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Geografia delle Valli occitane.

Geografia de las Valadas occitanas

La parte occitana nello Stato italiano.

italiano A est dell'Occitania in Francia, la lingua d'oc non si ferma alla frontiera, ma prosegue al di là dello spartiacque, nel territorio amministrativo italiano.
È un territorio montuoso alpino con delle Valli che hanno quasi tutte direzione Est-Ovest e scendono verso la pianura piemontese.
La maggior parte di queste prendono il nome dai fiumi che le percorrono.
Cominciando dal Nord troviamo:
Provincia di Torino
val d'Oulx (Alta val Susa), val Chisone, val Germanasca (o San Martino), val Pellice
Provincia di Cuneo
val Po, val Varaita, val Maira, val Grana, valle Stura, val Gesso, val Vermenagna, le valli della Bisalta, le valli del "Quié" e Briga Alta
Provincia di Imperia
i comuni di Triora e Olivetta

Per ragioni di vecchie emigrazioni dalle Valli bisogna considerare occitano anche il comune di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza (Calabria).

Val d'Oulx (o Alta val Susa)
Una valle di grande turismo, intenso passaggio, nobiltà e orgoglio di appartenenza.

A Chiomonte finisce la zona franco-provenzale e comincia la zona di lingua d'oc e siamo in val d'Oulx.
Valle con grande sviluppo turistico, una autostrada che attraversa le montagne con il traforo del Frejus e una linea ferroviaria.
È prevista una linea T.G.V. (treno a grande velocità) con una forte opposizione dei valligiani.
In alto, dal colle del Monginevro si scende a Briançon, a destra vi è Bardonecchia e sulla sinistra la valle è collegata alla val Chisone attraverso il colle di Sestriere.
Tra il 1300 e il 1700, la val d'Oulx fece parte della confederazione degli Escartons (Cantoni).
Oggi è una valle con delle amministrazioni molto sensibili al valore della lingua d'oc.

Val Chisone
Una lunga valle, ricca di tradizione e storia.

Una lunga valle che ha inizio uscendo da Pinerolo e sale fino a Sestriere.
Bisogna considerare occitani anche i comuni della Comunità montana Pinerolese Pedemontano: Cantalupa, Frossasco, Roletto, San Pietro Val Lemina e le frazioni di Pinerolo Abbadia Alpina e Talucco.
La parte alta della valle, nel passato, era l'escarton (il cantone) di Pragelato.
Il versante a Nord della bassa valle, fino a Pramollo, è di fede valdese, come la val Germanasca, diramazione a sinistra che comincia da Perosa, e la val Pellice.
È ancora in bassa valle che si è sviluppata un'economia industriale, ora un po' in difficoltà.
A Fenestrelle, nel XVIII secolo, è stata costruita una grande fortezza.
Vi sono inoltre due parchi naturali, il parco Orsiera Ròchavré che si trova a cavallo fra le valli Chisone, Sangone e Susa e il parco Val Troncea che occupa un piccolo vallone alla sommità della valle.
Per quanto concerne la lingua d'oc vi è buona coscienza e si svolgono attività per la sua valorizzazione.

Val Germanasca
Una valle di valloni, valloncelli, miniere e Ramier.

A Perosa, se invece di continuare dritto per l'alta valle si gira a sinistra, si trova la val Germanasca che si apre come un ventaglio di valloni e valloncelli.
Forte la presenza valdese e vive la lingua occitana, la tradizione popolare e la danza.
Le miniere di talco e di grafite hanno rappresentato per lungo tempo una grossa risorsa economica e sono oggi utilizzate per visite didattiche e turistiche.
Non bisogna inoltre dimenticare le vigne di Pomaretto nelle quali si produce il vino Ramier.

Val Pellice
Storia e attualità valdese di fieri montanari.

