occitan

Graziella Vachet in Falco (1939-), bardonecchiese, abbandona gli studi classici per dedicarsi alla famiglia e aiutare il marito nel negozio di parrucchiere. Quando i figli crescono e si sposano, come riporta lei stessa: “Incomincia a scrivere per riempire il grande vuoto dell’anima inquieta, quando nella sua casa il silenzio rimbomba”. Nel 2007 pubblica una raccolta di poesie in lingua italiana inserendone tre nella lingua della sua terra ormai raramente usata in una località turistica, Bardonecchia, che ha velocemente abbandonato usi e tradizioni negli ultimi decenni.

Con la poesia Lu Gran (I Nonni) la Vachet partecipa al Premio Letterario Internazionale Alda Rocci Mortin 2006 ricevendo il premio di merito.

La grafia utilizzata dalla Vachet fa riferimento a quella della Baccon, utilizzata della sua maestra di un tempo: Augusta Gleise, ritornata ad essere sua maestra nei corsi di lingua occitana che tiene negli anni Novanta.

Data la difficoltà di percezione che spesso se ne ha o la pronuncia differente da luogo a luogo, da persona a persona o nel corso della stessa frase di un medesimo parlante, la Vachet indica indifferentemente l’articolo indeterminativo nelle forme un (data la grafia utilizzata dovrebbe però scrivere ün) e in per il maschile e unë (anche in questo caso dovrebbe intendersi ünë), inë, in’ per il femminile, come indicato anche da Giovanna Jayme nei suoi Appunti morfologici della parlata provenzale alpina di Oulx, mentre Augusta Gleise in Appunti morfologici della parlata occitano alpina di Bardonecchia scrive che le forme ün e ünë sono utilizzate unicamente per gli aggettivi numerali.

La presenza sporadica del gruppo consonantico gl (s’arvagliavë, si svegliava), in luogo di lh utilizzato altrove (s’agrapilhän, si arrampicano), deve invece essere imputata a refuso, come pure nel caso della s sonora più volte presente (fasië, faceva; disìë, diceva; marerusë, triste) e che dovrebbe essere indicata con z come altrove correttamente riportato (uzautre, voialtri; cüzinë, cucina). 

La Flu Alpin

Unclë Etiënë (mun päpā gran)

Lu Gran