| italiano
La vita della società montanara si svolgeva secondo la cadenza regolare delle stagioni. Erano loro a scandire il ciclo produttivo e di conseguenza il lavoro dell'uomo. Che ne era completamente condizionato e vincolato, nei tempi, modi e contenuti. Così fu per secoli, in quanto per secoli non intervennero rivolu¬zioni sociali e tecnologiche a innovare metodi e strumenti. Era un fluire lento della vita, misurato sulla natura che imponeva i suoi ritmi, la sua continuità e ripetitività. Nessuna pausa per l'uomo? Certo che sì: erano i momenti di festa, altret¬tanto cadenzati e ripetitivi, fino a farsi vero e proprio rituale accompagnato dalle sue cerimonie, espressione di un contesto socio-economico apparentemente immutabile. Cos'era la festa? I dizionari la definiscono "giorno nel quale si celebra una solennità religiosa o civile, una ricorrenza familiare" e pure "inter¬ruzione o astensione dal lavoro, anche a conclusione di un ciclo lavorativo" o "momento di gioia, di felicità". Elva aveva naturalmente i suoi giorni e momenti di festa: le domeniche in primo luogo, cui si aggiungevano altre occasioni stabilite dai vari calendari (litur¬gico, civile, agricolo), dalle tradizioni, da situazioni estemporanee. In genere era l'intera comunità a essere impegnata e a partecipare in forma organizzata: la festa del santo patrono, la celebrazione patriottica, il carnevale. Ciò senza di¬menticare le occasioni offerte dalla vita delle famiglie: matrimoni, battesimi, pri¬me comunioni, ritorno di emigranti, quasi tutte tali da offrire fasi di coinvolgi¬mento comunitario. Vi erano pure i momenti in cui, spesso all'interno della festa grande, gruppi di persone si ritagliavano il loro angolo allegro e festoso: la cantata con gli amici, la partita a bocce, il ballo improvvisato, la merenda sul colle più alto. Inevitabile il paragone con l'oggi e le sue infinite opportunità di tempo libero e di svago, rese possibili dai maggiori redditi, dal diverso stile di vita e dalle innumerevoli offerte di mezzi e modi per raggiungere felicità assolute o presunte tali. Ebbene ... sappiamo che indietro non si torna ma ... osserviamo i volti, le espressioni, gli atteggiamenti quali emergono dalle immagini qui rac¬colte. Siamo sicuri che quei momenti di festa siano da archiviare come vestigia di un mondo superato e da non rimpiangere, oppure non sia il caso di coglierne la testimonianza e di lasciarli parlare al cuore? Si ascolterebbe una voce sottile sottile capace di suggerire che anche allora ... in fondo in fondo ... anzi più di oggi ... si poteva essere ... A questo punto ogni lettore completi la frase scegliendo a suo gusto fra: sereni / stressati in pace col mondo 1 preoccupati per l'andamento dell'indice Dow Jones della Borsa di New York.
| occitan
La vita dins una societat de montanha se passava en sintonia abo la cadença regolara des estajons. Eron aquestas que comandavon lo cicle productiu e de consequença lo trabalh de I'òme. El devia ne'n tenir còmpte sie dins Ihi temps, sie dins las manieras e lhi contenguts. Parelh es istat per siecles, vist que per siecles lhi a pas agut de rivolucions socialas o tecnològicas per l'innovacion de metòdes e enstruments. La vita passava pian planet, tot era reglat da la natura, era ilhe que donava lo ritme dins sa continuitat e repetitivitat. Deguna pausa donc per l'òme? Mas segur: eron Ihi moments de fèsta, decò aquesti abitudinaria e repetitius, fin a devenir rituale que acompanhavon las cerimònias, expression de 'n contèxt sòci-econòmic que semelhava sempre lo meme. Qué era la fèsta? Lhi diccionaris la definisson "jorn dins lo qual ven celebraa una solemnitat religiosa o civila, una ricorrensa familhara e encà "enter¬rupcion o astencion dal trabalh, decò a conclusion de 'n cicle de trabalh" o "moment de jai, de felicitat". Èlva avis naturalment Ihi siei jorns e moments de fèsta: las diamenjas d'en premier, e après autras ocasions marcaas dai diferents calendaris (litúrgic, cìvìl, agrícol), das tradicions, da situacions extemporaneas. Solitament I'entiera comunitat era empenhaa a Ihi partecipar en forma organizaa: la fèsta dal sant patron, la celebracion patriòtica, lo carlevar.Aquò sensa desmentiar las ocasions de vita des familhas: mariatges, batésims, premieras comunione, retorn d'emigrants, que ufrion, esquasi totas, moments de coinvolgiment comunitari. La lhi avia decò moments ente, sovent a I'enterior de la granda fèsta, grops de personas se ritalhavon un canton d'alegria: lo chantar abo lhi amís, la partia a bòchas, lo bal emprovisat, la merenda sua lo còl mai aut. Inevitable lo confront abo lo jorn d'encuei e las sian mila ocasions de teme libre e de distraccion, renduas possiblas dal fach que se ganha de mai, dai diferents estils de vita e das nombrosas ufèrtas de manieras per arrubar a la vera o esaquasi vera felicitat. Sabem ben que enreire se retorna pas, mas beiquem lhi morres, las expressions, las manieras de far que veiem salhir des images aquí recuelhias. Mas siem segur que aquelhi moments de fèsta son da butar sai solier coma moments de 'n mond passat da beicar sensa regrets, o serè pas lo can de ne'n cuelhir la testimoniança e de lhi laissar parlar al còr? S'escotaria na vòutz subtila subtila bòna a nos dir que decò alora...al fons al fons....fòrsi mai que encuei se polla èsser... A n'aquesta mira chasque lector complete la frana en ciernent a son gust entre: serena / estressats en patz abo lo mond / sagrinats per coma vai lo livèl Dow Jones de la borsa de NòvaYòrk
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