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Eventi, manifestazioni culturali

Faberllull 2021, Olot, residenza sui Diritti Linguistici.

Faberllull 2021, Olot, residéncia de Dreches Lingüistics.

Mariona Miret e Maria Teresa Atorino

italiano

Non è mai semplice riassumere in poche parole l'esperienza Faberllull né quando si partecipa da soli, come nel 2020, quando a causa della pandemia Mariona Miret è riuscita ad andare da sola in presenza, né quando si va in tandem, come quest'anno 2021, quando Mariona Miret e Maria Teresa Atorino sono riuscite a partecipare insieme, in presenza, come rappresentanti della Chambra d'Òc.

L'atmosfera di quest'anno ha avuto un ingrediente in più: oltre alle attività, arricchite dalla presenza di altri studiosi e attivisti dei diritti linguistici, ai workshop in diverse discipline e su diverse realtà linguistiche studiate e valorizzate, si è aggiunta la dimensione della famiglia. 

Una dimensione magica, creata anche dalla convivenza nello stesso spazio, alla condivisione della caffettiera, della cucina, dei prodotti lontani portati come dono per far assaggiare la diversa cultura anche nei momenti di pausa.

Io, Mariona Miret, era la seconda volta che andavo ad Olot, dopo la prima esperienza nella residenza sui diritti linguistici che ha avuto luogo nel novembre 2020, in cui Andrea Fantino e Flavio Giacchero si erano aggiunti come residenti online. Nella residenza, in tempi di covid, sono riusciti ad arrivare solo le persone che abitavano nello stesso territorio ed erano presenti solamente Macarena Dehnhardt e Maite Puigdevall. Inevitabilmente si è formata una forte amicizia tra di noi già in quell'anno in cui, come uniche residenti abbiamo fatto un pieno di avventure linguistiche comprendenti le esperienze portate da Maite sul gallese e sul catalano, e quelle di Macarena sullo spagnolo, il creolo haitiano e il mapuche.

Io, Maria Teresa Atorino ho piacevolmente avuto la mia prima esperienza ad Olot e, probabilmente anche a causa del periodo vissuto di chiusura e isolamento dovuto al covid, il poter lavorare insieme ad altre persone, confrontarci e avere spunti e punti di vista diversi in una full-immersion sui diritti linguistici mi è sembrata una delle esperienze più intense e significative avute nell'ultimo periodo. Il tema dei diritti linguistici ha infatti diverse applicazioni, non solo a livello accademico, giuridico socio-psico linguistico, ma anche a livello di sensibilizzazione sociale. Quest'anno infatti eravamo in 9 e più o meno abbiamo convissuto per lo stesso numero di giorni parlando e confrontandoci sulle lingue inventate, le lingue in pericolo, la visone e l'impatto che le lingue minorizzate del mondo hanno nella società della maggioranza. 

Prima di raccontarvi del nostro progetto e del perché sia stata una esperienza così totale, vorremmo parlarvi dei residenti. Ogni giorno alle 16 ci riunivamo per presentare il nostro lavoro ai colleghi presenti e a quelli connessi via zoom. Vi facciamo un riassunto delle presentazioni che abbiamo visto e la variazione dei temi:

Il 3 novembre Sonia Antinori, dramaturga, attrice e direttrice di teatro, ha organizzato l’evento “Worlds with words” (“Dei mondi con delle parole”) insieme a Linguapax, per scambiare il lavoro che ogni residente fa sulle lingue minorizzate, e per generare buone pratiche e dei consigli pratici da applicare come “pillole” per disseminare dei concetti su una cultura linguistica democratica. Il 4 novembre Ammar Obeid, che ha partecipato nel Premio Ostana 2021, ha ripetuto il suo esperimento “Imparare una lingua dall’inconscio. Ad esempio, l’arabo” con i colleghi della residenza, ottenendo nuovi disegni frutto della intuizione linguistica collettiva che reside nei nostri cervelli.

Il 7 novembre, l’olandese Jan van Steenbergen ha parlato delle “Zonal Auxiliary Languages” (“Lingue ausiliarie zonali”), lingue che sono create apposta per degli obiettivi di comunicazione particolari. Nel suo caso, Jan partecipa a la creazione della lingua interslavica, una lingua artificiale che ha iniziato nel 2006 sotto il nome Slovianski per facilitare la comunicazone e intercomprensione fra i parlanti delle lingue slave. L’8 novembre, El Kheyer Zidani, cineasta algeriano di lingua amazigh, ha parlato di come promuovere la sua lingua madre, il tamazight di dialetto chaoui, attraverso i suoi film di tematica sociale.

Il 9 novembre ci siamo spostate al Museu Darder de Banyoles, una città vicina ad Olot, per ascoltare la conferenza di Maite Puigdevall e Macarena Dehnhardt, partecipanti al Premio Ostana 2021, che insieme a Valentina Planas hanno conversato sui diritti linguistici come diritti che marcano le possibilità di sviluppo personale, sociale, economico e culturale.

