italiano

Finalmente, anche quest'anno, dopo essersi fatta attendere più del previsto, è arrivata la bella stagione. La neve è ormai “salita in alto” a tener compagnia alle vette solitarie. I prati, i boschi ed i sentieri si sono rivestiti di verde. La vita sembra essere ritornata nelle valli di On­cino; la gente ritorna alle sue case antiche, e tutto ció che vive nei campi, prati e boschi si è risvegliato e sembra affrettarsi per sfruttare al massimo questi pochi mesi di caldo. Questo risveglio sembra essere sot­tolineato anche dello scorrere impetuoso dell'acqua della «Gola del Mulino» che incontriamo proseguendo oltre S. Ilario, lungo il sentiero che si snoda a sinistra dal pilone «d'lei biaglieirà». Seguendo il sen­tiero oltrepassiamo quello che un tempo era conosciuto come il «nais de Meni», una fontana calda dove si metteva a macerare la canapa. Raggiungiamo infine il «Mulin dal Parcu» ormai addormentatosi al canto perenne dell'acqua della Gola del Mulino. Poco lontano risalendo il corso del torrente notiamo i resti di muri diroccati, ultimi testimoni del a «Mulin de Pulit» che funzionava, molti anni fa, quando ancora il «Mulin dal Parcu» era situato lungo il fiume Lenta, nella zona detta «Fuie».

In mezzo al verde si intravede a destra la strada che sale fino a Canavu, mentre davanti a noi vi è il sentiero che permette di raggiungere le borgate: « Lei Piantëtte - La Piantëtto - Co' di Sere». Que­st'ultima è collegata alla strada che giunge al Mulin dal Parcu da una strada privata fata costruire dalle famiglie Serre Bodu. Proseguendo per il sentiero raggiungiamo «Lei Piatene », borgata disabitata da circa quindici anni. Poche case silenziose appartenenti a “Stëvot” ora di Allisio Giacomo Parcu, Ghiri Giovanni Cellu, intorno altre case diroccate delle bottiglie Parcu. Nei pressi « d'ei Piatëtte», argine del canale, c'è une grossa rocca che origina una spaziosa tana “barmo”, deno­minata la «Rozo dë Vitorio». «Vitorio» era una donna che viveva in quella borgata con la sola compagnia di una capra, forse anche sua unica ricchezza.

Poco lontano «La Piatëtto», borgata situata nelle vicinanze del Lenta, troviamo le case di: Serre Giuseppe Magu ora di Peiretti Susanna Lamban, e di Boetto Giuseppe Pulit: case abitate nel periodo estivo.

Salendo attraverso i prati per un centinaio di metri raggiungiamo “Co' di Sere” borgata abitata durante la bella stagione, anche se, come le altre due borgate, tuttora prive di luce elettrica, servita invece dall' acquedotto che preleva l'acqua da una fontana vicino alla Gola del Mulino, co­struito alcuni anni fa ed in parte ancora da ultimare.

A Co' di Sere troviamo le case di: Boett­o Pulit - Serre Pietro de Peri, Serre Caterin Cuisun, Stëvot, Michin de Stëve ora di Serre Martino Bodu, Serre Giuseppe, Martino Bodu ed infine la casa di Serre Giusep­pe Magu abile suonatore di fisarmonica durante le calde “vèglià” di quando le borgate erano ancora abitate; ed è appunto del “Magu”, una delle case più caratteristiche, costruita secondo i canoni dell'architettura montana. che ci offre una serie di archi di rara bene, che il trascomere del tempo sta lentamente ma inesorabilmente rovinando.

Ringraziando il signor Aimar 'Giuseppe Giulumin per la sua collaborazione nella stesura di questo articolo, invitiamo tutti gli oncineti a farci pervertire notizie precise di storia sulla borgata “Arlongo” che verrà trattata nei prossimi numeri del giornale

Peiretti Rosina Ghi