Sembra che un secolo sia trascorso dall’edizione 2011 del nostro PREMIO tanti sono i fatti accaduti da allora e i nuovi scenari di vita che si prospettano coin- volgendo, in varia maniera, ognuno di noi.
Rispetto ad un anno fa, e allora sembrava impossi- bile, la delusione per il degrado della civiltà della vita quotidiana si è fatta ancora più cocente e pare che que- sta caduta non abbia fine.
Abbiamo vissuto in modo drammatico il tentativo di far scomparire i piccoli comuni (oltre milleduecento in Italia) cancellando mille anni di storia, di cultura, di ci- viltà, in virtù di un falso risparmio che esiste solo nella testa di chi non conosce la realtà del paese Italia. Que- sto è avvenuto nell’indifferenza del “mondo colto” che non ha afferrato e denunciato questa scempiaggine. Il tentativo è stato per ora rintuzzato. Fino a quando?
La crisi ha fatto ritornare la cultura, specialmente dove governano persone di basso livello intellettuale, un peso anziché IL VALORE. Tristi ricordi di un tempo neanche troppo lontano. La storia è una grande mae- stra ma ha pessimi alunni. Tutti conoscono il prezzo di tutto ma il valore di nulla.
I piccoli comuni sono governati capillarmente dal volontariato degli amministratori che lavorano (quasi sempre gratuitamente: è anche il caso del Comune di Ostana) per l’amore del proprio paese.
Una classe politica può essere così folle da elimina- re questo volontariato? Quando toccherà alla Croce Rossa?
Per quanto riguarda l’ambito delle attività culturali abbiamo assistito ad una caduta verticale dei finanzia- menti (ai voraci partiti naturalmente no...) e vengono privilegiate le grandi iniziative (quelle da cifre esorbi- tanti) di fatto demolendo la rete delle associazioni che in questi trenta-quarantanni avevano fatto un lavoro enorme sul territorio. Rimane un sempre più esiguo fi- nanziamento sulla legge 482/99 a tutela delle mino- ranze linguistiche (anche per non risultare insolventi nei confronti delle verifiche dell’Europa).
Quest’anno il PREMIO ha l’onore di ospitare, con tutti gli altri scrittori, Sergio Salvi, la persona che più di altri ci ha “svegliati” facendoci prendere coscienza del valore della nostra lingua e del lavoro che bisognava fare per portarla ad una dignità che precedentemente, per secoli, era stata mortificata, dall’esterno, ma anche dall’interno delle nostre comunità.
Un meritato “premio alla carriera” per ringraziarlo anche dell’attenzione che ha voluto riservare alla no- stra piccola iniziativa. I ringraziamenti vanno a tutti gli altri scrittori che, anche da lontano, hanno voluto farci visita omaggiando così la cultura occitana.
Dobbiamo ringraziare la sensibilità delle fondazioni bancarie CRT e CRC se anche quest’anno siamo riusci- ti ad arrivare fino in fondo.
Per ora SIAMO ANCORA QUI.
Giacomo Lombardo