Il 10 si è svolta la presentazione di Abhimanyu Sharma, “India’s Language Policy for People with Hearing and Speech Impairment” (“la politica linguistica in India per le persone con disibilità di linguaggio e udito”), e la presentazione di Dipika Mukherjee sulla lingua, il governo e la diaspora, con speciale attenzione alla comunità malese-bengalí della valle del Klang. Negli ultimi giorni, dopo essere partite, Mattia Zeba ha presentato la sua ricerca sugli effetti delle migrazioni internazionali sulle dinamiche linguistiche, e Narcís Iglesias ha organizzato un seminario “Autobiografies, migracions i egodocuments” (“Autobiografie, migrazione ed egodocumenti”). In questa residenza era presente anche un amico nigeriano del Premio Ostana, Kola Tubosun, Premio Speciale 2016 che ha lavorato al suo progetto di traduzione letteraria dal Yoruba all’inglese.

Uno degli eventi più emozionanti è stato quello organizzato da Mariona Miret e Yael Peled insieme a Linguapax chiamato "Grieving the loss of my language "(“Il dolore di perdere la propria lingua”), consistente nella recitazione di poesie in una decina di lingue raccolte sul “dolore di lingua” da sottolineare come processo umano e psicologico che merita dignità ed attenzione: il viaggio per le emozioni ha permesso di ascoltare il suono di lingue come il catalano, l’occitano, il sardo, l’ojibwe, il tataro e il võro. Il risultato è stato stupendo, ha generato molto interesse e speriamo di continuare a lavorarci nel futuro.

Infatti Faberllull organizza delle attività sul posto, delle possibilità di sperimentare le proprie ricerche e cerca di valorizzare il lavoro personale di ogni residente mentre si lavora sui propri argomenti. Un confronto e un feedback possibili grazie alla condivisione dello stesso spazio tempo.

Durante il periodo di residenza noi, Mariona e Maria Teresa, abbiamo lavorato su un progetto che è nato fra Guillem Belmar e Mariona come possibile proposta di articolo scientifico per un convegno ad inizio del 2021. Il titolo di questa ricerca è “L'impatto del Premio Ostana” e cerca di studiare l’impatto sociale che eventi come il Premio Ostana possono avere sul territorio di nascita che a livello internazionale.

Nella prima fase del lavoro, abbiamo raccolto le opinioni dei partecipanti del Premio Ostana creando un questionario a modo di inchiesta e chiedendo ad una quindicina di persone di rispondere. La seconda fase è stata caratterizzata da una prima analisi delle risposte, sistematizzandole e raggruppandole in categorie. Abbiamo lavorato insieme nel sistemare le risposte e raggrupparle in categorie dello stesso tipo per avere un elenco di idee più semplificato ed evidenziando i lati positivi e quelli con valenza negativa.

Abbiamo raccolto una buona quantità di dati quantitativi e qualitativi e li abbiamo presentati in una riunione di focus group al ricercatore Guillem Belmar per confrontarci e analizzare insieme le risposte e capire i passi successivi da fare per continuare la ricerca. Alcune delle risposte che ci hanno colpito segnalano che la percezione del Premio Ostana, e quindi di eventi simili per valorizzare le lingue minorizzate, è molto differenziato. C'è chi pensa che il Premio abbia un valore e un arricchimento soprattutto localizzato alle terre occitane e chi invece ne respira un'aria internazionale, europea più che mondiale, pur ospitando artisti da tutto il mondo.

Maria Teresa Atorino durante la residenza ha lavorato anche alla possibilità di esportare la formula del Premio Ostana nel mondo creando un progetto insieme all’editore Clive Boutle e cercando possibili realtà dove far convivere diversi artisti provenienti da diverse realtà linguistiche  minorizzate e presentare il loro lavoro militante e creando insieme prodotti unici da poter raccogliere in un documentario, un libro, un file musicale, etc. Ne è emerso che la Resideza Faberlull potrebbe essere la prima sede ad ospitare la formula Premio Ostana nell'edizione giovani nel 2023. 

Per quanto riguarda il gruppo che si è creato durante quelle giornate c'è solo un termine che può descriverlo: stupendo. Abbiamo tutti sentito come se ci fosse qualcosa di speciale tra noi. Ogni persona proveniente da esperienze diverse, chi dal mondo del teatro, chi della traduzione, della ricerca universitaria, del cinema o dell'attivismo, aveva un profondo amore per le lingue, un'apertura verso la diversità, una curiosità viva ed un modo di farsi coinvolgere dagli altri che ci ha unito immediatamente. Si è quasi creata l'atmosfera del  "Premio Ostana" e per una durata di 7 giorni, abbiamo instaurato un rapporto che è cresciuto ogni giorno e ci ha fatto sentire come appartenenti ad un'unica famiglia linguistica, dalla quale possono nascere tante nuove collaborazioni.

