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Lhi elvés dins la II Guèrra Mondiala

La campagna delle Alpi Occidentali

La Campanha de las Alps Occidentalas

La campagna delle Alpi Occidentali
italiano
La Cuneense è schierata nel settore Po-Maira-Stura, si può dire che giochi in casa. Le posizioni dei suoi due reggimenti vanno dall'alta Val Varaita, vale a dire dalle testate dei valloni di Pontechianale e di Bellino, fino al Sautron in Valle Maira. Prevedendo la prossima resa della Francia, il 15 giugno Mussolini ordina al maresciallo Badoglio di dare corso il 18 alle operazioni offensive. Badoglio si oppone, facendo presente che il dispositivo italiano è predisposto tutto per la difesa e che la sua conversione richiederebbe almeno una ventina di giorni. Né manca di fare osservare al Duce che un attacco alla Francia prossima al collasso nulla avrebbe aggiunto alla vittoria tedesca; per contro sarebbe stata una macchia sull'Esercito e sulla Nazione italiana. Ottenuta una sospensiva -e comunque dato corso alle convulse operazioni necessarie all'offensiva- Badoglio riceve il 20 giugno l'ordine di iniziare l'attacco l'indomani. 
Sono note le vicissitudini di quei giorni. Impreviste abbondanti nevicate fuori stagione e il gelo (saranno tanti i casi di congelamento) rendono penosa l'azione dei reparti italiani. I rifornimenti sono fortemente ostacolati, fra l'altro difetta il sostegno dell'artiglieria, accecata dalla mancanza di visibilità dovuta al maltempo. Per contro la "Maginot des Alpes", con le sue moderne fortificazioni di roccia, cemento e acciaio dimostra la sua efficienza e sostiene la forte resistenza dei soldati francesi. 
Ciò nonostante alpini e fanti riescono a scalfire in vari punti, sia pure per lo più superficialmente, la linea nemica dal monte Bianco alle Alpi marittime. La "Cuneense" si muove il 24 su più colonne che raggiungono la Montagne de Cristillan, la Combe Bremond, Maurin e la Blachière assumendo il controllo dell'alta valle dell'Ubaye, si infiltrano oltre il colle della Gippiera, arrivano al Lac Premier. È il 25 giugno: alle ore 1,35 le ostilità sono sospese perché la Francia ha chiesto l'armistizio. Non sono rari i casi in cui gli alpini italiani e i militari francesi si ritrovano figli delle stesse montagne e fraternizzano. Un caso per tutti, avvenuto addirittura a combattimenti in corso, sul confine della Valle Stura di Demonte. Lo narra nel suo libro di memorie "Pipe e Soldati" l'alpino dronerese Giacomo Lombardi, allora colonnello Capo Ufficio Operazioni della I Armata. 
Testualmente: "Specie le truppe alpine avevano dimostrato uno spiccato spirito umanitario che lasciava trasparire la bontà dell'anima del montanaro ed il tradizionale senso di solidarietà tra le popolazioni alpine dei due versanti, legate da tanti eventi storici e dalle comuni usanze.
Nell'alta Valle Stura era accaduto un fatto significativo che confermava tale stato d'animo. Un nostro reparto di alpini uscito da un colle di alta quota, ebbe per compito la conquista di un'altura dominante una conca cosparsa di piccoli laghi. Il reparto protetto da un fitto nebbione avanzò indisturbato fino a raggiungere un laghetto, dove prese posizione per passare alla formazione di attacco. Senonché, diradandosi la nebbia, risultò vulnerabile alle offese dei francesi che dominavano con le armi automatiche tutta la conca. Gli alpini aprirono subito il fuoco controbattuti con efficacia dai difensori. La situazione appariva veramente insostenibile e ne sarebbe derivata una carneficina se, da parte francese, non fosse sorta come per incanto una bandiera bianca. Venne sospeso il fuoco ed un gruppo di uomini si avvicinò al laghetto. Vi era un medico, un ufficiale ed alcuni "poilu" dai grossi baffi spioventi. Parlò l'ufficiale e disse: "Siete in una posizione senza scampo e noi potremmo fulminarvi tutti in pochi istanti. Abbiamo visto che potreste essere nostri figli e abbiamo compassione di voi e dei vostri parenti. Lasciate le armi, andatevene, nessuno vi farà male. I feriti li medicheremo noi".
Al che i nostri ripiegarono lasciando qualche fucile reso inservibile e tutto finì pacificamente, come pacificamente erano sempre intercorsi i rapporti tra Piemontesi e Nizzardi".
Ancora una testimonianza. Vincenzo Cucchietti, nativo della borgata Caudano di Stroppo, classe 1912, artigliere alpino, intervistato da Nuto Revelli l'11 agosto 1972, ricordando che il 10 giugno 1940 era a Chiappera nell'alta Valle Maira, così si esprime circa lo spirito suo e dei suoi commilitoni: "Giudichiamo la guerra contro la Francia una guerra ingiusta, insensata, una vera e propria tragedia........ Se la nostra gente dell'arco alpino nel passato si è sfamata, se è riuscita a sopravvivere, deve dire grazie alla Francia".
