Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2012

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Nòvas n.113 Junh 2012

Disando 2 dzunh: Tsant’an tsamin & Carovana Balacaval

Sabato 2 giugno: Tsant’an tsamin & carovana balacaval

Disando 2 dzunh: Tsant’an tsamin & Carovana Balacaval
franco-provenzale

La tersa edisioun de tsant’an tsamin coumbeus de Suiza a scapit de le bruteus previsioun di dzort devan lhe trove ina bèla dzournà de soulouelh ma in bleuc tsaoud è tòf. Nou trouveun a 9.30 tsu la plasa de Fouřé, li chaminaire arivoun a grup è ormai acoutumà tsartsoun li voulantin dle tsansoun da Francesca Bussolotti, dou spourtèl de lèinga 482 de la Provincia de Touiřin. Francesca lhe fournit touit lez-anfourmasioun de la dzournà è lhe done li gadgets aprestà.

Carcun iot tsaminà a tot le edisioun tanqu’ét que le tsansoun soun d’in lou repertoře de la tsansoun tsantà, la pi anouvrà et « li sounalhé de Moumpantia », poie an clasifica la creasioun nueva dou grup folk de Sèin Dzeuře « chin chat n’chuc », è rezistoun li tantis cré di cou da « le fie d’Vindroulere, Ameun p’lou crét di Cou ad Anout è Bà »

Lou tort ou l’et ampenhativ, se tsamine desù li vieleut de lh’orridi è se traverse le riserveus natuřal, area mediteranea d’in le mountanheus. Lou madzistre Gigi Ubaudi ou regole le voue dou coro è devan partre se tsante inò dle pi facil « babina » lou travalh dou madzistre ou l’et pa facil, seun ina stantèina, et ina bèla coural pa facil da coumandé. Ina luèindza fila lhe part an diresioun de Fausemagne per ina duřa salita, arivà devan la tsapela se countinue l’insenhameun dle tsansoun, è se capit subit que seřot pa facil rispeté li tèin, tante dzeun pařie raleunte lou pas è bèiseun d’in la gordza de fausemagne avé gran ritard.

A travé de Pieřa Blèintsa è Loran, se tsante ma lou tof ou ralente la martsa, ariveun aou Molé can deivian èitre a Pavalhoun.. detsideun de mindzé aou Molé è d’acorde avé l’asesou Ambra Canepa que lhe nouz-ateundet a Pavalhoun per li salut se detside de bèise diretameun a Tsanouc per lou vieleut de lh’orridi. Eivreun li zaino devan lou batsas, se tsante, se bale è apré la vizita aou tortz dou Molé se bèise per li vieleut.

Guideus de la dzournà Enzo Chiapusso e Liliana Vair nou portoun tsu vieleut è tsamin dle vinheus seunsa toutsé asfalt a Sèin Dzeuře an perfet ouřaře. An plasa Micellone la carovana Balacaval ansèin lou grup folk de Sèin Dzeuře ateundoun la comitiva avé lou vicesandic Luca Giai tra le caroseus aprestà. La couřal lhe regale ai preseun ina tsansoun nueva, tsantà per lou permie cool, è apré lhe continue avé “chin chat n’chouc” tsantà veiřo de col touit ansèin, apré se tsante tot le tsansoun dou repertoře de tsant’an tsamin.

Tsant’an tsamin et ina formula que lhe founsione, pèina fořa di gran tsamin trouveun ina valada catsà, la comitiva de tsant’an tsamin lhot trouvà de post bél è servadzo a due pas da la civiltà aieun tsantà antounà è diversameun antounà. Carovana Balacaval lhe sare lou tort an Val Souiza avé la dzournà de tsant’an tsamin.

Gran sutsès, spetacoul nuva è bien anteřesan, gran muzican, atou e cartounie tsu li drèt tsamin de valsouiza; bèin atsetà l’adzut dou tratou de la quemouna de Matie. Tsant’an tsamin e carovana Balacaval ian agrega le dzeun anouvran la lèinga è anouvranla aou pas di tèin. Atrouplan queme in col se rèizone asé anouvran tot seun que lou progres ou nou done avé counhisioun.