Sembra come se un filo rosso ci unisca e vogliamo che continui a farlo. Ai "feriti di lingua", ai sensibili al tema dei diritti linguistici, alla nostra rete di partecipanti del Premio Ostana che avevamo già conosciuto nel 2020, vogliamo aggiungere questi nuovi amici: Jan van Steenbergen, Sonia Antinori, Abhimanyu Sharma, El Kheyer Zidani, Narcís Iglesias, Mattia Zeba e Dipika Mukherjee... ci siamo dati appuntamento per ritrovarci e speriamo che sia possibile farlo Ostana nel giugno 2022! A tutti è venuta una gran voglia di conoscere il Premio, di vivere quelle giornate magiche e di conoscere la cultura occitana e le persone meravigliose che sanno valorizzarla.

occitan

Es jamai facil resumir l’experiéncia Faberllull en qualques mots: ni quand s’i participa solet, coma l’an 2020, quand a causa de la pandèmia Mariona Miret i es anada fisicament, ni quand i anam en tandèm, coma ongan lo 2021, quand Mariona Miret e Maria Teresa Atorino i sèm anadas per participar ensema, en preséncia, coma representantas de la Chambra d'Òc.

L’ambient d’ongan a agut un ingredient extra: en mai de las activitats, enriquidas amb la preséncia d’autres estudioses e activistas per los dreches lingüistics, amb los talhièrs de divèrsas disciplinas e sus diferentas realitats lingüisticas estudiadas e avaloradas, i aviá una dimension: la dimension de la familha. Una dimension magica, tanben creada per la convivéncia en un mateis espaci, en partejant la cafetièra, la cosina, de produchs de luènh portats coma present per nos daissar tastar la cultura d’origina en moments de pausa.

Per ieu, Mariona Miret, aquest es lo segond còp que soi anada a Olot, après la primièra experiéncia a la residéncia de dreches lingüistics de novembre 2020, quan Andrea Fantino e Flavio Giacchero i an partecipat coma residents en linha en representacion de la Chambra d’Òc. Ambe ieu, lo 2020 i èran fisicament presentas Macarena Dehnhardt e Maite Puigdevall. Inevitablament, ja en aquel an se formèt entre nosautres una fòrta amistat: coma unicas residentas, visquèrem un fum d’aventuras lingüisticas, coma los remembres de Maite sul gallès e la sua recèrca sus lo catalan, e l’agach de Macarena sul castelhan, sus lo creòl aïtian e lo mapuche en Chili.

Ieu, Maria Teresa Atorino, visquèri agradablement la miá primièra experiéncia a Olot. Probablament tanben pel periòde d’embarrament e isolament per la covid-19, lo fach de poder trabalhar amassa amb autras personas, de m’acarar e trobar idèas e punts de vista desparièrs, en una immersion totala suls dreches lingüistics me semblèt una de las experiéncias mai intensas e significativas qu’ai viscut recentament. En efièch, la question dels dreches lingüistics a divèrsas aplicacions, non solament a nivèl academic, juridic, socio-psicolingüístic, mas tanben a nivèl de consciéncia sociala. Ongan, en fach, èrem 9 personas e avèm conviscut lo meteis nombre de jorns en parlant e en discutint sus de lengas inventadas, lengas en dangièr, sus la vision e l’impacte que las lengas minorizadas del mond an sus la societat de la majoritat.

Abans de vos parlar sus lo nòstre projècte e sus per qué es estat una experiéncia encresibla, voldriam vos parlar suls residents. Cada jorn a las 16 nos amassàvem per presentar lo nòstre trabalh als companhs. Fasem un condensat de las presentacions qu’avem escotat:

Lo 3 de novembre Sonia Antinori, dramaturga, actritz e directritz de teatre, a organizat l’eveniment “Worlds with words” (“De monds amb de mots”) amassa amb Linguapax, per partatjar lo trabalh que cada resident fa sus las lengas minoritzades, e per generar de bonas practicas e de conselhs practics en format de pichòts videòs per disseminar de concèptes sus una cultura lingüistica democratica. Lo 4 de novembre Ammar Obeid, participant del Prèmi Ostana 2021, a repetit la siá experiéncia “Apréner una lenga dempuèi l'inconscient. Per exemple, l’arab” aqueste còp amb los collègas de la residéncia, en obtenent de nòus diboishes fruch de l’intuicion lingüistica collectiva qu’avem totes.

Lo 7 de novembre, l'olandés Jan van Steenbergen a parlat sus las “Zonal Auxiliary Languages” (“Lengas auxiliaras zonalas”), lengas que son creada ambe d’objectius de comunicacion particulars. En lo sieu cas, Jan participa a la creacion de la lenga interslavica, una lenga artificiala qu’a prepausat lo 2006 jol nom Slovianski per facilitar la comunicacion e intercomprension entre los parlants de las lengas eslavas. Lo 8 de novembre, El Kheyer Zidani, cineasta algerian de lenga berbèra, a partatjat los sieus projèctes per promòure la siá lenga maire, lo tamazight de dialècte chaoui, a travèrs dels sieus films de tematica sociala.

Lo 9 de novembre sèm anats en grop al Musèu Darder de Banyoles, una vila pròp d’Olot, per escotar la conferéncia de Maite Puigdevall e Macarena Dehnhardt, participantas al Prèmi Ostana 2021, qu’amassa amb Valentina Planas an conversat suls dreches lingüistics coma elements que fan possible lo desvolopament personal, social, economic e cultural.

