Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n° 111 Abril 2012

Virà Virandôlë, una riproposta musicale per l'area occitana dell'Alta Valle di Susa

Virà Virandôlë, arpropozisioun ad muzicca dou teritouarë ousitàn ‘d l'Aoutë Val Seuizë

di Renato Sibille

Virà Virandôlë, una riproposta musicale per l'area occitana dell'Alta Valle di Susa
italiano Il Cahier n. 15 dell'Ecomuseo Colombano Romean ora dell'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie, Virà Virandôlë ripropone canti, musiche e danze dell'area occitana dell'alta Valle di Susa. Il cahier è costituito dagli atti dell'omonimo convegno, promosso dall'Associazone ArTeMuDa e dall'Ecomuseo Colombano Romean e tenutosi a Salbertrand il 3 dicembre 2011, e da un CD musicale con una selezione dei brani raccolti.
La pubblicazione contiene, oltre agli interventi dell'allora presidente del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, Massimo Garavelli, e del presidente dell'Associazione ArTeMuDa, Roberto Micali, qualificati interventi in merito alla storia delle Bande Musicali di Giorgio Jannon, Daniela Ordazzo, Valeria Bonaiti, Renato Sibille e Daria Abba che forniscono un panorama dei gruppi e del repertorio bandistico in Alta Valle Susa.
Preziosi interventi sono quello di Dino Tron: Clarin, Armonis, Violoun vs. Galoubet-Tambourin, Violas, Bodegas, che analizza l'evoluzione degli organici strumentali nella musica popolare delle Valli Occitane negli ultimi 50 anni; e quello di Maria Baffert e Renato Sibille: N'en dansàn unë? Il ballo, linguaggio essenziale della festa nel mondo tradizionale che fornisce il repertorio delle danze popolari dell'Alta Valle di Susa. Interessanti i contributi di Silvia Pusceddu e Adolfo Conrado sulla musica in culla e sulla didattica e ricchissimo il patrimonio restituitoci dalle ricerche di Renato Sibille sui canti in lingua occitana e francese e sul repertorio infantile che vengono a colmare un vuoto nel panorama musicale alpino.
Il CD musicale, primo di questo genere in questo territorio, vuole offrire un panorama del repertorio popolare locale e dei diversi modi espressivi di una tradizione musicale che si temeva ormai perduta. Virà Virandôlë si presenta come la traccia sonora delle comunità che hanno vissuto il nostro territorio tra Ottocento e Novecento ed è il naturale compimento del lavoro di ricerca svolto nel corso di diversi anni.
Gli esecutori reinterpretano e adattano i brani alla nostra sensibilità musicale, cercando il più possibile di rimanere fedeli allo spirito di quei compositori anonimi che li hanno trasmessi attraverso i testimoni i quali, a loro volta, li hanno consegnati a noi. La riscoperta di questi pezzi ci restituisce parte di quel panorama sonoro della civiltà contadina delle nostre montagne che accompagnava i suoi figli, dall'infanzia alla maturità: nel gioco, nel lavoro, nei riti, nella quotidianità, nell'emigrazione, nella guerra, ma soprattutto nella festa quale celebrazione ed espressione della comunità.
I quattro brani riproposti dalla Banda Musicale Alta Valle Susa: Carnevale a Salbertrand, Lu Gueini, Filandole e Salbeltran moun paî, appartengono alla tradizione locale salbertrandese e sono eseguiti in occasioni speciali quali i carnevali.
Il canto in lingua occitana del repertorio infantile è rappresentato da Son son, Nai nai, suite di cinque ninne nanne eseguite da Paola Lombardo e Valeria Benigni delle Trobairitz d'Oc, dalla filastrocca Tin tin tin, ripresa dalla voce di Ida Gay di Amazas, e dal canto La tound, recuperato grazie alla testimonianza di Antonietta Alliaud di Cesana Torinese, questi ultimi eseguiti da Daniele Contardo con gli attori del Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand: Roberta Borgatta, Arianna Cibonfa ed Enrico Cibonfa. Il gioioso canto La tound lega il mondo infantile a quello del lavoro; negli anni Ottanta è stato oggetto di arrangiamento musicale in forma di farandola da parte dei musicisti-ricercatori Ladislao Todorof, Giancarlo Zedde e Maurizio Rinaldi ed è stato armonizzato, dal maestro Pietro Mussino, per il Coro Ange Gardien che lo ha inciso nel 2003.
