Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n°108 Genoier 2012

Lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano Prof. Mario Monti

Letra al President dal Conselh di Ministres dal govèrn italian, Prof. MARIO MONTI

di Giacomo Lombardo

Lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano Prof. Mario Monti
italiano Al  Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano, Prof. MARIO MONTI
e c.p.c  al Ministro per gli Affari regionali, turismo e sport, Dott. PIERO GNUDI
e al Ministro per i rapporti con il Parlamento, Dott. PIERO GIARDA.

Loro sedi

Chi Le scrive è Sindaco di un piccolissimo comune montano piemontese, Ostana,  di lingua e cultura occitana, situato ai piedi del Monviso, poco distante dalla sorgente del fiume Po.
Il Comune di Ostana contava circa 1300 abitanti negli anni venti del secolo scorso. Le due guerre mondiali, le emigrazioni (prima in Francia poi verso la Torino della FIAT) hanno ridotto la presenza umana nel periodo invernale a solo una decina di persone negli anni novanta. Di contro, la superficie da governare è rimasta la stessa con tutti i problemi idrogeologici e ambientali che l’abbandono ha contribuito a incrementare.
Dopo quasi trent’anni di Amministrazioni Comunali che hanno lavorato per riportare in paese almeno una piccola parte di quella popolazione, ora possiamo dire di aver vinto, se non la guerra, una battaglia, considerando che ad Ostana abitano tutto l’anno circa quaranta persone, delle quali sei sono bambini. In estate gli abitanti sono circa quattrocento e, pur con professioni in parte diverse rispetto a quelle tradizionali, nel paese si è rimessa in moto una sana economia.
La mancanza di una seria politica verso la montagna (quella vera, non le località famose..) ha favorito l’abbandono e la trasformazione del territorio in luoghi degradati lasciati all’arbitrio della natura.
Le alluvioni sono sovente imputate alla cementificazione. Se questo è vero per i fondi valle che ne subiscono le conseguenze (senza che gli amministratori che hanno permesso che si costruisse sugli argini dei fiumi vengano resi responsabili dei disastri) è a monte che bisogna intervenire regolando con accorgimenti appropriati il territorio e il corso delle acque impedendo così che le grandi ed improvvise masse che scendono a valle si trasformino nelle forze devastatrici a cui purtroppo assistiamo sempre più di frequente.
I nostri vecchi con il loro lavoro capillare provvedevano a tutto ciò. Ora noi amministratori facciamo quello che possiamo spesso supplendo alle  scarse risorse a disposizione con il volontariato di amministratori e popolazione e nella maggior parte delle volte (come nel caso di  Ostana) senza percepire alcuna indennità per il servizio istituzionale che prestiamo.
Se i piccoli comuni verranno di fatto eliminati (vedi art. 16 della manovra Tremonti) il presidio di un vitale e fragile territorio verrà a mancare peggiorando la situazione e portando a più gravi disastri.
D’altra parte in Italia la classe politica (specie negli ultimi decenni) ha sovente governato con occhi miopi guardando solo a tamponare, mai a programmare e risolvere con pazienza e lungimiranza i veri problemi: così è molto più facile e le promesse facili attirano applausi. Fino all’alluvione successiva……e alle relative lacrime di coccodrillo.
     segue sul retro
Abbiamo cercato in tutte le maniere di spiegare queste cose agli organi istituzionali, ma nessuno ci ascolta. Si crede di risparmiare accorpando i piccoli comuni. In realtà, ci saranno costi più elevati a seguito delle più grandi superfici da gestire e dei conseguenti maggiori spostamenti del personale e del non coinvolgimento dei residenti locali.
E’ risaputo che l’ente pubblico più è grande più aumenta il proprio tasso di inefficienza.
I risparmi reali si potrebbero ottenere diminuendo l’apparato burocratico a cui i piccoli comuni sono sottoposti. La nostra unica impiegata passa il tempo a rispondere a questionari, a rendiconti, a infinite richieste di certificazioni con interfaccia di programmi ministeriali che sovente non funzionano. Le stesse incombenze di comuni enormemente più grandi!
Alcune funzioni devono essere accorpate nell’ottica di una maggiore efficienza e  risparmio, come d’altra parte abbiamo già fatto nel passato, con buon senso e buon governo, con molte di esse (quelle che hanno valenza sovra comunale) senza che nessuno ce lo imponesse.
Ci aspettavamo che il Suo recente provvedimento intervenisse sul famigerato articolo 16 della manovra di Tremonti: cosa per la quale mi pare ci fosse anche un O.d.G. approvato da un ramo del Parlamento. Così non è stato: non sappiamo se per un disguido o per una precisa volontà.
Io mi auguro ancora che venga annullato in via definitiva l’articolo 16 e che si porti a termine in modo organico una ridefinizione di tutta l’architettura istituzionale in modo da dare equilibrio e competenze ai vari livelli di governo del territorio.
Gli accorpamenti dei comuni avvenuti durante il ventennio fascista hanno avuto conseguenze devastanti e ci hanno insegnato che purtroppo nella pratica il comune più grande prevale sul più piccolo prosciugandolo di risorse a causa della scarsa forza elettorale che rappresenta , indipendentemente dalla virtuosità dello stesso.
Sappiamo che il Suo governo sta preparando una manovra che faccia ripartire l’Italia. La prego di non dimenticare che la montagna rappresenta quasi il 50% del territorio nazionale e che, se ben gestita, può essere fonte di sviluppo, di lavoro, di creazione di ricchezza. A Ostana ormai da due decenni viene favorita una progettualità innovativa in un’ottica di sostenibilità e riequilibrio territoriale che si avvicini agli esempi virtuosi di luoghi dove la montagna è realmente considerata una risorsa. Sopprimere i piccoli comuni significherebbe vanificare una ricchezza conquistata con il lavoro di decenni.
Credo che molteplici realtà come la nostra che scommettono sull’innovazione per preservare e valorizzare un territorio cruciale come quello montano debbano  essere prese in considerazione per immaginare e proporre azioni che facciano realmente crescere l’Italia.
Mi rendo conto che chiederLe un incontro per illustrare nel dettaglio le nostre problematiche (che sono quelle di tanti comuni che hanno lavorato con i nostri medesimi obiettivi e la medesima passione) e gli interventi che sarebbero necessari per portare a termine il nostro progetto possa  apparire fuori dell’ordinario ma ritengo sia mio dovere “provarci”. Sono ovviamente disponibile a incontrare chi Ella volesse delegare per portare anche un briciolo di “pratica quotidianità”, cosa che sovente nei palazzi romani (ma anche in quelli torinesi) è materia sconosciuta.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà riservare a questo modesto appello.
Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