Lo 10 novembre avem assistit a la presentacion d’Abhimanyu Sharma, “India’s Language Policy for People with Hearing and Speech Impairment” (“La politica lingüistica en Índia per las personas amb dificultats de lengatge e d’audicion”), e a la presentacion de Dipika Mukherjee sus la lenga, lo govèrn e la diàspora, amb especial accent sus la comunitat malesa-bengalí de la val del Klang. Dins los darrièrs jorns, après de la nòstra partença, Mattia Zeba a presentat la siá recèrca suls efièches de las migracions internacionalas sus las dinamicas lingüisticas, e Narcís Iglesias a organizat un seminari “Autobiografies, migracions i egodocuments”. En residéncia i èra tanben present un amic nigerian del Prèmi Ostana, Kola Tubosun, Prèmi Especial 2016 qu’a trabalhat sus un projècte de traduccion literària del yoruba a l’anglés.

Un dels eveniments mai emocionants es estat lo recital organizat per Mariona Miret e Yael Peled amassa amb Linguapax nomenat "Grieving the loss of my language "(“La dolor de pèrdre la pròpria lenga”), qu’a mostrat una desena de poesias en lenga maire recitadas per los sieus autors sul “dolor de lenga”, procès uman e psicologic que merita dignitat e atencion: lo viatge per las emocions a permés escotar lo son de lengas coma lo catalan, l’occitan (amb un poèma gascon d’Elisa Harrer), lo sard, l’ojibwe, lo tàtar e lo võro. Lo resultat es estat meravilhós, a generat fòrça interès e esperam de contunhar a i trabalhar dins lo futur.

Pendent lo periòde de residéncia nosautres, Mariona e Maria Teresa, avèm trabalhat sus un projècte qu’es nascut entre Guillem Belmar e Mariona coma possibla proposicion d’article scientific per una conferéncia a la debuta de 2021. Lo títol d’aquesta investigacion es “L'impacte del Prèmi Ostana” e ensaja d’estudiar l’impacte social que festivals lingüistics coma lo Prèmi Ostana pòdon aver tant dins lo territòri de naissença coma a nivèl internacional.

Dins la primièra fasa del trabalh avem recuelhut las opinions de la ret Ostana en creant una enquèsta amb de qüestions qu’avem demandat de respondre a un quinzena de personas. La segonda fasa es estada caracterizada per una primièra analisi de las responsas, qu’avem aprés sistematizat e agropat en categorias. Avem trabalhat sus de categorias del meteis tipe per aver una lista d’idèas mai simplificadas per faire evident las opinions e elements positius respècte aqueles amb connotacion negatiua.

Avem recampat fin finala una bona quantitat de donadas quantitativas e qualitativas e las avem presentat en una reünion de grop amb l’investigador Guillem Belmar, per acarar e analisar amassa las responsas e entendre los propèrs passes de l’investigacion. Qualques responsas soslinhan que la percepcion del Prèmi Ostana a plan de variacions. I a qui pensa que lo Prèmi a una valor e prepausa un enriquiment sustot localizat dins lo territòri occitan e qui respira per contra un aire internacional, europèu e quitament mondial.

Maria Teresa Atorino pendent la residéncia a trabalhat tanben sus la possibilitat d’exportar la formula del Prèmi Ostana a d’autres parts del mond en creant un projècte amb l’editor Clive Boutle, en cercant de possiblas realitats a on far conviure artistas provenents de realitats lingüisticas minorizadas, e presentar lo sieu trabalh militant en creant amassa produits unics a recuélher en un documentari, un libre, un fichièr musical, etc. una idèa emergida es Faberllull Olot coma possible primièra sedença a acomodar la formula Prèmi Ostana en l’edicion jove dins lo 2023.

En çò que tanh al grop que s’es creat pendent aquelas jornadas i a pas qu’un tèrme que pòt o descriure: preciós. Avem totes sentit coma se i aguèsse qualquarren d’especial entre nosautres. Cada persona provenenta d’endrechs diferents, qualques uns del mond del teatre, qualques uns de la traduccion, de l’investigacion universitària, del cinèma o de l’activisme, quin que siá aviá un prigond amor per las lengas, una dubertura vèrs la diversitat, una curiositat viua e una manièra de se faire integrar ambe los autres qu’a creat una connexion immediata. S'es gaireben creada l’atmosfèra "Prèmi Ostana" pendent 7 jorns, avem creat una relacion que s’es desvolopada a cada jorn e nos a fach sentir membres d’una unica familha lingüistica, d’a on pòdon nàisser tantas nòvas collaboracions.


Sèm units per quicòm d’especial e volèm o manténer viu. Als "ferits de lenga", als preocupats per la legislacion lingüistica, a la nòstra ret de participantas del Prèmi Ostana qu’avem conegut en 2020, volèm i apondre aquestes nòus amics: Jan van Steenbergen, Sonia Antinori, Abhimanyu Sharma, El Kheyer Zidani, Narcís Iglesias, Mattia Zeba e Dipika Mukherjee... Se sèm mercats una data de retrobament e demoram que siasque possible de se reveire a Ostana en junh 2022! A totes es vengut una gròssa enveja de conéisser lo Prèmi, de viure aquelas jornadas magicas e de conéisser la cultura occitana e las personas meravilhosas que sabon la valorizar.


