Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n° 111 Abril 2012

Anem Òc - Tolosa 2012
30.000 Occitani alla manifestazione di Tolosa per la lingua occitana

Anem Òc - 2012
30.000 Occitans a la manifestacion de Tolosa per la lenga ocitana

Il commento di alcuni partecipanti dalle valli Occitane

Anem Òc - Tolosa 2012
30.000 Occitani alla manifestazione di Tolosa per la lingua occitana
italiano

Andrea Reineri

"Anem Òc! Tolosa 2012" è stato un insieme di colori, suoni, brusii, volti, storie, immagini che resteranno per sempre impressi nella mia mente in modo indelebile.
Nonostante sia un assiduo frequentatore di Ostana, un comune fortemente occitano; ho cominciato a conoscere il "mondo" Oc solo grazie alla musica, impiegando alcuni anni per scoprire quanto fosse ampia la cultura che si celava sotto la cortina dei balli e delle feste.
Nel 2009 ho avuto la fortuna di partecipare con gli altri compagni degli "Aire d'Ostana" alla manifestazione di Carcassone, rimanendo meravigliato da quella moltitudine di colori e suoni.
Ci siamo così ripromessi di partecipare anche al corteo di quest'anno.
La manifestazione è stata un'esplosione di gioia e di vita che si è riversata per le strade di Tolosa coinvolgendo tutti, anziani e bambini, suonatori, manifestanti e ignari passanti.
La visione finale su una Place du Capitole stracolma di gente e di bandiere al vento è stata qualcosa di unico e difficilmente ripetibile.
Siamo stati in 30.000 a cantare sulle note dei Nadau, ma l'aspetto magico che mi ha rapito è stato sentir parlare "a nòstra mòda" a 700 km da casa e poter suonare e cantare decine di brani che dicevano tutti una sola cosa: l'Occitania esiste!

 

Elena Malanga
Sono arrivata al raduno di Tolosa tramite Piemonte Cultura, un'associazione torinese che promuove la cultura occitana organizzando corsi di danze delle valli e non, concerti a ballo, corsi di organetto, eventi che vanno dalla presentazione di libri a "gite in terra Occitana" fuori porta, come, appunto, quella di Tolosa. Piemonte Cultura ha una notevole capacità di aggregazione, di creare occasioni di condivisione e convivialità a partire dalla danza e dalla musica. È questa la cosa che mi ha colpita fin dall'inizio ed è questa la cosa che ho ritrovato a Tolosa. Ho incontrato gente che mi ha parlato in occitano, anche se io l'occitano non lo conoscevo, che quando ho detto che occitana non ero e che il mio contatto con quella cultura era la danza mi ha risposto ma allora sei dei nostri, perché è così che funziona, Occitania significa integrazione. Ed è stato bello scoprire che c'è una lingua che travalica i confini di tre paesi e unisce, in uno spirito di comunanza, italiani, francesi, catalani. È stato bello scoprire che esistono scuole occitane che in Francia arrivano fino ai quindici anni di età, scuole che seguono la pedagogia di Freinet, che fa piazza pulita di giudizio e competizione e promuove la cooperazione tra i bambini prima e gli adolescenti poi. La classe non è considerata un blocco unico, mi spiega Mimi, i bambini vengono visti nella loro individualità e ognuno è seguito secondo il proprio ritmo. L'Occitania esiste, è una terra percorsa da valori altri, come le eresie di cui è stata portatrice, da valori comunitari, di accoglienza e tolleranza, è una terra di gente che ha voglia di stare insieme, nei balli, come quelli che hanno animato il corteo di Tolosa, nella musica e nei canti, come quelli che hanno trascinato la Place du Capitole la sera del 31 di marzo.

