Il grande poeta provenzale Frederi Mistral nacque l'8 settembre del 1830 a Maiano nelle vicinanze di Saint-Remy in Provenza.
Ricorre quindi, quest'anno, il centocinquantesimo anniversario della sua nascita e penso che sarebbe ingeneroso da parte nostra non ricordare questa felice ricorrenza con una, sia pur breve, biografia del più celebre poeta e scrittore del rinascimento provenzale.
A mio modesto avviso il poeta non fu solo il principale promotore del risveglio letterario provenzale ma, come sempre accade nella cultura dei popoli, anche di un risveglio sociale, una presa di coscienza etnica sia in Provenza che in tutta l'area occitana, l'area di lingua d'Oc.
Frederi Mistral era figlio di «teraire» (contadini); suo padre. Fransouà, era proprietario del «mas dòu Juge» (fattoria del Giudice). Fino alla giovinezza, Frederi lavorò la terra con i suoi genitori. Più tardi studiò al liceo di Avignone dove incontrò un giovane professore, Joseph Roumanille, convinto sostenitore della rinascita della lingua e della cultura d'Oc. Continuò gli studi in legge all'Università di Aix-en Provence, ma intanto continuava ad inviare al professore ed amico Roumanille alcune sue composizioni per un'antologia poetica: «Lî Prouvençalo» di cui era collaboratore anche il giovanissimo poeta Théodore Aubanel (Avignone 1821 - 1886).
Laureatosi avvocato nel 1851, ritorna alla sua Maiano più che mai convinto della via da seguire; risollevare in Provenza il sentimento etnico, restaurare l'antica e nobile lingua d'Oc e ridare a tutto il sud della Francia quella poesia, quella meravigliosa letteratura che tanti secoli prima con i «Troubadour» (trovatori) Daniel Arnaut, Raimbaut de Vaqueiras, Peire Cardenal, Peire Vidal ed altri avevano conferito tanta gloria alla sua e alla nostra terra, alla terra d'Oc.
Il 21 maggio 1854 Mistral, Brunet, Giera e Mathieu fondano l'Associazione chiamata
«Felibrige» la quale ha per scopo principale il rilancio e la valorizzazione dell'antica e tanto armoniosa lingua d'Oc.
Con la costituzione di questa Associazione, tutt'ora viva ed operante, il rinascimento provenzale prese l'avvio e Mistral vi collaborò con tanta passione e con tanta fede per tutta la sua lunga ed operosa vita. Morì alla vigilia della prima guerra mondiale, nel 1914, alla venerabile età di 84 anni.
Il capolavoro di Mistral, il poema «Mireio» terminato nel 1856 (l'autore aveva solo 26 anni!) venne pubblicato tre anni dopo; raccolse unanimi consensi nel mondo letterario del tempo ed in modo particolare dal celeberrimo poeta francese Alphonse de Lamartine. L'opera «Mireio» è stata tradotta in 15 lingue e divulgata in tutto il mondo.
Mistral continuò a scrivere ispirandosi sempre a storie e leggende della sua terra natia; ecco alcune sue produzioni letterarie: «Calendau» (Natalizio) nel 1867; «Lis isclo d'or» (Le isole d'oro) nel 1875; «Nerto» (Mirtilla) nel 1884; «Lou poèmo du Rose» (li poema del Rodano) nel 1887; il dramma «La Reno Jano» (La regina Giovanna) nel 1890; «Moun espelido» (Le mie origini) nel 1906 le liriche «Lis oulivaddo» (La raccolta delle olive) nel 1912. Negli anni più maturi, con 25 anni di lavori e di ricerche, egli raccolse il patrimonio linguistico della sua regione in un grande dizionario «Lou trésor dou Felibrige» (il tesoro del Felibrismo) opera veramente grande e pregiata.
A Frederi Mistral, nel 1904, venne assegnato il premio Nobel per la letteratura, il più grande ed ambito riconoscimento mondiale! Con il denaro del premio costituì il «Museou Arlaten» (Il Museo Arlesiano) in un grande palazzo di Arles ove vennero raccolti e sistemati una grande quantità di materiale etnografico col quale il visitatore può avere un'idea completa della vita, della tradizione e della cultura provenzale.
Vorrei terminare queste brevi note biografiche ricordando ciò che disse il nostro amato «decano» barbou Serile Sandre Gay nel discorso dl inaugurazione della via che dalla Statale 23 conduce alla scuola elementare del Charjau (Roure) intitolata a Frederi Mistral il 27 agosto dell'ormai lontano 1972 durante uno dei numerosi Rescountre Piemount - Prouvenso. Tutti sanno che Mistral amava il sole tanto da fa scrivere sulla facciata di casa sua il motto: «Lou soulèu me fai cantâ!» (Il sole mi fa cantare!). Orbene, essendo già in età avanzata, ma sempre pronto ed arguto, trovandosi presente all'inaugurazione di un monumento in suo onore costruito in una piazza di Arles contornata da ombrosi e vetusti platani, seccato per essere stato «messo all'ombra» si limitò a pronuncia re queste brevi parole:
«M'avès fa grand, m'avès fa bèu,
Mai m'avès pas mes au soulèu!»
(Mi avete fatto grande, mi avete fatto bello, ma non mi avete messo al sole!).