Eventi, manifestazioni culturali

Faberllull 2021, Olot, residenza sui Diritti Linguistici.

Faberllull 2021, Olot, residéncia de Dreches Lingüistics.

Mariona Miret e Maria Teresa Atorino

italiano

Non è mai semplice riassumere in poche parole l'esperienza Faberllull né quando si partecipa da soli, come nel 2020, quando a causa della pandemia Mariona Miret è riuscita ad andare da sola in presenza, né quando si va in tandem, come quest'anno 2021, quando Mariona Miret e Maria Teresa Atorino sono riuscite a partecipare insieme, in presenza, come rappresentanti della Chambra d'Òc.

L'atmosfera di quest'anno ha avuto un ingrediente in più: oltre alle attività, arricchite dalla presenza di altri studiosi e attivisti dei diritti linguistici, ai workshop in diverse discipline e su diverse realtà linguistiche studiate e valorizzate, si è aggiunta la dimensione della famiglia. 

Una dimensione magica, creata anche dalla convivenza nello stesso spazio, alla condivisione della caffettiera, della cucina, dei prodotti lontani portati come dono per far assaggiare la diversa cultura anche nei momenti di pausa.

Io, Mariona Miret, era la seconda volta che andavo ad Olot, dopo la prima esperienza nella residenza sui diritti linguistici che ha avuto luogo nel novembre 2020, in cui Andrea Fantino e Flavio Giacchero si erano aggiunti come residenti online. Nella residenza, in tempi di covid, sono riusciti ad arrivare solo le persone che abitavano nello stesso territorio ed erano presenti solamente Macarena Dehnhardt e Maite Puigdevall. Inevitabilmente si è formata una forte amicizia tra di noi già in quell'anno in cui, come uniche residenti abbiamo fatto un pieno di avventure linguistiche comprendenti le esperienze portate da Maite sul gallese e sul catalano, e quelle di Macarena sullo spagnolo, il creolo haitiano e il mapuche.

Io, Maria Teresa Atorino ho piacevolmente avuto la mia prima esperienza ad Olot e, probabilmente anche a causa del periodo vissuto di chiusura e isolamento dovuto al covid, il poter lavorare insieme ad altre persone, confrontarci e avere spunti e punti di vista diversi in una full-immersion sui diritti linguistici mi è sembrata una delle esperienze più intense e significative avute nell'ultimo periodo. Il tema dei diritti linguistici ha infatti diverse applicazioni, non solo a livello accademico, giuridico socio-psico linguistico, ma anche a livello di sensibilizzazione sociale. Quest'anno infatti eravamo in 9 e più o meno abbiamo convissuto per lo stesso numero di giorni parlando e confrontandoci sulle lingue inventate, le lingue in pericolo, la visone e l'impatto che le lingue minorizzate del mondo hanno nella società della maggioranza. 

Prima di raccontarvi del nostro progetto e del perché sia stata una esperienza così totale, vorremmo parlarvi dei residenti. Ogni giorno alle 16 ci riunivamo per presentare il nostro lavoro ai colleghi presenti e a quelli connessi via zoom. Vi facciamo un riassunto delle presentazioni che abbiamo visto e la variazione dei temi:

Il 3 novembre Sonia Antinori, dramaturga, attrice e direttrice di teatro, ha organizzato l’evento “Worlds with words” (“Dei mondi con delle parole”) insieme a Linguapax, per scambiare il lavoro che ogni residente fa sulle lingue minorizzate, e per generare buone pratiche e dei consigli pratici da applicare come “pillole” per disseminare dei concetti su una cultura linguistica democratica. Il 4 novembre Ammar Obeid, che ha partecipato nel Premio Ostana 2021, ha ripetuto il suo esperimento “Imparare una lingua dall’inconscio. Ad esempio, l’arabo” con i colleghi della residenza, ottenendo nuovi disegni frutto della intuizione linguistica collettiva che reside nei nostri cervelli.

Il 7 novembre, l’olandese Jan van Steenbergen ha parlato delle “Zonal Auxiliary Languages” (“Lingue ausiliarie zonali”), lingue che sono create apposta per degli obiettivi di comunicazione particolari. Nel suo caso, Jan partecipa a la creazione della lingua interslavica, una lingua artificiale che ha iniziato nel 2006 sotto il nome Slovianski per facilitare la comunicazone e intercomprensione fra i parlanti delle lingue slave. L’8 novembre, El Kheyer Zidani, cineasta algeriano di lingua amazigh, ha parlato di come promuovere la sua lingua madre, il tamazight di dialetto chaoui, attraverso i suoi film di tematica sociale.

Il 9 novembre ci siamo spostate al Museu Darder de Banyoles, una città vicina ad Olot, per ascoltare la conferenza di Maite Puigdevall e Macarena Dehnhardt, partecipanti al Premio Ostana 2021, che insieme a Valentina Planas hanno conversato sui diritti linguistici come diritti che marcano le possibilità di sviluppo personale, sociale, economico e culturale.

