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La valle stura e la lingua occitana

Valle Stura

Val d'Estura

di Roberta Ferraris

Valle Stura
italiano La valle inizia a Borgo S. Dalmazzo ma l’inizio simbolico di questa valle si può collocare idealmente nel centro di Cuneo, in quel corso Francia che punta rettilineo in direzione del colle della Maddalena. La valle Stura sconta con qualche problema di traffico il suo essere un frequentato corridoio di passaggio transalpino. In passato fu via militare: lo risalirono le truppe romane dirette in Spagna nel 77 a.C. e ne scesero incursori saraceni nel X secolo. Nel Medioevo transitarono le truppe di Carlo d’Angiò nel 1259 e quelle di Francesco I nel 1515. La stessa strada che la percorre, la SS21, fu fatta costruire da Napoleone. La valle fu poi ben difesa dalle opere militari dei Savoia, che a Vinadio eressero il forte Albertino. Nel XX secolo le opere militari interessarono le quote più alte, dove fu costruita una rete di strade militari, forti, camminamenti e postazioni di difesa, lungo il confine francese. Né il forte di Vinadio, né le opere realizzate durante l’ultimo conflitto vissero epocali battaglie. E oggi sono finalmente utilizzate per scopi pacifici: spazi espositivi e museali al forte Albertino e una rete di percorsi escursionistici sulle strade militari costituiscono una ricchezza per la valle, che può contare inoltre su buone infrastrutture per il turismo invernale dello sci da fondo, sulle antiche terme di Vinadio e sui prodotti agro-pastorali del territorio.
Il percorso di visita
Sulla valle, inizialmente ampia, dominava l’antico castello di Roccasparvera (La Ròca), che conserva edifici del XV secolo nel centro storico. In epoca medievale era centro importante e in competizione col nascente comune di Cuneo. Proseguendo oltre, la valle si stringe in corrispondenza degli abitati di Gaiola (Gaiòla) e di Moiola (Moiòla), entrambi a breve distanza dalla Stura di Demonte. Gaiola e Moiola sono centri attrezzati per la pratica della canoa. Brevi deviazioni portano alle innumerevoli borgate di Valloriate (Valàuria) e Rittana (Ritana), in bella posizione tra i castagneti negli omonimi valloni, sul versante orografico sinistro.
La valle si apre nell’ampia conca di Demonte (Demont), di probabile fondazione romana, che la statale attraversa come via Martiri e Caduti della Libertà. La via è porticata e conserva splendidi capitelli e colonne romanici. Il Museo etnografico Lou feracaval, allestito in un’antica officina di maniscalco, documenta questa attività del passato. Il paese si trova alla confluenza del vallone dell’Arma nella valle principale: una strada carrabile percorre il vallone fino al colle di Valcavera, in ambiente di pregio, con possibilità di escursioni verso la val Maira. Sul versante orografico destro si trova la frazione Festiona, centro attrezzato per lo sci da fondo.
La statale prosegue verso Aisone (Aison), il cui territorio è in parte (vallone della Valletta) compreso nel Parco delle Alpi Marittime: a destra della strada si notano ripide pareti fortemente erose, con tecchie e grotte frequentate nella preistoria. Ben esposto a sud, Aisone conta varie frazioni a mezzacosta, che godono di microclima mediterraneo.
Vinadio (Vinai) è stato da sempre piazzaforte militare, perché situato su una stretta della valle. Il complesso sistema di difesa comprende la batteria Neghino e la postazione Sarzieri a monte del paese, sui due versanti della valle, e il Forte Albertino, costruito a Ovest del paese, verso la Francia, tra il 1834 e il 1847. È una delle opere militari più importanti del Piemonte, e comportò la distruzione di parte dell’abitato medievale. Oggi al forte si visita l’allestimento multimediale La montagna in movimento, su ambienti, natura e prospettive future delle Alpi Marittime (www.fortevinadio.it). Il paese conserva un grazioso centro storico e la parrocchiale di S. Fiorenzo, con bel campanile romanico.
Vinadio è punto di partenza per varie escursioni: verso il vallone di Neraissa, dove si trovano belle borgate e qualche casa con originale tetto di paglia di segale; verso il selvaggio vallone di Riofreddo, sul versante orografico destro; verso il santuario di S. Anna di Vinadio, luogo suggestivo a cavallo tra le valli Stura e Tinée, a 2035 metri. Sorse nel XIV secolo con funzioni ospitaliere sulla via che collega le due valli attraverso il colle della Lombarda. Il santuario è ancora oggi dotato di un ospizio-rifugio ed è meta di pellegrinaggi a piedi. La chiesa conserva un interessante repertorio di ex voto.
