Elva

I capelli del pettine

I capelli del pettine

Lhi pels dal penche (bora)


italiano
Nella storia dei pelassiers un capitolo particolare occupano i pels dal penche (i capelli del pettine), vale a dire il cascame trattenuto dal pettine o dalla spazzola. Uno scarto quindi, donde l'uso di paragonare a essi le cose di poco o nullo conto e valore. Nel caso della raccolta dei capelli non era però così. La domanda di materia prima per parrucche, posticci e affini ebbe momenti in cui la raccolta ordinaria risultava insufficiente. Da qui l'utilizzo anche dei cascami rimasti impigliati tra denti e setole. La donna interessata alla loro vendita aveva cura di raccoglierli in una scatola o in un sacchetto, meglio se prima arrotolati a ricciolo intorno al dito così da facilitare chi li avrebbe poi lavorati. Subentrava quindi il pelassier che in uno dei suoi periodici passaggi ritirava la merce. In realtà lo facevano anche gli ambulanti di altri mestieri i quali la cedevano successivamente con un piccolo lucro al pelassier, unico depositario dell'arte necessaria alla lavorazione e alla successiva vendita del prodotto rifinito al fabbrican- 10 te di parrucche e affini. È questo il punto che dà particolare rilevanza ai pels dal penche: essi infatti non potevano venire commerciati senza una preparazione preventiva, cosa non richiesta per le trecce e i capelli provenienti da tagli regolari. Era una lavorazione lunga e meticolosa di pulizia, selezione in base a colore e lunghezza fino alla preparazione delle "mazze" dove i bulbi dovevano risultare allineati tutti da una stessa parte. Ne derivò un vero e proprio artigianato, un'attività nuova che si aggiunse a quella primaria della semplice raccolta e vendita dei capelli. Con una conseguenza importante. Risultando questo un lavoro lucrativo, incoraggiato per di più dai grossisti e dai fabbricanti, fu naturale estenderlo anche ai capelli ordinari. Tutta Elva divenne un laboratorio coinvolgendo pure coloro che restavano al paese, le donne soprattutto. Secondo una stima, negli anni venti-trenta del novecento, su poco più di mille abitanti almeno cinquecento erano occupati nella lavorazione dei capelli. Alcuni laboratori giungevano a impiegare anche 12 lavoranti; erano per lo più giovani donne ma pure quelle maritate, impegnate da casa e famiglia, la praticavano diffusamente tra le mura domestiche. Crebbe il reddito e addirittura, col tempo, non mancarono i casi di emigrazione permanente: elvesi che, abbandonata ormai l'agricoltura, trasferirono il proprio laboratorio in località meglio posizionate quali ad esempio Dronero o Saluzzo. Senza contare chi arrivò ai vertici del processo produttivo diventando fabbricante di parrucche a dimensione internazionale. Un nome? Isaia, con un percorso a tappe Villafalletto, Parigi, Londra. 
occitan
Dins l'istòria di pelassiers una part particulara es ocupaa da "lhi pels dal penche o bora", val a dir aquò que restava sal penche; un escart que, normalament paragonat a qualquaren de gaire o deguna valor, dins lo cas de la culhia di pels era ren parelh. La question es que las tressas eron de mai en mai rairas e, per sodisfar la demanda, chalgut que lhi pelassiers taquesson a chatar decò la bora, lhi pels que restavon ental penche quora las fremas se penchenavon. Las fremas se pilhavon la pena de lhi reculhir dins una boata o dins una tasqueta de tela, sovent après lhi aver enrocats a riçolin a l'entorn dal det parelh da facilitar qui lhi auria puei trabalhats. Lo pelassier passava vinca tant a retirar la marchandisa. A dir lo ver aquel trabalh lo fasion decò lhi ambulants d'autri mestiers que, darreire a na misèria de sòlds, donavon la ròba al pelassier, solet eretier d'aquela art per la lavoracion e la comercializacion dal produch finit al fabricant de perrucas. Se per achatar lhi pels, lhi elvés avion la concurrença d'autra gent coma lhi sicilians, per çò qu'es la preparacion de la bora degun polia lor soflar dessot lo nas, eron lhi mielhs e famós en tota Euròpa. Ben pr'aquò aquel trabalh de laboratòri es devengut de mai en mai important per lhi pelassiers, un ver mestier que regardava tot lo país. Vist que la rendia ben, avion tacat a trabalhar decò lhi pels normals que derant vendion directament. L'uvèrn, dins de laboratòris, trabalhavon las fremas que restavon ailamont e parelh se ditz que a Èlva, ental 1920-30, mai que la meitat di mila abitants tabalhesson enti pels. Aquò a fach créisser la richessa ental país e ben qualqu'un a pensat ben d'abandonar lo trabalh de la campanha e meirar lhi laboratòris di pels a Draonier o a Saluces. Un coma Pròt d'Isaia a fins tacat a fabricar las perrucas abo un laboratòri a Vilafalet que donava trabalh a un'ochantena de filhas, après qu'avia já dubèrt una botiea a París e un laboratòri a Londres ente lo comerci era bòn e rendia ben perqué lo govèrn, fins da l'800, passava las perrucas a las fremas que n'avion de manca. Lo nebot d'aquel Pròt d'Isaia a fach lo mestier a Londres fins a lhi ans '90. A Saluces la familha de Virgilio Somà, un autre nebot de Pròt d'Isaia, trabalha encà al jorn d'encuei e fai, abo de pels vers, de perrucas ben apreciaas sal marchat.