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Elva

Elva

Elva
italiano Elva sorge in un vallone laterale della Valle Maira, a 1637 m di altitudine; conta 100 abitanti ed è costituito da 30 borgate e frazioni, tra cui Brione, Castes, Chiosso, Clari, Dao, Lischia, Martini, Mattalia, Meira, Reinaud, Rossenchie, Serre, Villar.
Una leggenda narra che l’insediamento fu fondato da quattro briganti in fuga, alla ricerca di un luogo appartato per il ricovero e sostentamento. Le prime testimonianze dell'esistenza di un nucleo abitativo in zona si fanno risalire ai tempi dei romani: è stata ritrovata una lapide romana, attualmente murata e inglobata nella facciata della chiesa parrocchiale. L’ipotesi più probabile è che in questa zona siano stati assegnati dei terreni a schiavi liberati: questo sarebbe comprovato dalla grande diffusione del cognome Dao o Davo, tipico degli schiavi affrancati. Il toponimo pare derivare dal nome gentilizio Helva, riferito alla gens che risiedeva in questa zona in epoca romana. Un’altra etimologia deriva dal nome della tribù dei Galli Helvi, stanziata sulle Prealpi provenzali. Un’ulteriore ipotesi si rifà al nome occitano del pino cembro, elvo.
Già nel 1200 Elva era possedimento del marchesato di Saluzzo. Grazie al suo isolamento fu solo marginalmente toccata dal passaggio degli eserciti nelle varie guerre e occupazioni che travagliarono la valle: solo a metà Settecento, con la Guerra di Successione Austriaca, fu costruita per il transito delle truppe militari la Strada dei Cannoni, che dalla Valle Varaita la attraversava per proseguire fino alla Valle Stura. Una seconda via di accesso ad Elva, più breve e maggiormente praticabile anche nei mesi freddi, fu tracciata verso la fine dell’Ottocento e ultimata solo a metà del secolo successivo.
Il paese doveva godere di una notevole prosperità economica considerato che sul finire del Quattrocento fu attivo qui uno degli artisti prediletti del marchese di Saluzzo, Hans Clemer. L’artista fiammingo, noto anche come Maestro d’Elva, ha lasciato nella borgata capoluogo Serre la sua opera più famosa: una Crocifissione di rara drammaticità affrescata sulla parete di fondo del presbiterio della parrocchiale, e storie della vita della Vergine. La chiesa, in stile romanico del XIII secolo, presenta anche una pregevole decorazione scultorea del portale e dell’arco del presbiterio. In borgata Serre si trova anche la casa della Meridiana che ospita oggi il Museo di Pels. Elva infatti è nota anche come paese dei pelassiers o commercianti di capelli, mestiere itinerante che molti abitanti intrapresero con l’emigrazione stagionale. Tra fine Settecento e metà Novecento l’industria dei capelli divenne un’importante fonte di reddito per gli elvesi: i capelli femminili venivano raccolti, lavorati nei laboratori attivi nel paese e venduti in tutta Europa per la produzione di parrucche.
Le attività praticate oggi nel paese sono l’agricoltura e l’allevamento, nonché la produzione casearia della toma d’Elva. Tre strade conducono ad Elva: la strada dell'orrido o del vallone, quella che segue il percorso delle antiche mulattiere da Stroppo verso il colle S. Giovanni, e una terza, agibile nella buona stagione, dalla valle Varaita attraverso il colle di Sampeyre.
occitan Elva se tròba ent’un valon a la drecha d’la Val Maira, a 1637 m d’autessa; fai 100 abitants e es formaa da 30 ruaas e fracions, coma Brion, Castes, Clòs, Clari, Dao, Liscla, Martin, Mattalia, Meira, Reinaud, Rossenchas, Serras, Vilar.
Una legenda conta que Elva seria estaa fondaa da quatre brigants que cerchavon un pòst per refutjar-se. Las premièras testimonianças remonton ai Romans: es estaa retrobaa una lastra romana, encuei muraa sus la façada de la gleisa parroquiala. Aicì serion estaas assenhaas de terras a d’esclaus liberats: pr’aquò seria talament frequent lo conhòm Dao o Davo, tipic di servs afrancats. Lo topònim venaria dal nom gentilici Helva, la gens que vivia aicì en epoca romana. Una autra etimologia arsòna lo nom de la tribù di Galli Helvi, presenta sus las Prealps provençalas, o lo nom d’una planta, l’elvo.
Jà ental 1200 Elva era part del marquesat de Saluces. Era talament isolaa que ven pas trochaa da lhi exercits que passen en valada: mec a la metat del Sèt cents, emè la Guerra de Succession Austriaca, ven realizaa per lhi militars la Via di Cannons, que da la Val Varacha portava en val d’Estura. Una seconda via, pus curta e praticabla decò l’uvern, ven traçaa a la fin de l’Uech cents e finia 50 ans d’après.
Lo paìs devia èsser ben rich, vist qu’a la fin del Quatre cents arriba aicì un de lhi artistas pi cars al marqués de Saluces, Hans Clemer. Lo flamand, coneissut decò coma Magistre d’Elva, a laissat al cap luòc Serras sia òbra pus famosa: una Crocifission dramatica frescaa ental presbiteri de la parroquiala, e istòrias de la vita de la Vierge. La glèisa, en estil romanic del XIII secle, presenta decò una preciosa decoracion esculturaa del portal e de l’arc del presbiteri. En ruaa Serras se tròba decò la casa de la Solaria ente es alestit lo Museu di Pels. Elva de fach es conoissua decò coma paìs di pelassiers o merchants de chabèls, mestier itinerant estagional. Entre la fin del Set Cents e la metat del Nòu Cents l’industria di pèls deven una importanta votz econòmica per lhi elvés: lhi pèls des fremas eron culhits, trabalhats en lhi laboratòris del paìs e venduts en tota Europa per far perrucas.
Las activitats del paìs encuei son l’agricoltura e l’enlevament, e la produccion de formatge coma la toma d’Elva. Tres vias pòrton a Elva: la via del valon, aquela que arsòna las anticas mulatièras e monta da Sant Martin d’Estròp vers lo còl de Sant Joan, e una terça, que se pòl far d’istaa, e monta da la val Varacha a travèrs lo còl de Sant Peire.