Valle con forte presenza di credenti e istituzioni valdesi a come centro principale Torre Pellice.
È su quelle montagne che nel 1600 si sono svolte le battaglie contro la terribile persecuzione dei Savoia.
Viene considerato di Luserna il trovatore Peire Guilhem del quale si sono conservati alcuni componimenti poetici.
Lo sfruttamento delle cave di pietra nei comuni di Luserna e Rorà, che risale al Medioevo, rappresenta oggi un'attività molto sviluppata.
La lingua occitana è parlata con fierezza soprattutto nell'alta valle e nei valloni laterali.

Valle Po
La montagna più alta, il fiume più lungo e la prima galleria sotto le Alpi occidentali.

Qui abbiamo la montagna più alta delle nostre Valli, il Monviso (3841 m.); da questo nasce il fiume più lungo d'Italia, il Po.
Dalle montagne della valle Po, si dice che sia passato Annibale con 26.000 uomini e 37 elefanti.
Nel passato, la necessità di procurarsi il sale in Provenza ha portato all'apertura del "buco di Viso", galleria di 75 m., a 2882 m. di altitudine.
Fatta costruire dal marchese di Saluzzo, questa galleria ha visto passare, per più di 100 anni, riso, lana e altri prodotti diretti in provenza e sale per le Valli; oggi può essere attraversata con le guide e l'aiuto di fiaccole.
È della val Po, di Paesana, il pittore itinerante Jòrs Boneto (nato nel 1746 e morto dopo il 1811).

Val Varaita
Valle di storia, danze, tradizioni e coscienza occitana.

La valle va da Piasco a Chianale e, nella bella stagione, si può arrivare in Queyras con l'auto, attraverso il Colle dell'Agnello (2.748 m).
I comuni di Pontechianale, Casteldelfino e Bellino hanno costituito uno degli Escartons, e ancora oggi, quella zona viene detta la Castellata.
Sono molto importanti due manifestazioni della tradizione storica nel periodo di carnevale: la Baïa di Sampeire (ogni 5 anni) e la Beò di Bellino.
Alla fine degli anni '60, in questa valle ha avuto inizio la coscienza occitana in Italia con le idee di François Fontan, un nazionalista occitano originario della Guascogna e abitante a Frassino, la ricca crezione letteraria di Antonio Bodrero e un primo gruppo di giovani occitanisti.
Valle ricca di danze tradizionali, è la terra di famosi suonatori popolari come Joan Bernardi e Jusèp da Ros, di Masino Anghilante, compositore di canzoni in lingua d'oc, e di scrittori come Giovanni Bernard, autore del Dizionario Enciclopedico di Bellino - Lo Saber - e del primo romanzo in occitano delle Valli - Steve.

Val Maira
Il valore della natura, dell'arte e della lingua.

Risalendo lungo l'asse principale della valle si giunge a Chiappera (1.614 m.), ai piedi della rocca Provenzale.
Sentieri e strade militari conducono ai colli delle antiche vie dell'emigrazione che portavano in Francia, nelle valli dell'Ubaye e dell'Ubayette.
A fianco di una lingua ben conservata, la valle mostra un numero rilevante di opere d'arte: chiese romanico-gotiche, affreschi di alta scuola (H. Clemer, Baleison), ponti merlati, fontane, edifici con bifore e têtes coupées. La ricchezza storico-artistica e naturalistica e la presenza di strutture escursionistiche (G.T.A., Percorsi Occitani) hanno favorito lo sviluppo di un turismo culturale che riscuote molto successo nei paesi di lingua tedesca con l'afflusso di escursionisti da Germania, Svizzera e Austria.
In questi anni, si sta verificando il rientro in valle di forze giovani: figli di emigrati o giovani della città che, scelto un altro stile di vita, hanno sviluppato mestieri agricoli, artigianali, turistici e fatto propria la lingua occitana.

