Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2011

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Nòvas n° 100 Abril 2011

Un altro mondo accanto.

Un autre monde a costat

Testimonianza dal Giappone della nostra collaboratrice
Naoko Sano, Nagoya

Un altro mondo accanto.
italiano Oggi, il 28 di marzo i ciliegi hanno iniziato a fiorire a Tokyo. Normalmente, nel mese di marzo, i media parlano delle date di previsione della fioritura dei ciliegi, della diffusione del polline dei cipressi (in Giappone molte persone sono allergiche al polline!) nello spazio dedicato alle previsioni del tempo. Questa primavera, a seguito del terremoto, i media hanno dovuto aggiungere altri argomenti quale ad esempio gli orari in cui l'elettricità verrà limitata e forniscono le informazioni sullo stato dei trasporti pubblici che circolano solo al 70-80% nella regione di Tokyo (Kanto). Tendono a dare queste ultime notizie come se appartenessero ad una sfera di normalità.
Dopo il terremoto, per una settimana, i media non parlavano d'altro che di questo argomento. Tutte le catene televisive hanno diffuso programmi speciali 24h/24h. All'inizio trasmettevano molte immagini dello tsunami. Abbiamo appreso l'ampiezza del disastro ma non sappiamo il numero dei morti e dei dispersi perchè il disastro è stato troppo grande e troppo grave. Poi hanno iniziato a dare i nomi dei sopravissuti, la localizzazione dei rifugi, i punti dove trovare acqua e alimenti, e poi a parlare delle difficolta della vita dei rifugiati. E alla fine è arrivato l'avvenimento riguardante le centrali nucleari. Francamente, questo problema non era importante nei primi giorni perchè c'erano troppe altre urgenze. Ma dopo le esplosioni è divenuto veramente il problema maggiore. Tutti hanno sentito che qualcosa era completamente cambiato nella società. Il "3.11" è diventata una data cruciale come il "9.11", almeno per i Giapponesi.
Ma l'atmosfera è strana. Una settimana dopo, le televisioni sono tornate alla "normalità" e diffondono i soliti programmi assurdi. Nagoya, dove vivo, è lontana dalle zone sinistrate, e tutto è calmo e tranquillo come sempre. Si è verificata qualche piccola scossa di terremoto e qualche mancanza materiale, ma non ci sono stati dei grandi problemi. Nella Regione di Tokyo, la situazione è più difficile (mancanza di elettricità, carenza nei di trasporti pubblici, chiusura delle botteghe e delle fabbriche...), ma la vita continua "come se nulla fosse avvenuto".
La popolazione prova un grande sentimento di compassione e di solidarietà per i sinistrati, sono stati raccolti milioni di milioni di yen, cibo, vestiti, etc. E soprattutto, abbiamo una grande inquietudine e paura per le centrali nucleari. Abbiamo anche un sentimento di collera nei confronti del governo e dei proprietari delle centrali nucleari (TEPCO) per la loro voluta negligenza nel fornire informazioni. Ma accanto a aquesto sentimento, dobbiamo constatare che la grande autostrada principale che è a 50 km dalla centrale è stata ricostruita subito dopo il terremoto, e ora la circolazione già funziona a pieno ritmo per portare il materiale al nord, nelle zone colpite dallo tsunami. Sarà anche vero che siamo tanquilli e coraggiosi: niente panico, niente proteste, niente manifestazioni, nessun cambiamento....Nessun cambiamento?... Ora, la gente ha compreso che qualcosa è completamente cambiato nella società e che è necessario cambiare qualcosa per ricostruirla... Ma come fare?
A Nagoya, tutto è normale, la vita moderna "elettrica" continua come sempre. Ma nello schermo televisivo, passano molte immagini di gente che ha perso tutto, e che sono ancora in una situazione miserevole, senza acqua, senza gas, senza elettricità. Nello schermo della televisione, il fumo si alza dalle centrali nucelari completamente distrutte. Un altro mondo è apparso davanti a noi, accanto a noi, noi lo sentiamo in modo forte. Ma questo mondo è "accanto", non è il "nostro" mondo, non ancora. Non dobbiamo farci prendere da questo mondo, non dobbiamo farci prendere dal panico, bisogna che guardiamo la situazione con sangue freddo, per mantenere in piedi la società. Ma quale società?
Anche nei media, ci sono i due mondi: le televisioni, i grandi giornali dicono che "questo momento non è ancora grave, non è ancora critico..." ma non dicono quale sia il livello critico... Adesso abbiamo ben compreso che i "grandi" media sono troppo manipolati, per esempio, non avevano mai pronunciato le parole "meltdown" e "plutonium" fino ad ora. Solo il 28 marzo, i mass media hanno annunciato che il plutonio è stato rilevato sul suolo nelle centrali... Ma accanto, nel mondo "virtuale": i siti internet, i twitter, parlano di danni dovuti alla radioattività e delle altre centrali nucelari nel Giappone, di crisi economica e politica con un tono per nulla rassicurante. Nel mondo virtuale, c'è gente in panico, che grida e rumoreggia. Non sappiamo più dove stia la verità, cosa bisogna fare, dove ci porterà tutto questo. Non siamo tranquilli, siamo come paralizzati.
A Nagoya, tutto è tranquillo come sempre. I ciliegi fioriranno a giorni (al momento in cui pubblichiamo questo articolo sono in realtà già fioriti). La loro fioritura avviene con qualche giorno di ritardo rispetto all'anno scorso, perchè quest'anno l'inverno è stato freddo. Sentiamo che la primavera è in arrivo, nel nostro mondo....E il mondo accanto?