Proseguendo il viaggio lungo la SS21, oltre Vinadio si devia verso Bagni di Vinadio (1323), sul versante orografico destro, dove si trovano le terme, già note nell’antichità. L’attuale stabilimento sorse nel XVIII secolo, e fu a più riprese modificato e ampliato. Sfrutta sorgenti di acqua medio-minerale clorurato solfato calcica litiosa, che sgorga alla temperatura di 60°. Gli stabilimenti sono attrezzati per varie terapie e per trattamenti benessere, e dotati di saune in grotte naturali, piscina coperta e scoperta. Proseguendo sulla strada che percorre il vallone di Corborant, si sale all’appartato borgo di S. Bernolfo, punto di partenza per escursioni estive e scialpinistiche.
La valle principale della Stura di Demonte si apre nuovamente in conche prative più ampie, in corrispondenza di Sambuco (Lo Sambuc), in bella posizione su un poggio, sul versante orografico sinistro. Buona parte delle case del paese e delle numerose borgate - oggi con tetti di lamiera - in un passato non lontano sfoggiavano ancora le coperture in paglia di segale. Il paese è principale centro di produzione dell’agnello sambucano.
La valle torna a stringersi in prossimità di Pietraporzio (Peirapuerc), allineato lungo il fiume. Poco oltre, a Pontebernardo (Pontbernard), si trova l’Ecomuseo della pastorizia, che illustra le attività tradizionali e la pratica della transumanza verso la Provenza.
La statale prosegue verso la barriera naturale delle Barricate, una gola calcarea, con ripide pareti, dove sono state aperte vie di arrampicata sportiva. In passato le Barricate furono munite di opere di difesa, di cui rimane qualche traccia. Si sale più ripidamente verso la testata della valle, toccando Bersezio (Bersés), frazione che sorge su bella conca prativa; una carrozzabile sul versante orografico destro sale a Ferriere (Ferrieras), borgata che conserva interessanti esempi di architettura alpina. Sempre salendo, si arriva ad Argentera (L’Argentiera), la frazione capoluogo del comune omonimo e ultimo centro abitato prima del colle: è punto di partenza per escursioni scialpinistiche. La statale sale a tornanti al colle della Maddalena (1996 m), da cui si scende nella valle dell’Ubaye e a Barcellonette.
L'Occitània a pè
Nell’agosto 2008, dalla piazza della chiesa di Vinadio un gruppo di circa cento persone si incamminava verso il crinale tra Italia e Francia. Era la prima tappa di un viaggio di 1350 km. in 70 giorni attraverso tutto il Sud della Francia. La meta finale era Vielha, in val d’Aran, Catalogna, Spagna. Il viaggio, organizzato da Chambra d’Òc, aveva come scopo la conoscenza di un territorio e la raccolta di informazioni e testimonianze sullo stato della lingua. Era aperto a chiunque volesse aggregarsi e camminare per anche solo una tappa. In tutto, il cammino del gruppo fisso - composto da sette persone - è stato accompagnato da 1480 presenze, con una media giornaliera di 20 camminatori. Hanno camminato sindaci e altri eletti nelle amministrazioni locali francesi, italiane e aranesi; le comunità piccole e grandi (ma più spesso piccole) hanno accolto i camminatori con calorosa ospitalità, dimostrando con i fatti l’attualità e il significato della parola convivencia. Il cammino dell’Occitania a pè ha lasciato una traccia lunga 1350 chilometri, superando un dislivello complessivo di 50.000 metri. Ma soprattutto è servita a sensibilizzare il mondo occitano e a coordinare gli sforzi, in vista della presentazione della candidatura della lingua d’Òc, come patrimonio immateriale dell’umanità, presso l’UNESCO.
occitan La valada comença a Lo Borg mas lo començament simbòlic d'aquesta valada se pòl plaçar idealament dins lo centre de Coni, en aquel cors França que poncha drech devèrs lo còl de la Madalena. La Val d'Estura paga embe qualque problèma de tràfic son èsser un frequentat corredor de passatge transalpin. Ental passat foguet una via militara: la remonteron las tropas romanas dirèctas en Espanha ental 77 a.C. e d'aquí davaleron d'incursors sarrasins ental sècle X. Dins l'Atge Mesan passeron las tropas de Carle d'Angiò ental 1259 e aquelas de Francèsc I ental 1515. La mesma via que la percor, la SS21, foguet facha bastir da Napoleon. La valada foguet puei ben defenfua da las òbras militaras di Savòia que a Vinai bastiron lo Fòrt Albertin. Ental sècle XX las òbras militaras se faseron mai en aut, ente foguet bastia una ret de dralhas militaras, fòrts, chaminaments e postacions de defensa lo lòng dal confin francés. Ni lo fòrt de Vinai, ni las òbras realizaas durant lo darrier conflict viveron de batalhas epocalas. E encuei son finalament adobraas per de miras de patz: d'espacis espositius e museals al fòrt albertin e una ret de percors excursionístics sus las dralhas militaras constituïsson una richessa per la valada, que pòl comptar en mai d'aquò sus de bònas infrastructuras per lo torisme de l'uvèrn (l'esquí de fons), sus las anticas aigas chaudas de Vinai e sus lhi produchs agro-pastorals dal territòri.

