escòla des pichòtas revistas de cultura (Quartiere, Protocolli, L'oggidì, Il bimestre). Après cinc libres en vèrs ( recordem Il vento di Firenze, Firenze 1960 e Le croci di Cartesio Milan 1966), un ensag de crítica literària (Il metro di Luzi, Bologna 1965) e un romanç (L'oro del Rodano, Rizzoli, 1972), a abandonat l'exercici de la literatura. Coma que sie, son estats lhi siei interès amenar-lo, ental 1964, dedins la pàtria di trobadors: l'Occitània. Aquì Salvi a descubèrt que la lenga d'òc es pas mòrta malgrat la seculara interdiccion de l'emplegar, e que lo presumut Metzjorn de França es en realitat una nacion, encara culturalament omogènea. A donc estudiat "sus lo champ" lo problèma d'una "cultura" (dins lo sens antropològic) promimua. Après l'Occitània a pres en exam, una a pr'una, las autras culturas emarginaas de l'Euròpa occidentala e n'es sortit un volum poderós (Le Nazioni proibite, Vallecchi, 1973) que, per sa formas paradoxala, a agut un cèrt cuccès e a provocat ben de tapatge.
Sempre adreçat a las libertats de lenga, Salvi s'es puei concentrat sus lo cas Itàlia, ente a remarcat e denonciat un "genocidi blanc": un delicte subtil que se complis a dan de dui milions e metz de citadins alloglòts, en contrast embe la constitucion e la declaracion di drechs de l'òme. Son novèl libre (Le lingue tagliate Rizzoli, 1975) còntia per lo premier bòt a lhi italians, sensa prejudicis italocéntrics, las istòrias parallèlas des minoranças linguísticas de lor país. Documenta aqueste "rapòrt", embe un rigor despietós, l'opression exercitaa da l'actual (sem ental 1975) estat italian devèrs las lengas e las culturas mairalas des comunitats minoritàrias dins lo país: un'opression que mostra pas solucion de continuitat embe aquela exercitaa per un ventenni da l'estat fascista e, derant encara, d'aquel "liberal" e qu'ímplica polítics e istòrics, juristas e linguístas, devòts ai diferents regims al ponch d'ofrir una cubertura "scientífica" a lhi operators dal genocidi.
Segio Salvi denonciava, mas indicava tanben d'una maniera impecabla la solucion d'aqueste problèma. "La libertat linguística pòl e deu èsser donaa a chasque citadin sensa besonh de recórrer a de provediments especials e sensa àlibi de las fugas en anant. Basta en efèct que l'estat àplique finalament l'esprit e la letra de sa constitucion antifascista e republicana".
Segurament decò gràcias a Salvi, embe la lei dal 15 de desembre 1999 n. 482 "Norme a tutela delle minoranze linguistiche storiche", l'estat provedia finalament a reconóisser e a fornir una prima tutèla as minoranças linguísticas en Itàlia.
Totjorn adreçat al problèma de la tutèla linguística, sortia ental 1978 Patria e matria. Dalla Catalogna al Friuli, dal Paese Basco alla Sardegna: il principio di nazionalità nell'Europa occidentale contemporanea, (Vallecchi).
Sergio salvi s'es decò ocupat dal tèma de l'Islam dins l'Union Soviética dins l'ensag La mezzaluna con la stella rossa (1993) e de la Toscana (Nascita della Toscana e L'identità toscana).
A ostana Sergio Salvi receberè lo "Prèmi Especial" dins lo quadre dal "Prèmi Ostana: escrituras en lengas maires" e lhi venerè dedicaa una serada especiala lo sande 2 de lulh embe l'espectacle "12 chants per 12 lengas" ente Dario Anghilante, Paola Bertello, Flavio Giacchero, Luca Pellegrino e Marzia Rey exeguirèn 12 chants dins las 12 lengas des minoranças linguísticas en Itàlia.

Condividi