Val Grana
È una valle corta; alcuni suoi comuni sono sul confine montagna-pianura (Vignolo, Cervasca, Bernezzo, Caraglio).
Castelmagno è il comune più alto, con il santuario di San Magno a 1.761 metri. Verso la cima, la valle è molto ampia con altipiani a 2.200 metri di quota, incuneati fra le valli Stura e Maira. Da questi pascoli viene il Castelmagno, formaggio pregiato delle Alpi, la cui origine si fa risalire al XIII secolo.
A Santa Lucia, nel vallone laterale di San Pietro di Monterosso, nei primi anni '60 ebbe inizio la prima attività di valorizzazione della lingua occitana delle Valli.
La valle conserva numerose opere di Pietro da Saluzzo. Suoi gli affreschi della cappella di San Magno, nel santuario di Castelmagno, eseguiti tra il 1475 e il 1480, quelli della cappella di San Bernardo a Valgrana e di San Sebastiano a Monterosso.

Valle Stura
Valle di grande passaggio vecchio e nuovo, di forti e sci da fondo.

È una valle lunga che comincia a Borgo San Dalmazzo e sale fino all'ultimo comune, l'Argentera, e attraverso il colle della Maddalena (2.000 m.) comunica con la valle dell'Ubaye.
Per questo valico transitavano le carovane del sale che nel medioevo andavano a rifornirsi in Camargue e gli eserciti che scendevano a combattere in Italia.
L'attuale carrozzabile del colle, progettata ai tempi dell'occupazione napoleonica del Piemonte, fu terminata nella seconda metà dell'Ottocento.
La posizione chiave della valle suggerì, nel corso dei secoli, la sua difesa militare. Alla fine del Cinquecento fu costruito un forte a Demonte. Il forte di Vinadio, opera del re di Sardegna Carlo Alberto, viene oggi utilizzato per attività culturali. È aperta sia d'estate sia d'inverno la stazione termale dei Bagni di Vinadio. È la valle di Stefania Belmondo, grande campionessa di sci da fondo, nata a Pontebernardo. La lingua occitana è ben conservata e, soprattutto nell'alta valle, presenta caratteri arcaici interessanti.

Val Gesso
La valle dei re, dei gipeti e del grande Parco.

Piccola valle divenuta famosa perché i regnanti di casa Savoia, dal 1857, vi venivano in vacanza e soprattutto a caccia del camoscio.
Notevole è la presenza, oggi, di alpinisti che si avventurano sulle parte rocciose di quelle ardite montagne.
Il territorio della valle è in gran parte nel Parco delle Alpi Marittime in cui vivono camosci, lupi, stambecchi, linci, gipeti& e, grazie a tutto ciò, è un luogo che attira un considerevole turismo naturalistico.
In cima alla valle troviamo le Terme di Valdieri con acque curative.
Un grosso impianto idroelettrico si trova poco sopra Entracque.
La lingua occitana locale presenta delle caratteristiche particolari come il termine "Quié" per il pronome personale "io".

Val Vermenagna
Valle di danze e coltelli.

Percorsa da una strada internazionale e dalla linea ferroviaria Cuneo-Nizza, la valle ha in Limone Piemonte il più importante centro sciistico delle Alpi sud-occidentali.
In cima al crinale, al confine con la Francia, sorgono i forti di Tenda.
Ricca la tradizione musicale nel canto corale e nei balli, correntas e balets, interpretati con un velocissimo passo di danza.
Vernante è famosa per i "vernantins", coltelli con lame forgiate in acciaio temprato e manici fatti con corna bovine.
Ci sono prove che Roccavione. il paese all'imbocco della valle, sia stato rifugio di Catari.
Buono l'interesse per la lingua occitana locale; recentemente è stato pubblicato il "Dizionario Occitano di Robilante e Roccavione" e prossimamente uscirà quello di Vernante.

Le Valli della Bisalta
Tre piccole valli con tre cittadine importanti e attive.