 

Andrea Celauro
Sono partito da Cuneo con una gran voglia di partecipare finalmente alla manifestazione Anem Òc a Tolosa, visto che gli anni precedenti non ero mai andato. Non sapevo bene come si svolgesse la cosa, ma un idea l'avevo. Già il lungo viaggio è stato un'esperienza importante in quanto ho potuto conoscere e parlare con persone che non avevo mai incontrato prima, che però sentivo legate a me per un fattore fondamentale: la lingua. Questa cosa l'ho poi ritrovata a maggior ragione alla manifestazione. Ovunque andavo trovavo persone che pur essendo francesi usavano le mie stesse parole, la pensavano nel mio stesso modo, avevano la mia stessa voglia di dimostrare il loro legame con una lingua considerata superata, quasi morta e di vergogna. Ora posso dire che eravamo uniti da 2 valori fondamentali: la solidarietà e la fratellanza. Sembra una cosa impensabile che italiani, francesi e spagnoli abbiano tutta questa fratellanza e questa solidarietà pur essendo persone di 3 paesi diversi legati solamente da dei confini statali, che normalmente dividono. Questa cosa secondo me è fondamentale in quanto significa che queste 3 realtà apparentemente diverse, si riconoscono in una cultura e in un territorio comune (definito da alcuni, a torto, inventato): l'Occitania. Ora, dopo questa esperienza e dopo aver sentito guasconi, linguadociani, provenzali, limosini, ecc.... parlare di una realtà comune, di un'unione e soprattutto in una lingua comune posso dire che finalmente ho visto che l'Occitania esiste anche al di fuori delle nostre piccole valli e delle nostre realtà locali. Posso dire infatti di aver visto persone fiere di portare le loro bandiere con la croce tolosana, persone che chiedevano una maggiore attenzione alla lingua, persone che volevano l'insegnamento linguistico nelle scuole, persone che volevano avere tutele e soprattutto persone che erano orgogliose di parlare la loro lingua e che continuavano a ripetere incessantemente: es acabat lo temp de la vergonha, ara comença lo temp de la fiertat.

Floran Corradin

Per anni ho ascoltato i grandi guru della dialettologia piemonto-valdostana dire dell'occitano come d'una lingua morente, parlata soltanto più da quattro montanari ostinati e completamente soffocata in Francia. Per così tante volte ho sentito quegli intellettuali ignoranti celebrare la sepoltura delle lingue ‘non-dominanti' che, alla fine, mi ero quasi convinto ad indossare il lutto.

Poi, per caso, due anni orsono, mi sono trovato a Carcassona nel mezzo di una folla immensa piena di vita e di gioia che celebrava non un lutto, ma una festa e con forza reclamava i diritti per la sua lingua.
Così non ho potuto fare ameno di andare a Tolosa quest'anno, a gioire un volta in più con l'allegra gente occitana!
Ve lo garantisco gli occitani non hanno proprio voglia di essere sepolti e, in fondo al cuore, spero di vedere un giorno gli arpitani animarsi allo stesso modo per il loro francoprovenzale.

 

occitan

Andrea Reineri

"Anem Òc! Tolosa 2012" es estat un ensem de colors, de sòns, de morres, d'estòrias, d'imatges qu'aurei sempre dins ma tèsta.
Ben que sie sovent a Ostana, una comuna fortement occitana, ai tacat a conóisser lo "mond" Òc mec per la question de la música e lhi ai butat qualqui ans a descuèrbe que tant foguesse emportanta aquela cultura liaa a las danças e a las fèstas.
Ental 2009 aviu já partecipat abo aquilhi dal grop Aire d'Ostana a la manifestacion de Carcassona, e m'ero esmavilhat de veire tot aquò. Parelh aqust'an avem decidat d'anar a Tolosa.
La manifestacion es estaa n'explosion de gòi e de vita que se son versaas per las vias de Tolosa: vielhs e mainats, sonadors, manifestants e de gent que passava d'aquí.
Veire la Plaça dal Capitòli borraa de gent e de bandieras que volavon es estat qualcòsa.
Eriam 30.000 a chantar ensem ai Nadau, mas aquò que m'a lo mai enlordit es estat de sentir parlar "a nòstra mòda" a 700 quilomètres da casa e poler sonar e chantar ensem a d'autri. Tot aquò en finfinala disia na còsa: l'Occitània exist!