Il 10 si è svolta la presentazione di Abhimanyu Sharma, “India’s Language Policy for People with Hearing and Speech Impairment” (“la politica linguistica in India per le persone con disibilità di linguaggio e udito”), e la presentazione di Dipika Mukherjee sulla lingua, il governo e la diaspora, con speciale attenzione alla comunità malese-bengalí della valle del Klang. Negli ultimi giorni, dopo essere partite, Mattia Zeba ha presentato la sua ricerca sugli effetti delle migrazioni internazionali sulle dinamiche linguistiche, e Narcís Iglesias ha organizzato un seminario “Autobiografies, migracions i egodocuments” (“Autobiografie, migrazione ed egodocumenti”). In questa residenza era presente anche un amico nigeriano del Premio Ostana, Kola Tubosun, Premio Speciale 2016 che ha lavorato al suo progetto di traduzione letteraria dal Yoruba all’inglese.

Uno degli eventi più emozionanti è stato quello organizzato da Mariona Miret e Yael Peled insieme a Linguapax chiamato "Grieving the loss of my language "(“Il dolore di perdere la propria lingua”), consistente nella recitazione di poesie in una decina di lingue raccolte sul “dolore di lingua” da sottolineare come processo umano e psicologico che merita dignità ed attenzione: il viaggio per le emozioni ha permesso di ascoltare il suono di lingue come il catalano, l’occitano, il sardo, l’ojibwe, il tataro e il võro. Il risultato è stato stupendo, ha generato molto interesse e speriamo di continuare a lavorarci nel futuro.

Infatti Faberllull organizza delle attività sul posto, delle possibilità di sperimentare le proprie ricerche e cerca di valorizzare il lavoro personale di ogni residente mentre si lavora sui propri argomenti. Un confronto e un feedback possibili grazie alla condivisione dello stesso spazio tempo.

Durante il periodo di residenza noi, Mariona e Maria Teresa, abbiamo lavorato su un progetto che è nato fra Guillem Belmar e Mariona come possibile proposta di articolo scientifico per un convegno ad inizio del 2021. Il titolo di questa ricerca è “L'impatto del Premio Ostana” e cerca di studiare l’impatto sociale che eventi come il Premio Ostana possono avere sul territorio di nascita che a livello internazionale.

Nella prima fase del lavoro, abbiamo raccolto le opinioni dei partecipanti del Premio Ostana creando un questionario a modo di inchiesta e chiedendo ad una quindicina di persone di rispondere. La seconda fase è stata caratterizzata da una prima analisi delle risposte, sistematizzandole e raggruppandole in categorie. Abbiamo lavorato insieme nel sistemare le risposte e raggrupparle in categorie dello stesso tipo per avere un elenco di idee più semplificato ed evidenziando i lati positivi e quelli con valenza negativa.

Abbiamo raccolto una buona quantità di dati quantitativi e qualitativi e li abbiamo presentati in una riunione di focus group al ricercatore Guillem Belmar per confrontarci e analizzare insieme le risposte e capire i passi successivi da fare per continuare la ricerca. Alcune delle risposte che ci hanno colpito segnalano che la percezione del Premio Ostana, e quindi di eventi simili per valorizzare le lingue minorizzate, è molto differenziato. C'è chi pensa che il Premio abbia un valore e un arricchimento soprattutto localizzato alle terre occitane e chi invece ne respira un'aria internazionale, europea più che mondiale, pur ospitando artisti da tutto il mondo.

Maria Teresa Atorino durante la residenza ha lavorato anche alla possibilità di esportare la formula del Premio Ostana nel mondo creando un progetto insieme all’editore Clive Boutle e cercando possibili realtà dove far convivere diversi artisti provenienti da diverse realtà linguistiche  minorizzate e presentare il loro lavoro militante e creando insieme prodotti unici da poter raccogliere in un documentario, un libro, un file musicale, etc. Ne è emerso che la Resideza Faberlull potrebbe essere la prima sede ad ospitare la formula Premio Ostana nell'edizione giovani nel 2023. 

Per quanto riguarda il gruppo che si è creato durante quelle giornate c'è solo un termine che può descriverlo: stupendo. Abbiamo tutti sentito come se ci fosse qualcosa di speciale tra noi. Ogni persona proveniente da esperienze diverse, chi dal mondo del teatro, chi della traduzione, della ricerca universitaria, del cinema o dell'attivismo, aveva un profondo amore per le lingue, un'apertura verso la diversità, una curiosità viva ed un modo di farsi coinvolgere dagli altri che ci ha unito immediatamente. Si è quasi creata l'atmosfera del  "Premio Ostana" e per una durata di 7 giorni, abbiamo instaurato un rapporto che è cresciuto ogni giorno e ci ha fatto sentire come appartenenti ad un'unica famiglia linguistica, dalla quale possono nascere tante nuove collaborazioni.

