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Nòvas n.113 Junh 2012

Lou francoprouvensal d'in li tein de internet: ORB2

Il francoprovenzale nell'era di internet: ORB2

Lou francoprouvensal d'in li tein de internet: ORB2
franco-provenzale

Lou tsatél de la marqueza Adelaide disando 26 è dimèindza 27 de mai ou l’ot aieu in seminaře que ou senhe ina data ampourtan per la minouřansa francoprovensal. Se sot que la lèinga francoprovensal lhet èibrizaa an diverseus varianti, que fan la veřa riquesa dla lèinga, ma souveun soun ina barieřa per la comprensioun èicrita tra li parlan. D’in setis an le comunità francoprovensal ian trouvà avé l’adzut de vèiřo de lèinguista li pi vario sistema d’èicrituřa parafonetica ( couman èicrio) avé lou risultato de izoulese col coumée.

Incué que la tecnologia lhe nou permét de counservé è trasmetre li soun de notra lèinga, fachil è lèsto, fot per forsa avé in sistema d’èicrituřa pratic per tot lou teritoře. Quinze an fét Dominique Stich ou l’aprestave ina sinhificativa proposta per l’èicrituřa per douné a lh’èicritou francoprovensal in rifeřimeun ortografic per aumenté la coumprensioun èicrita tra le diverseus comounità. De segù sa proposta, d’in li tèin deloun milhouřà, lhot trouva in gran counsens, se peut diře que li tre quart de seun que pase desù internet et èicrit d’in sa sistema.

Lou sandic Gemma Amprino lhe riceve li partesipan è li vèiřo aministratou preseun è lhe iouvre li travalh è lh’anterveun de le autorità. L’Asesou de la Provincia de Touiřin Ugo Perone ou deut de la vivacità dle minouranseus ma ou marque lou besouèin de unitàa è de coumprensioun èicrita. Per la regioun Piemoun porte li salut lou counsilhie Gianfranco Novero, sare li salut de le autorità lou presideun de la comounità Valsuiza e Sangoun Sandro Plano. Lou seminaře de Souiza ou l’et anseřìi din lou programma de formasioun de la Provincia de Touiřin è finansia da la ledze 482, la dzournà aprestà da tsambra francoprovensal.

Lou cors natuřal de evolusioun de la lèinga ou damande in pas pi amoun que la richerca dialettologica loucal è ou nou porte dret a in sistema normalizàa, couman per aoutro capità per tot le minouřanseus de lèinga. Lou Proufesou Jean Baptiste Martin, respounsablo de la lèinga francoprovensal per lou dipartimeun Rhone-Alpes ou l’aprove notroun proudzét ma ampenha dèifeřeun ou mande ina letrò de condivisioun de obietivo que vien lèizu a l’asemblea.

L’èicritou valdotèin Floran Corradin ou coumanse li travalh d’in soun bèl francoprovensal è ou l’aspiegue lou besouèin de pasè a in sistema per la comprensioun èicrita tra touit li francoprovensal, preun la pařola Dominique Stich que ou parle de soun gran travalh. Travalh que ou duře da vint’an, ou pase a travè veiřo de publicasioun per arivé aou voucaboulaře è a sa manieřa de anouvrelo an rete.

Countinue li travalh lou proufesou Eric Varnay de Lioun è dou proufesou Jaques Munir de Losanna. Apré portoun lez-esperieunse Christiane Dunoyer, diretris du Centre René Williem de Saint Nicolas, lou proufesou Alain Favre de la Savoia, Nicole Margot da la Svisera, Diego Lucianaz madzistre du Brel valdoustan, Claudio Santacroce dle Val de Lans è sare lh’anterveun Matteo Ghiotto de la Val Souiza.

Lou seminře ou l’ot travalha avé lou senhal wireless fournì da Gabriele Giovine de Informatica &computer pařie onhi anerveun ou l’ot anouvrà in support an linea è dispouniblo an tèin real.

La salute de notra lèinga lhet pa bien bèin è arivè a in sistema d’èicrituřa ortografic coundiviz et inevitabil. Se in tèin la lèinga lhe se parlave maque d’in lou paì ařò capite deloun de meno è si que parloun sou aspatařa per tot lou teritoře francoprovensal; se parle desù facebook, twitter e se travalhe tsu li social network . Ma an que manheřa èicrieun? D’in le varian semifonetiqueus principal ( genre, brel, conflans), o pedzo d’in le tanteus anvensioun loucal o in sistema codificà ?

La risposta et maque inò. Se anvente pa ina lèinga nueva, lou travalh de Stich ou valute tot lez-implicasioun de la lèinga è ou preun le prinsipal carateristiqueus de tot lou teritoře, et segù que foot pa abandouné le varian loucal è nhanca le trascrisioun fonetiqueus, et clař que in sistema ou matze pa l’aoutro. An bien de caz le varian semifonetiqueus deivoun coumplementé l’ortografia de refeuřeunse.

