Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2011

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Nòvas n°106 Novembre 2011

I nuovi barbari

Lhi nòus barbars

66 Comuni appartenenti all'area di minoranza linguistica storica occitana verranno soppressi

di Giacomo Lombardo


 

I nuovi barbari
italiano

Come definire diversamente una classe politica che distrugge con un decreto più di mille comuni italiani spazzando via una storia millenaria che ha contribuito a rendere unica e irrepetibile questa sofferente Italia?

Nulla è peggio di chi legifera senza conoscere la materia sulla quale interviene e quindi sulle conseguenze che ne possono derivare. Nel nostro caso, l'eliminazione di 66 comuni appartenenti all'area linguistica occitana, vanifica il grande lavoro fatto in questi ultimi 30-40 anni da migliaia di amministratori e/o operatori culturali che hanno cercato disperatamente di arrestare l'esodo dai loro paesi e invertire un situazione economica-culturale sempre più disastrosa che sembrava non avere limiti al peggio.

Negli ultimi anni si è assistito lentamente ad un'inversione di tendenza che cominciava a farci sperare: un lento ripopolamento , una economia sana che si andava formando, una nuova socialità e presa di coscienza culturale, una nuova voglia di essere protagonisti e costruttori della propria vita e del proprio futuro.

Ora l'articolo 16 della manovra finanziaria dello scorso mese di agosto, definitivamente approvata dal Parlamento, con la Legge 148 del 14 settembre scorso, ha messo fine a queste speranze attraverso il tentativo di sopprimere i Comuni sotto i 1000 abitanti..

E' vero che formalmente i comuni non vengono soppressi (come paventato in un primo momento) ma di fatto lo saranno in quanto si toglierà agli stessi la possibilità di gestire i propri bilanci (e quindi i relativi indirizzi socio-economici) mediante una forzosa unione  che approverà un superbilancio comprendente quelli di tutti i comuni associati. Cosa ne verrà fuori non lo sa nessuno ma certamente all'interno di questo nuovo organismo ci saranno contrasti a non finire e le conseguenze non potranno che essere esiziali per i comuni più deboli e, soprattutto,  saranno demotivati gli amministratori che ora capillarmente governano le municipalità con amore e rispetto delle generazioni che li hanno preceduti..

E' anche vero che un comma dell'articolo prevede che i comuni che entro il 31/10/2012 eserciteranno le funzioni (ma non si sa quali..) in forma associata non saranno soggetti ai vincoli di cui sopra ma è anche vero che ciò avverrà attraverso una attestazione che i comuni dovranno mandare al ministero dell'interno dimostrando i miglioramenti di efficienza (?) realizzati attraverso convenzioni (quali e con chi visto che i comuni più grandi non avranno alcuna voglia di farsi carico dei problemi di quelli piccoli).

Il Ministero si esprimerà su questo attestato in un incredibile ritorno di centralismo burocratico e di perdita di autonomia da parte dei Comuni.

A portare avanti questa "riforma" sono stati i ministri della lega (tra cui quel Calderoli autore di questa "legge porcata"  che ha privato il cittadino di scegliere i propri rappresentanti al Parlamento) che continuano a sbandierare "proclami per la truppa" pieni di falsità solo per "sfamare" i propri elettori che non sono in grado, o non vogliono, vedere il bluff.  Calderoli (Ministro per la semplificazione burocratica) afferma di aver eliminato 30.000 leggi mentre in realtà i vincoli e la burocrazia sono aumentati e i comuni stanno annegando in mezzo ad un mare di carta.

A nulla sono valse le grandi mobilitazioni dei sindaci di tutta Italia: il governo ha tirato dritto.

Ora la Regione Piemonte, attraverso una presa di posizione dell'assessore Maccanti, ha comunicato la volontà della giunta Cota di eliminare le Comunità Montane. Fanno gola i 20 milioni di euro che le stesse gestivano (su trasferimenti dalla Regione) che potranno prendere la via della pianura.

Ci sarebbero altre cose da dire ma mi pare di poter chiudere con alcune considerazioni/interrogazioni.

E' possibile che questa deludente classe politica non sappia che metà del territorio italiano è costituito da aree montane per cui è inconcepibile non considerarle (anzi penalizzarle sempre di più!) nella politica nazionale e nel governo del territorio attivando le risorse che la impreziosiscono?

E' possibile che vengano calpestati vari articoli della Costituzione Italiana senza che questo generi scandalo e reazioni diffuse?

E' possibile che la cultura italiana non abbia levato voce (a parte mi sembra Gramellini )  e non sia rimasta scandalizzata dalla prospettiva di una futura mancanza di tutela (ciò avverrà se scomparirà l'autonomia comunale) di quell'immenso patrimonio storico, culturale, ambientale, rappresentato e tutelato e promozionato dalle municipalità?

E' possibile che si vada ad eliminare quel grande e prezioso volontariato rappresentato dagli amministratori dei piccoli comuni che fanno da collante in situazioni a volte al limite della tragedia?

 

Evidentemente per molti parlamentari è impensabile che sindaci, assessori, consiglieri, possano lavorare gratis o quasi: sono situazioni alle quali non sono abituati! La maggior parte di loro sono parlamentari per esclusivo interesse personale!

E quindi giù la mannaia con lo scopo dichiarato di risparmiare sui costi della politica (che in realtà riguarda loro: gli intoccabili!) mentre la loro ignoranza delle cose non gli permette di capire che in realtà sarà l'esatto contrario.

