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Nòva arquitectura occitana

NUOVA ARCHITETTURA OCCITANA - 1ª

NUOVA ARCHITETTURA OCCITANA - 1ª

NÒVA ARQUITECTURA OCCITANA - 1ª

di Antonio De Rossi


italianoAntonio De Rossi abita a San Secondo di Pinerolo, ed è professore di progettazione architettonica presso il Politecnico di Torino, nonché un profondo conoscitore dell'architettura e del paesaggio alpino. A lui abbiamo chiesto una serie di articoli sul tema della nuova architettura occitana, una collaborazione che inizia con questo numero di Nòvas d'Occitània, e che continuerà con inchieste e interviste.
Una nuova architettura alpina?
E' oramai da diversi anni che la lingua, la musica, la cucina, la letteratura delle valli occitane italiane stanno conoscendo nuove forme di elaborazione e sviluppo, non limitate a una semplice riproposizione degli elementi storici della tradizione. Si tratta di un fenomeno che ovviamente non riguarda soltanto le vallate occitane, ma tutti i territori dell'Occidente. Dopo la lunga fase della modernizzazione novecentesca, a partire dalla seconda metà degli anni settanta si è progressivamente sviluppata una forte e inedita sensibilità e attenzione per le differenze e le specificità locali, per gli spazi "di margine" e "di confine". Reinvenzione della tradizione, riscoperta dell'identità, valorizzazione delle specificità e delle differenze sono non a caso le "figure" e le "immagini" che hanno guidato molti dei processi e delle progettualità degli ultimi decenni.
Talvolta tutto questo ha preso le forme di un folclorismo di maniera, finalizzato ad accompagnare le esigenze e le richieste espresse dai nuovi modelli di consumo. In altri casi invece questo processo ha dato vita a esiti particolarmente felici e interessanti, attraverso un processo di ibridazione delle forme della tradizione storica con quelle della contemporaneità. Soprattutto, come ha scritto il filosofo Gianni Vattimo, questo fenomeno di «liberazione delle diversità è un atto con cui esse "prendono la parola", si presentano, dunque si "mettono in forma", in modo da potersi far riconoscere».
E' esattamente quello che è avvenuto ad esempio con la lingua e la musica occitana, che da fatti spontanei, interni alla tradizione, a cui si appartiene inconsapevolmente, si trasformano in atti "progettuali" coscienti e voluti. Se le trasformazioni economiche e sociali del Novecento hanno portato alla dissoluzione dei modi di vita tradizionali, ciò nondimeno la contemporaneità ha dimostrato quanto i contenuti della tradizione continuino a essere vissuti - è sempre Vattimo che parla - «come tracce, modelli nascosti e distorti, ma profondamente presenti». La ripresa degli elementi della tradizione, la loro ibridazione con la contemporaneità, permette di avere un vissuto e dei codici-registri comportamentali estremamente più ricchi, articolati, sofisticati di quelli consueti.
Su questi temi l'antropologo Pietro Clemente ha scritto parole importanti: «Il caleidoscopio delle eredità, diversificatesi a contatto con le innovazioni, è un prodotto ibrido e riproduttore di ibridi. L'attenzione alla mescolanza è fatto relativamente recente anche in antropologia, ma strategico. La possibilità in effetti di vivere nel mondo attuale è legata al controllo di "registri" e livelli assai diversificati, cui l'uomo contemporaneo si appaesa con grande velocità, l'ibridismo si presenta sia come co-occorrenza di codici e competenze diverse e al limite contraddittorie, sia come coesistenza di identità differenziate, oltreché in senso letterale come "meticciato"». In questo quadro, la grossa novità è data dal fatto «del tornare a prevalere delle ragioni della digestione su quelle dell'ingestione. Avere depositi è un fatto normale per ogni forma culturale, riconoscerli è salutare. [...] Ci serve un modo di leggere la grande varietà di esperienze accumulate e confuse, diversificate ma con qualche filo che può farle comunicare. Torniamo a sperimentare che non c'è nuovo senza vecchio, né vecchio senza nuovo, e impariamo a destreggiarci».
Questo fenomeno di ibridazione e di meticciato, tipico della contemporaneità, ha preso corpo soprattutto in corrispondenza dei territori"di confine", dove la presenza di popoli, culture, lingue altre da quelle "ufficiali" ha favorito un processo di ripensamento ed evoluzione della questione identitaria, delle specificità e delle differenze. Il terreno culturale è sicuramente stato uno dei campi d'azione maggiormente privilegiati. In Sud Tirolo, nelle valli ladine e occitane, in Catalunya e in Bretagna questi ultimi decenni sono contrassegnati da una grande vivacità culturale e ricerca artistica. Lingua e letteratura, musica e cucina, arte e artigianato hanno conosciuto nuove forme di elaborazione e sviluppo.