Le musiche per ballo, accompagnate dal canto in lingua occitana, sono eseguite dai componenti del gruppo dei Parenaperde, Simone Del Savio, Alberto Dotta, Giorgio Ferraris e Massimo Falco, e sono riproposte con arrangiamenti per violino, ghironda, flauti, bouzuki, musette e clarinetto. La burrée a due tempi A la moddë d'Archamoura, recuperata grazie alla testimonianza di Luciano Souberan di Rochemolles, è preceduta da un frammento di Mountava la marmitta, registrazione originale del 1987 di un'esecuzione dell'informatore Claudio Sibille di Cesana Torinese. La scottich di Cesana, A la meizoun de la paoura gen, segue la lezione di Todorof-Zedde-Rinaldi; così la burrée a tre tempi Par bian dansâ, i cui versi venivano utilizzati dall'informatore Mario Capelli di San Marco come "aiuto mnemonico" per suonare un valzer. Il canto di Fenils, Anin a Ciabartoun, testimoniato da Marisa Elleon, è eseguito sull'aria della celebre guiouno Dona-li de fen di Pontechianale.
I versi in lingua francese, un tempo molto diffusi nella nostra valle, sono rappresentati da quattro canti; due di questi sono eseguiti dal gruppo dei Parenaperde, con la collaborazione di Paola Lombardo, e provengono da Rochemolles: la Complainte, dove il canto viene qui proposto sorretto dall'accompagnamento strumentale, ed Èveillez-vous, serenata già edita dal Coro Ange Gardien nel 2003 e qui riproposta sulla linea dell'esecuzione di Roberto Sgarlata e Giancarlo Zedde del 2005.
Les beaux mineurs, canto di emigrazione oltralpe dei minatori valligiani tramandato da Ernesto Medail, è eseguito da Enrico Cibonfa e Daniele Contardo, con la collaborazione straordinaria di Franco Contardo già componente del gruppo di musica popolare Cantambanchi.
Il rituale Chant de Réveillez viene eseguito dal gruppo dei Parenaperde in una versione che tiene conto delle testimonianze di Cesare Gros di San Marco e di Riccardo Colturi di Fenils.
A chiudere il CD, quale tributo ai testimoni con i quali il lavoro è cominciato molti anni or sono, alcuni dei quali non ci sono più, è stata inserita una suite di valzer e polke eseguite dal fisarmonicista Mario Capelli di San Marco (1908-1996). Mario, le cui performance furono già registrate nel 1982 da Sergio Ottonelli di Valados Usitanos, può, a ragione, rappresentarli tutti poiché, appartenente ad una famiglia di musicanti, ha animato i balli di paese dagli anni Venti agli anni Sessanta, ha fatto parte della Banda Musicale di Oulx e di diverse piccole orchestre e, infine, ha lasciato la testimonianza di un canto in lingua occitana e alcune musiche per ballo.
occitan Ël Caìe n. 15 Virà Virandôlë, ‘d l'Ecomuseo Colombano Romean ieuir apartenan a l'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie, ou l'arpropò shansoun, muzicca e dansa dou teritouarë ousitàn ‘d l'Aoutë Val Seuizë. Ël Caìe ou l'î ità fai bou lou documën dou counvénh fai a Sabaltran ël 3 dizambrë 2011, par cont ‘d l'Asociasioun ArTeMuDa e ‘d l'Ecomuseo Colombano Romean, bou ‘n CD ‘d cocca muzicca artroubà.
Din ël libbr, ën plu dla prezentasioun dou prezidan dantlourë dou Parc dou Gran Bô ‘d Sabaltran, Massimo Garavelli, e dou prezidan ‘d l'Asociasioun ArTeMuDa, Roberto Micali, la lh'à d'ecrisse ‘d su l'istouarë ‘d la grosa Muzicca dou Giorgio Jannon, Daniela Ordazzo, Valeria Bonaiti, Renato Sibille e Daria Abba qui dounan l'idéi ‘d toutta la fourmasioun e dlou toqque qu'i sounavan.
Bian anteresan ou l'î l'ecrì dou Dino Tron: Clarin, Armonis, Violoun vs. Galoubet-Tambourin, Violas, Bodegas, qu'ou parlë ‘d ma laz an shinzhà louz instrumën ‘d la muzicca d'un cò din la valadda ousitana da peui lou darierou 50 an; e mai l'ecrì ‘d Maria Baffert e Renato Sibille N'en dansàn unë? Ël bal, lënguë ‘d la feta dou mound tradisiounal qu'ou l'arportë la dansa ‘d lou paî ‘d l'Aoutë Val Seuizë. ‘D varoû la soun mai louz ecrisse ‘d Silvia Pusceddu e Adolfo Conrado ‘d su la muzicca ‘d louz eifàn e la maniérë ‘d la moutrâ. Bian rish ou l'î ël patrimouanë ‘d shansoun ën ousitàn e ën fransé qu'ou l'à arpourtà Renato Sibille, bou la cornicca e lou rimatouare ‘d louz eifàn qu'ou l'à troubà ou lon ‘d sa arsharsha.