Sembra come se un filo rosso ci unisca e vogliamo che continui a farlo. Ai "feriti di lingua", ai sensibili al tema dei diritti linguistici, alla nostra rete di partecipanti del Premio Ostana che avevamo già conosciuto nel 2020, vogliamo aggiungere questi nuovi amici: Jan van Steenbergen, Sonia Antinori, Abhimanyu Sharma, El Kheyer Zidani, Narcís Iglesias, Mattia Zeba e Dipika Mukherjee... ci siamo dati appuntamento per ritrovarci e speriamo che sia possibile farlo Ostana nel giugno 2022! A tutti è venuta una gran voglia di conoscere il Premio, di vivere quelle giornate magiche e di conoscere la cultura occitana e le persone meravigliose che sanno valorizzarla.

occitan

Es jamai facil resumir l’experiéncia Faberllull en qualques mots: ni quand s’i participa solet, coma l’an 2020, quand a causa de la pandèmia Mariona Miret i es anada fisicament, ni quand i anam en tandèm, coma ongan lo 2021, quand Mariona Miret e Maria Teresa Atorino i sèm anadas per participar ensema, en preséncia, coma representantas de la Chambra d'Òc.

L’ambient d’ongan a agut un ingredient extra: en mai de las activitats, enriquidas amb la preséncia d’autres estudioses e activistas per los dreches lingüistics, amb los talhièrs de divèrsas disciplinas e sus diferentas realitats lingüisticas estudiadas e avaloradas, i aviá una dimension: la dimension de la familha. Una dimension magica, tanben creada per la convivéncia en un mateis espaci, en partejant la cafetièra, la cosina, de produchs de luènh portats coma present per nos daissar tastar la cultura d’origina en moments de pausa.

Per ieu, Mariona Miret, aquest es lo segond còp que soi anada a Olot, après la primièra experiéncia a la residéncia de dreches lingüistics de novembre 2020, quan Andrea Fantino e Flavio Giacchero i an partecipat coma residents en linha en representacion de la Chambra d’Òc. Ambe ieu, lo 2020 i èran fisicament presentas Macarena Dehnhardt e Maite Puigdevall. Inevitablament, ja en aquel an se formèt entre nosautres una fòrta amistat: coma unicas residentas, visquèrem un fum d’aventuras lingüisticas, coma los remembres de Maite sul gallès e la sua recèrca sus lo catalan, e l’agach de Macarena sul castelhan, sus lo creòl aïtian e lo mapuche en Chili.

Ieu, Maria Teresa Atorino, visquèri agradablement la miá primièra experiéncia a Olot. Probablament tanben pel periòde d’embarrament e isolament per la covid-19, lo fach de poder trabalhar amassa amb autras personas, de m’acarar e trobar idèas e punts de vista desparièrs, en una immersion totala suls dreches lingüistics me semblèt una de las experiéncias mai intensas e significativas qu’ai viscut recentament. En efièch, la question dels dreches lingüistics a divèrsas aplicacions, non solament a nivèl academic, juridic, socio-psicolingüístic, mas tanben a nivèl de consciéncia sociala. Ongan, en fach, èrem 9 personas e avèm conviscut lo meteis nombre de jorns en parlant e en discutint sus de lengas inventadas, lengas en dangièr, sus la vision e l’impacte que las lengas minorizadas del mond an sus la societat de la majoritat.

Abans de vos parlar sus lo nòstre projècte e sus per qué es estat una experiéncia encresibla, voldriam vos parlar suls residents. Cada jorn a las 16 nos amassàvem per presentar lo nòstre trabalh als companhs. Fasem un condensat de las presentacions qu’avem escotat:

Lo 3 de novembre Sonia Antinori, dramaturga, actritz e directritz de teatre, a organizat l’eveniment “Worlds with words” (“De monds amb de mots”) amassa amb Linguapax, per partatjar lo trabalh que cada resident fa sus las lengas minoritzades, e per generar de bonas practicas e de conselhs practics en format de pichòts videòs per disseminar de concèptes sus una cultura lingüistica democratica. Lo 4 de novembre Ammar Obeid, participant del Prèmi Ostana 2021, a repetit la siá experiéncia “Apréner una lenga dempuèi l'inconscient. Per exemple, l’arab” aqueste còp amb los collègas de la residéncia, en obtenent de nòus diboishes fruch de l’intuicion lingüistica collectiva qu’avem totes.

Lo 7 de novembre, l'olandés Jan van Steenbergen a parlat sus las “Zonal Auxiliary Languages” (“Lengas auxiliaras zonalas”), lengas que son creada ambe d’objectius de comunicacion particulars. En lo sieu cas, Jan participa a la creacion de la lenga interslavica, una lenga artificiala qu’a prepausat lo 2006 jol nom Slovianski per facilitar la comunicacion e intercomprension entre los parlants de las lengas eslavas. Lo 8 de novembre, El Kheyer Zidani, cineasta algerian de lenga berbèra, a partatjat los sieus projèctes per promòure la siá lenga maire, lo tamazight de dialècte chaoui, a travèrs dels sieus films de tematica sociala.

Lo 9 de novembre sèm anats en grop al Musèu Darder de Banyoles, una vila pròp d’Olot, per escotar la conferéncia de Maite Puigdevall e Macarena Dehnhardt, participantas al Prèmi Ostana 2021, qu’amassa amb Valentina Planas an conversat suls dreches lingüistics coma elements que fan possible lo desvolopament personal, social, economic e cultural.