occitan Uèi, lo 28 de març, los cerièrs an començat s'espelir a Tokyo. Normalament, lo mes de març, tots los medias parlan de la prevision de la floridura dels cerièrs, e tanben de la difusion del pòllen dels ciprès (al Japon i a fòrça gens que an alergia als pòllens!) dins lo mesme temps de la prevision de la meteo. Dins aqueste moment, los medias parlan tanben de l'orari de la copadura de l'electricitat e tanben los infos trafics dels tranports comuns que circulan pas que al 70-80% dins la region de Tokyo (Kanto), coma se era una causa normala.
Pendent una setmana après lo terratrema, los medias parlavan pas que d'aquò. Totas las cadenas de las televisions an difusat las emissions especialas 24h/24h. D'en premier, i avia un baron d'images del tsunami. Nos calguet saber l'ample del desastre, mas sabem mesme pas lo nombre dels morts e dels desapareissuts, perqué era trop grand e trop greu. E après, an començat de parlar dels subrevivents, las adreiças dels refugis, los punts per trobar de l'aiga o l'alimentacion, e puèi, de parlar de la dificultats de la vida dels refugiats... E a la fin, l'eveniment de las centralas nuclearas es arribat. Francament dire, aqueste problema èra pas capital dins los premiers jorns, perqué i avia trop de causas urgentas. Mas après las explosions, es devegut vertadierament magèr. Tot lo monde an sentit que qualquaren a completament cambiat dins la societat. Lo "11.3" es devengut una data cruciala coma "11.9" al mens per los Japoneses.
Mas i a una atmosfèra un pauc estranja. Una setmana après, las televisions son tornadas "normalas", e difusan las normalas emissions absurdas. Nagoya, onte demòri, es luenh de las zònas sinistradas, e tot es calme e tranquille coma totjorn. I avia qualques pichòts terratremas e qualques mancas materials, mas pas de grands problèmas. Dins la Region de Tokyo, la situacion es mai dificila (copadura d'electricitat, manca dels transports comuns, barraduras de las botegas e de las fabricas...), mas las vidas continuan "comme si de rien n'était".
Las populacions an lo grand sentiment de compassion e de solidaritat per los sinistrats, amassem ja de millions de millions de yens de caritat, e tanben d'alimentacion, d'abilhaments, etc. E subretot, avem una granda inquietud e paur per las centralas nuclearas. Avem tanben un sentiment de colèra per lo governament e la proprietat de las centralas nuclearas (TEPCO) que nos balhan pas totas las informacions. Mas a costat d'aqueste sentiment, la granda autorota principala que es a 50 km de las centralas es estada reconstruïda sul pic après lo terratrema, e ara i a una circulacion continua per portar los materials al nòrd, a las zònas naufradas per lo tsunami. Es benlèu vertat que sem ben tranquilles e coratjoses: pas de panics, pas de trebolums, pas de manifestacions, pas de cambiaments....Pas de cambiaments? Ara, tot lo monde an comprés que i a qualquaren de completament cambiat dins la societat, e que cal cambiar qualquaren per la reconstruïr... Mas cossí?
A Nagoya, tot es normal, la vida moderna "electrica" contunha totjorn. Mas dins l'ecran de la television, i a força gens que an tot perdut, e que son encara dins la situacion miserabla, sens aiga, sens gaz, sens electricitat. Dins l'ecran de la television, la fumada s'escapa de las centralas nuclearas completament destruïdas. I a un autre monde qu'es apareissut davant nosautres, a costat de nosautres, nos lo sentissem fòrt. Mas aqueste monde es "a costat", es pas lo "nòstre" monde, pas encara. Cal pas estre prés dins aqueste monde, cal pas estre dins la panica, cal gardar lo sang freg, per mantenir la societat. Mas quina societat?
Dins los medias, tanben, i a dos mondes: las televisions, los grands jornals dison sonque "aqueste moment es pas encara greu, es pas encara critic..." mas dison pas jamai qual es lo nivèl es critic...Avem ara ben comprés que los "grands" medias son trop mestrejats, per exemple, avian pas jamai prononciat los mots «meltdown» e «plutonium» fins uèi. Lo 28 de març, los infos an anonciat que lo plutonium es estat detectat sul sòl dins las centralas. Mas a costat, dins lo monde "virtual", los sitis internets, los twitters, parlan del dangièr del radioactiu e d'autras centralas nuclearas dins lo Japon, de la crisis economica e politica d'un ton tresvirat. Dins lo monde virtual, i a de gens panicats, que cridassan, que espandisson de rumors falses. Sabem pas pus que es la veritat, que cal far, per de que far. Sem pas tranquilles, mas sem un pauc paralizats. A Nagoya, tot es tranquille coma totjorn. Los cerièrs van s'espelir dins dos jorns. Es un pauc mai tard que l'an passat, perqué aqueste ivèrn èra freg. Sentissem ben que la prima es arribada, dins lo nòstre monde.... E lo monde a costat?




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