Lo stesso fenomeno, specie in alcune regioni europee caratterizzate da forti specificità storiche e culturali, è avvenuto per l'architettura. Si prenda il caso dei Grigioni, antico territorio romancio, che a partire dagli anni novanta diventa sede di una ricerca architettonica tra le più interessanti e innovative in Europa. Ma oltre a quella dei Grigioni c'è anche la nuova architettura dell'Alto Adige e del Voralsberg, tutti territori collocati forse non casualmente sulle Alpi. L'edificio simbolo di questa stagione sono le Terme di Vals di Peter Zumthor, edificio fortemente voluto dalla piccola comunità locale che oggi attira molti visitatori da ogni parte del mondo. E sempre più spesso critici e studiosi, riferendosi a questi progetti contemporanei, parlano di una nuova architettura alpina.
Perché l'architettura di qualità è importante
Ma perché l'architettura e il paesaggio costruito rappresentano - all'interno del più generale processo di ricostruzione e valorizzazione delle identità e specificità locali - elementi importanti e per certi versi decisivi?
Un primo dato, forse quello più evidente e scontato, concerne la valorizzazione turistica. Sempre di più è la qualità non solamente dell'ambiente naturale, ma dell'ambiente considerato tout court, che gioca un ruolo fondamentale nella promozione del territorio. Un luogo straordinario, ma poco curato, pieno di incoerenze, è progressivamente destinato a uscire dai circuiti del turismo. Oggi un numero crescente di persone è alla ricerca di paesaggi di qualità, possibilmente popolati da veri abitanti e non solo da operatori turistici. Il successo del Chianti o delle Langhe sta proprio in questo. In tale contesto la qualità del costruito, l'immagine dei luoghi, giocano un valore crescente.
Un secondo elemento, forse meno evidente ma la cui importanza è oggi sempre più riconosciuta, riguarda l'identità locale e la qualità dell'abitare. Avere un territorio in cui gli abitanti possano riconoscersi e sentire d'appartenere rappresenta un dato base per qualunque azione di sviluppo sociale e economico. Un luogo che viene sentito come proprio, in cui vengono riconosciuti dei valori collettivi e estetici, è un luogo più sicuro, in cui maggiore è la possibilità da parte delle attività imprenditoriali e economiche di incardinarsi.
Un terzo e ultimo dato è di natura squisitamente economica. Puntare sulla qualità dell'architettura, su modi di costruire in linea con le specificità dei luoghi e con il concetto di sostenibilità ambientale, significa anche lavorare in un'ottica di sviluppo economico locale, di "filiera corta" e di un'architettura a km 0. Significa favorire lo sviluppo e l'impiego di savoir faire locali, l'utilizzo di materiali del luogo e ecocompatibili, e sul medio-lungo periodo creare le condizioni per la nascita sul territorio di attività imprenditoriali innovative e ad alto valore tecnologico. Non sono forse le Alpi il laboratorio ideale per sperimentare nei fatti le azioni da mettere in campo in rapporto ai cambiamenti climatici, l'impiego di innovative tecnologie sostenibili, nuove pratiche di uso del territorio? Non è forse tramite l'architettura di montagna che può avvenire un ripensamento del rapporto tra edilizia ed energia, dei modelli di abitare il territorio?
Per tutte queste ragioni - valorizzazione turistica, identità e qualità dell'abitare, sviluppo economico locale, ecosostenibilità, innovazione tecnologica - l'architettura rappresenta un elemento importante. E' attraverso di esso che infatti si può ripensare a un nuovo statuto tra luoghi e sostenibilità, tra valorizzazione dell'identità e necessità di innovazione.
Esiste una nuova architettura occitana?
E' ascoltando le voci di alcuni giovani protagonisti, è riflettendo su alcune realizzazioni a nostro giudizio esemplari e interessanti, che nei prossimi numeri di Nòvas d'Occitània inizierà il viaggio alla ricerca della nuova architettura occitana, cercando di andare oltre il mito pacificante e al contempo falsificante di un passato idealizzato e ripiegato solo su se stesso.
occitan Antonio De Rossi ista a Sant Second de Pineròl e es professor de projectacion arquitectònica al Politécnic de Turin, en mai qu' un profond conoisseire de l'arquitectura e dal païsatge alpin. Lhi avem demandat una seria d'articles sus lo tèma de la nòva arquitectura occitana, una collaboracion que vai començar d'aqueste numre de Nòvas d'Occitània e que continuarè embe d'enquestas e d'entrevistas.