In Italia più gli enti pubblici sono grandi meno sono efficienti.

 

occitan

Coma definir diversament una classa política que destrui embe un decret passa mila comunas italianas en escobant un'istòria millenària qu'a contribuït a rénder única e irrepetibla aquesta Itàlia sofrenta?

Ren es pieis de qui legífera sensa conóisser la matèria sus la quala interven e donc sus las consequenças que ne'n pòlon derivar. Dins nòstre cas, l'eliminacion de 66 comunas apartenentass a l'àrea linguística occitana, rend van un grand trabalh fach ent aquesti darriers 30-40 ans da de mila administrators e/o operators culturalas qu'an cerchat desperatament d'arrestar l'exòde da los vilatges e d'enversar una situacion econòmica-culturala sempre mai desastrosa que semelhasva pas aver de límits al pieis. Enti darriers ans s'es assistit lentament a un'inversion de tendença que començava a nos far esperar: un lent repoplament, un'economia sana que s'anava formant, una nòva socialitat e presa de consciença culturala, una nòva vuelha d'èsser protagonistas e contructors de sa vita e de son avenir.

Aüra l'article 16 de la manòvra financiària dal mes d'avost passat, aprovaa definitivament dal parlament, embe la lei 148 dal 14 de setembre passat, a butat fin an aquestas esperanças a travèrs lo temptatiu de suprímer las comunas en dessot di 1000 abitants.

Es ver que formanlment las comunas venon pas suprimuas (coma crenhut dins un premier moment), mas de fach lo serèn dal moment que se levarè ai mesmes la possibilitat de gestir lhi siei bilanç (e donc las retivas orientacions sòcio-econòmicas) a travèrs una union forçaa qu'aprovarè un bilanç un superbilanç que compren aquilhi de totas las comunas associaas. Çò que ne'n sortirè degun lo sa, mas certament dedins aqueste novèl organisme lhi aurè de contrasts a non finir e las consequenças polerèn ren qu'èsser  fatalas per las comunas pus feblas e, sustot, serèn demotivats lhi administrators que aüra governon capillarament las municipalitats embe amor e respèct des generacions que lhi an preceduts.

Es decò ver que un còmma de l'article prevé que las comunas que d'aicí al 31/10/2012 exercitarèn las foncions (mas se sa ren qualas...) en forma associaa serèn pas subjèctas a las contrenchas dus dichas, mas es decò ver que aquò se passarè a travèrs un'atestacion que las comunas deurèn mandar al ministèri de l'intèrn en demostrant lhi melhoraments d'eficença (?) realizats a travèrs de convencions (qualas e embe qui, vist que las comunas mai grandas aurèn gis de vuelha de se far charja di problèmas d'aquelas pichòtas).Lo ministeri s'exprimerè sus aquesta atestacion dins un incredible retorn de centralisme burocràtic e de pèrda d'autonomia da part de las comunas.

A menar anant aquesta "reforma" son estats lhi ministres de la Lega (dont Calderoli, autor d'aquela "lei porcada" qu'a privat lo citadin de chausir si representants al parlament) que contínuon a expausar de "proclamas per la tropa" plens de faussetats masque per "norrir" lhi siei electors que son pas en estat, o vòlon pas, veire lo bluff. Calderoli (Ministre per la simplificacion burocràtica) afèrma d'aver eliminat 30.000 leis dal temp que las constrenchas e la burocracia son aumentats e las comunas son en tren de near dins una mar de papier.

A ren a valgut las grandas mobilitacions di séndics de tota Itàlia: lo govèrn a tirat drech.

Aüra la Region Piemon   t, a travèrs una presa de posicion de l'assessor Maccanti, a comunicat la volontat de la jonta Cota d'eliminar las Comunitats Montanas. Fan gola lhi 20 milions que gestion (sus de trasferiments da la Region) que polerèn prene la dralha de la planura.

Lhi auria d'autras caussas a dir, mas me semelha de poler sarrar embe qualquas consideracions/interrogacions.

Es possible qu'aquesta deludenta classa política sàpie ren que la meitat dal territòri italian es de montanha, pr'aquò es inconcepible  pas les considerar (al contrari las penalizar sempre de mai) dins la política nacionala e dins lo govèrn dal territòri en activant las ressorsas que l'enrichisson?

Es possible que veneb pistats mai d'un articles de la Constitucion Italiana sensa qu'aquò suscite d'escandal e de reacion difusas?

Es possible que la cultura italiana aie pas levat la vòutz (fòra Gramellini, me semelha) e sie pas restaa escandalizaa da la prospectiva d'una futura mancança de tutèla (çò que l'arribarè se despareisserè l'autonomia locala) d'aquel immen patrimòni istòric, cultural, ambiental representat e tutelat e promocionat da las municipalitats?

Es possible que se vane eliminar aquel grand e preciós volontariat representat da lhi admnistrators des pichòtas comunas que fan da colant en de situacions de bòt que lhi a près de la tragèdia?

 

Evidentament per ben de parlamentars es impensable que de séndics, assessors, conselhiers pòlen trabalhar geatis o esquasi: son de situacions a las qualas son acostumats! La major part de lor son de parlamentars per lo solet interès personal!

E donc jú l'àpia embe la mira declaraa de resparmiar sus lhi costs de la política (qu'en realitat regarda lor: lhi entochables) mentre que lor ignorança de las causas lhi empachas de comprene qu'en realitat serè l'exact contrari.

En Itàlia mai lhi ents públic son grand menc son eficients.


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