La Dimèindza se iouvre li dibatito, onhidun deut la suò per amelhouře lou sistema d’èicrituřa, se travalhe an rete desù lou tresor arpitan, lou voucaboulaře que ou l’arbate le diverseus varian loucal è que ou l’et netsesaře per èicriře d’in lou sistema supradialetal. La fin di travalh lhe coumbine que lou sistema ou l’et valid alouřa vaieřeun de anouvrelo per la coumunicasion èicrita, le situasioun fourmal, la leteřatuřa mentre per touit li dzort abandouneun pa notra lèinga maternela.

italiano Il Castello della marchesa Adelaide sabato 26 e domenica 27 maggio ha ospitato un convegno che segnerà una data importante per la minoranza linguistica francoprovenzale. È cosa risaputa che la lingua francoprovenzale è sbriciolata in diversi varianti, queste costituiscono la ricchezza autentica della lingua, ma rappresentano sovente un ostacolo frustrante alla comprensione scritta tra i suoi locutori. In questi anni le comunità francoprovenzali hanno sviluppato, con l’aiuto di valenti dialettologi, le più svariate grafie parafonetiche, con lo spiacevole risultato di isolare ancora di più il loro parlare e le loro comunità.

Oggi, che le nuove tecnologie ci permettono di conservare e trasmettere i suoni dei nostri dialetti in modo semplice e immediato, è giocoforza avere una scrittura efficace per tutto il dominio linguistico. Quindici anni fa Dominique Stich preparava una prima significativa proposta di scrittura con l’intenzione di dare agli scrittori francoprovenzali un punto di riferimento ortografico che potesse aiutare a migliorare la comprensione della lingua scritta tra le differenti comunità parlanti. Sicuramente questa proposta, successivamente migliorata ha ottenuto un gran successo, si può dire che i trequarti della produzione francoprovenzale su internet utilizza il sistema di Stich. Il sindaco Gemma Amprino accoglie i partecipanti ed i molti amministratori valsusini intervenuti ed apre gli interventi delle autorità. L’assessore della Provincia di Torino Ugo Perone parla della vivacità del mondo delle minoranze di lingua ma rimarca l’importanza di unione e comprensione scritta. Per la regione Piemonte porta i saluti il consigliere Gianfranco Novero conclude il saluto delle autorità il presidente della comunità montana Sandro Plano. Il convegno di Susa è inserito nel programma di formazione della provincia di Torino e finanziato dalla legge 482, La giornata di studio è organizzata dalla tsambra francoprovensal .

Il corso naturale di evoluzione della lingua francoprovenzale evidenzia la necessità di un passo successivo alla ricerca dialettologia locale e porta alla necessità di una scrittura normalizzata, come per altro è successo per tutte le minoranze di lingua. Il professor Jan Baptiste Martin, responsabile della lingua francoprovenzale per il dipartimento di Rhone-Alpes approva il nostro progetto ma essendo impegnato in un altro convegno invia la lettera di condivisione di obiettivi e questa viene letta all’assemblea. Il convegno si svolge completamente in lingua francoprovenzale. Il saggista e scrittore valdostano Floran Corradin introduce i lavori nella sua variante valdostana e motivando la necessità odierna di comprensione scritta per le diverse varianti di lingua passa la parola al professore Dominique Stich che illustra la sua opera. Lavoro linguistico di ricerca che dura da venti anni e comprende diverse pubblicazioni per arrivare al dizionario ed al suo utilizzo in rete.

Seguono nella giornata gli interventi del professor Eric Varnay da Lione e del professor Jaques Munir da Losanna . Portano le loro esperienze Cristiane Dunoyer, direttrice del centre Rene Williem di Saint Nicolas, l’insegnante Alain Favre della Savoia, Nicole Margot dalla Svizzera, Diego Lucianaz insegnante di lingua francoprovenzale per il Brel valdostano e Claudio Santacroce per le valli di Lanzo chiude gli interventi Matteo Ghiotto valsusino.

Il convegno ha sfruttato la copertura wireless fornita da Gabriele Giovine di Informatica & computer ed ogni intervento ha avuto supporto didattico caricato on line e disponibile in tempo reale. La salute della lingua francoprovenzale non è ottima ed è un corso inevitabile arrivare ad un sistema di scrittura ortografico condiviso. Se un tempo la lingua si parlava nel proprio villaggio ora non succede quasi più, la lingua è sempre meno utilizzata ed i pochi locutori sono sparsi su tutto il territorio francoprovenzale; ci si parla su facebook, twitter e si utilizzano i vari social network. Ma in che modo si scrive? Nelle varianti semifonetiche principali ( Genre, Conflans, Brel), nelle infinite invenzioni locali o in un sistema ortografico codificato? La risposta è una sola. Non si inventa una lingua nuova, il lavoro di Stich valuta tutte le implicazioni della lingua e riunisce tutte le caratteristiche dell’area, sicuramente non si devono abbandonare le varianti locali e neanche le trascrizioni fonetiche è ben chiaro che un sistema non preclude l’altro. In alcuni casi le varianti semifonetiche saranno indispensabili per affiancare la scrittura di referenza.

La giornata di domenica si apre al dibattito e ciascuno esprime le sue idee per il miglioramento del sistema di scrittura, si lavora sul tresor arpitan, il dizionario che raccoglie gran parte delle varianti locali ed è indispensabile per scrivere nel sistema sopradialettale. La fine dei lavori stabilisce che questo sistema è valido quindi si vedrà di utilizzarlo sempre di più per la comunicazione scritta e per le situazioni formali, per la letteratura francoprovenzale mentre per la comunicazione informale non abbandoneremo i nostri dialetti materni.


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