occitan
La Cuneense es plaçaa dins lo sector Pò-Maira Estura, se pòl dir que jue en casa. Las posicions di siei dui regiments van da l'auta Val Varacha, al som di valons de Blins e La Chanal, fins al Sautron en Val Maira. Lo 15 de junh, en preveient en gaire de temp una resa da part de la França, Mussolini comanda al mareschal Badoglio de començar las operacions ofensivas. Badoglio es contrari, e lhi fai present que l'armada italiana es tota aprestaa a la defensa e que una sia conversion demandaria almenc una vintena de jorns. Manca pas decò de far observar al Duse que un atac a la França já moribonda auria jontat ren a la victòria tedesca; al contrari, seria estaa vista coma una vilhacada negativa per l'esèrcit e per la Nacion italiana. Après aver obtengut una sospensiva, e contunhat totun las frenéticas operacions necessàrias a l'ofensiva, lo 20 de junh arriba l'òrdre d'atacar lo jorn que ven.
Son de jorns movimentats. Lo gèl e d'imprevistas e bondosas charamalhaas fòra sason (serèn un bèl pauc lhi cas de congelament) rendon penosa l'accion di reparts italians. Lhi riforniments an de mal far a arribar, e carent es lo sosten de l'artilheria, per la mancança de visibilitat degua al temp marrit. Al contrari la linha "Maginot des Alps", abo sas fortificacions de ròcha, ciment e acier se demostra eficenta e sosten la fòrta resistença di soldats francés.
Totun lhi alpins e lhi fants arribon a descracar en vari ponchs, bèla se sobretot en maniera legiera, la linha nemisa dal Mont Blanc a las Alps Marítimas. La Cuneense se bòuja lo 24 sus mai de terlinhas que rejonhon la Montagne de Cristallin, la Combe Bremond, Maurin e la Blanchière en pilhant lo contròl de l'auta Val de l'Ubàia, sobron lo Còl de la Gipiera, arribon al Lac Premier. Es lo 25 de junh: a 1 bòt e 35 las ostilitats son sospenduas perque la França a demandat l'armistici. Son ren raires lhi cas ente lhi alpins italians e lhi militars francés se retròbon filhs de las mesmas montanhas e fraternison entre lor. Un cas, avengut al confin de la Val d'Estura quora encara se combatia, es contiat dins lo libre "Pipe e Soldati" de l'alpin dronerés Giacomo Lombardi, an aquel temp colonél a cap de l'Ufici Operacions de la Iª Armada.
Se les: "Sobretot las tropas alpinas avion demonstrat un fòrt esperit umanitari que laissava entrelúser la bontat de còr dal montanar e lo tradicional sens de solidarietat entre la gent di dui costats, liaa da son estòria e da sas costumas.
Dins l'auta Val d'Estura era avengut un fach sinhificatiu que confermava aquò. Un nòstre repart d'alpins, salhit da un còl aut, avia l'encharge de pilhar una poncha que dominava una conca lunasseaa de pichòts lausets. Lo repart, parat da una nebla espessa, avia avançat fins a un di lausets, ente avia pilhat posicion per passar a la formacion d'atac. Mas puei, passaa la nebla, s'era revelaa completament dessot lo fuec di francés que dominavon abo las armas automàticas tota la conca. Lhi alpins avion súbit fach fuec, ben rembalat dai defensors. La situacion semelhava verament tràgica e seria capitat segurament un massacre se, da par francesa, foguesse ren esponchaa coma per enchant una bandiera blancha. Lo fuec era quitat, e un tropèl d'òmes s'era avesinat al lauset. Lhi avia un metge, un oficial e qualques "poilu" dai gròs barbís virats chapval. L'oficial avia pilhat la paraula e avia dich: "Sietz dins una posicion sensa remedi e nosautri poleríem vos fulminar tuchi dins gaire. Avem vist que poleríetz èsser nòstri filhs e avem pena de vosautri e di vòstri chars. Abandonats las armas, anats via, degun vos farè de mal. Lhi ferits lhi mesinarèm nosautri".
Com aquò lhi nòstri avion replegat en laissant sus lo terren qualque fusil blocat, e tot era finit en patz, coma sempre pacífic eron estats lhi rapòrts entre piemontés e niçards".
Encara una testimoniança. Vincenzo Cucchietti, de la ruaa Caudan d'Estròp, classa 1912, artilhier alpin, entervistat da Nuto Revelli l'11 d'avost 1972, enavisa que lo 10 de junh 1940 era a La Clapiera en auta Val Maira, e parelh còntia de l'esprit siu e di siei companhs: "Judiquem la guèrra còntra la França una guèrra injusta, insensaa, una vera tragèdia... Se nòstra gent es arribaa a se gavar la fam, a viure, devem dir gràcias a la França".