Daniela Garibaldo (1955-), torinese, inizia a raccogliere testimonianze sulla vita e sulle attività tradizionali della frazione Millaures di Bardonecchia di dove è originaria la madre, Adele Allemand, «per curiosità e per riscoprire il piacere di ritornare ai bei tempi dell’infanzia quando, accoccolata ai piedi di mia nonna, l’ascoltavo a bocca aperta raccontare storie fantastiche», ma ben presto la curiosità si trasforma in vera e propria passione, un percorso personale alla ricerca delle proprie radici, con «la consapevolezza di essere impastata con il lavoro, la fatica, la cultura e la tradizione delle generazioni che mi hanno preceduto, dalle quali discendo e di cui sono orgogliosa».

Il lavoro della Gariblado è di indagine etnografica, toponomastica e linguistica attraverso la registrazione di numerosi testimoni locali e attraverso la ricerca archivistica. Le registrazioni, riordinate e suddivise per argomento, fruttano una serie di etnotesti di estremo interesse riportati fedelmente nella parlata materna utilizzando come riferimento per la trascrizione i lavori di Clelia Baccon e di Augusta Gleise, «con le dovute eccezione del caso in quanto il patuà è una lingua a cui vanno strette le regole grammaticali e può essere anche molto difforme da una frazione all’altra».

I testi in lingua occitana che la Garibaldo trascrive per la rivista Valados Usitanos e per il sito internet http://escarton-oulx.eu, che cura con il francese Cyrille Rochas, abitante a Grenoble e discendente da una famiglia proveniente dall’omonima borgata a monte di Millaures, sono attribuiti dalla stessa ai testimoni consultati. Molti altri testimoni abitanti delle borgate sono però interpellati dalla Garibaldo per i lavori pubblicati nella collana I Quaderni di Bardonecchia sulla toponomastica, Guida dei toponimi di Millaures333 (2002), e sulla flora locale e il suo impiego, La flora popolare di Bardonecchia334 (2010), condotto con Marziano di Maio. Ancora per I Quaderni di Bardonecchia, con l’amico Marziano Di Maio e con il chiomontino Valerio Coletto, la Garibaldo s’impegna poi in un lavoro a carattere storico: Melezet e Millaures. Cinque secoli di storia parrocchiale335 (2012).

La Garibaldo conduce indagini a tutto campo e scrive diversi articoli per Valados Usitanos, ma la vera fonte di ispirazione nella ricerca etnolinguistica è la madre di Daniela, Adele Allemand (1928-), nativa di Millaures ed emigrata ad Alpignano con il marito Cesare Garibaldo, dalla quale l’appassionata ricercatrice riceve l’amore per la sua terra e alla quale può attingere un bagaglio di conoscenze e di esperienze di prima mano.

La Allemand ritornata nel paese natio, oltre a raccontare usi e costumi tradizionali di Millaures, meticolosamente trascritti, analizzati e arricchiti dalla figlia, compone un racconto suggestivo sul lavoro femminile della vita contadina, colmo di riferimenti topografici, dedicato al marito Cesare: Lë giurnà dlë mënagerë (La giornata della massaia). Dal testo si rileva la particolarità della conca di Bardonecchia dove la preposizione italiana “con”, in altre località dell’Alta Valle nella forma occitana ambu, mbu, abu, ‘bu, subisce la contrazione nella forma u, e nella forma o a Rochemolles, mentre a Chiomonte è tradotta con vèi, avèi e ad Exilles con

Lë giurnà dlë mënagerë