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Avem fach un sumi

Da Salbertrand: Rina e Massimo

Da Salbertrand: Rina e Massimo

"Avem fach un sumi" inchiesta sul rinsediamento in montagna a cura di Maurizio Dematteis

Da Salbertrand: Rina e Massimo
italiano Salbertrand: comune dell'Alta Valle Susa situato sulla riva sinistra della Dora Riparia, a 1032 metri sul livello del mare. Vanta circa 550 abitanti, distribuiti su una superficie di 40,88 chilometri quadrati, suddiviso in 9 nuclei: San Romano, Rival, Plans, Deveys, Fenil, Eclause, Moncellier, Oulme e capoluogo. Le caratteristiche paesaggistiche e territoriali variano dalla piana della Dora Riparia ai rilievi soleggiati e in parte aridi ed aspri del versante Nord a quelli ricchi di flora e fauna del versante opposto, dove si trova il Parco naturale del Gran bosco di Salbertrand.
Il comune appartenne storicamente al Delfinato, quindi alla Francia fino alla firma del trattato di Utrecht nel 1713, e successivamente passò sotto i Savoia, per poi confluire nel Regno d'Italia e, infine, nella Repubblica italiana.
Il comune, oggi considerato il baluardo della cultura occitana dell'Alta valle di Susa, oltre alle attrazioni paesaggistiche, vanta una serie di attività imprenditoriale legate alla fabbricazione di materiali edili e una sviluppata rete di servizi, punto di riferimento per molti dei comuni limitrofi. E' possibile raggiungere il comune da Torino in ferrovia o attraverso l'autostrada A-32 Torino-Bardonecchia-Frejus uscendo al casello Oulx Est. In alternativa è possibile raggiungere Salbertrand, sempre da Torino, attraverso la strada statale 24 del Monginevro.
Impegno e tradizione
"Io penso che Salbertrand sia un modello di rivincita della montagna - spiega con una punta di orgoglio Massimo Garavelli, ex sindaco per due mandati ed attuale presidente del Parco naturale del Gran bosco per passione, responsabile movimento merci per le Ferrovie italiane a Modane per esigenza - un esempio di come si possa combattere lo spopolamento nelle valli alpine". Ed infatti, anche grazie alle sue amministrazioni, nel giro di una decina di anni la tendenza allo spopolamento si è arrestata. Tanto che oggi, si evice dai dati disponibili, pare sia in atto una tendenza al ripopolamento. Dei 1400 abitanti censiti nel lontano 1881, massimo storico del piccolo comune montano, si è passati a un minimo di 425 residenti del 1991, per risalire ai 550 odierni.
Massimo Garavelli è originario di Torino, ma, come sottolinea lui stesso: "Ho un legame particolare con questi luoghi, perché mio nonno materno è stato uno degli ultimi comandanti del forte di Exilles, e quello paterno è stato uno dei primi villeggianti a Oulx. Io sono venuto qui la prima volta a un mese e mezzo, e da allora interessi, amici, passioni e amori li ho sempre conservati a Salbertrand". All'età di vent'anni decide di trasferirsi definitivamente in Val di Susa. Diventando, nel giro di pochi anni, capo stazione di Salbertrand e marito di Rina Brayda, originaria di Les Ramats di Chiomonte. "La mia vita è stata un po' diversa da quella di mio marito - tiene a sottolineare Rina Brayda - perché io le merendine, a differenza sua, non le ho mai viste. Gli dico sempre di provare a vivere qualche anno a Les Ramats, per capire la vera essenza della vita in valle". Rina è una donna "di poche parole", come sottolinea suo marito Massimo, che finita la quinta elementare, ha