Una nòva arquitectura alpina?
Fai desenant divèrsi ans que la lenga, la música, la cusina, la literatura de las valadas occitanas d'Itàlia es en tren de conóisser de nòvas formas de collaboracion e de desvolopament, ren limitaas a una simpla reproposicion de lhi elements istòrics de la tradicion. Se tracta d'un fenomèn que ben segur regarda pas masque las valada occitanas, mas tuchi lhi territòris de l'occident. Après la lònja fasa de la modernizacion dal Nòu Cent, a partir da la seconda meitat de lhi ans '70 s'es man a man desvolopaa una fòrta e nòva sensibilitat e atencion devèrs las diferenças e las especialitats localas, per las zònas "marginalas" e "de confin". Reinvencion de la tradicion, rescubèrta de l'identitat, valorizacion des especificitats e des diferenças son ren a cas las "figuras" e las "images" qu'an guidat un baron di procès e des projectualitats di darriers decènni.
De bòts que lhi a tot aquò a pres las formas d'un folclorisme de maniera finalizat a  acompanhar las exigenças e las demandas exprimuas dai nòus modèls de consum. Per contra en d'autri cas aquel procès a donat vita a de resultats particularament aürós e interessants a travèrs un procès de ibridacion de las formas de la tradicion istòrica embe aquelas de la contemporaneïtat. Sobretot, coma a escrich lo filosòf  Gianni Vattimo, aquel fenomèn de «liberacion de las diversitats es un acte embe lo qual elas "prenon la paraula", se presenton, donc se "buton en forma",  en maniera de se poler far reconóisser».
Es exactament aquò que s'es passat per exemple embe la lenga e la música occitana que da de fachs espontàneus, intèrns a la tradicion, ai quals én aparten inconsciament, se trasformon en d'actes "projectuals" conscients e volguts. Se las transformacions econòmicas e socialas dal Nòu Cent an portat a la dissolucion di biais de vita tradicionals, pasmens la contemporaneïtat a demostrat quant lhi contenguts de la tradicion contínuen a èsser viscuts - es sempre Vattimo que parla - «coma de traças, de modèls esconduts e destòrts mas profondament presents». La represa de lhi elements de la tradicion, lor ibridacion embe la contemporaneïtat, permet d'aver un viscut e de còdes-registres comportamentals extremament mai rics, articulats, sofisticats d'aquilhi abituals.
Sus aquesti tèmas l'antropològ Pietro Clemente a escrich de paraulas importantas: «lo caleidoscòpe des ereditats, se diversificaas al contacte embe las innovacions, es un produch ibride e reproductor d'ibrides. L'atencion a la mesclança es un fach relativament recent decò en antropologia, mas estratégic. La possibilitat en efèct de viure dins lo mond actual es liaa al contròl de "registres" e de livèls ben diversificats, ai quals l'òme s'acostuma embe una granda velocitat, l'ibridisme se presenta sia coma co-ocorrença de còdes e competenças difrentas e al límit contradictòrias, sia coma coexistencia d'identitats diferenciaas, en mai qu'en sens literal coma  "metissat"». Dins aqueste quadre, la gròssa novitat es donaa dal fach «dal tornar a prevaler des rasons de la digestion sus aquelas de l'ingestion. Aver de depòsits es un fach normal per chasque forma culturala, lhi reconóisser es salutar.  [...] Nos sièrv un biais de léser la granda varietat d'experienças acumulaas e confusas, diversificaas mas embe de fils que pòlon las far comunicar. Tornem experimentar que lhi a pas de nòu sensa lo vielh, ni de vielh sensa lo nòu, e aprenem a nos desbrulhar».
Aquel fenomèn d'ibridacion e de metissat, típic de nòstre temp a pres còrp sobretot
dins lhi territòris "de confin", ente la presença de pòples, culturas, lengas "autras" d'aquelas oficialas a favorit un procès de repensament e d'evolucion de la question identitària, des especificitats e de las diferenças. Lo terren cultural es segurament estat un di champs d'accion mai privilegiats. En Sud Tiròl, dins las valadas ladinas e occitanas, en Catalonha e en Bretanha aquesti darriers decènni son marcats da una granda vivacitat e recèrcha artística. Lenga e literaura, música, cusina, art e artisanat an conoissut de nòvas formas d'elaboracion e desvolopament.