Corte, cortissime sono le valli Colla e Josina, con Boves e Peveragno. Chiusa Pesio, racchiusa da contrafforti, sorge sul torrente omonimo prima del suo sbocco in pianura.
La popolazione ai piedi della Bisalta (2.404 m.), si concentra in queste tre cittadine, considerevoli già nell'Ottocento, con una borghesia colta e intraprendente, attiva nella industrializzazione, rivolta soprattutto alla seta, alla lana e alle fornaci.
La parlata di Boves, Peveragno e Chiusa mostra le tipiche influenze del piemontese che si riscontrano nelle zone a contatto con la pianura. Negli ultimi decenni esse si sono accentuate per il venir meno della popolazione nelle frazioni montane, dove la parlata era più conservativa. Le fondamenta tuttavia rimangono occitane: in particolare nel vocabolario rurale, nell'universo di miti e leggende.

Le valli del "Quié"
L'estremità orientale dell'Occitania, un estremo bello e interessante".

"Quié" nella variante occitana locale è il pronome personale "io".
L'area comprende i comuni di Roccaforte Mondovì nella sua estensione in val Ellero, Villanova Mondovì nelle sue propaggini montane, le due Frabose, sottana e soprana, e la frazione di Fontane in val Corsaglia.
La natura calcarea del sottosuolo è all'origine delle grotte di Bossea in val Corsaglia, una delle prime cavità italiane a essere sfruttate turisticamente a partire dalla seconda metà dell'Ottocento.
Le grotte, che si sviluppano per circa tre chilometri, hanno restituito numerosi resti dell'orso delle caverne (Ursus spelaeus), vissuto trentamila anni fa.
Lo svuotarsi delle borgate ha influito sulla conservazione della lingua, che è stata oggetto di studi per la prima volta negli anni '70, da parte del dott. Giovanni Basso di Prea (val Ellero) e l'ingegner Cesare Vinai di Fontane.

Briga Alta, Triora, Olivetta San Michele
Il Brigasco, territorio diviso tra Francia e Italia.

Prima dell'ultima guerra, il comune di Briga raggruppava vari abitati di parlata occitana nella variante brigasca.
Nel 1947, Italia e Francia firmarono a Parigi il Trattato di Pace che portò il confine sul crinale delle montagne.
Briga era estesa su entrambi i versanti: con il nuovo confine il capoluogo, la frazione Morignolo e le terre in val Roya divennero francesi con il nome di La Brigue. All'Italia rimasero le frazioni Piaggia, Upega e Carnino che formarono il comune di Briga Alta in provincia di Cuneo, mentre i borghi di Realdo e Verdeggia, furono aggregati al comune di Triora in provincia di Imperia.
Dell'area brigasca fa parte anche Viozene, del comune di Ormea.
In Liguria fa inoltre parte dell'area occitana Olivetta San Michele, sulla destra orografica del Roya.
Il territorio brigasco era già famoso nel Medioevo per i suoi ampi e ricchi pascoli, mentre di Triora è nota la persecuzione contro le streghe alla fine del XVI secolo.

Guardia Piemontese
Isola linguistica occitana in Calabria

Guardia Piemontese, isola linguistica occitana, è il lembo più orientale e più meridionale d'Occitania. Essa condivide con altri centri della provincia di Cosenza - Montalto Uffugo e San Sisto dei Valdesi - la memoria delle persecuzioni contro i valdesi del XVI secolo.
Gli abitanti di Guardia hanno le loro origini nelle Valli occitane e mantengono il dialetto d'oc parlato nel borgo antico e conservato con affetto dagli emigrati negli Stati Uniti d'America.
Sul poggio sorge il paese antico occitano, con case di pietra, carrugi e ricchi portali; lungo il pendio si trovano le Terme Luigiane con acque che contengono il più alto tasso di zolfo in Europa; sul Tirreno, si è sviluppato il centro turistico di Marina di Guardia.

