Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n°108 Genoier 2012

I ladini bellunesi
Vivono in uno dei comprensori alpini più belli del mondo

I ladign de la provinzia de Belum
I vif nte un di pì biei loc alpini de l mondo

Intervista a Danilo Marmolada di Marco Viola

I ladini bellunesi Vivono in uno dei comprensori alpini più belli del mondo
italiano 1. Chi è Danilo Marmolada e quanti sono i ladini bellunesi, che vivono in uno dei comprensori alpini più belli al mondo?

Sono un componente dell'Union Ladina Val Biois, territorialmente interessante 5 comuni dell'Alto Agordino: Falcade, ove risiedo, Canale d'Agordo, Vallada Agordina, Cencenighe Agordino e San Tomaso Agordino. Le Unioni Ladine sono accorpate in Sezioni e la Sezione Val Biois, assieme ad altre 8 Sezioni ladine dell'Alto Bellunese sono accorpate nella Federazione dei Ladini Dolomitici della regione Veneto, di cui sono attualmente vice presidente. L'area ladina della provincia di Belluno (215.000 abitanti e 69 comuni) corrisponde alla sua parte alta, ove si trovano i 2/3 delle Dolomiti, e più precisamente corrispondente alle aree dell'Agordino, Zoldo, Cadore con il Comelico. Si tratta di 38 comuni e circa 60.000 abitanti. A questo c'è da aggiungere il comune di Sappada a minoranza germanofona.

2. I ladini delle Dolomiti costituiscono probabilmente una delle minoranze linguistiche più frammentate in Italia, divisi come sono fra tre province, due autonome e una ordinaria, due regioni anche queste una autonoma e una ordinaria, sparsi nelle piccole e isolate valli dolomitiche e soggetti a tre sistemi molto diversi di tutela. Che cosa fate voi per mantenere viva la vostra lingua, per affermare il vostro diritto ad usarla? Che livello di garanzia per i diritti linguistici esiste in provincia di Belluno? Quale presenza del ladino nelle scuole, nelle amministrazioni pubbliche, nell'informazione? 
I ladini Dolomitici abitano le Valli Gardena e Badia in provincia di Bolzano, Valle di Fassa in provincia di Trento e la parte alta della provincia di Belluno. A nord est della provincia di Belluno vi sono 3 comuni che sono stati accorpati per motivi geografici alla provincia di Belluno nel 1923 e di fatto staccati dall'ex Tirolo austriaco (quindi Trento e Bolzano). Si tratta dei comuni di Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia (da sempre appartenuti al Tirolo) e Cortina d'Ampezzo (di storia cadorina sino al 1511 e poi passata al Tirolo). I ladini ex-tirolesi della Val di Fassa, Val Gardena, Val Badia e di questi 3 comuni oggi bellunesi sono accorpati in un'associazione denomiata Union Generèla di Ladins dla Dolomites, con scopo di rappresentanza anche politica. Gli stessi 3 comuni oggi bellunesi, hanno una doppia appartenenza con gli altri ladini della provincia di Belluno, nella Federazione citata.
Certo soprattutto la provincia di Bolzano, ma anche Trento, ad autonomia speciale, ha potuto attuare politiche di tutela serie a 360°, compreso garantire rappresentatività politica alla minoranza e finanziare attività e strutture atte a dare pari dignità al popolo ladino. La provincia di Belluno, a statuto ordinario, composta da circa 215.000 abitanti di cui circa 60.000 ladini, unica interamente montana, su circa 4.800.000 di veneti, non ha sostanzialmente rappresentatività politica e men che meno come minoranza ladina. Finanziariamente, la regione Veneto, garantisce solo circa 100.000 € l'anno, erogati alla Federazione, per finanziare i progetti delle singole Union Ladine operanti sul territorio di 38 comuni.
Oltre la cospicua attività culturale promossa dalle singole Union Ladine, pur con pochi aiuti, sul territorio operano 2 Istituti culturali, uno per i 3 comuni bellunesi ex-tirolesi e uno per tutti gli altri 35 comuni ladino-bellunesi. Questi Istituti sono finanziati tramite i fondi erogati in base alla legge nazionale n. 482/99, a progetto, ed in parte supportati da fondi della provincia e delle comunità montane di rappresentanza. La riduzione dei finanziamenti sulla legge n. 482/99, la probabile abolizione delle province ordinarie, la ridotta disponibilità di fondi da parte degli enti, minaccia la stessa sopravvivenza di questi Istituti che tanto hanno operato in questi anni anche nella scuola. Tanto è affidato al volontariato delle Union Ladine, nate dagli anni '80 in poi, ed altre associazioni culturali (gruppi musicali, di teatro, musei....). 

 

3. Più un'identità è divisa sul piano amministrativo, storico e culturale e più fa fatica a resistere alla globalizzazione:  l'unità ladina dolomitica, che rafforzerebbe le chances di affermazione identitaria, è un mito o un tabù? 