Ël CD ou l'î ël proumìe bou la muzicca dou post e ou vò dounâ l'idéi ‘d la muzicca ‘d l'Aoutë Val Seuizë que la s'creî la furan pardua. Virà Virandôlë la resterî ‘ma la trasë ‘d la muzicca ‘d la zhan qu'i vivian din lou paî ‘d l'Aoutë Val Seuizë din ël ‘800 e din ël ‘900 e ou l'î la zhustë maniérë d'arpourtâ s'qu'ou l'î ità troubà din louz an.
Lou sounaire i sounan a la moddë ‘d ieuir, plu prochë ‘d notrë maniérë d'ecoutâ, ën sharshan ‘d mantnî l'âmë dlou compoziteure que nou couneisan pa e que nouz an dounà la muzicca atravér lou temouene que laz an shantà. Atravér quella muzicca nou pouian nouz imazhinâ s'que la s'ouî din lou paî ‘d notra mountanha ou lon ‘d la vittë ‘d la zhan, da cour i l'eran minâ dinchà cour i vnizian velhe: sî qui zhouavan, travalhavan, priavan, din la vittë ‘d tou lou zhoû o cour i l'anavan a travalhâ a l'etranzhî o a la guérë, ma sourtoù cour i fazian fêtë perqué l'ér ël mouman qu'i s'troubavan tous ënsan.
Lou cattre toqque sounà da la Muzicca ‘d l'Aoutë Val Seuizë: Carnevale a Salbertrand, Lu Gueini, Filandole e Salbeltran moun paî, l'î ‘d shansoun ad Sabaltran sounà din sertéina feta e a lou carnavaou.
La lh'soun mai la shansoun dlouz eifàn: Son son, Nai nai, sinc shansoun par ëndourmî shantà da la Troubairitz d'Oc, Paola Lombardo e Valeria Benigni; Tin tin tin, arcuperà mersì a Ida Gay dou Zamazà; La tound, arcuperà mersì a Touanëttë Alliaud, toutta douâ shantà da Daniele Contardo bou lou coumedian dou Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand, Roberta Borgatta, Arianna Cibonfa e Enrico Cibonfa. La shansoun La tound l'ér zhò ità arpréizë da lou sounaire Ladislao Todorof, Giancarlo Zedde e Maurizio Rinaldi e peui bian armounizà dou meitr Pietro Mussino par l'Ange Gardien d'Ours dou 2003.
La shansoun ën lënguë ousitànë, espresa par dansâ, la soun sounà da lou Parenaperde: Simone del Savio, Alberto Dotta, Giorgio Ferraris e Massimo Falco, bou viouroun, vioulo, flutta, bouzouki, muzét e clarinét. Dran ‘d la bouré A la moddë d'Archamoura, arcuperà mersì a l'arshamourî Lusién Souberan, la lh'à la shansoun Mountava la marmitta shantà da Claudio Sibille ‘d Sëzanë anrezhistrà dou 1987. La scotish ‘d Sëzanë, A la meizoun de la paoura gen, e la bouré Par bian dansâ, que ‘l sounaire d'armoni ‘d Samar, Mario Capelli, fazî m'un valtser, la soun sounà a la maniérë ‘d Todorof-Zedde-Rinaldi. La shansoun ‘d Finiòou, Anin a Ciabartoun, arcuperà mersì a Marisa Elleon, la s'arsamblë a la guiouno Dona-li de fen ‘d La Chanal.
La shansoun ën fransé sounà da lou Parenaperde, que laz eran bian couneisùa, la soun: la Complainte d'Archamoura e l'aoubaddë Èveillez-vous, toutta douâ shantà da Paola Lombardo. La dariérë l'ér zhò ità anrezhistrà da l'Ange Gardien dou 2003 e da Roberto Sgarlata e Giancarlo Zedde dou 2005. Les beaux mineurs l'ér unë shansoun qu'i shantavan lou zhouve ‘d la valaddë cour i l'anavan travalhâ din la mina ën Fransë. Icì Les beaux mineurs l'î shantà da Enrico Cibonfa e Daniele Contardo e mai dou pëppa dou Daniele, Franco Contardo, qu'ou fazî par dlou Cantambanchi.
Ël Chant de Réveillez ou l'î shantà da lou Parenaperde e ou l'î ità arcuperà mersì a Cesare Gros ad Samar e Riccardo Colturi ad Finiòou.
Ou foun dou CD, par armersià lou temouene que i s'soun preità e que la plu grosë par ‘d iellou i s'soun nanà, l'î ità bità la muziqquë dou Mario Capelli ad Samar (1908-1996), ‘d valtser e ‘d polque. Mario, que ël Sergio Ottonelli ‘d Valados Usitanos avî zhò anrezhistrà dou 1982, ou pô ès préi ‘ma simbolo ‘d tous perqué ou vnizî d'unë meizoun ad sounaire, ou l'à sounà bianë a la feta dlou paî ‘d la valaddë, din la Muzicca d'Ours e bou pshitta orquestra e nouz a leisà ad shansoun e ‘d muzicca.

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