occitan A l'Est de l'Occitània en França, la lenga d'òc s'arresta pas a la frontiera, mas davala al delai de l'aigavèrsa, dins lo territòri administratiu italian.
Al es un territòri montanhós alpenc abo de Valadas que an esquasi totas la direccion Est-Ouest e calon vèrs la plana piemontesa.
La majoritat d'aquestas pilhon lo nom dai flums que las corron. Començant dal Nòrd trobem:
Província de Turin
val d'Ols (o Auta val Dueira), val Cluson, val Germanasca (o Sant Martin), val Pelis
Província de Coni
val Pò, val Varacha, val Maira, val Grana, Val d'Estura, val Ges, val Vermenanha, las valadas de la Besimauda, las valadas del "Quié" e Briga Auta
Província de Impèria
las comunas de Triora e Auriveta

Per rason de vielhas emigracions da las Valadas chal considerar occitana decò la comuna de La Gàrdia en província de Cosença (Calabria).

Val d'Ols (o Auta val Dueira)
Una valada de grand torisme, fòrt passatge, nobiltat e orguelh d'apartenença.

A Chaumont finís la zòna franc-provençala e comença la zòna de lenga d'òc e sem en val d'Ols.
Valada de fòrta presença torística, una autovia que travèrsa las montanhas bo la galeria dal Frejús e una linha de trens.
La lhi a en projèct una linha T.G.V. (tren de granda velocitat) abo una fòrta oposicion de lhi estajants.
Sal som, dal còl del Montgenebre se cala a Briançon, a la drecha lhi a Bardonescha e a la manchina la valada es collegaa a la val Cluson a travèrs lo còl de Sestrieras.
Entre lo 1300 e lo 1700, la val d'Ols fasia part de la confederacion de lhi Escartons.
Encuei es una valada bo de administracions ben sensiblas a la valor de la lenga d'òc.

Val Cluson
Una lònja valada richa de tradicions e d'estòria.

Una lònja valada que comença en sortent da Pineròl e monta fins a Sestrieras.
Chal considerar occitanas decò las comunas de la Comunitat de Montanha Pinerolés Pedemontan: Chantaloba, Frossasc, Rolei, Sant Peire e las ruaas de Pineròl l'Abaïa e lo Taluc.
La part auta de la valada era, ental passat, l'escarton de Prajalats.
L'ubac (o l'envèrs) de la bassa valada, fins a Praamòl, es de fe valdesa coma la val Germanasca, brancha a manchina que comença a Peirosa, e la val Pelis.
Es decò dins la bassa valada que s'es desvolopaa una economia industriala encuei un pauc en dificultat.
A Finistrèlas, ental sècle XVIII, es estaa bastia una granda fortalessa.
La lhi a dui parcs naturals, lo Parc Orsiera Ròchavré que se tròba a caval des valadas Cluson, Sangon e Susa e lo Parc Val Troncheia que pilha un valonet al som de la valada.
Per la lenga d'òc lhi a na bòna consciença e un activisme per sa valorizacion.

Val Germanasca
Una valada de valons, valonets, tunas e Ramier.

A Peirosa, non pas continuar tot drech per l'auta valada, prenent a manchina se tròba la val Germanasca que se duerp coma un ventalh de valons e valonets.
Fòrta la presença valdesa e ben vivas la lenga occitana, la tradicion popolara e la dança.
Las tunas de talc (peira doça)e de grafit (tèrra niera) an representat per un baron de temp una gròssa resorça econòmica e encuei son utilizaas per vísitas didàcticas e torísticas.
Polem pas eissubliar las vinhas de Pomaret ente se produch lo Ramier.

Val Pelis
Estòria e actualitat valdesa de fiers montanars.

Valada de fòrta presença de creients e institucions valdesas a coma centre mai important La Tore.
L'es sus aquelas montanhas que ental 1600 se son passaas las batalhas di Valdés còntra la terribla persecucion di Savòia.
Ven considerat de Lusèrna lo trobador sonat Peire Guilhem del qual se son gardats qualqui componiments poetics.
L'esfruchament de la peira dins las comunas de Lusèrna e Roraa que remonta a l'atge mesan, encuei representa una activitat ben desvelopaa.
La lenga occitana es parlaa bo fiertat sobretot dins l'auta valada e lhi valons laterals.

