Al già citato Cant lâ nebbla van avâl, pillho ta sappo e vai â travalh, fa riscontro Cant lâ nebbla van amount, pillho ta sappo e t'eicount.
Quando le nuvole vanno a monte, prendi la tua zappa e nasconditi.
Quando il vento spinge le nuvole verso valle, il tempo sta per volgere al brutto.

Cant lou fëìe fai la plaouto d'occo, l'ê ouro de poouzâ la cotto.
Quando il fico fa la zampa d'oca, è ora di posare la sottana.
Il fico è notoriamente una pianta molto tardiva: le foglie spuntano infatti a maggio inoltrato. Per cotto deve intendersi la pesante sottana di lana che portavano le nostre nonne; questo indumento era noto più comunemente col nome di ganàch.

Lou pan dë patroun à set crouta e la pi bouno ê bruzâ.
Il pane del padrone ha sette croste e la migliore è bruciata.
I nostri avi, costretti spesso ad emigrare ed a lavorare come braccianti nelle campagne o come inservienti negli alberghi, sperimentarono certamente questa dura realtà.

Ôm dal bôc, donno dal riou mallhërio un om viou.
Uomo dal bosco, donna dal rio mangerebbero un uomo vivo.
Il duro lavoro dei boscaioli e delle lavandaie costrette a lavare i panni nei corsi d'acqua non potevano fare a meno di stimolare l'appetito.

Dë sënt abrialoun, la vellho de sënt ân n'à vit moc un de boun.
Di cento apriloni, la vecchia di cento anni ne ha visto uno solo di buono.
Il mese d'aprile non gode buona fama: piogge, nevicate, vento sono le intemperie che spesso lo caratterizzano. Si racconta che in quell'aprile eccezionale, al Colle del Piz (m. 2.613), il montanaro segnava già le impronte sull'erba anziché sulla neve.

Aze dë meità lou panàs li sëccho.
Asino di metà la coda gli secca.
I nostri avi non erano evidentemente favorevoli alla comproprietà.

Fiër coum un Artaban.
Fiero come un Artabano.
Gli Artabano furono una dinastia di cinque re dei Parti che regnarono sulla Persia all'inizio dell'era cristiana: che il proverbio abbia qualche nesso con l'occupazione saracena nelle nostre vallate?

Gourmant coum la pêlo.
Ghiotto come la padella.
Per la buona riuscita del fritti, ogni cuoco sa quanto sia importante non fare economia di condimento.
Plantëme bâ, plantëme aout, plantëme moc cant la fai chaout.
Piantami basso, piantami alto, piantami solo quando fa caldo.
Lo dice il fagiolo: infatti nel nostro clima, sarebbe un errore piantarlo prima del mese di maggio inoltrato perché i germogli temono il freddo e un'improvvisa brinata potrebbe compromettere seriamente il raccolto.

Lou mê dë mai, un meno lâ chabbra a bouc la matin e la neuit a fan jò lî chabrì.
Nel mese di maggio, si conducono le capre dal becco al mattino e la sera fanno già i capretti.
Le giornate in maggio sono davvero lunghe e lo erano in particolare per i nostri avi costretti ad un duro lavoro nei villaggi alpestri.

Cant un à dë pan e dë vin, un pò ënvitâ soun vëzin.
Quando si ha dei pane e del vino, si può invitare il proprio vicino.
I nostri avi non lamentavano certamente disturbi dovuti alla supernutrizione!

Santo Bìbiano duro quaranta jouërn e un'ësmano.
Santa Bibiana dura quaranta giorni e una settimana.
Terzo abrialando quaranta jouërn î coumando.
Il terzo d'aprile comanda per quaranta giorni.
Santa Bibiana (2 dicembre) ed il 3 aprile erano importanti giorni d'ërmarco.

L'auro mënâ, lâ vêsa japâ jamai nun à pougù ou ëmpachâ.
Il vento a soffiare, i cani ad abbaiare mai nessuno ha potuto impedire. Ah le malelingue!

Denâl tout ën luno, qui à doua fea n'ën vënde uno.
Natale in luna piena, chi ha due pecore ne venda una.
La luna piena a Natale, non è di buon auspicio per il raccolto dell'annata seguente.

Denâl al soulelhiet, paca al fuguet.
Natale al sollicino, pasqua al fuocherello.
L'eventuale bel tempo a Natale lo si dovrà scontare più tardi.