cominciato a lavorare: "Eravamo cinque figli - ricorda - e due fratelli hanno studiato in collegio. Ma non c'erano soldi per tutti, e così all'età di 14 anni sono andata a servizio. Prima a Susa e poi a Torino". Tutte le settimane attendeva con ansia l'arrivo del sabato per tornare nelle sue valli. Perché, ricorda, la "vita di città non faceva per me". Poi un giorno la svolta: Rina Brayda va a ballare al Cral di Chiomonte e conosce Massimo. Dopo poco, a 24 anni, si sposa e si trasferisce a Salbertrand: "Oggi faccio la casalinga e sono felice. Devo badare a due case: quella di Salbertand e quella di famiglia che abbiamo ristrutturato a Les Ramats".
Due percorsi di vita molto diversi quelli di Massimo e Rina, che da quando si sono incontrati hanno condiviso, oltre che la quotidianità familiare, anche la passione per il luogo in cui hanno deciso di vivere. Rina ha schiuso le porte degli usi e consumi di valle a Massimo. Compresa la cura della vigna di famiglia, in cui Massimo ha voluto reinnestare l'antico vitigno Avanà, o la produzione di insaccati fatti in casa. Massimo ha trasmesso a Rina il suo entusiasmo nel cercare di valorizzare una cultura e una lingua, quella occitana, che per anni ha rischiato di perdersi, sottolineandone l'importanza per la coesione della realtà locale. "Nel corso della mia attività politica, sia in Giunta comunale che in Comunità montana - spiega Massimo - ho sempre portato avanti una strenua battaglia di mantenimento dei servizi. Perché credo sia l'unica strada per mantenere un tessuto socio economico vivo nelle valli alpine. E oggi, grazie anche all'impegno di tanti, posso dire che esistono pochi comuni delle nostre dimensioni con scuola materna ed elementare, una stazione ferroviaria aperta 24 ore su 24, una azienda elettrica municipale, un ambulatorio medico garantito dal comune e tanti altri servizi. Mi viene in mente, ad esempio, il servizio di revisione auto da noi fortemente voluto. E' l'unico esistente in alta valle, e vengono da noi da tutti i comuni vicini". Una rinascita locale che oggi permette a Salbertrand di non avere praticamente disoccupati. Una battaglia decennale contro la chiusura della scuola che oggi si prende la sua rivincita, dovendo reperire nuovi spazi per ospitare gli alunni in aumento. Una politica di recupero che oggi vede i primi reinsediamenti di persone provenienti dalla pianura. "Oggi abbiamo addirittura una presenza extracomunitaria pari al 5% -continua Massimo -. Tutta gente con famiglia e che lavora". E alcuni dei loro figli frequentano il corso di patois, organizzato settimanalmente nel centro polivalente del comune, come strumento di integrazione. "Ricordo quando andavo a scuola - spiega Rina - e le maestre mi sgridavano se parlavo in patois. Ma io ancora oggi penso in occitano, per poi tradurre in italiano se parlo con qualcuno che non capisce la lingua. E il fatto che la nostra parlata sia stata finalmente riconosciuta è un fatto importante per la nostra cultura".
Rina e Massimo hanno un figlio ventenne che studia Scienze del turismo a Torino. Ma appena può, sottolinea Rina: "torna a Salbertrand dove ha amici e passioni". Sperano che segua le loro orme e che, come sottolinea Massimo: "Lui e gli altri ragazzi del luogo riescano a trovare lavoro. Non solo un'occupazione che gli permetta di sopravvivere, ma un lavoro che li realizzi e dia un senso alla decisione di restare a vivere in montagna".