Val Pò
La montanha mai auta, lo flum mai lòng e lo premier pertuis sot las Alps occidentalas.

Aquí avem la montanha mai auta de nòstras Valadas, lo Vísol (3841 m.); d'aqueste nais lo flum mai lòng de l'Itàlia, lo Pò.
Da las montanhas de la val Pò, se di que sie passat Annibale, abo 26.000 òme e 37 elefants.
Dins lo passat, la necessitat d'anar prene la sal en Provença, a portat a durbir ental 1480 lo "pertuis de Vísol", galeria de 75 m., a 2882 m. d'altituda.
Facha bastir dal marqués de Saluces, aquesta galeria a vist passar per mai de 100 ans ris, lana e d'autri produchs dirècts d'aicí en Provença e la sal per las valadas; encuei se pòl traversar bo de guidas e l'ajut de lums.
Al es d'aquesta valada, de Paisana, lo pintre itinerant Jòrs Bonet (naissut ental 1746 e mòrt après lo 1811).

Val Varacha
Valada d'estòria, danças, tradicions e consciença occitana.

La valada vai da lo Peasc a La Chanal e, dins la bòna estajon, se pòl passar en Cairàs bo la veitura, a travèrs lo còl de l'Anhèl (2.748 m.).
Las comunas de Pont e la Chanal, Chasteldalfin, Blins an constituit un de lhi Escartons e, encà encuei, aquel airal se sòna La Chastelada.
Son ben importantas doas manifestacions de la tradicion estòrica dins lo temp dal carnaval: la Baïa de Sant Peire (chasque 5 ans) e la Beò de Blins.
A la fin de lhi ans '60, ent'aquesta valada a prencipiaa la consciença occitana en Itàlia abo las ideas de Francesc Fontan, un nacionalista occitan originari de la Gasconha que istava a Fraisse, la richa creacion literària de Barba Tòni Baudrier e un premier tropèl de joves occitanistas.
Valada richa de danças tradicionalas, es la tèrra de famós sonaires popolars coma Joan Bernardi e Jusèp da Ros, de Masino Anghilante, compositor de chançons en lenga d'òc, e d'escrivaires coma Giovanni Bernard, autor del Diccionari Enciclopédic de Blins - Lo Saber - e del premier romanç en occitan de las Valadas - Steve.

Val Maira
La valor de la natura, de l'art e de la lenga.

En montant al lòng de l'as central de la valada s'arriba a la Clapiera (1.614 m.), ai pès de la Provençala.
Viòls e vias militaras pòrton ai còls de las vielhas vias de l'emigracion d'ente se calava en França, dins l'Ubàia e l'Ubaieta.
Ensem a una lenga ben conservaa, la valada presenta un bòn numre d'òbras d'art: gleisas romanicas-gòticas, frescs d'escòla prestigiosa (H. Clemer, Baleison), pònts merlats, fònts, maisons bo fenèstras bessonaas e testas talhaas.
La richessa estòrica-artística e naturalística e la presença d'estructuras per las escursions (G.T.A., Percors Occitans) an permetut lo desvelopament d'un torisme cultural qu'a ben de succés dins lhi país de lenga tedesca, bo un moviment d'escursionistas de l'Alemanha, la Soïssa e l'Àustria.
Ent'aquesti ans, an començaas a retornar en valada de fòrças jovas: filhs d'emigrats o joves de la vila que, chausit un autre estil de vita, an enchaminaas d'activitats agrícolas, artisanalas, torísticas e se son apropriats de la lenga occitana.

Val Grana
Es na valada corta bo qualquas comunas vèrs la plana (Vinhòl, Cervasca, Bernès, Caralh).

