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Lhi elvés dins la II Guèrra Mondiala

La campagna di Grecia

La Campanha de Grècia

La campagna di Grecia
italiano
Se l'attacco alla Francia ha la serietà di una scommessa sull'imminente fine della guerra, l'aggressione della Grecia nasce dalle frustrazioni di Mussolini nei confronti dell'alleato tedesco. A fronte dei successi di questo e da ultimo dell'occupazione germanica della Romania, sbotta (dal diario di Ciano): "Hitler mi mette sempre di fronte al fatto compiuto. Questa volta lo pago della stessa moneta: saprà dai giornali che ho occupato la Grecia".
E' l'11 ottobre 1940, due giorni più tardi Badoglio viene informato della volontà del Duce, il 15 vi è la riunione definitiva che sarà registrata quale esempio fra i più penosi ed eloquenti del dilettantismo del regime (questa volta con la connivenza o la passività dei comandanti militari). Il risultato è che il 28 ottobre le truppe italiane passano la frontiera fra Albania e Grecia, con forze insufficienti, equipaggiamento e armamento carenti. Sono scarsi e difficili i rifornimenti, del tutto inappropriata è la stagione ed infatti l'inverno si rivelerà un duro avversario. Troveranno ad affrontarle un nemico tutt'altro che sprovveduto, non migliore quanto a potenziale militare ma sorretto dalla conoscenza del terreno, da rifornimenti regolari e dal patriottismo di chi si sente aggredito ingiustamente; tanto che dopo soli quattro giorni già muoverà i primi contrattacchi.
Al Duce, che con malizia proprio il 28 ottobre riceve Hitler a Firenze, resta la soddisfazione di annunciare all'ospite l'inizio dell'offensiva e di confidare ai suoi collaboratori "questa volta sono stato io a farlo rimanere di stucco". Hitler già durante il ritorno in Germania parlerà di "deplorevole errore"degli italiani e spiegherà poi con una lettera a Mussolini il perché di questo giudizio.
E sarà proprio la Germania a salvare l'Italia dai guai attaccando a sua volta la Grecia nella primavera del 1941 (la resa dei greci porta la data del 23 aprile) cosi da avere sotto controllo la penisola balcanica in vista della dichiarazione di guerra all'Unione Sovietica (si sa oggi quanto costerà cara quella decisione).
Questa sintetica ricostruzione di fatti tanto drammatici, può far capire la sventurata sorte del soldato italiano, coinvolto e travolto da eventi privi di qualsiasi spiegazione che non siano l'insipienza e la follia di uomini purtroppo allora al potere. Il quale soldato italiano si batté come sempre con grandissimo valore, scrisse vere e proprie pagine di gloria, delle quali l'epopea della Divisione Julia resta leggendario simbolo.
Anche la Cuneense fu della partita. Fece parte dei rinforzi inviati di tutta furia dopo che la controffensiva greca minacciava di cacciare gli italiani dell'Albania. Anche quella fu una prova di dedizione e di coraggio estremi. I reparti appena giunti dall'Italia in modo frammentario e disorganico per la difficoltà di attraversare l'Adriatico (sommergibili inglesi), per la carenza dei mezzi di trasporto e di basi logistiche in Albania, erano subito avviati al fronte a tappare le falle: ma gli organici apparivano incompleti cosi come gli equipaggiamenti e le dotazioni, magari ancora in viaggio.
Complessivamente la campagna costò all'esercito italiano quasi 40.000 uomini fra morti e dispersi, 50.000 feriti, 12. 000 congelati.
Nota Gianni Oliva, al cui giudizio spesso si fa qui ricorso perché il suo "La storia degli Alpini" si distingue per rigore e completezza, che "la letteratura, così ricca di contributi sulla campagna di Russia, non ha dedicato altrettanta attenzione alla campagna di Grecia, ma le condizioni in cui i nostri soldati furono costretti a operare, soprattutto nella prima fase, e le perdite subite non furono meno drammatiche della ritirata del Don".
occitan
Se la guèrra a la França avia la serietat d'una escomessa sus la fin imminenta de la guèrra, l'atac a la Grècia nais da las frustracions de Mussolini dins lhi confronts de l'aleat tedesc. Après l'ocupacion de la Romania, Mossolini ditz (dal diari de Ciano): "Hitler m'enforma sempre a còsas fachas. Aqueste bòt lo pago de la mesma monea: saberè dai jornals qu'ai ocupaa la Grècia".
Es l'11 d'octobre, dui jorns après Badoglio ven informat de la volontat dal Duse, lo 15 se ten la reünion definitiva, que serè registraa coma un di exemples mai penós dal regim (aqueste bòt abo lo consens o lo silenci di comandants militars). Lo 28 d'octobre las tropas italianas passon la frontiera entre Albania e Grècia, mal armaas e mal equipaas. Lhi riforniments son paures e dificultós, e l'uvèrn se revelarè un dur adversari. Ailai trobarèn a lhi afrontar un nemís tot autre que impreparat, ren mielh armat, mas sostengut da la coneissença dal terren, da riforniments regolars e dal patriotisme de qui sent d'èsser estat atacat injustament; tant qu'après masque quatre jorns já començarèn lhi premiers contratacs.
Al Duse, qu'abo malícia pròpri lo 28 d'octobre receu Hitler a Firenze, resta lo maigre plaser d'anonciar al furher lo començament de l'ofensiva e de confidar a si collaborators "aqueste bòt siu mi que l'ai fach restar de bòsc". Hitler já dins lo retorn en Germània parlarè de "deplorable error" de lhi italians e diserè las rasons de son judici dins una letra a Mussolini.
E serè pròpri la Germània a salvar l'Itàlia da la desfacha, en atacant la Grècia dins la prima dal 1941 (la resa es dal 23 abril), parelh da aver lo contròl di balcans en vista de la declaracion de guèrra a l'Union Soviética (encuei se coneis lo prètz d'aquela decision).
Aquesta pichòta reconstruccion d'aquilhi aveniments dramàtics pòl nos far compréner la maleirosa sòrt dal soldat italian, rabelat dins una guèrra sensa deguna explicacion se ren l'imprudença e la folia de qui purtròp enlora avia lo poer. Un soldat que coma sempre s'es batut abo granda valor, e a escrich de veras e pròprias pàginas de glòria, ente l'estòria de la Division Julia resta un símbol legendari.
Decò la Cuneense es estaa implicaa dedins aquela campanha, coma renfòrç après que la contra-ofensiva grèca menaçava de refolar lhi italians da l'Albania. Es estaa una dura pròva de coratge e sacrifici. Lhi reparts just arribats da l'Itàlia a tropèls per la dificultat de passar l'Adriàtic (lhi avia lhi somergíbils anglès), la carença de transpòrts e de basas logísticas en Albania, venion mandats en premiera linha a estopar lhi pertuis: mas sovent ,já al lòng dal viatge, lhi orgànics e lhi armaments se revelavon incomplets.
En tot, la campanha es costaa a l'esèrcit italian esquasi 40.000 òmes entre mòrts e desperduts, 50.000 ferits e 12.000 congelats.
Nòta Gianni Oliva dins son libre "La storia degli Alpini", a la qual se fai aicí sovent riferiment per son rigor e completessa, que "la literatura, tan richa de racòntes sus la campanha de Rússia, a ren dediat autant d'atencion an aquela de Grècia, dal temp que las condicions di nòstri soldats, sobretot dins lhi premiers moments, e lo numre di mòrts son ren estats menc dramàtics de la retirada dal Dòn".