italianoIn questa nona puntata dell'inchiesta Nòva arquitectura occitana vogliamo affrontare un tema che crediamo strategicamente importante per la formazione di una maggiore consapevolezza architettonica e paesaggistica delle valli occitane. Tra gli esempi di valore e interesse, non ci sono infatti solamente le borgate storiche recuperate (come ad esempio Usseaux e Ostana, le cui esperienze sono state raccontate in puntate precedenti) o alcuni progetti architettonici esemplari. Negli ultimi anni le vallate sono state interessate ad esempio dalla realizzazione di diverse strutture museali, il cui ruolo nella direzione della valorizzazione architettonica e paesaggistica delle terre alte occitane ci pare essere rilevante. Da due punti di vista. In primis sotto l'aspetto culturale: all'interno di alcuni di questi musei sono contenuti dei percorsi tematici che ci portano a riflettere sull'importanza dell'architettura e del paesaggio nella caratterizzazione delle valli occitane. Inoltre, alcune di queste strutture museali hanno valore non solo per i loro contenuti, ma anche in virtù della loro intrinseca qualità architettonica e di allestimento, e quindi possono contribuire a diffondere - tra i visitatori ma anche tra gli abitanti delle valli - una cultura del fare e del costruire dalle valenze innovative. La prima struttura di cui vogliamo parlare è il percorso multimediale "Montagna in movimento", ospitato negli spazi dell'ottocentesco forte carloalbertino di Vinadio, in valle Stura. Il percorso, inaugurato nel 2007, sebbene sia aperto soltanto durante la bella stagione, vede un afflusso annuale che supera i diecimila visitatori paganti. Numeri non di poco conto, per la realtà delle valli occitane piemontesi. Il progetto, realizzato grazie ai finanziamenti della Regione Piemonte, è stato messo a punto da una squadra composita: un comitato scientifico di esperti e docenti universitari che ha focalizzato i contenuti del museo, dei giovani architetti che hanno curato con sensibilità il recupero del forte, e il gruppo di scenografi-allestitori di Studio Azzurro che ha "costruito" il vero e proprio percorso multimediale. Attraversando le sale del forte, arricchite dai dispositivi multimediali di Studio Azzurro, viene progressivamente a costruirsi nella mente del visitatore un'immagine estremamente ricca e articolata - e lontana dai luoghi comuni - del territorio delle valli occitane. Geografia delle vallate, storia, lingua, musica, mestieri, tradizioni, ma anche alpinismo, turismo, modernità, spopolamento e rinascita contemporanea, sono i capisaldi del percorso museale. Ovviamente non poteva mancare la parte dedicata all'architettura e al paesaggio storico, con la descrizione delle borgate, delle tecnologie costruttive, delle sistemazioni dei campi e dei corsi d'acqua. Un percorso insomma nella storia e nella cultura occitana alpina di grande emozione e fascino. Questo "racconto" del mondo occitano trova riscontro anche nei caratteri dell'architettura del luogo. Consapevolmente, e correttamente, si è scelto di dare vita a un recupero dei locali del forte dal carattere minimalista, cercando di mantenere il più possibile la natura originaria del luogo. Si cammina quindi tra muri in pietra, su lastricati di lose o battuti di terra. Unici elementi aggiunti sono i dispositivi multimediali, l'illuminazione, gli scarni arredi per l'esposizione di oggetti e fotografie, i quali sono in buona parte in metallo arrugginito, materiale che bene si accoppia alla materialità della pietra. Una scelta, quella fatta per il forte di Vinadio, ben diversa ad esempio da quella compiuta per il forte di Bard in Valle d'Aosta, dove il recupero architettonico (non l'allestimento venuto successivamente) ha portato alla formazione di uno spazio museale asettico e omologato che potrebbe essere collocato in qualunque posto del pianeta. Lo spirito minimalista e la grande attenzione per i luoghi che hanno guidato il restauro del forte di Vinadio indicano invece la strada di un modus operandi di qualità che dovrebbe essere utilizzato sia per il recupero delle borgate storiche, sia per le costruzioni ex novo. Oltre a "Montagna in movimento", che sicuramente rappresenta anche in termini quantitativi il caso museale più rilevante per l'area occitana, vi sono poi