Chastemanh es la comuna mai auta, bo lo santuari de Sant Manh a 1.761 m.
Sal som, la valada s'eslarja bo de planòls a 2.200 m., conhats entre la val d'Estura e la val Maira. D'aquesti pasturals ven lo Chastelmanh, formatge ben apreciat de las Alps, que semelhe remonte al sècle XIII.
A Santa Lucia, ental valon de Sant Peire de Montrós, al començament de lhi ans '60 lhi a agut la premiera activitat de valorizacion de la lenga occitana de las Valadas.
La val Grana consèrva ben d'òbras de Peire de Saluces. Son d'aqueste pintre lhi frescs de la chapèla de Sant Manh ental santuari de Chastelmanh, fachs entre lo 1475 e lo 1480, aquilhi de la chapèla de Sant Bernard a Valgrana e de Sant Bastian A Montrós.

Val d'Estura
Valada de gran passatge vielh e novèl, de fòrts e d'esquí de fond.

Es na lònja valada que comença da o Borg e monta fins a la derriera comuna, l'Argentiera, e a travèrs lo còl de la Magdalena (2.000 m.) comunica bo l'Ubàia.
Per aqueste còl passavon las carovanas de la sal que dins l'atge mesan anavon se refornir en Camarga e las armadas que calavon per combàter en Itàlia.
La via per las veituras que passa dal còl, projectaa ai temps de l'ocupacion napoleònica del Piemont, es estaa finia dins la seconda meitat de l'Uech cents.
La posicion clau de la valada, a portat, dins lhi sècles, a na sia defensa militara.
A la fin del Cinq cents an bastit un fòrt a Demont.
Lo fòrt de Vinai, òbra del rei de Sardenha Carlo Alberto, es encuei adobrat per de activitats culturalas.
Es dubèrta d'uvèrn e d'istat l'estacion termala di Banhs de Vinai.
La val d'Estura es la tèrra de Stefania Belmondo, granda campionessa d'esquí de fond, naissua a Pont Bernard.
La lenga occitana s'es ben gardaa e, sobretot dins l'auta valada, presenta de caràcters arcaics interessants.

Val Ges
La valada di reis, di vautors e del gròs Parc.

Pichòta valada qu'es vengua famosa perqué lhi renhants de casa Savòia, despuei lo 1857, lhi venion en vacança e sobretot a la chaça di chamós.
Fòrta es la presença, encuei, d'alpinistas que s'aventuron sus las ròchas d'aquelas montanhas ardias.
Lo territòri de la valada es en granda part ental Parc de las Alps Marítimas ente vivon chamós, lops, becs, chalons, vautors& e per tot aquò es una lueia de fòrt torisme naturalístic.
Sal som de la valada trobem las Tèrmas de Vaudier abo d'aigas curativas.
Un gròs implant idroeléctric se tròba amont d'Entraigas.
La lenga occitana locala presenta de características particularas coma "quié" per lo pronom personal "mi - iu".

Val Vermenanha
Valada de correntas, balèts e cotèls.

Traversaa da na via internacionala e da la ferrovia Coni - Niça, la valada a dins lo país de Limon lo centre d'esquí mai important de las Alps Sud-occidentalas.
Amont sal crest, se la bòina abo la França, lhi a lhi fòrts de Tenda.
Richa la tradicion musicala del chant popolar e de las danças, correntas e balets, interpretats bo un particular gueddo ardit.
Vernant es famosa per lhi "vernantins", cotèls bo las lamas d'acier trempat e lhi manis en còrn de buou.
Lhi a de pròvas que Rocavion, lo país al començament de la valada, sie estat refugi per lhi Catars.
Bòn es l'interès per la lenga occitana locala; an just publiat lo "Diccionari Occitan de Robilant e Rocavion" e salharè fito aquel de Vernant.

Las Valadas de la Besimauda
Tres pichòtas valadas abo tres vilòtas importantas e activas.