Lo percors de vísita

Sus la valada, larja al començament, dominava l'antic chastèl de La Ròca, que garda d'edificis dal sècle XV dedins lo centre istòric. En època medievala era era un centre important e en competicion embe la naissenta comuna de Coni. En continuant òutra, la valada s'estrenh en correspondença di vilatges de Gaiòla e de Moiòla, tuchi dui arramba dal flum Estura. Lhi dui vilatges son equipats per la pràctica de la canòa. De pichòtas deviacions menon a las tantas ruaas dins lhi valons de Valàuria e de Ritana, en bèla posicion a l'adrech, al metz de chastanhiers.

La valada se duèrb dins l'ampla conca de Demont, de probabla fondacion romana, que l'estatala atrasvèrsa coma via Martiri e Caduti della Libertà. La via es porticaa e garda d'espléndids capitèls e colòmnas romànicas. Lo Musèu etnogràfic Lou Feracaval, adobat dins un'antica oficina de ferracaval, documenta aquesta activitat dal passat. Lo país se tròba a la confluença dal valon de l'Arma dins la valada principala: una via carroçabla remonta lo valon fins al còl de Valcavèra dins un ambient de granda valor, ente én pòlon far d'exursions vèrs la Val Maira. A l'ubac se tròba la ruaa de Festiona, centre equipat per l'esquí de fons.

L'estatala contínua vèrs Aison, dont lo territòri es en part (valon de la Valeta) comprés dedins lo Parc des Alps Marítimas: a drecha de la via én nòta de regdas parets fortement roseaas, embe de balmas e de tunas frenquentaas dedins la preistòria. Ben expausat a l'adrech, Aison còmpta divèrsas ruaas a mesa còsta que gòdon d'un microclima mediterrani.

Vinai es estat da sempre una plaçafòrt militara, já que es situat sus un'estrecha de la valada. Lo complèx sistèma de defensa compren la batteria Neghino e la postazione Sarzieri amont dal país, sus lhi dui versants de la valada, e lo Fòrt Albertin, bastit a Oest dal país, vèrs la França, entre lo 1834 e lo 1847. Es una des òbras militaras mai importantas dal Piemont e comportet la destruccion de part dal vilatge medieval. Encuei al fòrt se vísita l'alestiment multimedial La montagna in movimento sus ambients, natura e prospectivas futuras de las Alps Marítimas (www.fortevinadio.it). Lo país garda un jòli centre istòric e la parroquiala de Sant Florenç, embe un bèl cloquier romànic.

Vinai es lo ponch de partença per divèrsas excursions: vèrs lo valon de Neraissa, ente se tròbon de jòlias ruaas e qualque maison embe l'original cubèrt de palha; vèrs lo salvatge valon de Riufreid, a l'ubac ; vèrs lo santuari de Sant'Ana de Vinai, luec suggestiu a caval entre la Val d'Estura e la valada de la Tinea, a 2035 mètres. Naisset ental sècle XIV embe de foncions espitalieras sus la via que jonh las doas valadas a travèrs lo còl de la Lombarda. Lo santuari es encara encuei dotat d'un ospici-refugi e es destinacion de romeatges a pè. La gleisa garda un interessant repertòri de ex vòts.

