La poesia di protesta non è nata ieri nelle nostre valli: Olimpia Chapel ci manda da Salon de Provence un bellissimo e assai lungo (quasi 200 versi) poema occitano di Barbo Jouanòt Bardolo dai Chastel (Pontechianale) che a Salon è ospite di sua nipote. Autentica figura di poeta popolare, Barbo Jouanòt (80 anni) non ha mai scritto un solo verso: alla memoria egli li confida e volentieri li recita nelle feste e nelle riunioni di amici, mettendoci il suo calore umano, la sua carica di simpatia, la sua spregiudicatezza. Mettendoci soprattutto il rimpianto commosso di una terra tradita:

...La tristesso de vostro tero vous ou di
que ormai se qu'en pople e na tero moudì (1)!
A! Moudì, moudì!
O tero mio
de ma siour benio
e de moun amour sacrà
isi per tu coumo per mi i a pus ni respet ni pietà.
Me alouro a que bien siervoun
aquelos sontos e sacros prieros
que sero e matin ogni jour
nous dizèn sempre embe vre sacre amour
se isì din nostros mizeros teros de pouvertà
da Diou e da tuchi nous sen abandounà?...

(1)maledetti