occitan Salbeltrand: Comuna de la Val d'Ols pausat sus la riba manchina de la Doira, a 1032 mètres d'autessa. Demoron aquí 550 personas, dins un territòri de 40,88 quilomètres quadrats, dins 9 ruaas: San Roman, Rival, Plans, Deveys, Fenils, Enclause, Moncellier, Oulme e la ruaa centrala. Lo païsatge vària da la plana de la Doira ai rilieus ensolelhats e en part secs e ribassuts dal versant a l' adrech, an aqueli richs de vegetacion dal cant de l'ubac, ente se tròba lo Parc natural dal Grand bòsc de Salbeltrand.
La Comuna es apartengua istoricament al Delfinat, donca a la França fins a la firma dal tractat de Utrecht dal 1713, après al renh di Savòia e d'en darrier al Renh d'Itàlia e a la República italiana.
Consideraa encuei la poncha de la cultura occitana de l'auta Val d'Ols, la Comuna uèfre en mai de son bèl païsatge un baron d'activitats imprenditorialas liaas a la fabricacion de materials edils e una bòna malha de servicis, ponch de riferiment per las autras Comunas da pè. Se pòl arribar a Salbeltrand da Turin en tren o en pilhant l'autorota A-32 Turin-Bardonescha-Frejús, en salhent a Ols Est, o bèla en fasent la via estatala normala.
Impenh e tradicion
"Ieu penso que Salbeltrand sie un modèl de revenja de la montanha - fai embe una poncha d'orguelh Massimo Garavelli, dui bòts sèndic e actual president dal Parc natural dal Grand Bòsc de Salbeltrand per passion, e per exigença responsable dal moviment marchandisas per las ferovias italianas a Modane - un exemple de coma es possible tapar lo despopolament dins las valadas alpinas". E es decò gràcias a sas administracions que, ental vir d'una dezena d'ans, la tendença al despopulament s'es fermaa. Tan que encuei, second lhi numres disponibles, semelha lhi sie una tendença a l'envèrs. Di 1400 abitants cencits ental 1881, poncha istòrica de la pichòta Comuna, s'es passat a un mínim de 425 residents ental 1991, per remontar encuei a 550.
Massimo Garavelli es originari de Turin, mas, coma remarca decò ele: "Ai un liam fòrt embe aquesti pòsts, lo paire de ma maire es estat un di darriers comandants dal fòrt d'Ensilha, e aquel de mon paire es estat un di premiers viletjants a Ols. Ieu siu vengut aicí lo premier bòt qu'aviu un mes e metz, e d'enlora ai totjorn gardat aicí lhi interès, las passions e lhi amors". A vint ans decida de se meirar en Val d'Ols, après un pauc de temp deven cap estacion a Salbeltrand e se maria embe Rina Brayda, originària de Las Ramats de Chaumont. "Ma vita es estaa un pauc diferenta da aquela de mon òme - lhi ten a dir Rina - perque ieu las merendinas, al contrari d'ele, las ai jamai vistas. Lhi diso sempre de provar a viure qualque an ailai a Las Ramats, per compréner a fons la vita d'aicí". Rina es una frema de "gaires paraulas", coma remarca son òme Massimo, que quora es finia la quinta elementara, a començat a trabalhar: "Èrem cinc filh - enavisa - e dui fraires an estudiat en collège. Mas de sòuds n'avia ren per tuchi, parelh a 14 ans siu anaa a far la serventa, derant a Susa e puei a Turin". Totas las setmanas estantava lo sande per tornar mai dins sa valada. Perque, enavisa, la "vita de la vila fasia ren per mi". Mas puei, un sera, arriba que Rina vai a balar al Cral de Chaumont e coneis Massimo. Gaire de temp après, a 24 ans, se maria e vai a viure a Salbeltrand: "Encuei fau la frema de casa e siu contenta. N'ai doas da governar, aquela de Salbeltrand e l'autra de familha qu'avem restructurat a las Ramats". 
Dui percors de vita ben diferents un da l'autre aqueli de Massimo e Rina que, da quora se son rescontrats, an condivis la quotidianitat familiara mas decò la passion per lo liòc onte an desidà de viure. Rina a dubèrt a Massimo lhi uis sus las usanças e las costumas de la valada a Massimo, decò la cura de la vinha de familha, ente Massimo a volgut mai enreisar l'antic vitinh Avanà, o la produccion de salams fach en casa.
Massimo a passat a Rina lo siu entusiasme dins la recèrcha de la valorizacion d'una lenga e cultura, aquela occitana, que per ans a riscat d'anar a rabèl, en remarcand l'emportança per la coesion de la realitat locala. "Dins lo temp de mon activitat politica, sia ental govèrn de la Comuna que dins la Comunitat de Montanha - nos ditz Massimo- ai totjonr portaa anant una convinta batalha per lo manteniment di servicis que creo sie la soleta via per gardar un teissut sòci-econòmic viu dins las valadas alpinas. E encui, mercés l'empenh de tanti, puei dir que existon gaire de Comunas des nòstras dimencions abo escòla mairala e elementara, una estacion ferroviaria dubèrta 24 oras sus 24, una asienda electrica municipala, un ambulatòri médic garantit da la Comuna e ben d'autres servici. Me ven en ment, per exemple, lo servici de revision de las veitura, da nosautres fortement volgut. Es lo solet existent en valada, e venon da nosautres da totas las Comunas vesinas". Una renaissença locala que encuei permet a Salbetrand de pas aver de dissocupacion. Una batalha de ans e ans contra la volontat de barrar l'escòla que encuei se pilha son arvenja vistquese devon cerchar de novèls espacis per sodisfar la demanda que creis. Una politica de renaissença qu'encuei vei lhi premiers ensediaments de personas que arribon da la plana. "Encui avem una presença de extra comunitari dal 5% -contunha Massimo -. Tota gent que a familha e que trabalha". E qualqu'un di lors filhs frequenta lo cors de patuà, organizat totas las setmanas dins lo centre polivalent de la comuna, coma estrument d'integracion. "M'enavizo quora anavo a l'escòla - nos ditz Rina - e las magistras me criavon se parlavo en patuà. Mas encá encuei mi penso en occitan, e après fau la traduccion en italian se parlo abo qualqu'un que compren pas la lenga. E lo fach que nòstra lenga sie estaa finalament reconoissua es un fach emportant per nòstra cultura".
Rina e Massimo an un filh que a una vintena d'ans e qu'estudia Scienças dal torisme a Turin. Mas tant que pòl, soslinha Rina "retorna a Salbertrand ente son lhi amís a passions". An bòna esperança que vane après las lor peas e que, coma soslinha Massimo: "Ele e lhi autres joves dal pòst arriben a trobar un trabalh. Pas solament una ocupacion que lor permete de sobreviure, mas un trabalh que lhi realise e done un sens a lor decision de viure en montanha.