Elena Malanga
Siu arribaa a la manifestacion de Tolosa a travèrs Piemonte Cultura, un'associacion de Turin que fai la promocion de la cultura occitana en organizant cors de dança de las valadas e d'autri cants, cors d'armòni diatònic, o iniciativas coma la presentacion de libres o viatges en "tèrra occitana", aquela al delai de la desbòina, coma a Tolosa. Piemonte Cultura a bòna capacitat d'agregacion, de trobar la maniera de far e viure ensem d'experienças coma la música e la dança. Fins dal començament es aquò que m'a tochaa e la mesma causa ai trobat a Tolosa. Ai rescontrat de gent que m'a parlat en occitan, bèla que mi lo conoissesse ren, e lor ai dich qu'ero ren occitana mas m'ero avesinaa an aquela cultura per la dança. M'an respondut "alora sies di nòstri" perqué Occitània vòl dir integracion. Es estat jòli de descurbir que una lenga abarona de gent que son en tres estats diferents: Itàlia, França, Espanha (Catalonha); que la lhi a d'escòlas en occitan en França, escòlas que utilizon la pedagogia Freinet, que gava da l'entorn lhi judicis e la competicion mas favorís la cooperacion entre la mainaas e après entre lhi grands. La classa, me ditz Mimi, es pus consideraa un blòc, mas lhi pichòts son vists dins lor individualitat, second lor ritme de creissua. L'Occitània exist, es na tèrra que a d'autras valors, coma las eresias que l'an caracterizaa, de valors de comunança, d'acuelh e tollerança. Es de monde qu'a vuelha d'estar ensem, de balar coma s'es fach dins la desfilada a Tolosa, de sonar e de chantar coma es capitat en Plaça dal Capitòli lo ser dal 31 de març.


Andrea Celauro
Siu partit da Coni amé una granda vuelha de partecipar finalament a la manifestacion Anem Òc a Tolosa, vist que lh'autri ans ero jamai anat. Sabiu ren ben coma anava la causa, mas un'idea l'aviu. Já lo long viatge es istat n'experiença emportanta perqué ai polgut conóisser e barjaquear amé personas que aviu jamai encontraas derant, que tutun sentiu liaas a ieu per na causa fondamentala: la lenga. Aquesta causa l'ai puei retrobaa a major rason a la manifestacion. Da pertot ente anavo trobavo de personas qu'eron francesas e dovravon las mias meteissas paraulas, la pensavon coma ieu, avion la mia meteissa vuèlha de far veire lor liam amé na lenga consideraa depassaa, esquasi mòrta e de onta. Eira pòi dir qu'érem abaronats da 2 valors fondamentals: la solidaritat e la frairança. Sumilha una causa empensabila que italians, francés e espanhols aien tota aquesta frairança e aquesta solidaritat decò se son personas de 3 país deferents liats solament da de emboinas estatalas, que de costuma partatjon. Aquesta causa second ieu es fondamental perqué vol dir que aquestas 3 realtats, que sumilhon deferentas, se reconoisson dins una cultura e dins un territòri comun (que quarq'un ditz, e s'engana, inventat): l'Occitània. Eira, après aquesta experiença e après aver auvit gascons, lengadocians, provençals, limonsins, ecc... parlar d'una realtat comuna, de un'union e sobretot amè la meteissa lenga pòi dir que finalament ai vist que l'Occitania exist decò defòra de nòstras valadas e de nòstra pichòta realtat locala. Pòi dir en efect d'aver vist personas fieras de portar lors drapeus amé la crotz tolosana, personas que demandavon una major atencion a la lenga, personas que volion la lenga a l'escòla, personas que volion aver tutèlas e sobretot personas que eron orgulhosas de parlar la lor lenga e que continuavon a dir continuament: es acabat lo temp de la vergonha, ara comença lo temp de la fiertat.


Floran Corradin (francoprouvensal)
Por des ans j'é acutâ los grants gourous de la dialèctologia piemont-vâldotêna dére de l'occitan coment d'una lengoua morenta, parlâye ren que més de quatro montagnârds tétus, una lengua complètament ètofâye en France. Por tâlament de côps j'é entendu céls entèlèctuals ignorants cèlèbrar l'entèrrament des lengoues ‘pas-dominentes' que, a la fin, je m'éro quâsiment convencu a mè betar en duely.
Pués, présque por hasârd, doux ans fêts, je me su trovâ a Carcassonna u méten d'una fôla imanse plêna de via et de jouyo que cèlèbrâve pas un duely mas una féta et avouéc fôrce recllamâva los drêts por sa lengoua.
Adonc j'é pas possu fare a muens d'alar a Tolosa cet an, a me rejouyir, un côp de més, avouéc l'alégra gent occitana !
Vos lo garantésso los occitans ‘ls ant pas niona envéye d'étre entèrrâs et, u fond de mon cœur, èspèro de vêre un jorn los arpitans s'animar de la méma façon por lo lor francoprovençal.

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