Il Sindaco
Giacomo Lombardo



occitan Al President dal Conselh di Ministres dal govèrn italian, Prof. MARIO MONTI
e c.p.c. Al Ministre per lhi Affars regionals, torisme e espòrt, Doct. PIERO GNUDI
e al Ministre per lhi Rapòrts embe lo Parlament, doct. PIERO GIARDA.

Lors sètis

Qui vos escriu es Séndic d'una pichotíssima comuna de montanha dal Piemont, Ostana, de lenga e cultura occitana, situat ai pè dal Vísol, pauc luenh da la sorgent dal flum Pò.
La comuna d'Ostana comptava pr'aquí 1300 abitants enti ans 20' dal sècle passat. Las doas guèrras mondialas, las emigracions (derant en França, puei vèrs la Turin de la FIAT) an reduch la presença umana dins lo periòde ivernal a ren qu'una desena de personas enti ans '90. Per còntra, la superfiç da governar es restaa la mesma embe tuchi lhi problèmaas idrogeològics e ambientals que l'abandon a contribuït a aumentar.
Après esquasi trent'ans d'administracions comunalas qu'an trabalhat per reportar al país almenc una pichòta part d'aquela populacion, aüra polem dir d'aver ganhat, se ren la guèrra, una batalha, en considerant que a Ostana abiton tot l'an a pauc près quaranta personas, dont sieis son de mainats. D'istat lhi abitants son a pauc près quatre cent e, mesme embe de professions en part diferentas respèct an aquelas tradicionalas, dins lo vilatge s'es rebutaa en marcha una sana economia.
La mancança d'una política seriosa vèrs la mntanha,  (aquela vera, pas las localitat famosas... ) a favorit l'abandon e la transformacion dal territòri dins de luecs degradats laissats al poder de la natura.
Las inondacions son sovent imputaas a la cementificacion. S'aicò es ver per lhi fons de valada que ne'n subisson las consequenças (sensa que lhi administrators qu'an permes que se bastiesse sus las ribas di flums venen renduts responsables di desastres) es amont que chal intervenir en reglant embe de meians apropriats lo territòri e lo cors des aigas en empedient com aquò que que las grandas e improvisas massas que calon aval se transformen en de fòrças devastatritz a las qualas malaürosament assistem sempre pus frequentament.
Nòstri vielhs embe lor trabalh capillar provedion a tot aquò. Mas nosautri administrators fasem çò que polem, sovent en suplent a las escarsas ressorsas a disposicion embe un volontariat d'administrators e de gent dal país e lo mai di bòts (coma dins lo cas d'Ostana) sensa percéber gis d'indemnitat per lo servici institucional que semonem.
Se las pichòtas comunas venerèn de fach eliminaas (ve l'article 16 de la manòvra Tremonti) lo presidi d'un territòri vital e fràgil venerè a mancar en pejorant la situaciuon e menant a de desatres pus graus.
D'autre caire en Itàlia la classa política (sustot enti darriers decennis) a sovent governat embe  d'uelhs miòps en gachant masque a tamponar, jamai a programar e resòlver embe paciença e   clarveiença lhi vers problèmas: parelh es ben pus fàcil e las promessas fàcilas atiron lhi aplaudiments.. Fins a l'inondacion que ven...  e a las relativas larmas de cocodril.

