Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n°108 Genoier 2012

Incantesimi di masche e di lupi

Enchantaments de maschas e lops

Sortilegi, metamorfosi in animali e malefici stregonici nell'immaginario popolare di una vallata alpina
di Barbara Salerno

Incantesimi di masche e di lupi
italiano Masche, mascun, lup ravass, spirit fulèt, feje, servan, burgniffu, giamerru: sono questi alcuni dei personaggi che popolano le pagine di "Incantesimi di masche e di lupi. Sortilegi, metamorfosi in animali e malefici stregonici nell'immaginario popolare di una vallata alpina".
Dopo i primi volumi dedicati all'astro lunare ed alle pratiche e ai rituali connessi al tempo atmosferico, è stato pubblicato il quarto volume della Collana dedicata agli studi ed alle ricerche che Lidia Dutto ha condotto nella valle Pesio "con l'intento di trascrivere un patrimonio di cultura, di pratiche, di azioni e di visioni del mondo che sta scomparendo a grandi passi".
Il metodo della raccolta dei dati è quello dell'intervista in profondità sulla base di questionari semi-strutturati somministrati, a partire dagli anni Novanta sino ad oggi, ai testimoni della tradizione orale di età compresa tra i 75 e i 100 anni residenti in borgate e frazioni dell'alta valle Pesio e nel capoluogo.
Le voci dei testimoni intessono  la trama del libro, mentre la lucida analisi di Lidia Dutto cuce insieme le interviste in una sorta di dialogo polifonico, ridando vita a un immaginario collettivo abitato da creature, più o meno reali, che si credeva "fossero portatrici di eventi nefasti e che, oltre al potere di trasformarsi in gatto, cane, gallina, maiale, ecc., avessero il potere di rovinare i raccolti, far svenire gli sposi in chiesa, far ammalare le persone, rapire neonati e bambini". Spesso erano donne appartenenti alla comunità che "conducevano una doppia vita", che sapevano "far di fisica"; un solo "svier" era sufficiente per "ammascare" la vittima; le si poteva incontrare per lo più nelle ore notturne, coperte di stracci, con un fazzoletto legato in testa o completamente vestite di bianco, sedute in prossimità di crocicchi, fontane o altro. Si aggiravano nel buio per compiere malefici, per questo si doveva ritirare il bucato di neonati e bambini prima del "sopraggiungere della rugiada notturna" e rientrare a casa con i rintocchi dell'Ave Maria.
Rituali e scongiuri venivano praticati e recitati per proteggersi dal "male", come la benedizione del bestiame e delle stalle il giorno della Candelora; l'abitudine di lasciare fuori dalla porta una falce; e sulle finestre delle forbici aperte...
Gesti e formule, proverbi e leggende, masche e servan, ricordi e paure rivivono nelle pagine del libro, il tutto orchestrato magistralmente dalla prospettiva eclettica e polivalente della sociologa Lidia Dutto. 
Lidia Dutto è autrice di altri 3 libri, editi in collaborazione con la Chambra d’òc: Quando la legna di veste da prete, l’Epatta sapere segreto, Chiamar la pioggia, chiamare il sole.
Li potete trovare e ordinare in www.chambradoc.it
occitan Masche, mascun, lup ravass, spirit fulèt, feje, servan, burgniffu, giamerru: son aquesti d'una si personatges que pòpulon las pàginas de "Incantesimi di masche e di lupi. Sortilegi, metamorfosi in animali e malefici stregonici nell'immaginario popolare di una vallata alpina".
Après lhi premiers volums dedicats a l'astre lunar e a las pràcticas e ai rituals liats al temp atmosfèric, es estat publiat lo quart volum de la colana dedicaa a lhi estudis e a las recèrchas que Lidia Dutto a menat en Val Pes “embe l'intencion de trascriure un patrimòni de cultura, de pràcticas, d'accions e de visions dal mond qu'es en tren d'avalir a grands pas”.
Lo metòde dal rechampament di dats es aquel de l'entrevista en fonzor sus la basa de questionaris semi-estructurats soministrats, a partir da lhi ans '90 fins encuei, ai testimònis de la tradicion orala d'un atge comprés entre lhi 75 e lhi 100 ans residents dins de ruaas de la Val Pes e dins lo cap-luec.
Las vòutz di testimònis enteisson la trama dal libre, dal temp que la lúcida anàlisi de Lidia Dutto cos ensem las entrevistas dins una sòrta de diàlog polifònic, en redonant vita a un'imaginari collectiu abitat da creaturas, mai o menc realas, que se creïa “foguesson portairas d'eveniments nefasts e que, en mai dal poder de se transformar en chat, chan, jalina, corrin, etc., auguesson lo poder de gastar las recòltas, far esvenir lhi espós en gleisa, far tombar malatas las personas, rapir lhi enfants e lhi pichòts”. Sovent eron de fremas a partenentas a la comunitat “que menavon una dobla vita”, que sabion “far de física”; un solet “svier” era sufisent per emmaschar la víctima; én polia las rescontrar lo mai sovent de nuech, cubèrtas d'estraç, embe un mochet liat en tèsta o vestias totas de blanc, assetaas da pè de croseaments, fònts o autre. Roavon dins l'escur per far de maleficis, pr'aquò én devia retirar la leissia di neonats e di filhets derant que “arribesse la rosaa nocturna” e rintrar a maison embe colps de L'Ave maria.
Rituals e esconjur venion practicats e recitats per se protéger dal “mal”, coma la benedicion dal bestiam e di estables lo jorn de la Candelora; la costuma de laissar fòra de la pòrta un dalh; e sus las fenèstras d'estesoiras dubèrtas...
Gèsts e formulas, provèrbis e legendas, maschas e sarvans, recòrds e paors tornon viure dins las pàginas dal libre, lo tot orquestrat magistralament da la prospectiva ecléctica e polivalenta de la sociòloga Lidia Dutto.
Lidia Dutto es autritz d'autri 3 libres, editats en collaboracion embe la Chambra d'òc: Quando la legna di veste da prete, l’Epatta sapere segreto, Chiamar la pioggia, chiamare il sole.
Lhi poletz trobar e ordinar en  www.chambradoc.it




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