VOCALISMO.
Avvertenza. Per le seguenti note di fonetica, come per quelle ulteriori che interesseranno la linguistica e la gramatica ragionata, verrà adottato di preferenza -e nei limiti delle possibilità dattilografiche- un sistema di trascrizione più generale; esso riuscirà utile spacialmente agli specialisti in materia.

i ü u

ẹ ö ọ
˙

e ə o

e ö o
' ' '

a

Il P.V.(patois di Villaretto) comprende dunque 13 suoni vocalici fondamentali i quali comportano distinzioni di durata, poichè possono essere lunghi, neutri o brevi.
Questa distinzione assume particolare importanza quando le vocali sono toniche. In PV le vocali toniche sono o lunghe o brevi; quelle neutre.(sia come durata, sia come apertura) si trovano unicamente in posizione atona.
Senza entrare in troppi particolari, diremo che il PV, se si tiene conto della durata e dell'apertura, comprende ben 31 suoni vocalici che meritano di essere trascritti. Ciò comporta un ugual numero di segni, non tutti agevolmente applicabili in dattilografia con una macchina normale. Dovremo perciò, ogni tanto, ricorrere a ripieghi. Un esempio di ciò l'abbiamo appunto nella trascrizione per la vocale indistinta ə.
A proposito di segni diacritici per le vocali toniche, riferendoci a quanto già indicato nel n° 2 della Valaddo (p.11-12), rammentiamo quanto segue:

^ indica vocale lunga e aperta per il gruppo intermedio; semplicemente lunga per i gruppi estremi. Es.: vêço (cane), sôp (abete), partî (partire), sû(sopra), dû(due). - Non esiste ö con accento circonflesso; per â v.più sotto, Oss.partic.n.1.

` indica vocale breve e aperta per il gruppo intermedio; semplicemente breve per i gruppi estremi. Es.: Kasè topon., partì (partito), abù (con), prà (prato). Ù si trova solo in finale di parola; nell'interno si ha o, per il BC (basso chisonano) ù:
PV tòmo, BC tùmmo (cacio). Non esiste ǜ; si ö con accento acuto, per il BC ü con accento grave: PV krö (con ´), BC krü (con `) (crudo).

¯ indica vocale lunga e chiusa per il gruppo intermedio. Es. kēn (quello, neutro), sōn (questo, neutro).
´ indica vocale breve e chiusa per il gruppo intermedio. Es.: féń (fieno), sóń (suono, sost.).

-indica vocale lunga, sempre pretonica. Es. : ratêl (rastrello).

ə vocale indistinta, sempre pretonica, Es. vənî (venire), səmənô (seminare).

Osservazioni particolari.
1)â, caratteristica del BP, non esiste nel PV, che presenta sempre al suo posto ô (cfr. Valaddo, n° 3, p. 7, 2°). Si trova invece a in casi di fonetica sintattica di tipo accentuativo (posizione atona). Es.: pôto, empatô (pasta, impastare), pasô, pasa l témp (passare, passare il tempo: l'accento logico cade sulla é di témp).
2)L'alternanza ô - a non è la sola del tipo accentuativo. Ecco ancora due casi dello stesso tipo:
A) o pretonica passa ad u (tendenza abbastanza costante nel provenzale alpino). Es. Tóču, tučô (tocco - toccare);
B) ü pretonica breve passa ad ə. Es.fəmô (fumare) anziché fümô
(ma sünô fiutare), əń fèno (una donna) anziché ün fèno.
3)Caratteristica precipua del pv è la forte differenza di apertura (specialmente fra le vocali del gruppo intermedio) tra vocale aperta e vocale chiusa, di durata fra voc. lunga e voc. breve. Quest'estremismo articolatorio sospinge talvolta una vocale nel settore attiguo. Es.: la nûtro (la nostra),derivato da la nōtro.
Ma la conseguenza più evidente è un fenomeno vistoso soprattutto a Villaretto-paese ed a Gleisolle: le vocali lunghe in finale assoluta sono tanto prolungate e tese che la loro metastasi sfocia in a. Es.: partî(a), dunô(a), sabē(a), grō(a), dē(a), dê(a),dû(a)(partire, dare, sapere, grosso, dita, dieci, due); dê gurs (10 giorni) si risolve quindi in douna-m-nēn dê(a)(datemene dieci), in finale assoluta.


CONSONANTISMO.
NB.: SR = sorda, SN = sonora


MOMENTANEE CONTINUE

OCCLUSIVE
SEMIOCCL.
SPIRANTI
LIQUIDE
NASALI

SR SN
SR SN
SR SN


LABIALI
p b

w w¨

m
LABIODENTALI


F v


ALVEOLARI
t d

s z
l r
n
PALATALI
Ť
č ğ
y & ł
ǐ
ň
VELARI
k g

 

ń

1)Il PV comprende dunque 25 suoni consonantici, con incluse le cosiddette semivocali w - w¨ - y - & (che pure hanno valore consonantico) corrispondenti alle vocali u - ü - i - e. Esempi: la pàw (la paura), la nèw¨t (la
notte), l prèyre (il prete), l pà&re (il padre).
La semivocale & è caratteristica del MC (medio chisoniano, cfr.Valaddo n. 3, p. 6) nei dittonghi con le vocali a - o, poiché in BC e AC si ha in tal caso, di solito, y (specialmente nei dittonghi discendenti).


2)In PV non esistono (come dappertutto in MC e AC, cfr.Valaddo n.3, P. 7) consonanti geminate, ma soltanto consonanti lunghe, determinate
dalla vocale tonica breve che precede in posizione parossitona. In tale posizione il PV non ha mai é - ù - ǜ caratteristiche del BC, bensì presenta è - o - ö con accento acuto. Esempi: la sìmo (la cima), la fèno (la donna), la sòčo (lo zoccolo), la sóčo (il ceppo), tròbu (trovo).

3) La pronuncia n - ń in finale è determinata dalla durata della vocale
che precede: se la vocale è lunga, si ha n (kēn, sōn = quello, questo); se è breve, si ha ń (réń , soń = niente, suono). Anche questo fenomeno non ammette eccezioni.

4) Le finali sonore si mutano nelle rispettive sorde. Es.: vèrdo - vêrt (verde, f.e m.), aluğô - alōč (alloggiare - allogggio), mèzo - mēs (mezza - mezzo).
Soltanto v tende, attualmente, a diventare w: nûvo - nàw, da nòw (nuova - nuovo); klavô - klàw (chiudere a chiave - chiave).

5 )ł è, in PV, una l cacuminale in cui l'apice della lingua non giunge a contatto col palato. Fonema instabile, che evolve, attualmente, verso l (soprattutto in certe posizioni).

6)Ť si trova soltanto in finale assoluta o davanti a consonante. Es. KrénŤ (temuto, ma femm.krentyo)

Queste brevi note sul vocalismo e consonantismo del PV non pretendono affatto di esaurire l'argomento, che è vastissimo. Altre osservazioni verranno fatte nel corso delle future note di glottologia e di grammatica ragionata.