Personalmente ritengo che, certo, ci sono differenze di tipo storico ed amministrativo, ma dal punto di vista identitario-culturale, sono più le cose che ci accomunano che quelle che ci distinguono. Purtroppo sino ad ora è prevalsa la divisione dettata più che altro da motivi di "potere" politico e di capacità finanziaria. Quando bene o male tutti stiamo bene, vengono esaltati gli aspetti che ci differenziano, l'individualità; la necessità invece evoca il bisogno di aggregazione, di aiuto reciproco, di forza.
Però, questo periodo di crisi economica internazionale va a minare anche lo status delle autonomie speciali e l'economia turistica delle valli dolomitiche in maniera pesante. Se allarghiamo gli orizzonti dalla sfera identitaria e linguistica ladina, all'economia di queste aree e quindi alla possibilità di continuare a lavorare e risiedere nelle vallate dolomitiche, fondamentale per il mantenimento anche della lingua ed identità ladina, credo ci sarà sempre più la necessità di fare rete tra tutte e tre le province dolomitiche e più in generale con tutti i territori alpini. Assieme possiamo tentare di essere rappresentativi a livello nazionale-europeo, rivendicando forme di autogoverno necessarie ai territori montani. Per una serie di motivi, sempre più si percepisce la necessità per lo status delle autonomie speciali di allargare gli orizzonti al di fuori dei propri confini per politiche comuni a comune vantaggio e quindi ..... a potenziale beneficio anche della vitalità dell'identità ladina delle Dolomiti.


4. E su questo tema, i pronunciamenti referendari dei comuni ladini storici per passare alla Regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol e la recente prospettiva di abolizione delle Province lasciano intravedere la possibilità di scenari diversi. Cosa ne pensa? 

Sono convinto che, se la regione Veneto avesse avuto più attenzione nei confronti della provincia montana Bellunese, riconoscendo vere forme di autogoverno, non ci sarebbe stata la volontà secessionista di alcuni comuni per staccarsi dal Veneto nell'intento di entrare a far parte di territori oggi ad autonomia speciale (3 comuni ex-tirolesi con la provincia di Bolzano, Lamon e Sovramonte con il Trentino e Sappada con la provincia di Udine, regione Friuli Venezia Giulia). Oggi a complicare tutta la questione c'è anche l'abolizione delle province a statuto ordinario, togliendo quel poco di rappresentatività che aveva di fatto la provincia di Belluno a livello veneto e nazionale. Il quadro si aggrava ulteriormente a causa di una politica dei partiti ormai non più in grado di rispondere alle esigenze di un territorio periferico e difficile, e che ha portato addirittura ad un commissariamento della provincia. Le comunità Bellunesi e ladine in particolare minate da spopolamento, crisi del manifatturiero ed ora anche dell'intera economia compresa quella turistica, rischiano seriamente la frammentazione e di assumere decisioni autonome scollegate e verosimilmente lesive per tutti. In questa situazione estremamente grave si sta sempre più affermando un Movimento politico autonomista trasversale, ma apartitico, che vede il mondo ladino impegnato assieme al rimanente territorio Bellunese, in azioni volte a rivendicare più rappresentatività, cercando agganci per progetti politico-economici ad utilità reciproca con le vicine province di Trento e Bolzano, e che ha come obiettivo finale la costituzione di una regione Dolomitica: movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti. In questo contesto non esiste una linea tracciata e tutto è difficile, ma .....non sembra ci siano alternative all'azione che parta dal basso e quindi dalla gente.

ladino 1. Elo chi Danilo Marmolada e quanti eli i ladign beluga che vif nte un di pì biei loc alpini de l mondo?

Faze part dela Union Ladina Val Biois, zinc comugn de l Alto Agordin: Falciade, onde che staghe, Canal, Valada, Zenzenighe e San Tomas. Le Union Ladine auna le forma le Seziogn e chela dela Val del Biois auna co altre òt de la banda de sora de Belum le fà part de la Federazion di ladins de le Dolomites inze l Veneto, onde che adès son vice predidente. I ladign de la provinzia de Belum (215.000 abitanti e 69 comugn) ie logai su la banda alta , onde che se cata i 2/3 dele Dolomiti e pì co precision descoron de l'Agordin, Zoldo, el cadore col Comelico. Le 38 comugncon zirca 60.000 abitanti. A chesti le da mete donta el comun todesc de Sapada.

2. I ladign de le Dolomiti ie fòrsi una de le "minoranze linguistiche" taliane pì desvalive, che vif en trèi provinzie, doi autonome e una ordinaria, doi regiogn, una autonoma e una ordinaria, rostognai e logai en piciole e strente vai, con tutele desvalive.
Feo chiè par mancenì el vòst descore, el vòst patuà e par podei dorala? Che tutèle esistelo en provinzia de Belum? Quant vienlo dorà el ladin ntele scòle, nte la publica aministrazion, nte l informazion?