Disando 2 dzunh la comounità de Sèin dzeuře lhot ouspità tsant’an tsamin è lhot tsantà ansèin, la cort de carovana balacaval et in post per ité ansèin. Lou prodzèt de li spourtel de lèinga itineřan ou l’ét bèin anteřesan Vayeus, Vilar, Mounpantia, Matie è Sèin Dzeuře ian ouspità la carovana è li spourtél an manieřa esemplař. La lèinga francoprovensal lhe eziste è lhe coumanse a sortre da li localismo per èitre anouvrà, tsantà, parlà da ina coumunità pi lardza ma que lhot li mèimo valou.

italiano

La terza edizione di tsant’an tsamin valli di Susa a dispetto delle previsioni meteo nefaste dei media scopre una bella giornata di sole ma calda ed afosa, in tre edizioni, tre diverse condizioni climatiche. Appuntamento alle 9.30 sulla piazzetta di Foresto, i camminatori arrivano a gruppi ed ormai è consuetudine, ognuno si procura il volantino con i testi delle canzoni da Francesca Bussolotti, sportellista del progetto 482 lingue madri della provincia di Torino. La sportellista fornisce a tutti le varie informazioni sulla giornata e distribuisce i vari gadgets.

Alcuni hanno partecipato a tutte le edizioni ed ormai le canzoni francoprovenzali del nostro territorio sono entrate nell’archivio delle canzoni che si cantano, la più gettonata è “ li sounalhé “ di Mompantero, sale però in classifica la nuova creazione del gruppo folk di San Giorio “ Cin chat n’chouc” e resistono i vari “ cree di cou” dai pezzi de le fie d’Vindroulere, Ameun p’lou crét di Cou ad Anout è Bà.

La camminata è impegnativa, si percorre il sentiero degli orridi e si attraversano le riserve naturali, area di influenza mediterranea in mezzo alle montagne. Il maestro Gigi Ubaudi organizza le voci del coro e precede la partenza l’esecuzione di una delle melodie più facili “ Babina” Il compito del maestro non è semplice i cantori camminatori sono una settantina, ha così a disposizione una bella corale non facile da gestire. Una lunga fila indiana parte in direzione Falcimagne per la dura salita, davanti alla chiesetta della piccola frazione si prosegue con l’esecuzione e l’insegnamento dei brani, ci si rende subito conto che su sentieri simili sarà difficile rispettare i tempi, il folto numero di partecipanti costringe a marcia lenta ed il gruppo imbocca lo splendido orrido di Falcemagne con forte ritardo sulla tabella di marcia. Si attraversano le frazioni di Pietra Bianca e Lorano, si canta ma il gran caldo rallenta il cammino, si raggiunge il Molè quando nella tabella di marcia si doveva essere a Pavaglione.. si decide di pranzare al Molè e in accordo con l’assessore Ambra Canepa di Chianocco che attendeva la comitiva per un saluto a Pavaglione si decide di scendere nel sentiero dell’orrido direttamente su Chianocco dal Molé. Pranzo al sacco nella piazzetta della fresca fontana, danze e canti, dopo la visita al torchio del Molè i cantori scendono per il sentiero. Guide della giornata ed esperti del territorio Enzo e Liliana guidano il gruppo su sentieri e carrarecce e senza toccare asfalto da Chianocco la comitiva raggiunge San Giorio in perfetto orario. Nella piazza Micellone la carovana Balacaval ed il gruppo folk di San Giorio aspettano i cantori camminatori affiancati dal vice sindaco Luca Giai tra le carrozze per questo predisposte. La corale di San Giorio offre ai presenti in anteprima assoluta una canzone inedita e prosegue con “ chin chat e n’chouc” di seguito ripetuta con i camminatori e successivamente, tutti assieme, si provano tutte le canzoni del repertorio di Tsant’an tsamin.

Tsant’an tsamin è una formula che funziona, appena si esce dalle grandi rotte delle strade principali la valle diventa sconosciuta, la comitiva scopre antri e sentieri bellissimi, selvaggi e integri a due passi dalla civiltà, si canta tutti assieme, intonati e diversamente intonati. Carovana Balacaval ha praticamente concluso il suo tour in valle con un grande successo, spettacoli nuovi e molto interessanti, grandi musicisti, attori e conducenti attacchi anche sulle salite ( e discese ) del nostro territorio. Anche se con piccolo aiuto del trattore del comune di Mattie. Tsant’an tsamin e carovana Balacaval sono un bel binomio hanno coinvolto la gente utilizzando la lingua in momenti di aggregazione ed utilizzo del francoprovenzale in modo attuale ed al passo con i tempi. A passo lento si riflette pur utilizzando con cognizione tutto quello che il progresso ci offre.

La comunità di San Giorio ha ricevuto i cantori camminatori e cantato con loro, il cortile di carovana Balacaval è una piazzetta di ritrovo, un posto per stare insieme. Il progetto degli sportelli linguistici itineranti è molto interessante Vaie, Villarfocchiardo, Mompantero, Mattie e San Giorio, hanno ospitato la carovana in modo esemplare. La lingua francoprovenzale esiste ancora e comincia ad uscire dai localismi per essere utilizzata, parlata e cantata da una comunità più larga ma unita dagli stessi valori.


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