altre esperienze museali di grande interesse realizzate recentemente nelle vallate. Parliamo ad esempio del "Museo della Civiltà della Segale" a Sant'Anna di Valdieri in valle Gesso e dell'"Ecomuseo della pastorizia" a Pontebernardo in valle Stura. Due realtà museali che occupano spazi fisici contenuti e che affrontano temi tradizionali, ma in modo innovativo e con rigore scientifico, riuscendo al tempo stesso a essere divulgative e comprensibili a ogni tipo di pubblico. Anche in questo caso attraverso la storia della coltivazione e degli usi della segale, o seguendo le vie della transumanza, emerge con forza il tema del paesaggio della montagna occitana, il suo essere costituito da pochi ma significativi elementi: le borgate e le case, le sistemazioni agricole ed idrauliche, i sentieri e le mulattiere. Un paesaggio che nasceva non per obiettivi estetici, ma in rapporto alle esigenze di vita e talvolta di sopravvivenza delle popolazioni locali. Un paesaggio storico di cui però oggi noi apprezziamo anche la qualità formale, il suo minimalismo, la sua essenzialità, così lontana dai modi di fare del mondo presente. Anche in questo caso, il valore di questi due musei non sta solamente in ciò che illustrano, ma anche in virtù della loro qualità architettonica e di allestimento. Interni architettonici e allestimenti che hanno la capacità di conciliare la storia con la contemporaneità, utilizzando soluzioni semplici ma di carattere innovativo. Da questo punto di vista il tema della segale apre a diverse suggestioni, aprendo un ponte tra passato e futuro proprio in virtù dei suoi possibili utilizzi ecosostenibili. Ovviamente queste tre esperienze di valle Stura e valle Gesso non riassumono l'intera gamma delle recenti realizzazioni museali nelle vallate occitane. Si potrebbe citare ad esempio il caso dell'"Ecomuseo Feltrificio Crumière" a Villar in valle Pellice, che vede un forte coinvolgimento della comunità locale, o ancora il recentissimo e visitatissimo "Centro faunistico Uomini e Lupi" in valle Gesso, soprattutto per ciò che concerne l'allestimento della sede di Entracque. In fondo è anche attraverso queste esperienze che passa la rinascita delle valli occitane.
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Dins aqueste noven episòdi de l'enquèsta "Nòva arquitectura occitana" volem afrontar un tèma que creiem estrategicament important per la formacion d'una major consciença arquitectònica e païsatgística des valadas occitanas. Entre lhi exèmples de valor e d'interès, lhi a pas masque de fach las ruaas istòricas recuperaas (coma Usseaus e Ostana, per exemple, dont las experienças son estaas contiaas dins lhi episòdis precedents), d'uns projècts arquitectònics exemplars. Enti darriers ans las valadas son estaas interessaas per expemple da la realizacion de divèrsas estructuras musealas, dont lo ròtle dins la direccion de la valorizacion arquitectònica e païsatgística de las autas tèrras occitanas nos pareis considerable da dui ponch de vista. D'en premier sot l'aspèct cultural: dedins qualqu'un d'aquesti musèus son contenguts de percors temàtics que nos pòrton a reflécter sus l'importança de l'arquitectura e dal païsatge dins la caracterizacion des valadas occitanas. De mai, d'unas d'aquestas estructuras musealas an de valor ren masque per lors contenguts, mas decò en vertut de lor intrínseca qualitat arquitectònica e d'alestiment, e donc pòlon contribuïr a difónder - entre lhi visitaires, mas tanben entre lhi abitants de las valadas - una cultura dal far e dal bastir da las valors innovativas. La premiera estructura dont volem parlar es lo percors multimedial. "Montagna in movimento", ospitat dedins lhi espacis dal fòrt Albertin dal sècle XIX de Vinai, en Val d'Estura. Lo percors, inaugurat ental 2007, ben que sie dubèrt masque durant la bèla sason, ve un'afluença anuala que sobra lhi dètz mila visitaire pagants. De numres pas de ren, per la realitat des valadas occitanas. Lo projèct, realizat gràcias ai financiaments de la Region Piemont, es estat mes a ponch da un'equipa compòsita: un comitat scientífic d'expèrts e de docents universitaris qu'a focalizat lhi contenguts dal musèu, de joves arquitècts qu'an curat embe sensibilitat lo recuperament dal fòrt, e lo grop de scenografs-alestitors de Studio Azzurro qu'a "bastit" un ver e pròpri percors multimedial. En atraversant las salas dal fòrt, enrichias dai dispositius multimedials de Studio Azzurro, ven progresssivament se construïr dedins la ment dal visitaire un'image extremament richa e articulaa - e luenha dai luecs comuns - dal territòri des valadas occitanas. Geografia de las valadas, istòria, lenga, música, mestiers, tradicions, mas decò alpinisme, torisme, modernitat, despoplament e renaissença contemporànea, son las marcas dal percors museal. Clarament polia pas mancar la part dedicaa a l'arquitectura e al païsatge istòric, embe la descripcion des ruaas, des tecnologias constructivas, des sistemacions di champs e cors d'aiga. En soma, un percors dins l'istòria e la cultura occitana alpina de granda emocion e charme. Aqueste "racònte" dal mond occitan tròba rescòntre decò dins lhi caràcters de l'arquitectura dal luec. Conscientement, e correctament, s'es cernut de donar vita a un recuperament di locals dal fòrt dal caràcter minimalista, en cerchant de gardar lo pus possible la natura originària dal luec. Én chamina donc entre murs de peira, sus calatats de lausas o batuts de tèrra. Lhi solets elements jontats son lhi dispositius multimedials, l'illuminacion, lhi despulhats decòrs per l'exposicion d'objècts e fotografias, que son en bòna part de metal enrulhit, material que ben s'acobla a la materialitat de la peira. Una chausia, aquela facha per lo fòrt de Vinai, ben diferenta per exemple d'aquela complia per lo fòrt de Bard en Val d'Aosta, ente lo recuperament arquitectònic (ren l'alestiment vengut successivament) a menat a la formacion d'un espaci museal aséptic e omologat que poleria èsser collocat en qual se sie lueia de la planeta. L'esperit minimalista e la granda atencion per lhi luecs qu'an caracterizat lo restaure dal fòrt deVinai marcon per contra un biais de far que deuria èsser utilizat sia per lo recuperament des ruaas istòricas, sia per lhi edificis ex novo. En mai de "Montagna in movimento", que segurament representa mesme en tèrmes qualitatius lo cas museal mai remarcable per l'àrea occitana, lhi a puei d'autras experienças musealas de grand interès realizaas recentament dins las valadas. Parlem per exèmple de l'"Ecomusèu de la Civiltat de la Sèel" a Sant'Ana de Vaudier en val Ges e de l'"Ecomusèu de la pastorícia" a Pontbernard en Val d'Estura. Doas realitats musealas qu'ocupon d'espacis físics modèsts e qu'afronton de tèmas tradicionals, mas d'un biais innovatiu e embe rigor scientífic, en arribant dal mesme temp a èsser divulgativas e comprensiblas a chasque tipe de públic. Decò en aqueste cas, a travèrs l'istòria de la cultivacion e de lhi usatges de la sèel, o en seguent las vias de la transumança, salh embe fòrça lo tèma dal païsatge de la montanha occitana, son èsser constituït da gaire mas significatius elements: las ruaas e las maisons, las sistemeacions agrícolas e idràulicas, lhi viòls e las mulatieras. Un païsatge que naissia non pas da d'objectius estétics, mas en rapòrt as exigenças de vita e de bòt de sobrevivença des populacions localas. Mas un païsatge istòric dont encuei apreciem decò la qualitat formala, lo minimalisme, l'essencialitat tan luenha dai biais de far dal mond present. Decò en aquesti cas, la valor di dui musèus es pas solament en çò qu'illustron, mas decò en vertut de lor qualitat arquitectònica e d'alestiment. Intèrns arquitectònics e alestiments qu'an la capacitat de conciliar l'istòria embe la contemporaneitat en emplegant de solucions simplas, mas de caràcter innovatiu. D'aqueste ponch de vista lo tèma de la sèel mena divèrsas suggestions, en durbent un pònt entre passat e futur pròpi en vertut de sas possiblas utilizacions ecososteniblas. Clarament aquestas tres experienças de la Val d'Estura e Val Ges resumon pas l'entiera gamma des recentas realizacions musealas dins las valadas occitanas. Én poleria citar per exemple lo cas de l'"ecomusèu Feltrifici Crumière" al Vilar en Val Pélis, que ve un fòrt coinvolgiment de la comunitat locala, o encara lo ben recent e ben visitat "Centre faunístic Òmes e Lops" en Val Ges, sobretot per çò que regarda l'alestiment dal seti d'Entraigas. Al fons es decò a travèrs aquestas experienças que passa la renaissença des valadas occitanas.
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