I ladign de le Dolomiti ie logai nte le vai de Gardena e Badia en provinzia de Boldan, Val de Fasa en provinzia de Trento e nte la banda alta dela provinzia de Belum. A confin con Trento e Boldan se cata trèi comugn, che dal 1923 ie stat destacai dal ex-Tiròl e metui en provinzia de Belum. Le i comugn de Fodom, Còl (da semper Tiròl) e Cortina (de stòria cadorina enfin al 1511 e domai dopo pasada al Tiròl). I ladign gardenèr, badiòt, fasagn e de stì trèi comugn belumat fà part de la Union Generèla di Ladins de la Dolomites, che fà anca politica. I trèi comugn belumat pena nominai co chi altri comugn ladign de Belum i fà part de la Federazion di Ladins de la Dolomites inze l Veneto.
Le provinzie autonome de Boldan e Trento ià podù tutelà saurì i ladign nte tut chel che ocorea; i gà dat rapresentatività politica, schèi pa struture e altro valc che a servì par fà si chi ladign no fuse manco de nogugn.
La provinzia de Belum, a statuto ordinario, de zirca 215.000 abitanti  e de chisti zirca 60.000 ladign, unica tuta en montagna, su zirca 4.800.000 veneti, politicamente la conta poc pì de nia e manco che manco i ladign.
La region del Veneto par i ladign la garantis domai 100.000 € l'an ala Federazion, che la le gira ale Union Ladine dei 38 comugn.
A l tant che fà le Union Ladine dal punto de vista cultural se donta chel che vien fat dai doi Istituti culturai; un en rapresentanza dei trèi comugn de l'ex-Tiròl e che l'altro par tut el rèst dei ladign de Belum.
Stì Istituti i se finaziea co la lege n. 482/99 su progeti e par en calche valc dat da la provinzia e da le comunità montane. La riduzion di schèi su la lege n. 482/99, forsi l'abolizion de le provinzie a statuto ordinario, i pochi schèi che oramai ià a disposizion stì enti, no permet de vardà fòra bèl par el doman de stì Istituti che tant ià laorà anca co la scòla. Encora na vòlta tant dipendarà dal laoro fat debant da le Union Ladine, nasude dal '80 en cà e da altre asociaziogn culturai (grupi de musica, de tater, musei .....).

3. Par i ladign, avei aministraziogn, stòria e cultura rostognada fòra, vol dì fà pì fadiga a avei reson su la globalizazion: i ladign de le Dolomiti e la so identità, si fuse auna, i avarie en doman pì segur e pì fòrza, elo nà strada che se pol fa o elo pì el campanil che conta? 

Pense che zerto aon diferenze de stòria e de aministrazion, ma che se vardon ale radis de la nòsta identità, sie pì chel che aon auna co chele altre valade dolomitiche che chel che ne difereziea. Cogno dì che enfin adès el podei e i schèi ià fat si che sie stat pì division che rèst. Cande che pì o manco se pol vive polit, val pì chel che aon de diferente; el bisogn enveze met auna e torna de valor el piodec.
Adès cambia, la crisi economica internazional la zeda de mete n danocio el "status delle autonomie speciali" e l'economia del turismo de intiere vai dolomitiche.
Se vardon davant fòra ala question ladina e don a vede ale reson par podei seguità a vive nte sti loc, crede che ocore saldo de pì vardà de se mete auna tra de provinzie dolomitiche  e slargala a tute la alpi. Domai auna podon pensà de podei contà de pì a livel nazional-europeo e vanzà reson de "autogoverno" de stì loc tant biei ma defizili da vive. Par tuta nà reson se capis che le deventà l temp par le "autonomie speciali" de vardà saldo de pì sora i confin, par politiche a bon pòrt par tuti........e anca par el da venì del ladin e di ladign de le Dolomiti.

4. Su stà tematica, i referendum di comugn de l vegie Tiròl par pasà ala region Trentino-Alto Adige/Suedtirol e la decision fata da poc de abolì le provinzie a statuto ordinario, cambia l piat sun taola. Ghen penselo chè? 

Son par crede che se la region del Veneto l avese bù pì atenzion par l'autonomia de Belum, no fuse stat dei comugn che avese fat di referendum par sen dì dal Vento verso provizie o regiogn ad autonomia speciale.
Encoi a complicà tuta la question le l'abolizion de le provinzie a statuto ordinario; vien a mancà anca chel poc che se contea a livèl regionale nazional. Se donta i partiti nazionai che pì no ie bogn de responde ai bisogn de sto canton de mondo fòra via e che adiritura  ie stat bogn de portà an "commissariamento" de stà provinzia. I Belumat e soraldut i ladign, saldo en manco su par ste vai e co la crisi del laoro, i zeda dasen de se divide fòra e ogn un par sò con ciole decision che segur no le porta a nia de bon par nogugn. A stà situazion grieva, la saldo pì os en Movimento par l'autonomia lontan dai partiti, che met auna i ladign de le vai e la basa de Belum, par move fòra iniziative politiche e economiche par stà tèra, anca co le provinzie de Trento e Boldan e che là co le n ultima fin chela de fà deventà la regione Dolmitica; le l movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti. Nte stà situazion somea no sie altre strade da ciapà, se nò chela pì erta e strenta che part dala dent.




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