Genesio De La Coste (1919-1977) siȓitìn, abitante della Frazione Cels di Exilles, ën Séou, ragioniere, titolare di una segheria, consigliere comunale e vicesindaco di Exilles, componente della redazione de Il Bannie, è la vera anima del recupero delle tradizioni e della lingua occitana nella quale, oltre che in piemontese, italiano e francese, scrive diversi testi e riporta proverbi e modi di dire delle frazioni e del capoluogo, con predilezione per la sua amata borgata.

Il De La Coste codifica una grafia basata su quella italiana, con alcune varianti per i suoni peculiari della parlata locale quali: il grafema ü, poi sostituito con û, per il corrispondente suono u francese (agü, avuto; ûver, inverno); la e finale non accentata che è da intendersi semimuta (munde, mondo), mentre y ha il suono i dell’italiano ieri (puyon, possiamo). La consonante j suona come in francese (Vierjé, Vergine; jaré, gelo).  Charonda

Negli scritti successivi del De La Coste nasce qualche problema per il digramma ch utilizzato sia per il corrispondente suono italiano che per quello francese (chionse, quindici; turchon, torchiamo). Non è più distinto l’allungamento vocalico compensativo nelle forme dell’infinito dalle finali su cui cade l’accento (counflà, gonfiare; , legna; siyunà, secchiate), neppure è indicata alcuna distinzione tra s sonora e sorda (stusan, in questi anni, dove la prima è sorda e la seconda sonora). Parlon d’la mesùn du paysan d’isi 

Nel 2000, per ovviare ad alcuni problemi di pronuncia dovuti alla grafia utilizzata dal De La Coste, la redazione de Il Bannie ripubblica il testo nell’edizione originale e lo trascrive con alcune varianti utili a meglio individuare alcuni suoni e ad eliminare diverse ambiguità, anche se permangono alcune imprecisioni, come ad esempio la mancanza di segnalazione dell’allungamento vocalico o la differenziazione tra s sorda e sonora.

Il Bannie ripubblica poi altri testi del De La Coste con la nuova grafia adottata qui riproponiamo solo il primo, Parlon dla mesoun du paysan d’issì, a titolo esemplificativo, la cui ripubblicazione era accompagnata da alcune note esplicative:

"Di fatto, le differenze in questo brano sono le seguenti: la “u” (con il suono della “u” italiana) di Genesio equivale alla “ou” nella grafia diversificata; il suono “û” di Genesio (“u” alla francese) è da noi scritto semplicemente “u”; “c” e “ch” di Genesio (con suono “k”) sono tradotte con “qu” e “que/qui” nella nuova grafia; infine: la “e” semimuta è indicata della nuova grafia con una dieresi. Da notare poi il dittongo “ai” e “ay”, di cui non avevamo ancora trattato e che, sia in Genesio che nella grafia da noi prescelta, suona “ei”." Parlon d’la mesùn du paysan d’isi 

Per il secondo brano dedicato alla casa contadina, il De La Coste adotta il gruppo consonantico sc per il corrispondente suono italiano per cercare di eliminare l’ambiguità creata dall’uso di ch sia per il suono alla francese che per la c aspra davanti ad e ed i (sciera, sedie; chelle, quella); ma di fatto l’ambiguità aumenta perché mantiene l’uso del ch davanti alle vocali a, o e u (muchùn, grosso pezzo di legno) e utilizza il digramma sc anche per il suono tc (besciàn, bestiame). Se cò nu parlon dl’ cûsine

Con la pubblicazione del terzo e del quarto brano della serie dedicata alla casa contadina, L’etable (La stalla) e Lä granjä (Il fienile), il De La Coste continua la sperimentazione e modifica alcuni grafemi, sia per comodità, sia perché li ritiene più adatti alla resa della parlata locale e meno soggetti ad ambiguità. L’autore exillese adotta pertanto il segno ä per indicare un suono intermedio tra a ed e (crepiä, greppia); ë per indicare la semimuta (fumië, letame); ou ed u per i corrispondenti suoni alla francese (vouian, vuote; plu, più); lh per il suono intermedio tra quelli italiani gl di figli e i di ieri (vilhâ, veglia); qu per il suono di c dura davanti alle vocali e ed i (parqué, perché).

Appaiono, ma non sempre utilizzate correttamente, la z ad indicare il suono della s sonora (sazoun, stagione) e l’accento circonflesso ad indicare allungamento vocalico (, rari; valsâ, girare).  L’etable Lä granjä