En continuant lo lòng de la SS21, passat Vinai se devia vèrs lhi Banhs de Vinai (1323 m), a l'ubac de la valada, ente se tròbon las aigas chaudas, já conoissuas dins l'antiquitat. L'establiment actual naisset ental sècle XVIII e foguet a mai de represas modificat e ampliat. Esfrucha de sorgents d'aiga mesana-minerala clorurat solfat càlcica litiosa, que giscla a la temperatura de 60°. Lhi establiments son equipats per divèrsas terapias e tractaments de benèsser, e dotats de saunas dins de tunas naturalas, piscina cubèrta e descubèrta. En continuant sus la via que percor lo valon de Corborant, se monta a l'isolaa ruaa de Sabarnolh, ponch de partença per d'excursions estivas e d'esquí d'alpinisme.

La valada principala de l'Estura se duèrb mai en de larjas concas de prats en correspondença de Lo Sambuc, butat en bèla posicion sus d'un puei a l'adrech de la valada. Bòna part de las maisons dal país e des nombrosas ruaas - encuei embe lhi cubèrts en tòla - dins un passat pas ben luenh avion encara lhi cubèrts de palha de sèel. Lo país es lo principal centre de produccion de l'anhèl sambucan.

La valada torna s'estrénher près de Peirapuerc, alinhat lo lòng dal flum. Pauc pus enlai, a Pontbernard, se tròba l'Ecomusèu de la Pastorícia, que mostra las activitats tradicionalas e la pràctica de la transumança vèrs la Provença.

L'estatala contínua vèrs la clusa naturala de las Barricadas, una gola calcàrea embe de regddas parets, ente son estaas dubèrtas de vias de rampinhada esportiva. Ental passat las barricadas fogueron munias d'òbras de defensa dont resta qualque traça. Se monta mai rapidament vèrs la tèsta de la valada en tochant Bersés, ruaa que se tròba dins una bèla conca al metz de prats; una via carroçabla a l'ubac monta a Ferrieras, ruaa que garda d'interessants exemples d'arquitectura alpina. Sempre en montant, én arriba a L'Argentiera, la ruaa cap-luec de la comuna e darrier centre abitat derant dal còl: es un ponch de partença per d'excursions d'esquí d'alpinisme. L'estatala monta a revincs al còl de la Madalena (1996 m), d'ente én davala dins la valada de l'Ubàia e a Barceloneta.


L'Occitània a pè
Dins l'avost dal 2008, da la plaça de la gleisa de Vinai un grop de a pauc près cent personas s'enchaminava vèrs l'acrin entre Itàlia e França. Era la premiera tapa d'un viatge de 1350 km. en 70 jorns a travèrs tot lo metzjorn de França. La destinacion finala era Vielha, en Val d'Aran, Catalonha, Espanha. Lo viatge, organizat da la Chambra d'Òc, avia coma mira la conoissença d'un territòri e la recòlta d'informacions e de testimoniança sus l'estat de la lenga . Era dubèt a qui que sie volguesse s'agregar e chaminar decò masque per una tapa. En tot, lo chamin dal grop fix - compausat de sèt personas - es estat acompanhat da 1480 presenças, embe un numre medi jornalier de 20 chaminaires. An marchat de séndics e d'autri elegits de las administracions localas francesas, italianas e aranesas; las comunitats pichòtas e grandas (mas mai sovent pichòtas ) an aculhit lhi chaminaires embe un'ospitalitat chalorosa, en demostrant embe lhi fachs l'actualitat e lo significat de la paraula "convivéncia". Lo chamin de L'Occitània a pè a laissat una traça lònja 1350 quilomètres, en sobrant un deslivèl complexiu de 50.000 mètres. Mas sobretot es servia a sensibilizar lo monde occitan e a coordinar lhi esfòrç, en vista de la presentacion de la candidatura de la lenga d'Òc coma patrimòni immaterial de l'umanitat près de l'Unesco.