Vestiti con cura e recando in ispalla un rotolo di tessuti, un metro di legno e un grosso parapioggia, si trascinavano con costanza per tutta l'invernata e per la strada, nelle città, nei grossi borghi, negli abitati più isolati e sperduti delle valli: una sosta dopo l'altra, in ogni casa dove ci fosse una donna da convincere a cedere loro la capigliatura e ad accettare in cambio un grosso fazzolettone di lana da tenere in testa sino alla ricrescita dei capelli.

Poche ciocche che ricrescevano presto, con la luna giovane, dicevan loro con arte persuasiva, ma poi, che disastro quando mettevano le mani e le forbici tra quei capelli, e appena la donna sacrificante correva allo specchio, sovente eran lacrime e pentimenti.

S'intendevan tra loro parlando in un gergo speciale, un vero dialetto consolidato da padre in figlio, che usavano in particolari momenti del loro peregrinare, un linguaggio ricco di lessico, che riusciva assolutamente incomprensibile agli astanti e mi piace qui darne un breve saggio

 

Grei Padre

Greio Madre

Peru Uomo

Boiso Landrio Donna sposata

Mucino Ragazza

Mucin Giovanotto

Mec Fidanzato

Lionis Prete

Angelet Carabinieri

Limuso Camicia

Capio Testa

Gurgunsavi Pidocchio

Maulo Casa

Tavi Osteria

Pleus Letto

Piurlu Soldi

Chaluno Saccoccia

Buis Botte

Breo Gente

Bauhcho nut Non parlare

Gurdo Tresulendo Treccia bellissima

Gurdo venio Treccia brutta

Trasso Vattene

Preme Dare

Marco veni Brutto segno

Cimo Vino

Rigo Polenta

Bobo Minestrone

Berluf Patate

Ratatuio Carne