Seguís sal darreire

Avem cerchat en totas manieras d'explicar aquestas causas a lhi organismes institucionals, mas degun nos escòuta. Se cre de resparmiar en acorpant las pichòtas comunas. En realitat, lhi aurè de costs pus elevats coma consequença des pus grandas superfiç da gestir e donc di majors desplaçaments dal personal e mai dal non-coinvolgiment di residents locals.
Se sa que mai l'ent públic es grand, tant pus aumenta son taus d'ineficença. Lhi resparmis reals se polerion obtenir en diminuent l'aparat burocràtic al qual son somesas las pichòtas comunas. Nòstra única emplegaa passa lo temp a respònder a questionaris, rendicòmptes a d'infinias demandas de certificacions embe d'interfaça de programas ministerials que sovent  marchon pas. Las mesmas incombenças de comunas ben pus grandas!
D'unas foncions chal que sien acorpaas dins l'òptica d'una major eficença e resparmi, coma d'autre cant avem já fach dins lo passat, embe bòn sens e bòn govèrn, embe aquelas qu'an valença sobre-comunala sensa que degun nos lo impausesse.
Nos atendíem que son recent provediment intervenesse sal famigerat article 16 de la manòvra Tremonti: regard al qual me pareis que lhi auguesse decò un O.d.G. Aprovat da una brancha dal parlament. Parelh es pas estat.: sabem pas se per un error o una precisa volontat.
M'àuguro encara que vene anullat definitivament l'article 16 e que se pòrte a tèrme d'una maniera orgànica una redefinicion de tota l'arquitectura institucionala en maniera da donar equilibri e competenças ai divèrs livèls de govèrn dal territòri.
Lhi acorpaments des comunas avenguts durant lo ventenni fascista an agut de consequenças desvastantas e nos an mostrat que malaürosament dins la pràctica la comuna mai granda preval sus la pus pichòta en abenant sas ressorsas a causa de l'escarsa fòrça electorala que representa, indipendentament de sa virtuositat.
Sabem que son govèrn es en darreire a preparar una manòvra que face repartir l'Itàlia. Vos prego de pas desmentiar que la montanha representa esquasi lo 50% dal territòri nacional e que, se ben gestiam pòl èsser una font de desvolopament, de trabalh, d'enrichiment. A Ostana d'aura enlai despuei vint ans ven favoria una projectualitat innovativa dins un'optica de sostenibilitat e riequilibri territorial que s'apròche a lhi exèmples virtuós de luecs ente la montanha es consideraa per da bòn una ressorsa. Suprímer las pichòtas comunas significaria rénder vana una richessa conquistaa embe lo trabalh de desenas d'ans.
Creo que de nombrosas realitats coma la nòstra qu'escometon sus l'innovacion per preservar
e valorizar un territòri crucial coma la montanha deven èsser pilhaas en consideracion per imaginar e propausar d'accions que facen realament créisser l'Itàlia.
Me rendo còmpte que vos demandar un encòntre per illustrar dins lo detalh nòstras problemàticas (que son aquelas de tantas comunas qu'an trabalhat embe nòstri mesmes objectius e la mesma passion) e lhi intervents que serion necessaris per portar a tèrme nòstre projèct pòle paréisser fòra de l'ordinari, mas creo que sie mon dever “lhi provar”. Siu clarament disponbible a rescontrar qui vos volguéssetz delegar per menar decò una briseta de “pràctica quotidiana”, causa que sovent dins lhi palais romans (mas tanben dins aquilhi turinés) es matèria desconoissua.
Vos remercio a l'avança per l'atencion que volerètz reservar an aqueste modèst apèl.
Cordials saluts e augúris de bòn trabalh

Lo Séndic
Giacomo Lombardo

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