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Dronero

Draonier

Dronero
italiano Dronero, all’imbocco della Val Maira, è un comune di 7300 abitanti che sorge a 621 metri di altitudine; conta numerose frazioni e borgate, tra cui Monastero, Pratavecchia, Tetti, regione Olivengo, regione Moschieres, regione Piossasco, Ripoli.
L’etimologia del toponimo si fa risalire al termine medievale draco, che indicava un luogo posto su uno sperone roccioso nei pressi di un corso d’acqua. Altre ipotesi, più fantasiose, lo legano a Dragone, nobile di Verzuolo indicato come fondatore dell’insediamento, o a un soldato romano, Draconanus, da cui deriverebbe Dragonerium, che portava l’insegna del dragone, in riferimento alla presunta stazione doganale romana qui presente e alle successive guerre goto-bizantine.
Dronero sorse intorno alla metà del XII secolo come villa nova, quando le comunità rurali locali di Ripoli e Surzana si unirono rivendicando le proprie libertà contro il potere feudale. Prima soggetta ai marchesi di Busca, si liberò alleandosi con il comune di Cuneo per diventare poi possedimento del Marchesato di Saluzzo dal 1281, ma godette sempre di autonomia e indipendenza, poi confermate negli statuti del 1476. Con il trattato di Lione del 1601 passò ai Savoia. Nel 1749 ricevette da Carlo Emanuele III il titolo di città, dando inizio ad un periodo di pace e di sviluppo. Il centro cittadino cominciò ad essere modificato: furono abbattute le mura interne e parte delle vecchie mura esterne, il castello fu riconvertito ad ospedale e venduto al comune, furono costruiti nuovi palazzi nobiliari, le attività artigianali prosperarono e si trasformarono in piccole industrie, con particolare sviluppo di quella serica, della tessitura e della lavorazione del ferro. Queste attività furono ulteriormente potenziate tra fine Ottocento e inizio Novecento grazie agli interessamenti di Giovanni Giolitti, che qui aveva il suo collegio elettorale e favorì inoltre l’arrivo della ferrovia e la realizzazione del nuovo ponte sul Maira.
Dal punto di vista economico il paese prospera grazie all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato.
Per quanto concerne le attività culturali vanno citati il museo Mallé, dedicato allo storico d’arte, direttore dei Musei civici di Torino e docente di Storia dell’Arte all’Università di Torino Luigi Mallé, che lasciò al comune la propria casa e le collezioni in essa custodite; il Centro Europeo Giovanni Giolitti per lo studio dello Stato e l’Espaci Occitan, associazione di enti pubblici del territorio occitano alpino che lavora per la tutela, la valorizzazione e la promozione linguistica, culturale e turistica delle valli occitane, e comprende un museo multimediale della lingua occitana e un istituto di studi.
Il Ponte Vecchio, detto anche del Diavolo, ponte medievale merlato con grandi arcate diseguali, è uno dei simboli della città. Degni di nota sono inoltre la Parrocchiale dei SS. Andrea e Ponzio in stile gotico, il Convento dei Cappuccini, la Confraternita del Gonfalone in stile barocco con un’esposizione permanente di Arte Sacra, il Teatro Civico, il Foro Frumentario o Loggia Mercatale risalente al tardo Quattrocento, il Mulino della Riviera di origine quattrocentesca.

occitan Draonier, a l’emboch de la Val Maira, es una comuna de 7300 abitants que se tròba a 621 metres d’autessa; a diferentas fracions e ruaas, coma Monastier, Praavielha, Techs, region Oliveng, region Mosquieras, region Piossasc, la Ripa.
L’etimologia del topònim remontaria al medieval draco, un pòst sus un esponchon de ròcha dapè d’un riu. Autras interpretacions, pus fantasiosas, lo repòrton a Dragon, nòble de Versòl fondator de l’ensediament, o a un soldat roman, Draconanus, d’ente venaria Dragonerium, que portava lo senhal del dragon, en relacion a l’ipotetica estacion doganala romana aquì presenta e a las guerras gòto-bizantinas.
Draonier nais vers la metat del XII secle coma villa nova, quora las comunitats ruralas de Ripoli e Surzana s’unisson per reclamar lors libertats contra lo poder feudal. Drant sot lhi marqués de Busca, se libera e fai aleança abo la comuna de Coni per passar puei sot lo Marquesat de Saluces despuei lo 1281, ma sempre en condicion d’autonomia e endependença, puei confermaas en lhi estatuts del 1476. Abo lo tractat de Lion del 1601 passa ai Savòia. Ental 1749 Carlo Emanuele III lhi dona lo titol de citat, e comença un moment de patz e d’esvilup. Lo centre ven modifiat: s’abaton las muras dedins e una part d’aquelas de fòra, lo chastèl deven espidal e vendut a la comuna, son realizats novèls palais nobiliars, las activitats artisanalas florisson e devenon pichòtas industrias, sustot aquela de la seda, di tissuts e del ferre. Aquestas activitats son potenciaas entre la fin de l’Uech Cents e lo principi del Nòu Cents gracias a Giovanni Giolitti, qu’avia aquì son collegi electoral e favorìs la realizacion de la ferrovia e del novèl pont sal Maira.
Econòmicament lo paìs se fonda sus l’agricoltura, l’enlevament e l’artisanat.
Ental sector cultural chal navisar lo museu Mallé, dedicat a l’istòric de l’art, director di Museus civics de Turin e ensenhaire d’Istòria de l’Art a l’Universitat de Turin Luigi Mallé, qu’a laissat a la comuna sa casa e sias collecions; lo Centre Europeu Giovanni Giolitti per l’estudi de l’Estat, e l’Espaci Occitan, associacion de publicas administracions del territòri occitan alpin que trabalha per tutelar, valorizar e promòure la lenga, la cultura e lo torisme des valadas occitanas, abo un museu multimedial de la lenga occitana e un institut d’estudis.
Lo Pont Vielh, dich decò del Diaul, pont medieval merlat abo grands arcs de misuras diferentas, es un di simbols de la citat. Enteressantas son decò la Parroquiala di SS. Andrea e Ponzio en estil gòtic, lo Convent di Capucins, la Confraternita del Gonfalon en estil baròc abo una exposicion permanenta d’Art Sacra, lo Teatre Civic, lo Fòro Frumentari o Lotja del Merchat del tard Quatre Cents, lo Mulin de la Riviera del mesme secle.