italiano

Il medico Virgilio Fontan (1927-2003) nato a Torino di origini di Deveys di Exilles, vive tra la città e la frazione exillese Chambons. Cultore della lingua locale e della cultura occitana, ha la passione per la pittura con all’attivo oltre ventun mostre tra personali e collettive, la musica che ama comporre e suonare e l’arte della liuteria con la realizzazione di oltre un centinaio di chitarre, violini, violoncelli e ghironde. Compone i versi e la musica di Silans Usitan, canto pieno di nostalgia e d’amore per la sua terra con cui partecipa nel 1989 al concorso di Robilante in occasione del terzo Rescountre Usitan.

Nella grafia utilizzata dal medico exillese, la e finale non accentata è da intendersi semimuta (umbre, ombra; freide, fredda); la vocale ä, posta dopo la consonante r, indica un suono articolato tra alveo e palato della consonante. Il segno u è indifferentemente utilizzato per rendere il suono u all’italiana (mun, mio; arcuneisu, riconosco), ad eccezione del pronome dove è reso con il digramma ou (vou, voi; nou, noi), o il suono u francese (lumiere, luce), rendendo difficile la distinzione. Non è indicato allungamento vocalico compensativo (sueima, sognare).

Non è distinta la s sonora da quella sorda (lus, gli; persuna, persone). J ha suono consonantico alla francese (jomé, mai; lijera, leggere) o valore semivocalico (traij, tradito). In un caso il segno c è inteso con suono s dolce alla francese (douce, dolce). La consonante k ha suono di c aspra (ki, che), ma non è utilizzata nella parola musicche (musica) dove è sostituita dal digramma ch, altrove impiegato per indicare il corrispondente suono alla francese (gaché, guardato).


Silenzio Occitano


Pietre del mio paese,

da voi ho appreso a sognare

nella luce fredda che precede l’alba.

Da voi apprendo l’amore

come amore è la vostra ombra che mai tradisce.

Persone immobili che da sempre mi avete guardato,

in voi mi riconosco

per la dolce armonia che mi date.

Pietre del mio paese,

nel vostro silenzio io sento

l’infinito dell’eternità.

Musica che mi ricorda la gioia dell’amore,

l’amarezza triste dei rimpianti,

la profondità dei sospiri,

la felicità degli amanti,

la disperazione degli abbandoni

e il silenzio muto della fine.

Pietre del mio paese,

vi porto leggere nel cuore

per consolare il mio povero destino.

Péirä ‘d mun pai,

de vou mi aprennu a sueima

din la freide lumiere dran ki i rive l’aube

de vou mi l’amur aprennu

cumme amur li votre umbre k’jomé i traij

persuna fissa ke de ciù m’avé gaché

din vou a m’arcuneisu

par la duce armunie que vou m’ duné

péirä ‘d mun pai

din votre silans mi entendu

l’infini de l’eternité.

Musicche k’i m’ansuene la jua de l’amur

l’amà triste d’lus argrée

la prufundité d’lus suspir

la cuntantesse d’lu galan

la disperasiun d’lus abandun

e l’silans miet e frei d’la fin

péirä ‘d mun pai

vou u sé lijera din l’coeur

par cunsula mun por destin.183