Cortas, ben cortas son la val Còla e la val Jòsina, bo Beuse e Poranh. La Clusa (La Chusa), barraa dins las montanhas, se tròba sal torrent Pes derant qu'aqueste arrube a la plana.
La popolacion ai pès de la Besimauda (2.404 m.) es abaronaa dins aquestas tres pichòtas vilas, importantas já en l'Uech cents, bo na borgesia cultivaa e activa dins l'industrializacion de la sea,de la lana e de las fornasas.
Lo parlar de Beuse, Poranh e La Clusa, presenta de fòrtas influenças piemontesas que se tròbon dins las zònas vèrs la plana.
Dins lhi derriers temps, aquò s'es afortit per l'espopulament de las ruaas ente la lenga era mai conservativa.
La socha, totun, resta occitana: en particular dins lo vocabolari rural, e dins l'univèrs di mites e de las cóntias.

Las valadas del "Quié"
L'airal mai oriental de l'Occitània, un territòri bèl e interessant

"Quié" dins la varianta occitana locala es lo pronom personal "mi (iu)".
L'airal pilha las comunas de Ròcafòrt dins la sia estencion en val Èler, Vilanòva bo la zòna de montanha, Frabosa sotana e Frabosa sobirana, e la ruaa de Fontanas en val Corsalha.
La natura calcàrea de la ròcha a donaa la formacion a las balmas de Bossea en val Corsalha a 836 metres d'altituda, una de las premieras tunas italianas esfruchaas per lo torisme a partir da la seconda meitat de l'Uech cents.
Dins las barmas, que s'elònjon per tres quilòmetres, se son retrobats de rests de l'ors de las cavèrnas (Ursus spelaeus), viscut lhi a trenta mila ans.
L'abandon de las ruaas a condicionaa la conservacion de la lenga, estudiaa d'en premier dins lhi ans '70 dal doct. Giovanni Basso de Prea (val Èler) e l'engenhier Cesare Vinai de Fontanas.

Briga Auta, Triora, Auriveta
Lo Brigasc, territòri partatjat entre França e Itàlia.

Derant de la derriera guèrra, la comuna de Briga abaronava diferentas ruaas de lenga occitana dins la varianta brigasca.
Lo tractat de patz entre Itàlia e França, sinhat a París ental 1947, a portaa la bòina si crests.
Briga embraçava tuchi dui lhi versants e la nòva bòina a portat lo capluec, Morinhòl e las tèrras en val Ròia a la França bo lo nom de La Brigue.
A l'Itàlia son restaas las ruaas de Piaja, Úpega e Carnin que an formaa la comuna de Briga Auta en província de Coni, mentre lhi borgs de Reaud e Verdetja son anats a la comuna de Triora en província d'Impèria.
Fai part dal brigasc decò Viosèn de la comuna d'Ormea.
En Ligúria es decò occitana Auriveta, sus la drecha orogràfica del Ròia.
Lo territòri brigasc era já famós dins l'Atge Mesan per sas gròssas e richas pasturas, dal temp que Triora es ben conoissua per las persecucions contra las maschas, a la fin del XVI sècle.

La Gàrdia
Isla linguística occitana en Calàbria

La Gàrdia, isla linguística occitana, es l'airal mai orientale e meridional d'Occitània.
Bo d'autras comunas de la província de Cosença - Montalto Uffugo e San Sisto dei Valdesi - garda la memòria de las persecucions còntra lhi Valdés del XVI sècle.
Lhi abitants de la Gàrdia an lors raïtz dins las Valadas occitanas e conservon lo dialèct d'òc parlat dins lo vielh borg e gardat bo afeccion da lhi emigrats dins lhi Estats Units d'Amèrica.
Sal puèg lhi a lo vielh borg occitan, bo maisons en peira, quintanas e rics portals; sus la calaa se tròbon las Tèrmas bo d'aigas, las mai solforosas d'Euròpa e sal Tiren es creissut lo centre torístic de Marina de La Gàrdia.


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