Lo mesme fenomèn, en particular dins qualquas regions europeas caracterizaas da de fòrtas especificitats istòricas e culturalas, es avengut per l'arquitectura. Én pòl prene lo cas di Grisons, antic territòri romanch que a partir da lhi ans '90 devén luec d'una recèrcha arquitectònica entre las mai interessantas e innovativas d'Euròpa. Mas en mai d'aquela di Grisons lhi a decò la nòva arquitectura de lo Sud Tiròl e dal Voralsberg, tuchi de territòris que se tròbon benlèu ren casualament sus las Alps. L'edifici símbol d'aquesta sason son las tèrmas de Vals de Peter Zumthor, edifici fortement volgut da la pichòta comunitat locala qu'atira encuei ben de visitaires da totas parts dal mond. E sempre pus sovent crítics e estudiós, se referent an aquesti projècts contemporàneus, parlon d'una "nòva arquitectura alpina".
Perqué l'arquitectura de qualitat es importanta
Mas perquè l'arquitectura e lo païsatge construït representon - dins lo mai general procès  de reconstruccion e valorizacion des identitas e especificitats localas - d'elements importants e per cèrti vèrs decisius?
Un premier element, benlèu aquel mai evident e escomptat, regarda  la valorizacion torística. Sempre mai es la qualitat pas masque de l'ambient natural, mas de l'ambient simplament, que jua un ròtle fondamental dins la promocion dal territòri. Un luec extraordinari, mas gaire curat, plen d'incoerenças, es destinat pauc al bòt a sortir dai circuïts dal torisme. Encuei un numre creissent de personas es a la recèrcha de païsatges de qualitat, possiblament populats  da vers abitants e ren masque da operators torístics. Lo succès dal Chianti e de las Langas  es pròpi en aquò. En aquel contèxt la qualitat dal bastit, l'image di luecs son de mai en mai importatas.
Un second element, benlèu menc evident mas dont l'importança es encuei sempre mai reconoissua, regarda l'identitat locala e la qualitat de l'abitar. Aver un territòri ente lhi abitants pòlen se reconóisser e sentir un'apartenença representa un fondament per qual se sie accion de desvolopament social e econòmic. Un luec que ven sentut coma pròpri, ente venon reconoissuas de valors collectivas e estéticas, es un luec mai segur, ente es majora la possibilitat da part des activitats imprenditorialas e econòmicas de s'enraïsar.
Un tèrç e darrier element es de natura purament econòmica. Ponchar sus la qualitat de l'arquitectura, sus lhi biais de bastir en linha embe las especificitats di luecs e embe un concèpt de sostenibilitat ambientala vòl dir decò trabalhar dins un'òptica de desvolopament econòmic local, de "filiera corta" e d'una arquitectura a km 0. Vòl dir favorir l'emplec e lo desvolopament de saber-far locals, l'emplec de materials dal pòst e ecocompatibles, e crear sus lo mesan-lòng periòde las condicions per que naissen sus lo territòri d'activitats imprenditorialas innovativas e d'auta valor tecnològica. Son pas benlèu las Alps lo laboratòri ideal per experimentar en concret las accions da  butar en champ en rapòrt ai chambiaments climàtics, l'emplec de tecnologias sosteniblas innovativas, novèlas pràcticas d'usatge dal territòri? Es pas benlèu a travèrs l'arquitectura de montanha que pòl avenir un repensament dal rapòrt entre edilícia e energia, di modèls d'abitar lo territòri?
Per totas aquestas rasons - valorizacion torística, identitat e qualitat de l'abitar, desvolopament econòmic local, eco-sostenibilitat, innovacion tecnològica - l'arquitectura representa un element important. Es a travèrs d'el que de fach én pòl repensar a un novèl estatut entre luecs e sostenibilitat, entre valorizacion de l'identitat e necessitat d'innovacion.
Exist una nòva arquitectura occitana?
Es en escotant las vòutz de qualqui joves protagonistas, es en reflectent sus qualquas realizacions a nòstre judici exemplaras e interessantas qu'enti numres venents de Nòvas prencipiarè lo viatge a la recèrcha de la nòva arquitectura occitana, en cerchant d'anar delai dal mite pacificant e al mesme temp falsificant d'un passat idealizat e replegat masque sus ele mesme.