Lo 10 novembre avem assistit a la presentacion d’Abhimanyu Sharma, “India’s Language Policy for People with Hearing and Speech Impairment” (“La politica lingüistica en Índia per las personas amb dificultats de lengatge e d’audicion”), e a la presentacion de Dipika Mukherjee sus la lenga, lo govèrn e la diàspora, amb especial accent sus la comunitat malesa-bengalí de la val del Klang. Dins los darrièrs jorns, après de la nòstra partença, Mattia Zeba a presentat la siá recèrca suls efièches de las migracions internacionalas sus las dinamicas lingüisticas, e Narcís Iglesias a organizat un seminari “Autobiografies, migracions i egodocuments”. En residéncia i èra tanben present un amic nigerian del Prèmi Ostana, Kola Tubosun, Prèmi Especial 2016 qu’a trabalhat sus un projècte de traduccion literària del yoruba a l’anglés.

Un dels eveniments mai emocionants es estat lo recital organizat per Mariona Miret e Yael Peled amassa amb Linguapax nomenat "Grieving the loss of my language "(“La dolor de pèrdre la pròpria lenga”), qu’a mostrat una desena de poesias en lenga maire recitadas per los sieus autors sul “dolor de lenga”, procès uman e psicologic que merita dignitat e atencion: lo viatge per las emocions a permés escotar lo son de lengas coma lo catalan, l’occitan (amb un poèma gascon d’Elisa Harrer), lo sard, l’ojibwe, lo tàtar e lo võro. Lo resultat es estat meravilhós, a generat fòrça interès e esperam de contunhar a i trabalhar dins lo futur.

Pendent lo periòde de residéncia nosautres, Mariona e Maria Teresa, avèm trabalhat sus un projècte qu’es nascut entre Guillem Belmar e Mariona coma possibla proposicion d’article scientific per una conferéncia a la debuta de 2021. Lo títol d’aquesta investigacion es “L'impacte del Prèmi Ostana” e ensaja d’estudiar l’impacte social que festivals lingüistics coma lo Prèmi Ostana pòdon aver tant dins lo territòri de naissença coma a nivèl internacional.

Dins la primièra fasa del trabalh avem recuelhut las opinions de la ret Ostana en creant una enquèsta amb de qüestions qu’avem demandat de respondre a un quinzena de personas. La segonda fasa es estada caracterizada per una primièra analisi de las responsas, qu’avem aprés sistematizat e agropat en categorias. Avem trabalhat sus de categorias del meteis tipe per aver una lista d’idèas mai simplificadas per faire evident las opinions e elements positius respècte aqueles amb connotacion negatiua.

Avem recampat fin finala una bona quantitat de donadas quantitativas e qualitativas e las avem presentat en una reünion de grop amb l’investigador Guillem Belmar, per acarar e analisar amassa las responsas e entendre los propèrs passes de l’investigacion. Qualques responsas soslinhan que la percepcion del Prèmi Ostana a plan de variacions. I a qui pensa que lo Prèmi a una valor e prepausa un enriquiment sustot localizat dins lo territòri occitan e qui respira per contra un aire internacional, europèu e quitament mondial.

Maria Teresa Atorino pendent la residéncia a trabalhat tanben sus la possibilitat d’exportar la formula del Prèmi Ostana a d’autres parts del mond en creant un projècte amb l’editor Clive Boutle, en cercant de possiblas realitats a on far conviure artistas provenents de realitats lingüisticas minorizadas, e presentar lo sieu trabalh militant en creant amassa produits unics a recuélher en un documentari, un libre, un fichièr musical, etc. una idèa emergida es Faberllull Olot coma possible primièra sedença a acomodar la formula Prèmi Ostana en l’edicion jove dins lo 2023.

En çò que tanh al grop que s’es creat pendent aquelas jornadas i a pas qu’un tèrme que pòt o descriure: preciós. Avem totes sentit coma se i aguèsse qualquarren d’especial entre nosautres. Cada persona provenenta d’endrechs diferents, qualques uns del mond del teatre, qualques uns de la traduccion, de l’investigacion universitària, del cinèma o de l’activisme, quin que siá aviá un prigond amor per las lengas, una dubertura vèrs la diversitat, una curiositat viua e una manièra de se faire integrar ambe los autres qu’a creat una connexion immediata. S'es gaireben creada l’atmosfèra "Prèmi Ostana" pendent 7 jorns, avem creat una relacion que s’es desvolopada a cada jorn e nos a fach sentir membres d’una unica familha lingüistica, d’a on pòdon nàisser tantas nòvas collaboracions.


Sèm units per quicòm d’especial e volèm o manténer viu. Als "ferits de lenga", als preocupats per la legislacion lingüistica, a la nòstra ret de participantas del Prèmi Ostana qu’avem conegut en 2020, volèm i apondre aquestes nòus amics: Jan van Steenbergen, Sonia Antinori, Abhimanyu Sharma, El Kheyer Zidani, Narcís Iglesias, Mattia Zeba e Dipika Mukherjee... Se sèm mercats una data de retrobament e demoram que siasque possible de se reveire a Ostana en junh 2022! A totes es vengut una gròssa enveja de conéisser lo Prèmi, de viure aquelas jornadas magicas e de conéisser la cultura occitana e las personas meravilhosas que sabon la valorizar.